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Fausto Bisantis

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Savuci: Il borgo della pace: find the perfect accommodation

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Description

Immerso in un “teatro” teatro naturale, tra i monti di Fossato Serralta e Taverna, dove il fiume Alli stende il suo tappeto d’acqua limpida e secolare, vi è un luogo di pace e contemplazione molto suggestivo: è il Borgo di Savuci. La sua nascita risalirebbe intorno all'anno 1000 e il suo nome originario è S. Nicolò di Sabuzio, grazie ad alcuni monaci Basiliani, di rito greco bizantino, che risiedevano tra i monti di Taverna e Pentone già dall’VIII secolo e la cui presenza portò alla nascita di altri borghi limitrofi quali: Sorbo San Basile e San Nicolò di Bucisano (oggi inesistente). Tali monaci basiliani erano dediti alla gestione di questi borghi, non solo come luoghi di ritiro e preghiera, ma anche come centro di accoglienza per bisognosi e gente comune. L’intento di questi posti consisteva nel creare un'efficiente organizzazione economico-sociale costituita, dall’agricoltura, lo studio e la produzione di varie specie vegetali e l’organizzazione della produzione e il coordinamento politico e culturale per le popolazioni.  Nei secoli successivi Savuci fu popolata da artigiani, contadini e pastori e con l'arrivo degli arabi fu introdotto l'uso del baco da seta.

Dalla fine del 1400 Savuci divenne parte del feudo della famiglia Ruffo e in seguito cadde sotto la giurisdizione di borgo Casale (attuale Fossato Serralta). Il borgo mantenne una densità abitativa di circa 300 unità, fino al 1971, quando, a seguito di un'alluvione venne abbandonato  e tale è rimasto fino al 2014, anno in cui è nato il Comitato “Savuci borgo di pace”, che è attualmente impegnato nella rinascita del luogo.

L’aria pulita, il clima costantemente temperato e la particolarità del terreno che da vita a diverse specie di erbe selvagge raccolgono una parte di vita agreste ormai scomparsa e immergersi in uno spazio temporale in cui il tempo si ferma e l’uomo diventa parte dello stesso paesaggio, senza interferire con esso. Un luogo dei sogni dimenticati e incontaminati, dove la pace che sorge dai monti, entra in simbiosi con la pace dello spirito.

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