Gli Shellac in Italia, il 24 Maggio allo Zoom Music Club in Calabria

Gli Shellac in Italia! Risaliranno la penisola da sud a nord, per cinque date che, annunciate già all’inizio di questo 2015, stanno facendo salire la temperatura dei fan, desiderosi di ascoltare dal vivo le tracce contenute nell’ultimo lavoro “Dude Incredible”, uscito sette anni dopo quel “Excellent Italian Greyhound” che già aveva confermato lo stato di salute del trio dell’Illinois, da oltre vent’anni punto di riferimento nella scena del rock alternativo. Ecco dunque i 5 appuntamenti di maggio 2015 con gli Shellac, la band capeggiata dal produttore/chitarrista/guru Steve Albini: 23/05 Catania (Afrobar), 24/05 Marcellinara (Zoom Music Club – organizzatori Officine Sonore), 25/05 Roma (Init), 26/05 Bologna (Locomotiv), 27/05 Torino (Cap10100).

Proprio la data calabrese, alla quale siamo legati in maniera particolare visto che lì vicino abbiamo la nostra sede, è stata l’ultima ad essere confermata, con grande gioia del territorio, che vedrà passare di lì un pezzo importante della storia del rock degli ultimi venti e più anni. Perché se non bastassero le progressioni e le geometrie della band di Chicago, è sufficiente dare uno sguardo all’attività di Albini nel mercato discografico, da lui sempre avversato come si fa con un buon nemico, per rendersi conto di quante produzioni abbiano beneficiato del gusto e delle capacità di mister Steve. Che mai si è fatto tirare per la giacchetta sopra il carrozzone, rimanendo sempre con i piedi piantati a terra e con un occhio ben critico nei confronti dei tanti nani e ballerine del panorama discografico mondiale.

Shellac - foto dell'utente flickr masao nakagami

Shellac – foto dell’utente flickr masao nakagami

Un esempio? Ecco qualche estratto della lettera che Albini mandò ai Nirvana prima di mettersi al lavoro su “In Utero”, che ha festeggiato i 20 anni dall’uscita nel 2013: “Ho lavorato a centinaia di dischi (alcuni fantastici, alcuni buoni, alcuni orribili, la maggior parte normali), e ho visto un collegamento diretto tra la loro qualità e l’umore della band durante le registrazioni. Se ci vuole tanto tempo per fare il disco, e tutti si alterano e si mettono a scrutinare ogni singolo passo, allora il risultato finale sarà lontano dall’effetto che una band ha dal vivo – e tutto tranne che lusinghiero. Fare dischi punk è certamente un campo in cui ‘lavorare’ di più non implica un miglior risultato finale”. E ancora: “Mi piace lasciare spazio agli incidenti e al caos. Fare un album impeccabile, in cui ogni nota e sillaba sono al posto giusto e ogni colpo di cassa è identico al precedente, non è un’impresa. Qualsiasi idiota con abbastanza pazienza e un budget che gli permetta di fare una tale idiozia può farcela. Io preferisco lavorare a dischi che aspirano a cose più grandi, come l’originalità, la personalità e l’entusiasmo”.

Shellac - foto dell'utente flickr Jason Persse

Shellac – foto dell’utente flickr Jason Persse

Un artigiano con le idee ben chiare, anche sul fronte dei suoi compensi: “Vorrei essere pagato come un idraulico. Faccio il mio lavoro, e vengo pagato per quello che vale”, scriveva sempre a Kurt Cobain e compagni.

Shellac - foto dell'utente flickr Vladimir

Shellac – foto dell’utente flickr Vladimir

Steve Albini e gli Shellac (ovvero Bob Weston al basso elettrico e Todd Trainer alla batteria) saranno dunque in Italia alla fine di maggio, con gli Uzeda, band italiana che condivide la stessa etichetta, la Touch&Go Records, ad aprire i loro concerti. Per tutte le informazioni sulla data calabrese vi rimandiamo a questa pagina Facebook mentre per avere ogni tipo di informazioni sul concerto i contatti di Officine Sonore sono:
mail infoshellac.offofficinesonore@gmail.com
telefono 348 4651835

Se dopo il concerto non avete voglia di guidare, vi consigliamo le strutture ricettive più vicine allo Zoom Music Club di Marcellinara. Clicca in base alla composizione del gruppo per soggiornare entro 5 km dal locale.

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Il Salento della Taranta

Che la musica fosse una terapia, in Salento lo sanno da tempo. E’ qui infatti, nel tacco dello Stivale, che si è sviluppato e consolidato il particolare fenomeno del tarantismo, ovvero di una reazione isterico-convulsiva dovuta al morso di un ragno, e se ne è trovata la cura in un rito terapeutico a base di ritmi ossessivi e danze sfrenate, in una sorta di esorcismo pagano. Il tarantato era infatti colui che aveva subito il morso della taranta, il ragno, e nella maggior parte dei casi si trattava di una giovane fanciulla. Attraverso il ritmo incalzante della musica, accompagnato dalla danza e dal canto, l’organismo era capace di allontanare i sintomi del morso, e trovare la via della guarigione.

Ballo pizzica - foto dell'utente flickr Caspar Diederik

Ballo pizzica – foto dell’utente flickr Caspar Diederik

Un fenomeno che non si presenta più sotto questa forma da molti anni, ma che viene rivissuto durante ogni stagione estiva da queste parti, anche grazie alla rivalutazione culturale e alla popolarità di questa danza, che è stata adattata ai tempi e oggi si appoggia anche a strumenti moderni, oltre ai tradizionali tamburelli e alle chitarre battenti. Se insomma avete in programma di visitare il Salento, e non solo nel mese di agosto, lasciatevi trascinare dai battiti della pizzica e partite alla scoperta di una tradizione ancora avvolta nel mistero del nostro sud Italia.

Pozzo di San Paolo a Galatina

Pozzo di San Paolo a Galatina

Fatelo partendo da Galatina, dove ogni anno il 29 di giugno nella chiesa di San Paolo si celebra una sorta di messa-esorcismo, in ricordo di quando le donne tarantate si recavano a bere l’acqua sacra del pozzo situato dietro la chiesa, per ottenere la grazia e essere liberate dalla maledizione. Un rito che riporta indietro a quando la chiesa cattolica aveva provato a cristianizzare il fenomeno. Oggi si assiste a una versione parecchio “turistica” dell’avvenimento, pur immersi negli stessi scenari di quando la comunità si riuniva per scacciare il male dai corpi che ne erano stati attaccati. D’obbligo fare anche un giro alla “Casa museo del tarantismo”, dove si possono vedere filmati inediti e consultare foto, documenti e pubblicazioni che provano a spiegare questo fenomeno.

La Notte della Taranta - foto dell'utente flickr Nicola Sapiens De Mitri

La Notte della Taranta – foto dell’utente flickr Nicola Sapiens De Mitri

Altro appuntamento da non mancare è quello con il Festival itinerante “La Notte della Taranta”, che in una sorta di viaggio attraverso i comuni della Grecia Salentina trasforma il mese di agosto salentino in una serie di concerti dei migliori gruppi della zona, e non, il cui culmine viene raggiunto a Melpignano, dove si tiene il concertone finale, festoso e partecipatissimo. Basta snocciolare i numeri dell’edizione 2014 per rendersene conto: oltre 320 mila presenze nelle piazze, 150 mila solo nel concertone finale di Melpignano, con 60 gruppi provenienti da tutto il mondo. Per l’edizione di quest’anno è stato chiamato a dirigere l’Orchestra Popolare una colonna del rock britannico: Phil Manzanera, storico chitarrista dei Roxy Music. Sarà lui a prendere il posto di Giovanni Sollima, protagonista delle ultime due edizioni del Festival. Sarà un’occasione per avvicinarsi a questa misteriosa tradizione e insieme per lasciarsi affascinare dalla bellezza dei comuni della Grecia Salentina, dove tra l’altro si parla il grecanico, una lingua derivante del greco arcaico. Il Salento è anche questo.

Vuoi organizzare il tuo soggiorno ideale in Salento? Contattaci cliccando QUI

Una visita al New York Children’s Film Festival

Siete già a New York con la vostra famiglia? Volete regalarvi un viaggio con i bimbi al seguito? Se la risposta è si ad almeno una delle due domande, non lasciatevi sfuggire l’occasione di godervi le pellicole che verranno proiettate per il New York Children’s Film Festival. La manifestazione è in programma a partire dal prossimo 27 febbraio e proseguirà durante i successivi tre weekend (venerdì inclusi) fino al 22 marzo: occhio a prenotare in fretta, perché per la prima giornata la vendita online dà già il tutto esaurito.

La Grande Mela – cui abbiamo già dedicato un tour musicale – è pronta ad accogliere gli amanti del minicinema (ma solo per l’età del target) con un cartellone ricco e vario: si partirà con l’anteprima di Shaun the Sheep, film in stop motion e plastilina nato come spin off di Wallace And Gromit, così come “When Marnie was there”, l’ultimo (forse non solo in ordine di uscita) lungometraggio dello Studio Ghibli. Posti ancora disponibili per la prima proiezione di “Hocus Pocus Alfie Atkins”, dedicato ai più piccoli, ma che può emozionare anche gli accompagnatori.

Il Festival propone un’infinità di serate dedicate ai “corti” di animazione, oltre a proporre anche lungometraggi in 3D (come “Mune”, avventura che mischia magia, mitologia e fantasia, o “Tinker Bell and the legend of the neverbeast”, ultima produzione dei Disneytoons Studio con protagonista Campanellino). Non mancano, inoltre, le proposte di film più maturi, come il francese “Lou”, trasposizione in carne e ossa di un fumetto francese (l’autore Juline Neel è anche il regista) con protagonista una dodicenne alle prese con il suo gatto e una mamma single, scrittrice di fantascienza e appassionata di rock e videogames.

Personal Travels è pronta a darvi tutte le dritte per soggiorno e arrivo a New York, a voi non resta che comprare dei pop corn, una bibita e godervi lo spettacolo!

Guida ai viaggi studenteschi

Non ci sono regole per i viaggi studenteschi organizzati, ma seguire alcuni dei seguenti consigli può rivelarsi utile per gli aspiranti leader di gruppi di studenti. Una volta selezionati i partecipanti, bisogna tenere una riunione preliminare e organizzarsi.

Passare in rassegna con gli studenti e le loro famiglie la lista chi/che cosa:

• Qual è lo scopo del viaggio
• Chi sono i partecipanti
• Perché stanno andando
• Quali sono le date di partenza e ritorno
• Quali sono i vettori di trasporto
• Come saranno allocate le camere o le famiglie ospitanti
• Quali nuovi cibi potrebbero trovarsi a mangiare e quali sono le cose che potrebbero piacere più e meno
• Come sono organizzate le attività quotidiane
• Verificare che ogni studente abbia un documento di viaggio valido – passaporto o carta d’identità nazionale, e che il nome su questo documento coincida con il nome sul biglietto aereo
• I partecipanti dovrebbero anche avere una tessera sanitaria nazionale valida in tutti gli Stati membri dell’UE
• Assicurarsi che gli studenti abbiano a portata di mano una fotocopia del documento di identità

Alla seconda riunione del gruppo bisogna discutere di ciò su cui i genitori sono d’accordo, con particolare riferimento al punto 10 della lista. Importante è lasciare il tempo di socializzare e intrattenere conversazioni informali durante questo incontro in modo che il gruppo possa compattarsi. Se gli studenti provengono da diverse classi o scuole assicurarsi che si scambino le varie informazioni di contatto. Possono anche discutere di una politica comune in materia di pubblicazione di video, foto, e messaggi sui social network. Le telefonate verso/da casa. Fare attenzione ai costi extra di accesso a internet in alcuni alberghi o ostelli.

Telephone

I viaggiatori alle prime armi hanno bisogno di sapere come preparare una valigia e cosa non passerà i controlli di sicurezza. Assicurarsi che ogni studente abbia una targhetta personale sui suoi bagagli che li rende più facili da individuare sul nastro dell’aeroporto. Assicurarsi che gli studenti sappiano quello che possono e non possono portare nel bagaglio a mano e qual è il peso massimo per il check-in dei bagagli.

Consigliare agli studenti di viaggiare il più leggero possibile in quanto essi stessi saranno responsabili per il loro bagaglio durante i trasferimenti e in arrivo e in partenza dagli alberghi. A volte può essere utile ricordare loro di lasciare un pò di spazio e peso per souvenir e vestiti che potrebbero comprare. Se gli studenti partono per un viaggio studio focalizzato sulla lingua, si potrebbe suggerire che acquistino i prodotti da bagno una volta a destinazione, per utilizzare questo fatto come un esercizio di produzione linguistica.

Assegnare agli studenti il ​​compito di leggere qualcosa sulla località di destinazione. Quanti soldi portare. Quali, se del caso, i costi aggiuntivi. Se agli studenti viene offerta la pensione completa, la quantità media della paghetta non deve essere superiore all’equivalente di € 10 al giorno. Se si va in una destinazione non Euro, discutere se cambiare la valuta prima di partire o in arrivo per tagliare i costi, suggerire una transazione da parte del capogruppo di una certa quantità, per esempio € 100 per studente per un soggiorno di 10 giorni. Questa soluzione potrebbe non essere accettabile per tutti gli studenti o per le loro famiglie.

aereoplano

Discutere la procedura per gli aeroporti. Dal primo momento, creare un clima in cui i genitori sono rilassati circa l’evento, e gli studenti riescono a godere di ogni momento a partire dalle vibrazioni e dal ritmo dell’aeroporto. Cosa fare in caso di emergenza in aeroporto o se uno studente è separato dal gruppo. Infondere negli studenti l’importanza di imparare osservando. Come comportarsi a bordo dell’aereo per il viaggiatore alle prime armi. Come comportarsi con il panico in volo.

Impatto con la destinazione. Le prime impressioni sono importanti. Le dinamiche di gruppo cambiano a questo punto. Far parte delle frotte di turisti in movimento o stare in coda per ore, non si adatta a tutti. Gli studenti meno intraprendenti saranno preoccupati, quelli avventurosi non vogliono sprecare un secondo del loro tempo.

Adattare i ritmi del gruppo con i ritmi individuali può essere complesso: per esempio se si è organizzata un’uscita alle 9:00 quando una parte del gruppo è stato in discoteca fino alle 4 del mattino. Lunghi viaggi in autobus, ritardi, ingorghi, difficoltà in albergo, tensioni nel gruppo.

Trovare il giusto equilibrio per il gruppo e ricordare agli studenti della loro responsabilità verso l’altro.
Cambiare le proprie abitudini alimentari può essere stressante, per esempio fare colazione, pranzo e cena a buffet. Una reazione al self-service può significare mangiare troppo o ritrovarsi a mangiare solo le cose che piacciono, ma che fanno male. Le conseguenze spesso sono costipazione o diarrea. Se tali questioni sono state discusse prima della partenza, gli studenti non saranno in imbarazzo a discuterne eventualmente.

studente viaggio

La consapevolezza culturale non può essere troppo enfatizzata. Il gruppo deve essere istruito circa il rispetto di costumi e codici di abbigliamento dei paesi ospitanti. Non devono mai sminuire tali usanze. Se per esempio osservano i locali sul trasporto pubblico, dovrebbero sapere quale è il tono di voce adeguato.
Amori in vacanza e cuori infranti, taccheggio, consumo di alcol in spazi pubblici e uso di droghe: tutto ciò potrà far parte delle dinamiche del gruppo. Qui è dove è necessario il coinvolgimento dei genitori.

Bisogna assicurarsi di avere una dichiarazione firmata in cui si specifica che, in caso uno studente venga espulso da uno Stato per un reato grave, il viaggio di ritorno sarà a carico della famiglia, compresi gli eventuali costi aggiuntivi per la restituzione di beni rubati o per il rimpatrio di minori non accompagnati.

Un’altra potenziale causa che potrebbe obbligare il gruppo a pagare una bolletta salata è se la proprietà di un hotel viene danneggiata. Questo problema può essere neutralizzato se gli studenti pagano un deposito cauzionale di circa € 50 a testa. Se le famiglie sono d’accordo, si possono rimborsare questi soldi direttamente allo studente nell’ultimo giorno della sua permanenza.

Prima di Personal Travels

E ‘stato un uomo coraggioso a mangiare la prima ostrica” – Jonathan Swift

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Lasciare un lavoro a tempo pieno a Booking-punto-com per avviare un progetto tutto mio, mi ha fatto sentire un po’ come essere la prima persona a provare le ostriche. Ancora non so se è proprio il mio cibo ideale, ma non dimenticherò mai quel sapore.

La mia idea è quella di rendere il mondo dei viaggi più semplice e scorrevole, più democratico anche, mettendo sulla stessa barca coloro che viaggiano e coloro che fanno dell’accoglienza ai viaggiatori il mestiere di una vita. Su questo blog si discuterà di viaggi sotto diverse prospettive e punti di vista, per cercare di definire pratiche condivise e consigli utili per godere al meglio di uno dei grandi doni dell’umanità.

Prima di introdurre ulteriormente le caratteristiche del blog, lasciate che vi dica di più su me stesso e di come ho definito il mio modo di viaggiare. Essendo nato in Italia nel 1976, sono abbastanza vecchio da ricordare com’era quando le famiglie non avevano alcuna forma di personal computer. Ma grazie a mio padre la prima macchina del genere a entrare in casa nostra è stata un Sinclair ZX Spectrum, più o meno agli inizi del 1983.

Circa 10 anni più tardi è arrivato il momento per il primo, ingombrante cellulare di papà. In quegli stessi anni ero già diventando un frequent flier, principalmente d’estate per visitare la famiglia di mia madre nella verde Irlanda. All’epoca il segnale di divieto di fumo si spegneva in volo e ci si poteva tranquillamente accendere una sigaretta sui voli di linea Aer Lingus o Alitalia.

Naturalmente il viaggio è sempre la stessa esperienza, la magia che espande la vita di milioni di persone oggi come allora. Solo che all’epoca bisognava ricorrere a modi completamente diversi di organizzare, godere, e ricordare i nostri viaggi. Vorrei solo fare un accenno a quello che intendo per differenze cruciali ricordando alcuni aspetti del viaggio che ha in seguito definito per sempre il mio modo di viaggiare: il viaggio InterRail dell’estate 1998 con la ragazza che sarebbe diventata la mia compagna di vita.

Foto

All’epoca non era comune per un dispositivo portatile avere un obiettivo digitale da 12 megapixel incorporato. Non esisteva quasi la macchina fotografica digitale, almeno non a livello di prodottodi consumo. Si usavano fotocamere compatte che richiedevano un rullino di pellicola su cui si impressionavano le foto, come la piccola Pentax di Serena che abbiamo portato con noi.

granada clothes

Ricordi di viaggi giovanili: negozi di souvenir a Granada vendono pellicola Kodak

Si portavano tonnellate di pellicola da casa, acquistata in negozi di fiducia, dove si sperava che non ti avrebbero dato roba scaduta. Quando finivi i rullini, bisognava girare per negozi di souvenir come questo a Granada, dove si potevano comprare rullini Kodak Gold e pagarli come se fossero appunto fatti del metallo prezioso. Durante il viaggio, si scattava alla cieca ai soggetti, sperando di aver premuto il tasto al momento giusto. La scarica di adrenalina quando tornavi a casa e mandavi il rullino a sviluppare sperando di avere almeno un paio di buone foto nel mucchio è qualcosa di ancora insuperato. Così come lo è la delusione di scoprire che si era completamente bruciato il film esponendolo accidentalmente alla luce, e che avresti dovuto per sempre fare a meno di ricordi visivi per quella particolare vacanza.

Chiamare casa

Come dicevo, i telefoni cellulari non erano esattamente portatili allora, né erano molto convenienti. Inutile dire che non ne avevamo uno con noi durante il viaggio attraverso l’Italia, la Francia, la Spagna e il Portogallo. Quando c’era la possibilità si chiamavano i vecchi da una cabina telefonica pubblica, per rassicurarli che tutto andava bene, come stavo facendo da questa cabina nella famosa Barceloneta di Barcellona.

phone box in barceloneta

ciao mamma!

Un’altra opzione era quella di informare i parenti del numero di telefono del luogo ove si soggiornava, ma questo significava che tua suocera avrebbe dovuto trovare il modo di superare le barriere linguistiche del caso e far sì che l’impiegato di una polverosa vecchia posada facesse venire sua figlia al telefono al più presto. Non proprio una cosa alla portata di tutti.

Sistemazione

Prenotare un soggiorno da qualche parte prima di arrivare fisicamente sul posto non era quasi possibile nei viaggi di gioventù. I viaggiatori d’affari e di piacere riuscivano a chiamare con giorni di anticipo, e magari a fornire un numero di carta di credito o di un versamento in banca a titolo di garanzia. Ma in generale la regola era: raggiungere una destinazione, trovare un posto dove stare. Una scia di giovani al seguito di un albergatore per raggiungere un’alternativa nelle vicinanze era uno spettacolo tipico in molte città europee. A volte poi il compito non riscuoteva successo. Poteva capitare di trascorrere la maggior parte del giorno vagando da un posto ad un altro sulla lista, solo per trovarli tutti al completo o non disponibili. A questo punto ci si accontentava letteralmente di qualsiasi cosa, come la notte che abbiamo trascorso sul pavimento di pietra dura fuori da una stazione ferroviaria dimenticata da Dio in Portogallo, con un gruppo di giovani tedeschi, documentata qui sotto.

faro train station

Amici senza social media

Quei ragazzi erano il più divertente gruppo di appassionati di krauti che abbia mai incontrato, e insieme abbiamo trascorso un paio di giorni fantastici. I miei ricordi del tempo trascorso con loro sono una barzelletta di cattivo gusto su Lady D, e uno strano viaggio in treno. Tra le fermate dovevo estrarre le spine di cactus succosi dalle mani inesperte di coloro che ovviamente non avevano mai visto quello che gli italiani chiamano fico d’India.

Inutile dire che non avevamo i social media all’epoca. Se si voleva restare in contatto ci si doveva impegnare a diventare amici di penna. A condizione di non perdere gli indirizzi scarabocchiati su fogli di carta sfusi o sul retro della vostra rubrica telefonica.

Che buona la pizza in Portogallo!

Che buona la pizza in Portogallo!

Io li ho sempre persi. Ecco perché nessuna di queste belle persone è oggi tra i miei amici di Facebook. Vorrei che si potessero riconoscere in foto per contattarmi, e condividere più ricordi di quella fantastica estate in giro per l’Europa.

Il cane da pastore, o come organizzare con successo viaggi di gruppo

Photo by flickr user Don DeBold

Photo by flickr user Don DeBold

Personal Travels mi ha gentilmente chiesto di contribuire regolarmente al suo magazine di viaggio. Sono molto contenta di poterlo fare sia perché, come madre del fondatore, mi sento di appartenere in qualche modo alla società, sia perché sento che la mia esperienza personale di lungo periodo può tornare utile. Nel corso delle settimane spero di affrontare alcune questioni importanti relative ai viaggi di gruppo e in particolare di concentrarmi su studenti e gruppi religiosi.

Si! Lo so. Il titolo. Ammetto che il cane pastore suona un po’ strano per un blog di viaggio, ma descrive esattamente come mi sento quando mi occupo del mio gruppo nei vari viaggi qua e là, per studio o per svago. Devo dire che mi piace molto l’analogia. Se avete mai visto un cane da pastore a lavoro, saprete come prende sul serio quello che è di sua responsabilità. Lui sa quando dare libero sfogo alle pecore, sa quali sono le pecore più irrequiete e sa quando potrebbe essere necessario un morsetto ai calcagni. Lui sa quando si può prendere una pausa e lasciarle andare al loro ritmo e sa quando consegnarle di nuovo al pastore, che lo premierà con una pacca di ben fatto.

Sono nata in Irlanda. La mia grande famiglia – otto tra fratelli e sorelle – non è esattamente lo stereotipo della famiglia irlandese, nel senso che non siamo tutti sparpagliati tra Gran Bretagna, Australia e America.Io sono l’unica che ha lasciato l’Irlanda ed è andata a stabilirsi in Italia. Ma tra la famiglia e gli amici che amano venire in vacanza in Calabria dove vivo, mi sento proprio a due passi da loro. Naturalmente, ritornare all’Isola di Smeraldo è sempre fantastico.

Casa mia ora è in Calabria, la punta dello stivale. Sono un’insegnante di scuola secondaria e sono anche un docente di lingua per insegnanti di scuola elementare. Ho tre figli e tre nipoti meravigliosi. Sono bilingue inglese-italiano e cerco sempre di evitare che il mio francese e l’irlandese si arrugginiscano troppo. Di professione sono un’insegnante di lingua inglese e, nel corso degli anni, ho portato numerosi gruppi di studenti italiani in vacanza studio, a fare esperienze di lavoro e scambi culturali in tutta Europa. Sono davvero entusiasta di poter gestire una piattaforma per condividere le mie esperienze, offrire alcune linee guida e contribuire a semplificare il compito di altri capigruppo nel riuscire a spostare la gente da A a B e una volta lì a far rendere il più possibile il loro soggiorno nella destinazione ospitante.

Nel corso delle settimane analizzeremo argomenti semplici come ricordare di prendere un adattatore universale quando si va verso il Regno Unito o l’Irlanda ma anche questioni più complesse come la sfida di ottenere il gemellaggio tra due città e come trovare i fondi per farlo. A nome di Personal Travels vi auguro buona lettura e attendo i vostri commenti su questioni che potrebbero interessarvi se siete un capogruppo esperto, un aspirante viaggiatore o semplicemente qualcuno affascinato dai viaggi e da tutto ciò che è loro correlato.