Viaggi studio di gruppo: imparare camminando

In questo post, parlando di viaggi studio di gruppo, mi riferisco in particolare ai viaggi all’estero sponsorizzati dall’UE per classi o gruppi scolastici. Nella mia esperienza come responsabile di gruppi di studenti adolescenti che si recano all’estero, non c’è niente di più eccitante, e allo stesso tempo frustrante, del cercare di ottenere che quell’insieme di ragazzi e ragazze diventi quello che deve diventare: un gruppo. E con gruppo intendo un certo numero di persone che vivranno a stretto contatto, condivideranno un’esperienza comune e si aiuteranno a vicenda, per un periodo di tempo specifico. Sono pienamente convinta che, se ben organizzata, l’esperienza del viaggio di gruppo è uno dei momenti più formativi che uno studente possa sperimentare.

studenti

Gruppo di studenti a Berlino

 

L’emozione per gli studenti inizia quando la loro scuola si qualifica per i finanziamenti UE e può offrire a giovani provenienti da aree svantaggiate, viaggi studio, viaggi culturali o esperienze lavorative in altri Stati membri. Vi sono criteri rigorosi e i loro risultati in alcune materie fondamentali devono essere di un certo livello. Mentre tutti aspettano l’esito della loro applicazione e fanno i propri calcoli, alcuni addirittura diventano invidiosi dei loro compagni di classe con i voti sufficientemente alti.

Altra grande esperienza formativa, non solo per gli studenti, è quando le famiglie dei pochi fortunati sono chiamate ad una riunione per discutere il progetto. Gli alunni si sentono già proiettati a Dublino o Parigi, o come nel caso di quest’anno per la mia scuola, a Madrid. Sono impazienti di sentir parlare di alloggio, gite giornaliere e così via, mentre i genitori vogliono discutere di alcuni aspetti pratici.

  • Saranno sorvegliati?
  • Quante chiamate a casa potranno fare?
  • Come funziona il servizio di lavanderia?
  • Quanti soldi dovremmo dare loro?
  • Cosa succede se il mio “bambino” si ammala?

Noi pensiamo a rassicurarli domanda per domanda, e ancora fanno capannello intorno a noi al termine della riunione. L’incombente prima partenza del figlio pesa molto per alcuni genitori, come un secondo taglio del cordone ombelicale.  Alla fine tiro un sospiro di sollievo quando passiamo il controllo di polizia in aeroporto, anche se so che questo è il momento in cui i miei problemi inizieranno.

Abbiamo  spiegato che i liquidi non possono essere portati a bordo nel bagaglio a mano e ci tocca guardare impotenti mentre la costosa lozione per il corpo o il balsamo dello studente stupito vengono buttati nel bidone. Dure lezioni davvero. Noi diciamo agli studenti di guardare cosa fanno gli altri viaggiatori e di solito imparano molto rapidamente. C’è una marcata differenza tra il loro comportamento in aeroporto / aereo tra il viaggio di andata e il volo di ritorno. Imparano ad abbassare il loro tono di voce e rispettare gli altri passeggeri. Perdono ciò che io chiamo il passo dello studente e imparano a camminare elegantemente e a seguire il flusso.

Camminare da solo, un passo avanti per lo studente in viaggio

 

Tuttavia, nonostante gli infiniti avvertimenti, lo zaino di uno studente a caso sarà inevitabilmente saccheggiato e il suo passaporto o carta d’identità rubati. Questo è uno dei momenti più frustranti di tutto il viaggio per il leader del gruppo. La polizia e gli uffici passaporti di tutta Europa ormai hanno addestrato il personale con buone conoscenze linguistiche per affrontare la mole di studenti che denunciano il furto di portafogli. Ricordate sempre di fotocopiare il documento di ciascun membro del gruppo.

Dove portare gli studenti quando si viaggia all’estero? Anche qui bisogna bilanciare le aspettative dei genitori e le preferenze dei giovani. A Dublino, per esempio, il Museo Nazionale, la Galleria Nazionale d’Arte e il Museo della Scienza sono ben meritevoli di una visita. Così, anche, i suoi meravigliosi parchi e giardini. Gli studenti, tuttavia, fremono dal godere della libertà consumista dei centri commerciali di cui Dublino è punteggiata e di visitare la famosa zona di Temple Bar della città. Anche se è sempre opportuno non esagerare con le visite ai monumenti. Possono a volte essere fonte di confusione con tutti i luoghi che presto si mescolano insieme in una vaga memoria priva di dettagli.

Noi diciamo agli studenti di fornire informazioni su eventuali questioni personali di cui dovremmo essere a conoscenza. Ricordo ancora una volta, quando pensavo di aver preso tutte le dovute precauzioni, in cui ho avuto una chiamata da una “madre ospitante” stressata che mi raccontava che uno degli studenti stava avendo un vero e proprio attacco di panico perché aveva visto un ragno in un angolo della sua camera. Si era dimenticato di menzionare che soffriva di aracnofobia! Non c’era verso di calmarlo e non ho avuto altra scelta che chiamare un’altra famiglia ospitante, che generosamente ha trovato un letto per il resto della notte.

I colleghi e le famiglie notano il cambiamento negli studenti al loro ritorno, di solito in meglio. Stabiliscono il legame come gruppo, condividono ricordi comuni, sviluppano un linguaggio in codice che li aiuta a mantenere vivi quei ricordi.

Nel mio prossimo post vi fornirò maggiori dettagli sull’accompagnamento degli studenti all’estero, piccole cose che il vostro agente o organizzatore di viaggi può avere sottovalutato o trascurato. A meno che naturalmente non abbiate contattato Personal Travels.

Guida ai viaggi studenteschi

Non ci sono regole per i viaggi studenteschi organizzati, ma seguire alcuni dei seguenti consigli può rivelarsi utile per gli aspiranti leader di gruppi di studenti. Una volta selezionati i partecipanti, bisogna tenere una riunione preliminare e organizzarsi.

Passare in rassegna con gli studenti e le loro famiglie la lista chi/che cosa:

• Qual è lo scopo del viaggio
• Chi sono i partecipanti
• Perché stanno andando
• Quali sono le date di partenza e ritorno
• Quali sono i vettori di trasporto
• Come saranno allocate le camere o le famiglie ospitanti
• Quali nuovi cibi potrebbero trovarsi a mangiare e quali sono le cose che potrebbero piacere più e meno
• Come sono organizzate le attività quotidiane
• Verificare che ogni studente abbia un documento di viaggio valido – passaporto o carta d’identità nazionale, e che il nome su questo documento coincida con il nome sul biglietto aereo
• I partecipanti dovrebbero anche avere una tessera sanitaria nazionale valida in tutti gli Stati membri dell’UE
• Assicurarsi che gli studenti abbiano a portata di mano una fotocopia del documento di identità

Alla seconda riunione del gruppo bisogna discutere di ciò su cui i genitori sono d’accordo, con particolare riferimento al punto 10 della lista. Importante è lasciare il tempo di socializzare e intrattenere conversazioni informali durante questo incontro in modo che il gruppo possa compattarsi. Se gli studenti provengono da diverse classi o scuole assicurarsi che si scambino le varie informazioni di contatto. Possono anche discutere di una politica comune in materia di pubblicazione di video, foto, e messaggi sui social network. Le telefonate verso/da casa. Fare attenzione ai costi extra di accesso a internet in alcuni alberghi o ostelli.

Telephone

I viaggiatori alle prime armi hanno bisogno di sapere come preparare una valigia e cosa non passerà i controlli di sicurezza. Assicurarsi che ogni studente abbia una targhetta personale sui suoi bagagli che li rende più facili da individuare sul nastro dell’aeroporto. Assicurarsi che gli studenti sappiano quello che possono e non possono portare nel bagaglio a mano e qual è il peso massimo per il check-in dei bagagli.

Consigliare agli studenti di viaggiare il più leggero possibile in quanto essi stessi saranno responsabili per il loro bagaglio durante i trasferimenti e in arrivo e in partenza dagli alberghi. A volte può essere utile ricordare loro di lasciare un pò di spazio e peso per souvenir e vestiti che potrebbero comprare. Se gli studenti partono per un viaggio studio focalizzato sulla lingua, si potrebbe suggerire che acquistino i prodotti da bagno una volta a destinazione, per utilizzare questo fatto come un esercizio di produzione linguistica.

Assegnare agli studenti il ​​compito di leggere qualcosa sulla località di destinazione. Quanti soldi portare. Quali, se del caso, i costi aggiuntivi. Se agli studenti viene offerta la pensione completa, la quantità media della paghetta non deve essere superiore all’equivalente di € 10 al giorno. Se si va in una destinazione non Euro, discutere se cambiare la valuta prima di partire o in arrivo per tagliare i costi, suggerire una transazione da parte del capogruppo di una certa quantità, per esempio € 100 per studente per un soggiorno di 10 giorni. Questa soluzione potrebbe non essere accettabile per tutti gli studenti o per le loro famiglie.

aereoplano

Discutere la procedura per gli aeroporti. Dal primo momento, creare un clima in cui i genitori sono rilassati circa l’evento, e gli studenti riescono a godere di ogni momento a partire dalle vibrazioni e dal ritmo dell’aeroporto. Cosa fare in caso di emergenza in aeroporto o se uno studente è separato dal gruppo. Infondere negli studenti l’importanza di imparare osservando. Come comportarsi a bordo dell’aereo per il viaggiatore alle prime armi. Come comportarsi con il panico in volo.

Impatto con la destinazione. Le prime impressioni sono importanti. Le dinamiche di gruppo cambiano a questo punto. Far parte delle frotte di turisti in movimento o stare in coda per ore, non si adatta a tutti. Gli studenti meno intraprendenti saranno preoccupati, quelli avventurosi non vogliono sprecare un secondo del loro tempo.

Adattare i ritmi del gruppo con i ritmi individuali può essere complesso: per esempio se si è organizzata un’uscita alle 9:00 quando una parte del gruppo è stato in discoteca fino alle 4 del mattino. Lunghi viaggi in autobus, ritardi, ingorghi, difficoltà in albergo, tensioni nel gruppo.

Trovare il giusto equilibrio per il gruppo e ricordare agli studenti della loro responsabilità verso l’altro.
Cambiare le proprie abitudini alimentari può essere stressante, per esempio fare colazione, pranzo e cena a buffet. Una reazione al self-service può significare mangiare troppo o ritrovarsi a mangiare solo le cose che piacciono, ma che fanno male. Le conseguenze spesso sono costipazione o diarrea. Se tali questioni sono state discusse prima della partenza, gli studenti non saranno in imbarazzo a discuterne eventualmente.

studente viaggio

La consapevolezza culturale non può essere troppo enfatizzata. Il gruppo deve essere istruito circa il rispetto di costumi e codici di abbigliamento dei paesi ospitanti. Non devono mai sminuire tali usanze. Se per esempio osservano i locali sul trasporto pubblico, dovrebbero sapere quale è il tono di voce adeguato.
Amori in vacanza e cuori infranti, taccheggio, consumo di alcol in spazi pubblici e uso di droghe: tutto ciò potrà far parte delle dinamiche del gruppo. Qui è dove è necessario il coinvolgimento dei genitori.

Bisogna assicurarsi di avere una dichiarazione firmata in cui si specifica che, in caso uno studente venga espulso da uno Stato per un reato grave, il viaggio di ritorno sarà a carico della famiglia, compresi gli eventuali costi aggiuntivi per la restituzione di beni rubati o per il rimpatrio di minori non accompagnati.

Un’altra potenziale causa che potrebbe obbligare il gruppo a pagare una bolletta salata è se la proprietà di un hotel viene danneggiata. Questo problema può essere neutralizzato se gli studenti pagano un deposito cauzionale di circa € 50 a testa. Se le famiglie sono d’accordo, si possono rimborsare questi soldi direttamente allo studente nell’ultimo giorno della sua permanenza.

Il cane da pastore, o come organizzare con successo viaggi di gruppo

Photo by flickr user Don DeBold

Photo by flickr user Don DeBold

Personal Travels mi ha gentilmente chiesto di contribuire regolarmente al suo magazine di viaggio. Sono molto contenta di poterlo fare sia perché, come madre del fondatore, mi sento di appartenere in qualche modo alla società, sia perché sento che la mia esperienza personale di lungo periodo può tornare utile. Nel corso delle settimane spero di affrontare alcune questioni importanti relative ai viaggi di gruppo e in particolare di concentrarmi su studenti e gruppi religiosi.

Si! Lo so. Il titolo. Ammetto che il cane pastore suona un po’ strano per un blog di viaggio, ma descrive esattamente come mi sento quando mi occupo del mio gruppo nei vari viaggi qua e là, per studio o per svago. Devo dire che mi piace molto l’analogia. Se avete mai visto un cane da pastore a lavoro, saprete come prende sul serio quello che è di sua responsabilità. Lui sa quando dare libero sfogo alle pecore, sa quali sono le pecore più irrequiete e sa quando potrebbe essere necessario un morsetto ai calcagni. Lui sa quando si può prendere una pausa e lasciarle andare al loro ritmo e sa quando consegnarle di nuovo al pastore, che lo premierà con una pacca di ben fatto.

Sono nata in Irlanda. La mia grande famiglia – otto tra fratelli e sorelle – non è esattamente lo stereotipo della famiglia irlandese, nel senso che non siamo tutti sparpagliati tra Gran Bretagna, Australia e America.Io sono l’unica che ha lasciato l’Irlanda ed è andata a stabilirsi in Italia. Ma tra la famiglia e gli amici che amano venire in vacanza in Calabria dove vivo, mi sento proprio a due passi da loro. Naturalmente, ritornare all’Isola di Smeraldo è sempre fantastico.

Casa mia ora è in Calabria, la punta dello stivale. Sono un’insegnante di scuola secondaria e sono anche un docente di lingua per insegnanti di scuola elementare. Ho tre figli e tre nipoti meravigliosi. Sono bilingue inglese-italiano e cerco sempre di evitare che il mio francese e l’irlandese si arrugginiscano troppo. Di professione sono un’insegnante di lingua inglese e, nel corso degli anni, ho portato numerosi gruppi di studenti italiani in vacanza studio, a fare esperienze di lavoro e scambi culturali in tutta Europa. Sono davvero entusiasta di poter gestire una piattaforma per condividere le mie esperienze, offrire alcune linee guida e contribuire a semplificare il compito di altri capigruppo nel riuscire a spostare la gente da A a B e una volta lì a far rendere il più possibile il loro soggiorno nella destinazione ospitante.

Nel corso delle settimane analizzeremo argomenti semplici come ricordare di prendere un adattatore universale quando si va verso il Regno Unito o l’Irlanda ma anche questioni più complesse come la sfida di ottenere il gemellaggio tra due città e come trovare i fondi per farlo. A nome di Personal Travels vi auguro buona lettura e attendo i vostri commenti su questioni che potrebbero interessarvi se siete un capogruppo esperto, un aspirante viaggiatore o semplicemente qualcuno affascinato dai viaggi e da tutto ciò che è loro correlato.

Matera 2019: la grande sfida di essere Capitale europea della cultura

La prima fu Atene, nell’ormai lontano 1985, quando ancora si chiamavano Città europee della cultura. Oggi il loro nome è cambiato in Capitali europee della cultura, la loro assegnazione segue un ordine prestabilito per dar modo a ogni paese dell’UE di esprimere le proprie candidate, ma non si è modificata la mission del progetto: dare visibilità alla vita e allo sviluppo culturale di un territorio, avvicinandolo al resto dell’Europa. Proprio come succederà a Matera, città designata Capitale europea della cultura per il 2019.

Matera - foto di Salvatore Laurenzana

Matera – foto di Salvatore Laurenzana

La notizia è giunta lo scorso 17 ottobre, con la città della Basilicata che ha avuto la meglio su un gruppo di candidate che comprendeva Lecce, Perugia, Ravenna, Siena e Cagliari. Matera dunque, dopo Firenze, Bologna e Genova, sarà la prima città del sud a mostrare le sue capacità di produzione culturale. Un’occasione unica per la città, così come per il sud tutto, come più volte è stato sottolineato e come hanno tenuto a precisare anche i promotori dell’iniziativa, che mettono in luce come Matera abbia “condiviso lo stesso destino di area di consumo di prodotti provenienti dai grandi centri di produzione culturale. Negli ultimi anni, però, il quadro sta cambiando. Si fa strada un movimento che rimuove sistematicamente le barriere di accesso alla cultura: usa nuove tecnologie, adotta licenze aperte per rendere culturalmente ed economicamente sostenibile un modello in cui la produzione culturale è diffusa, orizzontale, partecipata”. Ed è proprio questo il trend che si vuole seguire.

Perché se è vero che soltanto qualche decennio fa Matera era conosciuta come una “vergogna nazionale”, a causa dello stato in cui versavano gli abitanti dei suoi famosi Sassi, ad oggi la situazione è del tutto diversa. Un esempio può essere quello degli Open Data, sul cui tema Matera è avanti rispetto a tutto il Mezzogiorno italiano, ma anche sotto altri aspetti la città sa distinguersi: è una delle città più sicure d’Italia, tra quelle con la maggior penetrazione di tecnologie digitali private e con il maggior aumento di imprese culturali giovanili. Consapevoli di come la cultura rappresenti la vera opportunità per disegnare un modello sostenibile di sviluppo socio-economico, i promotori, forti della grande partecipazione attiva della cittadinanza al progetto, lanciano una sfida che insieme coinvolge il territorio, il sud Italia in generale e l’Europa tutta.

Matera - Foto di Sergio Laterza

Matera – Foto di Sergio Laterza

Tra gli obiettivi della città per Matera 2019 c’è sicuramente quello di fermare la fuga dei giovani, che ancora oggi lasciano il sud per cercare fortuna altrove. Cultura, conoscenza e innovazione dovranno essere il propellente in grado di invertire questo flusso, ed insieme contribuire a rafforzare la visibilità e il posizionamento turistico internazionale di Matera. Ad oggi infatti il turismo straniero nella città si attesta su un 30% di presenze, e l’obiettivo dichiarato per l’anno 2019 è di portare questa percentuale al 50%, a fronte di una mole di circa 600mila turisti attesi ogni anno. Importante sarà anche aumentare i tempi di permanenza in città, così come intervenire sulla mobilità per garantire accesso e spostamenti facilitati in un territorio non facile. Una terra che per quasi cento anni è stata la più povera e la meno alfabetizzata del continente si prepara quindi alla grande sfida, pronta a scrollarsi di dosso ogni senso di inferiorità.