Natale in una spiaggia da sogno

Da un lato la tradizione, quella che per intendersi fa recitare a memoria il detto “Natale con i tuoi…”, dall’altro la tentazione, quella che può essere rappresentata da una settimana diversa dal resto dell’anno, con la vigilia da passare in costume. Quello da bagno, non da Babbo Natale!

Natale in una spiaggia da sogno

Non mancano infatti le possibilità per regalarsi – perché no anche con la famiglia – un Natale in una spiaggia da sogno, che a seconda delle disponibilità economiche sarà più o meno lontana, in un albergo più o meno lussuoso, ricca di comfort oppure un po’ più spartana. Ma che in ogni caso sarà all’insegna del clima temperato, della sabbia fine e dei paesaggi indimenticabili, perfetta per staccare dalla routine quotidiana e ricaricare le batterie in vista dei mesi invernali. Le soluzioni esistono alla portata di (quasi) tutte le tasche, basta selezionare con attenzione la località tra quelle papabili e scegliere una struttura adatta alle proprie esigenze. Un esempio? Cliccando ora sulle nostra scheda relativa alle Canarie abbiamo trovato biglietto aereo per due persone andata e ritorno sulla tratta Roma – Tenerife, più soggiorno di 7 notti nella settimana di Natale in un hotel di Santa Cruz de Tenerife, a un prezzo che si mantiene inferiore ai mille euro. Non male no?

Natale alle Canarie

Quello che abbiamo fatto noi di Personal Travels è sostanzialmente ridurre il tempo necessario ad effettuare una prenotazione a pochi clic in una sola pagina. Dalla mappa per consultare i punti di interesse alla breve descrizione del luogo da visitare, alle informazioni sugli aeroporti in zona, tutto ciò è facilmente consultabile cliccando su una delle schede che trovate qui in basso. E insieme, dalla scheda è possibile partire alla ricerca del biglietto aereo, prenotare una visita guidata o un’attività, affittare un’auto e scegliere l’alloggio migliore in base alle proprie esigenze. Risparmiando così un bel po’ del tempo necessario a effettuare una prenotazione online, che si stima attualmente porti via parecchie ore, dato che la media dei siti visitati prima di dichiararsi soddisfatti (o arrendersi) è pari a 38 pagine internet.

E se non vuoi fare tutto da solo o non sai come barcamenarti nel mare magnum delle proposte di alloggio, non devi fare altro che metterti in contatto con uno dei nostri esperti, così da avere una figura che ti affianchi nella scelta della migliore sistemazione. Non dovrai fare altro che prepararti a passare delle meravigliose vacanze di Natale, perché al resto penseremo noi di Personal Travels.

Un weekend nei borghi italiani

Cambiare prospettiva, rallentare, immergersi in realtà apparentemente rimaste sospese nel tempo, scoprire botteghe artigiane ormai introvabili nelle vie di qualsiasi città, assaporare piatti di quella cosiddetta “cucina povera” che tanto ha contribuito a consolidare la tradizione gastronomica del nostro territorio, fare una passeggiata romantica oppure semplicemente staccare un po’ la spina e lasciarsi cullare dal soffio del vento, ammirati da un suggestivo panorama collinare o da una veduta sul mare. Tutto questo – e molto di più in verità – lo si può trovare spendendo anche soltanto un weekend nei borghi italiani, vero e proprio patrimonio di una terra ricca di storia, piccoli forzieri capaci di custodire forme e abitudini ormai sorpassate.

Foto dell'utente Flickr nerovivo

Foto dell’utente Flickr nerovivo

Basta guardare fuori dal finestrino del treno mentre taglia la campagna, o dal vetro di un’automobile lungo l’autostrada, per rimanere ammirati di fronte alle tante piccole realtà arroccate sulle colline o adagiate a fondo valle, magari a pochi chilometri dalla città di partenza. E talvolta basta fare una sosta non prevista, lasciandosi trascinare dalla curiosità, per partire alla scoperta di luoghi che per cultura, arte e natura rappresentano un bene da custodire e valorizzare.

Lo ha capito anche chi muove i fili del turismo italiano, visto che in quello che è il Piano strategico per il turismo si sottolinea come una delle strategie da mettere in atto per aumentare le potenzialità del settore turistico del Bel Paese sia proprio quella di incentivare e promuovere quel turismo dei “luoghi minori”: borghi, aree rurali, piccoli centri. Un modo di fare vacanza che già registra numeri consistenti, ma che non può che fare ancora meglio se messo in condizione di potersi esprimere e di farsi conoscere per le sue potenzialità e peculiarità attraverso riqualificazione, valorizzazione e naturalmente digitalizzazione.

Foto dell'utente Flickr Matteo Petrachi

Foto dell’utente Flickr Matteo Petrachi

Come ricorda il presidente dell’Associazione I borghi più belli d’Italia – creata 15 anni fa per salvaguardare il patrimonio di cultura che esiste nel nostro Paese – riferendosi alle potenzialità del settore per i turisti italiani e non, lo sforzo è principalmente quello di “raccontare al mondo la bellezza italiana poco conosciuta e meno frequentata dai turisti proprio per cercare di sviluppare un turismo moderno di qualità, che possa incrementare il valore aggiunto di questo settore in Italia e soprattutto permettere a questi centri di continuare a vivere attraverso al valorizzazione delle loro bellezze”. Non possiamo certo dimenticarci di essere il Paese che ha il record di siti Unesco!

Noi di Personal Travels possiamo aiutarti a programmare al meglio il tuo weekend nei borghi italiani più belli, partendo dalle tue esigenze e selezionando per te le migliori attività da svolgere una volta nella zona. Qui sotto trovi una piccola selezione di schede di alcuni borghi caratteristici, nelle quali abbiamo evidenziato anche le strutture più vicine o migliori dove alloggiare. Come sempre, se hai bisogno di consulenza o di aiuto per una prenotazione non esitare a contattarci!

Settimana bianca natalizia: 5 consigli utili per partire preparati

Stai programmando la tua settimana bianca natalizia e vuoi evitare il rischio di dimenticarti qualche aspetto fondamentale? Eccoti una serie di consigli utili e di indicazioni per far sì che i sette giorni sulla neve non si trasformino in una ricerca continua del “pezzo mancante del puzzle”, ma scorrano all’insegna del relax, del benessere e del divertimento.

Foto dell'utente Flickr brando.n

Foto dell’utente Flickr brando.n

1) Scegli con cura la località
Che si viaggi in coppia, in famiglia o in gruppo, le esigenze saranno certamente differenti, ma dietro l’angolo in ognuno dei casi c’è il rischio di sottovalutare alcuni aspetti fondamentali, che potrebbero incidere sulla buona riuscita della vacanza. La lunghezza del viaggio, la tortuosità del percorso, il livello di difficoltà delle piste da sci, il rischio di un innevamento non adeguato, l’affollamento sulle piste, l’offerta turistica al di fuori della pratica sciistica sono tutti aspetti che possono creare complicazioni qualora non adeguatamente affrontati nella fase di scelta. Meglio talvolta perdere quell’offerta low cost che avrebbe fatto risparmiare l’equivalente di un paio di cene per scegliere qualcosa che si adatti davvero alle tue singole esigenze. Ne va della tranquillità della vacanza!

Foto dell'utente Flickr Giles Williams

Foto dell’utente Flickr Giles Williams

2) Un viaggio confortevole aiuta a rilassarsi
Qualunque mezzo tu scelga per raggiungere la località prescelta, tieni presente che proprio nel viaggio in sé si annidano fonti di stress che potrebbero ripercuotersi sulla tua vacanza. Troppi cambi con valigie pesanti e scarponi a tracolla, così come l’aver sottovalutato l’importanza di controllare bene l’automobile prima di mettersi in viaggio, o di aver fatto un minimo di allenamento in garage per montare le catene da neve senza che intanto passi un’era geologica e ti sia trasformato in un pupazzo di neve furente, sono tutti fattori che incideranno sul benessere generale della tua settimana bianca. “Prevenire è meglio che curare” diceva qualcuno. Che avesse ragione?

Foto dell'utente Flickr Suzanne LaGasa

Foto dell’utente Flickr Suzanne LaGasa

3) L’allenamento conta!
Se stai pensando di passare direttamente dalle 10 ore alla scrivania di fronte al computer alle 8 con gli sci ai piedi, sappi che il balzo non è del tutto immediato. Mettere in progetto un po’ di allenamento nel periodo precedente alla partenza è cosa buona e giusta, da tarare in base alle aspettative che si hanno rispetto alle proprie prestazioni. Nella maggior parte dei casi basterà muovere le gambe un po’ di più di quello che normalmente si faccia nel proprio stile di vita (probabilmente) sedentario, e qualche corsetta non farà certo male per fare un po’ di fiato. Un detto montanaro delle Alpi dice che a valle ci si arriva comunque… ma il come è maledettamente importante!

Foto dell'utente Flickr Dave Herholz

Foto dell’utente Flickr Dave Herholz

4) Scegli il giusto abbigliamento
Finita l’epoca dei colbacchi alla Fantozzi e delle tutone rigonfie modello omino Michelin dalle fantasie improbabili (e per fortuna!), il mercato offre abbigliamento tecnico di qualsiasi tipo adatto per le esigenze di ogni tipo di sciatore, e non, a prezzi in molti casi più che abbordabili. Ricordati che mentre scii tenderai a faticare e sudare, e che l’insidia maggiore viene dalla neve che cercherà di infilarsi in ogni dove. Scegli perciò materiali traspiranti e impermeabili, per te e per i tuoi eventuali bambini, senza sottovalutare le calzature. Piedi caldi e asciutti sono spesso la prima esigenza quando si entra in contatto con la neve.

Fantozzi azzurro di sci

5) Proteggi occhi, pelle e labbra
Occhiali adeguati, crema protettiva e stick per le labbra non devono mancare, sia che ci siano bambini (saresti pazzo a partire senza!) sia che non ce ne siano. La neve riflette al 95% l’irraggiamento e la luce visibile, con conseguenti rischi di danneggiamento a cornea e congiuntiva, e per ciò che riguarda le radiazioni del sole, riesce a rifletterne ben 4 volte di più rispetto alla sabbia d’estate. Non risparmiare quindi sulla qualità delle lenti, opta per una crema all’ossido di zinco e per uno stick testato sul sole d’alta quota. Le conseguenze, sottovalutando questi aspetti, potrebbero prolungarsi ben oltre la vacanza.

Foto dell'utente Flickr Matt

Foto dell’utente Flickr Matt

Ultimo consiglio: personalizza quanto più possibile la tua vacanza! Se viaggi con i bambini sappi ad esempio che ci sono località attrezzate con veri e propri asili sulla neve – per poter sciare qualche ora mentre personale qualificato si prende cura dei piccoli – se viaggi in coppia sappi che non mancano soluzioni e alloggi pensati per garantirvi tutto il benessere che voi due state cercando, se infine viaggi in gruppo e vuoi divertirti anche oltre lo sci, evita di finire in un paesino sperduto dove l’unico posto aperto la sera sia un ritrovo per orsi di montagna che per di più si trova a 35 Km da dove alloggiate. Personal Travels nasce proprio per darti consigli utili da questo punto di vista, contattaci se vuoi tagliare su misura la tua settimana bianca natalizia.

Intanto dai uno sguardo alle proposte che abbiamo selezionato in giro per lo Stivale, e ricordati che la settimana di Natale è molto richiesta. Per cui non attendere troppo per effettuare la prenotazione!

Salute, umore e relazioni: ecco i benefici del viaggio!

I BENEFICI DEL VIAGGIO. Rilassati, ringiovaniti, riposati, divertiti… sono questi i tratti tipici dei volti di quanti ritornino da una vacanza o un viaggio, riscontrabili da chiunque al primo sguardo. Ma adesso anche gli studi scientifici arrivano a confermare i benefici del viaggio sull’organismo, sia per ciò che riguarda la mente sia per il corpo. Ecco i risultati di una ricerca che ha preso in considerazione un campione di 31 milioni di inglesi, i quali avessero viaggiato negli ultimi 12 mesi.

Famiglia in viaggio

VIAGGIARE FA BENE A… La ricerca è stata condotta per conto di Expedia, e se da un lato ha confermato come circa la metà degli intervistati si sentissero ovviamente più rilassati (il 46%), più felici (il 42%) o meno stressati (il 35%), dall’altro ha messo in luce alcuni aspetti benefici meno conosciuti collegati all’esperienza di viaggio. Gli intervistati hanno infatti confermato come i benefici del viaggio si estendano alle relazioni – con il 21% che torna sentendosi più vicino agli affetti e alla famiglia – all’approccio alla vita quotidiana e alla creatività. Infine, un buon 10% ha riconosciuto al ritorno dal viaggio un miglioramento delle condizioni della pelle, mentre il 6% riscontra addirittura un miglioramento della propria vita sessuale. A livello della durata degli effetti di questo momento magico, il campione intervistato individua un arco temporale che va dalle tre settimane, per quelli che si fanno riassorbire dallo stress quotidiano in fretta, fino ai tre mesi.

Tramonto spiaggia

E LA SCIENZA CHE DICE? La psicologa Linda Papadopoulos, che ha partecipato alla ricerca, ha commentato così i risultati dello studio: “Una delle cose migliori delle vacanze è che uscendo dalla routine non ci si debba preoccupare dei ‘devo fare’, e che si possa essere liberi di fare tanto o poco, a seconda dei propri desideri. Ciò consente di ridurre i livelli di cortisolo, associato allo stress, che può essere il responsabile di un effetto negativo su organi come la pelle. Al diminuire di stress e ansia, ecco migliorare l’umore, con benefici positivi nella percezione di se stessi, nella motivazione e nella produttività, nonché nella nostra visione generale della vita”. E in più aggiunge: “L’esposizione a una buona quantità di sole è anche messa in correlazione all’aumento di rilascio da parte del cervello di serotonina, che è associata con il miglioramento dell’umore e che aiuta a mantenere calma e concentrazione”. Si tratta quindi di un mix tra benefici direttamente riconducibili all’esperienza vissuta e derivanti dalla modifica dei livelli di cortisolo e serotonina nell’organismo, un cocktail capace di dare una sferzata di energia e di ringiovanire il viaggiatore.

Coppia in spiaggia

LA SFERA SESSUALE. Più di un milione di intervistati ha fatto notare un miglioramento della vita sessuale in concomitanza delle vacanze. Ciò è probabilmente dovuto ad un aumento della fiducia nel proprio corpo e al miglioramento dell’umore, cose che rendono più predisposti alla vicinanza con altre persone. Se infatti prendiamo in considerazione i dati di un precedente studio europeo, si scopre come secondo il 73% degli italiani, e il 74% dei francesi, durante un viaggio è più facile trovare l’amore. Ben il 35,6% degli italiani ha avuto una storia d’amore in vacanza, mentre il 16% ha conosciuto qualcuno con cui ha avuto poi una relazione a lungo termine. E se infine si prende in considerazione l’innegabile fascino del viaggiatore, ecco che circa il 53% degli italiani sceglie proprio i viaggi come oggetto di conversazione durante un primo appuntamento.

Insomma, la prossima volta che vi sentite depressi, ansiosi, magari in leggero sovrappeso e non siete per nulla soddisfatti della vostra vita sessuale e della lucentezza della vostra pelle, mettete in preventivo una vacanza, un viaggio alla scoperta del mondo (ma mi raccomando, fatelo con Personal Travels!). Scoprirete di sicuro qualcosa di nuovo su voi stessi, e chissà che la magia non possa durare anche più dei tre mesi di cui si parlava sopra…

Turismo wellness: il benessere al centro

Rappresenta il 14% della spesa globale nel mercato dell’ospitalità, vale da solo 494 miliardi di dollari e, stando alle stime previsionali, avrà un incremento medio annuo del 9,9% entro il 2017. Sono solo alcuni dei numeri relativi al turismo wellness, quello per intenderci all’insegna della salute e del benessere, tra terme, natura e sport, così come snocciolati in un recente studio di Vivilitalia. E già al primo sguardo confermano una tendenza già ben visibile: l’immersione nella natura e la possibilità di godere di paesaggi indimenticabili, il gusto dell’enogastronomia locale e il movimento e le terapie dolci atte a ristabilire l’equilibrio psico-fisico sono ormai dei veri e propri “must” per il turista moderno.

Turismo Wellness

Stando ai dati dell’Osservatorio Italiano del turismo del benessere, quasi un italiano su due (43%) indica la natura come il luogo fondamentale del benessere, mentre “rigenerarsi”, “tornare in forma”, “fare attività fisica” sono ormai espressioni legate al concetto di prendersi una vacanza. E allora perché non dare uno sguardo alle novità del settore, e insieme alle trovate più bizzarre in tema di vacanze wellness?

Sapevate ad esempio che in Italia esiste una Wellness Valley, nata per costituire il primo Distretto internazionale per competenze nel benessere e nella qualità della vita? Siamo in Romagna, terra dove appunto la buona qualità della vita è un elemento fondamentale, e qui si è consolidata una realtà fatta di oltre sessanta eccellenze, che ne fanno il più grande laboratorio vivente sui sani stili di vita. E al centro di tutto si collocano la persona e la sua salute, fisica e mentale.

WELLNESS VALLEY

Terraferma o in mezzo al mare, il risultato non sembra cambiare. Anche Msc ha presentato una nuova offerta dedicata allo stare in forma, pensata per il turismo wellness, che si articola in tecnologie all’avanguardia e attrezzature per il wellness di ultima generazione, una selezione di alimenti e bevande disponibili durante la giornata, attività esclusive da svolgere a terra e la presenza a bordo di Trainer formati e certificati dalla Technogym. L’offerta è articolata in un programma personalizzato, realizzato in base a un questionario compilato prima della partenza, in un’applicazione che include tutte le informazioni sui programmi di allenamento, monitorando i progressi giornalieri, in un’alimentazione sana e genuina e in attività a terra dedicate esclusivamente ai partecipanti della Wellness Experience. Le prenotazioni per questo tipo di esperienza sono già state aperte per le crociere che partono da aprile 2017.

MSC Technogym

Ma spesso sono le trovate più fuori del comune a destare la maggiore curiosità. Presso il Viceroy Riviera Maya, in Messico, avrete a disposizione addirittura un addetto al sapone, che vi aiuterà a scegliere la fragranza migliore tra quelle delle varie saponette artigianali a base di elementi naturali. Sempre in Messico, presso l’Esperanza Resort di Cabo San Lucas, al mattino si può scegliere di iniziare la giornata con un succo di clorofilla, prima di immergersi nelle mille declinazioni della parola benessere, che comprendono anche la scelta, da un menu dedicato, del cuscino preferito in base alla posizione in cui si dorme.

Insomma, tra docce arricchite con vitamina C per il benessere del corpo, lampade intelligenti che cambiano tonalità a seconda dei momenti del giorno e della notte, per intervenire sui livelli di melatonina e aiutare nella fase di addormentamento e risveglio, coccole, massaggi e cibo sempre freschissimo, non mancano le soluzioni per far sì che la parentesi dedicata al turismo wellness sia in grado di ricaricare al meglio le batterie. Sempre che non preferiate fare del movimento… In questo caso il consiglio è di puntare su strutture come l’Ink48 di New York, che provvede a fornire ai clienti amanti della corsa all’aria aperta un kit composto da cintura con bottiglia dell’acqua, lettore mp3 caricato con brani che viaggino ai giusti BPM, orologio e cartina, per non perdersi in giro. E per non dover rinunciare al piacere della spa, una volta tornati in albergo. Che benessere sia!

Il Gigante del Parco Mediceo di Pratolino

L’amore come motore dell’arte. Quante volte nell’arco della storia ci si imbatte in opere d’arte dettate dal desiderio di celebrare una storia d’amore o da quello di stupire la persona amata? Il Parco Mediceo di Pratolino, nel comune di Vaglia – in Toscana naturalmente – non fa eccezione, e quel che ne rimane racconta la storia di un amore appassionato e travagliato, che ci proietta all’indietro fino alla metà del XVI secolo, quando Francesco I Dei Medici nel 1568 acquistò la tenuta, affidando i lavori per la costruzione della splendida villa a Bernardo Buontalenti.

Parco Mediceo di Pratolino

Parco Mediceo di Pratolino

La villa e il parco, oggi patrimonio dell’UNESCO, erano infatti dedicati all’amante, e poi moglie, Bianca Cappello, e tutto quello che vi si incontrava era immaginato per colpire l’immaginazione, grazie a giochi d’acqua alternati a statue antiche, viali e grotte, per rendere immortale quella passione colpevole, sbocciata tra le pieghe di due matrimoni falliti, senza badare in alcun modo alle spese da sostenere. Una passione colossale, come colossali sono le dimensioni della struttura simbolo del Parco Mediceo di Pratolino: il Colosso dell’Appennino, il capolavoro dello scultore fiammingo Giambologna.

Il Colosso dell’Appennino

Il Colosso dell’Appennino

E se gran parte delle strutture sono andate nel tempo distrutte (la villa oggi non esiste più), o sono state trafugate, il Gigante è sempre lì, fresco di una recente ristrutturazione, ad accogliere i tanti visitatori, dall’alto dei suoi dieci e più metri di altezza. Una scultura alla quale è legato un detto, che recita: “Giambologna fece l’Appennino / ma si pentì d’averlo fatto a Pratolino”, per sottolineare come la stessa opera d’arte, costruita magari nel centro di Firenze, avrebbe suscitato un clamore certamente maggiore, e sarebbe stata celebrata con onori diversi. Sia come sia, ancora oggi rimane un luogo da conoscere e visitare, ricco di sorprese.

Si perché la statua ospitava al suo interno camere, grotte con decorazioni e collegamenti interni, nonché due fontane funzionanti e una camera all’interno della testa, che all’interno prendeva la luce proveniente dagli occhi e poteva contenere una piccola orchestra. Attraverso la bocca del serpente, posto sotto la mano sinistra del Gigante, un flusso di acqua scendeva nella piscina sottostante, così come l’acqua scendeva anche dalle due grandi mete di spugna.

Colosso dell'Appennino

Colosso dell’Appennino

Oggi di tutta la magia architettonica del Parco non rimangono che alcuni elementi, sufficienti comunque a proiettare il visitatore in un’atmosfera romantica e visionaria insieme. Come conferma il direttore Gennaro Giliberti, interrogato sul perché questo sia ricordato come il “parco delle meraviglie”: «Basterebbe dare un’occhiata alla celebre “lunetta” del pittore Justus Utens del 1600 per avere un’idea della meraviglia che doveva avvolgere il visitatore dell’epoca, o rifarsi al famoso “Journal de voyage en Italie” di de Montaigne: un’impressionante carosello di sculture di personaggi, animali, dèi ed eroi epici; grotte, fontane, giochi e scherzi d’acqua; teatrini di automi semoventi azionati ad acqua, organi idraulici che riproducevano musiche soavi, macchine automatiche che riproducevano il canto degli uccelli; “ingegni magnifici”, “opere miracolose”, “stupendi artifici”, che il Buontalenti seppe creare con impareggiabile maestria. Non a caso, il parco di Pratolino è stato uno dei parchi più imitati al mondo».

La lunetta di Justus Utens

La lunetta di Justus Utens

In chiusura, vi lasciamo con una foto a 360° navigabile della Fontana di Giove, un’altra delle meraviglie del Parco. Cliccate QUI.

La primavera nei giardini di Keukenhof, ricordando Van Gogh

E’ una sorta di simbolo della primavera e della meraviglia della fioritura. Perché ritrovarsi circondati da qualcosa come oltre 7 milioni di bulbi di tulipano in fiore, appartenenti a 800 diverse varietà, su una superficie di 32 ettari non capita davvero tutti i giorni. E proprio per questo, per godere di questa magia è necessario organizzare il proprio viaggio in Olanda nel periodo che va dal 20 di marzo fino al 17 di maggio, ovvero la finestra in cui è aperto il parco botanico di Keukenhof.

In giro per il Keukenhof

In giro per il Keukenhof

Il parco, aperto nel 1950 come spazio espositivo per una manciata di coltivatori, ha accolto oltre i suoi cancelli in questi 65 anni di attività quasi 50 milioni di visitatori, e si è affermato come attrazione ben conosciuta dai turisti di tutto il mondo. Per garantire che i giardini di Keukenhof abbiano sempre un nuovo aspetto, l’impianto viene ridisegnato ogni anno e le piante sono accuratamente selezionate in modo che i visitatori possano godere della piena fioritura durante l’intero periodo in cui il parco botanico è aperto. I 7 milioni di bulbi da fiore vengono forniti in maniera completamente gratuita da un centinaio di espositori, che non potevano immaginare una vetrina migliore per i loro prodotti.

In giro per il Keukenhof 1

In giro per il Keukenhof 1

In giro per il Keukenhof 2

In giro per il Keukenhof 2

I turisti partecipano alle iniziative che si susseguono primavera dopo primavera. Quella del 2015 è dedicata a una ricorrenza speciale, visto che sono passati 125 anni dalla morte di Vincent Van Gogh. Il Keukenhof si inserisce nelle celebrazioni del grande pittore olandese realizzando uno spettacolare mosaico, naturalmente creato con i bulbi in fiore, che rappresenta un autoritratto dell’artista su una superficie di 250 metri quadrati. E altri richiami ai lavori dell’artista sono sparsi un po’ ovunque nel parco, nei giardini a tema.

In giro per il Keukenhof 3

In giro per il Keukenhof 3

In giro per il Keukenhof 4

In giro per il Keukenhof 4

Il parco è situato nei pressi di Lisse, nell’Olanda occidentale a poco più di 30 chilometri da Amsterdam, e per programmarvi una visita bisogna sfruttare una delle otto settimane dell’anno in cui è aperto. Il nostro consiglio è quello di associarvi una visita al Van Gogh Museum e un giro in barca tra i canali della splendida capitale olandese, sfruttando il pacchetto di GetYourGuide qui di seguito.

Ferdinand Cheval e il suo Palais Ideal

C’era una volta un uomo, che non era un principe né un aristocratico, come succede in quelle favole lì, ma era stato un apprendista fornaio, prima, e un postino, poi. Quest’uomo aveva sognato di costruire un “Palazzo Ideale”, ma non lo aveva detto troppo in giro, per non farsi ridere dietro, e qualche anno dopo, di quel sogno si era egli stesso dimenticato. Un bel giorno, facendo la solita strada per consegnare la posta, inciampò in una pietra, le cui forme lo colpirono in maniera particolare. Tutto tornò alla mente. Quella sarebbe inequivocabilmente stata la prima pietra del suo palazzo, e nel corso dei 33 anni successivi, dal 1879 al 1912, tantissime altre l’avrebbero seguita, in una continua attività di ricerca da parte dell’uomo, per edificare il “Palais Idéal du facteur Cheval”, ovvero il “Palazzo Ideale del postino Cheval”, oggi un monumento visitabile – e molto visitato – nel paese di Hauterives.

Palais Ideal - la facciata sud

Palais Ideal – la facciata sud

LA COSTRUZIONE DEL PALAIS IDEAL – Così il postino Ferdinand Cheval scriveva a André Lacroix in una lettera, per raccontare la sua attività: “Ho cominciato scavando una piscina, in cui ho iniziato a scolpire diverse specie di animali con il cemento. Poi ho costruito una cascata con le mie pietre. Mi ci sono voluti due anni. Una volta finito, sono rimasto io stesso stupito del mio lavoro. Criticato dalla gente del posto, ma incoraggiato da visitatori stranieri, non mi sono perso d’animo”. Ed è stato così che, ambiente dopo ambiente, il palazzo Cheval iniziò a prendere forma. “Potrei farmi una tomba egizia il cui stile sarebbe unico al mondo – continuava a raccontare nella lettera – ed essere sepolto nella roccia, proprio come i faraoni”.

Palais Ideal - la facciata est

Palais Ideal – la facciata est

Ecco, questo non è stato poi reso possibile dal sistema legislativo, che lo proibiva, ma quel sogno di eterno riposo ha fatto sì che Cheval costruisse uno degli edifici più strani e visionari, e non solo per quell’epoca, vero esempio di architettura naïf. Per farlo, continuò ogni giorno a cercare e raccogliere le pietre giuste da assemblare, caricandole nel suo zaino e trasportandole anche per una decina di chilometri sulle spalle. Da André Breton a Pablo Picasso, non sono mancati i nomi illustri che sono stati ispirati dalla creazione del postino Cheval. Che ha frullato e inserito nella struttura tutta una serie di riferimenti, da quelli biblici a quelli indù, fino alla rappresentazione di elementi naturali come animali o vegetazione, in particolare nella zona chiamata “Tempio della Natura”. Con un risultato che lascia a bocca aperta il turista che oggi si avvicini a questo luogo, dal 1969 dichiarato monumento storico.

Qui un bel video vi offre un giro virtuale nella struttura:

Ma se avete intenzione di fare un salto a Hauterives per vedere di persona il risultato del tenace lavoro di monsieur Cheval, dovete seguire la storia fino alla fine. Dicevamo infatti che le leggi dell’epoca non consentivano di essere sepolti dentro il proprio palazzo. Perciò il postino Cheval si mise all’opera una seconda volta, investendo otto degli ultimi nove anni di vita nella costruzione della “Tomba del silenzio e del riposo senza fine” (Tombeau du silence et du repos sans fin), nel cimitero cittadino, dove riposa dal 1924. “Molti visitatori potranno anche visitare la tomba, dopo aver visto il mio Palazzo Ideale – scriveva Cheval nel 1911 – e tornare al loro paese carichi di stupore, raccontando ai loro amici che questa non è una favola, ma la vera realtà”. La favola, e la realtà insieme, della tenacia di un uomo non colto e non ricco, che ha speso più di quarant’anni della sua vita a raccogliere i piccoli pezzi di un sogno fatto da giovane, per assemblarli nel modo più assurdo e pazzesco, come solo i sogni sanno suggerire. Creando un’opera meravigliosa. Anzi due.

La Tomba del silenzio e del riposo senza fine

La Tomba del silenzio e del riposo senza fine

QUI tutte le informazioni per visitare il Palais Idéal du facteur Cheval, e la sua tomba, mentre per l’organizzazione del vostro viaggio oltralpe non dovete fare altro che contattarci cliccando http://it.personal-travels.com/organizzazione-viaggi-online/ e compilando il form con le vostre esigenze di viaggio.

In Costiera Amalfitana, da Amalfi a Positano

Siamo arrivati al terzo e ultimo appuntamento con la nostra mini-guida alla Costiera Amalfitana. Oggi si va da Amalfi a Positano, dove termina il nostro itinerario. Se volete leggere le prime due puntate, ecco i link: TAPPA 1 e TAPPA 2. E ora si parte!

Duomo di Amalfi - foto dell'utente flickr Andy Andrew Fogg
Duomo di Amalfi – foto dell’utente flickr Andy Andrew Fogg

Giunti ad Amalfi, se si è in macchina si può approfittare del parcheggio sotterraneo scavato nella roccia che si incontra appena prima di entrare nel paese. Il tutto a meno che non si sia scelto di muoversi con i mezzi pubblici della SITA, che vanno su e giù per le curve della Costiera Amalfitana. Se non siete passati da queste parti negli ultimi vent’anni troverete di sicuro molte sorprese, visto che la città negli ultimi tempi ha visto crescere la sua capacità di attrazione turistica, affiancando una serie di servizi alla sorprendente bellezza del luogo. D’obbligo la salita della scalinata del Duomo e la visita al Chiostro del Paradiso, insieme a una passeggiata lungo i vicoli della città, dove oggi sorgono tutta una serie di botteghe dove trovare souvenir tipici del luogo, dai manufatti alle prelibatezze della zona. Ma può essere interessante anche una visita al Museo della Carta, testimonianza di un’attività molto antica tipica della zona, così come un giro all’Antico Arsenale, oggi dimora del Museo della Bussola e del Ducato Marinaro, utile per quanti volessero saperne di più sulla storia dell’Antica Repubblica Marinara di Amalfi.

Grotta dello Smeraldo - foto dell'utente flickr GothEric
Grotta dello Smeraldo – foto dell’utente flickr GothEric

Da non perdere, una volta giunti fin qui, una capatina alla Grotta dello Smeraldo, nel comune di Conca dei Marini. Qui, una volta saliti su una delle imbarcazioni a remi, potrete godervi un paesaggio sotterraneo indimenticabile, condito dal valore aggiunto della naturale simpatia dei barcaioli che vi accompagneranno. E non dimenticatevi che, qualora le soluzioni sulla costa fossero troppo costose per i vostri portafogli, non mancano possibilità di assaggiare porzioni della vera Costiera Amalfitana e delle persone che qui combattono e lavorano strappando la terra alla montagna, fermandosi a soggiornare nelle tante strutture nate sulla strada che sale verso Agerola. Agriturismi e B&B, spesso a conduzione familiare, che forniscono uno spaccato molto meno tirato a lucido e necessariamente più autentico della realtà di questi luoghi. Oggi apparentemente molto ricchi grazie all’afflusso turistico, ma fatti anche e soprattutto del duro lavoro su e giù per le terrazze di eroici agricoltori, a coltivare limoni e quant’altro in condizioni spesso estreme.

Fiordo di Furore - foto dell'utente flickr donchili
Fiordo di Furore – foto dell’utente flickr donchili

Parlando delle spiagge della zona, recentemente Skyscanner ha stilato una classifica delle 10 spiagge più belle d’Italia, e al terzo posto di questa classifica figura la spiaggia della Gavitella a Praiano. Proseguendo verso Positano, quindi, fate intanto in modo di fermarvi ad ammirare la bellezza del piccolo borgo all’interno del Fiordo di Furore, scendendo la lunga scalinata dal ponte sospeso alto 30 metri. Qui il lavoro incessante del torrente Schiato che scende dalla montagna ha creato uno scenario unico, tanto caro a Roberto Rossellini e Anna Magnani, dei quali è vivo il ricordo nel piccolo borghetto aggrappato alle rocce. E una volta tornati su, recatevi pochi chilometri più avanti a fare un tuffo nell’acqua turchese della Gavitella. Qui, con gli occhi che già vedono Positano, si può godere di qualcosa di prezioso rispetto a tante altre spiagge incastonate nella Costiera: la possibilità di non finire all’ombra molto presto, vista la particolare esposizione di questa spiaggia.

Positano - foto dell'utente flickr Pug Girl
Positano – foto dell’utente flickr Pug Girl

Una volta asciutti, si riparte per Positano, dove termina la nostra mini-guida. Già entrando dall’alto nel paese si ha la sensazione di trovarsi all’interno di un salotto, con la natura e le costruzioni che scendono giù fino al mare integrati fra loro e perfettamente curati. Lasciata l’automobile, o scesi dal pullman, non resterà che abbandonarsi nei vicoli per ritrovarsi in breve tempo con i piedi nella sabbia, dopo essere passati attraverso ogni tipo di proposta: da quelle gastronomiche ai tipici sandali, fino alle “pezze” di Positano, vestiti così chiamati perché una volta venivano ricavati da pezzi di stoffa colorata e tessuta dalle sarte positanesi.

Spiaggia di Positano - foto dell'utente flickr Benson Kua
Spiaggia di Positano – foto dell’utente flickr Benson Kua

Giunti infine al margine della spiaggia, non mancheranno le proposte per sedersi a un tavolo e sorseggiare un caffè, o una bibita, guardando verso il mare. Dove una volta, accanto ai tanti turisti che affollano sempre questa spiaggia, ci si imbatteva nell’immancabile gruppo di ragazzini che passava la mattina facendo confusione e tirando i sassi in giro. Puntualmente i ragazzini venivano ripresi dal bagnino di turno, di solito non troppo giovane e parecchio sovrappeso. Ecco, questo non è difficile che riusciate a vederlo ancora, nonostante tutt’intorno si sia sviluppata la logica del “salotto buono” e molti turisti e turiste usino i vicoli di Positano come si usa una passerella durante una sfilata di moda. E’ l’inossidabile potere dello scugnizzo, qualcosa che, come già fatto con tutti i paesi della Costiera Amalfitana, dovrebbe godere della protezione dell’UNESCO.

Visitare la Costiera Amalfitana, da Capo d’Orso a Atrani

Cliccate QUI per leggere la prima parte della nostra mini-guida per visitare la Costiera Amalfitana.

Ci lasciamo alle spalle Capo d’Orso e le sue spiaggette tutt’intorno per rituffarci tra le curve, prima di giungere alla lunga spiaggia di Maiori, la più grande di tutto questo tratto di Costiera Amalfitana. Ad oggi la città si presenta molto ben attrezzata per la ricezione turistica, cosa che ne ha naturalmente un po’ snaturato l’originale bellezza, ma non mancano le possibilità di fare un salto indietro nel tempo, a quando, con la nascita della Repubblica Amalfitana, la città era sede di numerosi arsenali e dell’ammiragliato, nonché della Dogana e del Fondaco del sale.

Maiori, la spiaggia - foto dell'utente flickr Adrian Scottow

Maiori, la spiaggia – foto dell’utente flickr Adrian Scottow

Pare tra l’altro che proprio negli arsenali fosse nato il nome di Tramontana, per indicare il vento proveniente dal nord, prendendo il nome da quello del vicino comune di Tramonti, da cui appunto il vento proveniva incanalandosi nella valle. E se volete approfondire la visita, ecco una proposta tra le tante di un itinerario studiato per andare alla scoperta di castelli e fortificazioni di Maiori: QUI. Un’altra curiosità a proposito di Maiori è legata al film “Paisà” di Roberto Rossellini, che principalmente qui è stato girato, a dispetto del fatto di essere un film che ripercorre l’avanzata degli alleati dalla Sicilia verso il nord. Nella Torre Normanna è stato girato ad esempio l’episodio siciliano, e lo scugnizzo dell’episodio napoletano è proprio un ragazzino di Maiori che si aggirava intorno al set in quei giorni. A sceglierlo fu tale Federico Fellini, allora aiuto regista.

Maiori, Torre Normanna - foto dell'utente flickr pululante

Maiori, Torre Normanna – foto dell’utente flickr pululante

Ma è già tempo di ripartire, e poche curve più avanti, procedendo in direzione di Amalfi, ecco apparire Minori, che in un tempo lontano era solo un piccolo borgo di pescatori.

Minori, la spiaggetta - foto dell'utente flickr Uljana Egli

Minori, la spiaggetta – foto dell’utente flickr Uljana Egli

Qui dove in passato era attivo un centro di produzione della pasta fatta a mano, prima che tutto venisse trasferito a Gragnano, restano ancora vivi i ricordi legati alle bontà del territorio. Dai famosi limoni che crescono sulle terrazze strappate dalla tenacia dei contadini della zona alla montagna, fino alle prelibatezze dolciarie della zona, capeggiate da quell’arcinoto pasticciere che risponde al nome di Sal De Riso (assaggiate le melanzane con la cioccolata almeno una volta prima di morire!), fino ai tipici ndunderi, una sorta di giganteschi gnocchi con la ricotta nell’impasto che ancora oggi sono una delle specialità di Minori, non riesce difficile capire come mai la città si fregi del nome di Città del gusto. Da non perdere una passeggiata all’interno dei caratteristici vicoli, una visita alla Basilica di Santa Trofimena e una alla splendida villa romana risalente al I° secolo d.C., una conferma di come i ricchi romani sapessero apprezzare la bellezza di questi luoghi già un paio di millenni or sono.

Minori by night - foto dell'utente flickr Eugene Regis

Minori by night – foto dell’utente flickr Eugene Regis

Ma è proseguendo qualche chilometro ancora, e svoltando a destra arrampicandosi sulla montagna, che si possono apprezzare alcuni chiari esempi dello sfarzo di questi luoghi nel corso della storia. Basta fare un giro per Ravello per respirarne la storia e la cultura, e insieme godere dei panorami e dell’architettura delle sue splendide ville.

Giardini di Villa Rufolo, Ravello - foto dell'utente flickr Greg Willis

Giardini di Villa Rufolo, Ravello – foto dell’utente flickr Greg Willis

Passando dal Duomo dell’XI secolo alla visita di palazzi da sogno, come villa Rufolo o villa Cimbrone, si potrà respirare quell’aria che ha affascinato e ispirato artisti di ogni tempo, e che ancora oggi fa di Ravello un luogo capace di attrarre personalità di ogni tipo, oltre che stuoli di futuri mariti e mogli che la eleggono come “splendida cornice” dove coronare il loro sogno d’amore.

Villa Cimbrone, Ravello - foto dell'utente flickr Ronnie Macdonald

Villa Cimbrone, Ravello – foto dell’utente flickr Ronnie Macdonald

E se non avrete la fortuna di cenare in uno dei due ristoranti stellati Michelin ospitati a Ravello – il Rossellinis e Il Flauto di Pan, che insieme ad altri quattro stellati della zona fanno di questi 40 chilometri di Costiera una vera e propria oasi del gusto – potrete consolarvi con le mille altre proposte che questo luogo è capace di offrire. Qui la fanno da padroni le meraviglie della natura e delle architetture ed opere artistiche, per cui non dovete fare altro che sapervi abbandonare ad esse.

Torniamo indietro sulla costa, e ci dirigiamo verso Amalfi, da cui ripartiremo per la terza ed ultima parte della nostra guida. Ci fermiamo poco prima, ad Atrani, dove si trova la casa della famiglia materna di Masaniello, e una grotta, che pare sia stata utilizzata dall’eroe della rivolta napoletana del 1647 per nascondersi dai soldati del viceré di Napoli. Qui, in quello che è il più piccolo comune dell’Italia Meridionale per estensione territoriale, si trovano ben tangibili ancora i segnali del borgo di pescatori che fu nel passato, con la piazzetta che ha ancora il suo accesso diretto alla spiaggia, ben protetto dalle mareggiate, che serviva a mettere in salvo le barche dei pescatori. Il paese, un piccolo gioiello, si inerpica lungo la collina, ed è un vero piacere passeggiare nei suoi vicoli, tra le case appoggiate una sull’altra.

Atrani vista dal mare - foto dell'utente flickr Uljana Egli

Atrani vista dal mare – foto dell’utente flickr Uljana Egli

Prima di tuffarsi nelle iper-turistiche Amalfi e Positano, è il luogo ideale per una sosta che riporterà la mente indietro a quando gli abitanti di questi luoghi si sostentavano principalmente con la pesca e le attività artigianali. In particolare Atrani era conosciuta per i suoi tessuti preziosi. Oggi è lei stessa un borgo prezioso da preservare.