La più strana coppia di viaggio mai sentita

Cos’è un viaggio? Quale spinta lo genera? Quanto può durare? Domande alle quali è difficile dare una risposta univoca. Per alcuni è una parentesi, qualche giorno o una settimana utili a ricaricare le batterie, staccando dalla vita di tutti i giorni, concedendosi magari qualche agio in più. Per altri, nella stessa unità di tempo, consiste nel ribaltare gli equilibri, facendo emergere lati della personalità che difficilmente si esprimono nel quotidiano. Per altri ancora il viaggio è la vita stessa, la tentazione irresistibile di esplorare e di conoscersi attraverso un’esperienza non delimitabile da una scadenza precisa, né da un itinerario previsto in precedenza. Istinto, curiosità e un pizzico (o una manciata bella corposa) di follia.

Chi ci conosce sa quanto siamo affascinati da quest’ultimo tipo di viaggiatori, come abbiamo confermato raccontandovi la storia di un viaggio fantastico compiuto a cavallo di una Tall Bike attraverso il mondo, dall’Italia all’Isola di Giava, in Indonesia, del quale QUI trovate tutte le tracce. Quel viaggio era affascinante anche per la capacità di condividerlo con un gruppo di altre persone, sempre in bilico tra esigenze personali e dinamiche di gruppo. Quello che vogliamo raccontarvi oggi è particolare e ci ha colpito perché presuppone una lunghissima solitudine, mesi interi a confrontarsi con sé stessi e la natura circostante, insieme a una corposa dose di atmosfere da favola. Perché l’unica compagnia del viaggio impossibile del 24enne francese Guirec Soudée è rappresentata da una gallina, che ormai da qualche anno lo sta accompagnando alla scoperta del mondo a bordo di una barca a vela.

Guirec e Monique

Guirec e Monique

Guirec e la sua compagna di viaggio Monique girano il mondo dal 2013 a bordo della Yvinec, e nel 2014 hanno appunto compiuto la traversata atlantica, fermandosi poi nella caraibica isola di Saint Barts per raccogliere le energie e le risorse necessarie ad affrontare una tappa durissima del viaggio: quella attraverso il Mar Glaciale Artico. Hanno raggiunto la Groenlandia nel mese di agosto 2015, e dopo aver visitato la costa occidentale di questo affascinante paese nell’arco dei tre mesi successivi, Guirec e Monique sono stati costretti a una lunga sosta forzata a causa del rigido inverno. Senza possibilità alcuna di comunicare con nessuno, armati di riso e granturco. E delle uova che la più bizzarra delle compagne di viaggio ha messo a disposizione del giovane esploratore Guirec.

Clicca sull’immagine qui sotto per aprire la galleria immagini di questo viaggio incredibile

Monique si è dimostrata una ottima compagna di viaggio: ha imparato a surfare insieme al suo amico Guirec, si è fatta portare in slitta e ha zampettato allegra sul ghiaccio, dimostrandosi abile anche nella caccia ai pesci volanti nel corso della traversata atlantica. Ora i due componenti di questa coppia da favola – ed è davvero il caso di dirlo, visto che le loro avventure sono parte di una collana di libri per bambini che sta vedendo la luce grazie alla forza del crowdfunding – partiranno alla volta del Passaggio a Nord Ovest, e in caso di successo saranno il più giovane capitano, e naturalmente la prima gallina skipper, a riuscire nell’impresa di attraversarlo.

Se volete continuare a seguire le vicende della più strana coppia di viaggio mai sentita, ecco tutti i loro riferimenti: Facebook, Instagram,YouTube e naturalmente il sito internet.

Gli Shellac in Italia, il 24 Maggio allo Zoom Music Club in Calabria

Gli Shellac in Italia! Risaliranno la penisola da sud a nord, per cinque date che, annunciate già all’inizio di questo 2015, stanno facendo salire la temperatura dei fan, desiderosi di ascoltare dal vivo le tracce contenute nell’ultimo lavoro “Dude Incredible”, uscito sette anni dopo quel “Excellent Italian Greyhound” che già aveva confermato lo stato di salute del trio dell’Illinois, da oltre vent’anni punto di riferimento nella scena del rock alternativo. Ecco dunque i 5 appuntamenti di maggio 2015 con gli Shellac, la band capeggiata dal produttore/chitarrista/guru Steve Albini: 23/05 Catania (Afrobar), 24/05 Marcellinara (Zoom Music Club – organizzatori Officine Sonore), 25/05 Roma (Init), 26/05 Bologna (Locomotiv), 27/05 Torino (Cap10100).

Proprio la data calabrese, alla quale siamo legati in maniera particolare visto che lì vicino abbiamo la nostra sede, è stata l’ultima ad essere confermata, con grande gioia del territorio, che vedrà passare di lì un pezzo importante della storia del rock degli ultimi venti e più anni. Perché se non bastassero le progressioni e le geometrie della band di Chicago, è sufficiente dare uno sguardo all’attività di Albini nel mercato discografico, da lui sempre avversato come si fa con un buon nemico, per rendersi conto di quante produzioni abbiano beneficiato del gusto e delle capacità di mister Steve. Che mai si è fatto tirare per la giacchetta sopra il carrozzone, rimanendo sempre con i piedi piantati a terra e con un occhio ben critico nei confronti dei tanti nani e ballerine del panorama discografico mondiale.

Shellac - foto dell'utente flickr masao nakagami

Shellac – foto dell’utente flickr masao nakagami

Un esempio? Ecco qualche estratto della lettera che Albini mandò ai Nirvana prima di mettersi al lavoro su “In Utero”, che ha festeggiato i 20 anni dall’uscita nel 2013: “Ho lavorato a centinaia di dischi (alcuni fantastici, alcuni buoni, alcuni orribili, la maggior parte normali), e ho visto un collegamento diretto tra la loro qualità e l’umore della band durante le registrazioni. Se ci vuole tanto tempo per fare il disco, e tutti si alterano e si mettono a scrutinare ogni singolo passo, allora il risultato finale sarà lontano dall’effetto che una band ha dal vivo – e tutto tranne che lusinghiero. Fare dischi punk è certamente un campo in cui ‘lavorare’ di più non implica un miglior risultato finale”. E ancora: “Mi piace lasciare spazio agli incidenti e al caos. Fare un album impeccabile, in cui ogni nota e sillaba sono al posto giusto e ogni colpo di cassa è identico al precedente, non è un’impresa. Qualsiasi idiota con abbastanza pazienza e un budget che gli permetta di fare una tale idiozia può farcela. Io preferisco lavorare a dischi che aspirano a cose più grandi, come l’originalità, la personalità e l’entusiasmo”.

Shellac - foto dell'utente flickr Jason Persse

Shellac – foto dell’utente flickr Jason Persse

Un artigiano con le idee ben chiare, anche sul fronte dei suoi compensi: “Vorrei essere pagato come un idraulico. Faccio il mio lavoro, e vengo pagato per quello che vale”, scriveva sempre a Kurt Cobain e compagni.

Shellac - foto dell'utente flickr Vladimir

Shellac – foto dell’utente flickr Vladimir

Steve Albini e gli Shellac (ovvero Bob Weston al basso elettrico e Todd Trainer alla batteria) saranno dunque in Italia alla fine di maggio, con gli Uzeda, band italiana che condivide la stessa etichetta, la Touch&Go Records, ad aprire i loro concerti. Per tutte le informazioni sulla data calabrese vi rimandiamo a questa pagina Facebook mentre per avere ogni tipo di informazioni sul concerto i contatti di Officine Sonore sono:
mail infoshellac.offofficinesonore@gmail.com
telefono 348 4651835

Se dopo il concerto non avete voglia di guidare, vi consigliamo le strutture ricettive più vicine allo Zoom Music Club di Marcellinara. Clicca in base alla composizione del gruppo per soggiornare entro 5 km dal locale.

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5 destinazioni top per la primavera 2015

Non sono in tanti a potersi permettere un viaggio in primavera, questo è vero, ma per quelli che hanno qualche giorno a disposizione ecco un po’ di idee sulle destinazioni top dove trascorrere le vacanze nel corso di questa primavera del 2015.

1) MILANO, Italia

Expo Milano - foto dell'utente flickr Matteo Mazziotti

Expo Milano – foto dell’utente flickr Matteo Mazziotti

Al primo posto c’è ovviamente la Milano dell’EXPO 2015. Dal primo giorno di maggio, fino alla fine di ottobre, in un’area espositiva di 1,1 milioni di metri quadri, con più di 140 Paesi e Organizzazioni internazionali coinvolte, saranno oltre 20 milioni i visitatori attesi. E se avete in programma un viaggio nel capoluogo lombardo, tenete presente la nostra guida cinematografica per un percorso alternativo alla scoperta della città e gli eventi culturali legati alla manifestazione che vi abbiamo segnalato sul Magazine.

2) PHUKET, Thailandia

Celebrazione del Songkran - foto dell'utente flickr John Shedrick

Celebrazione del Songkran – foto dell’utente flickr John Shedrick

In concomitanza con il Songkran, ovvero le celebrazioni del nuovo anno, potrebbe essere interessante, per quanti avessero qualche giorno in più da spendere, andarsi a godere il Festival dell’acqua, cioè quella particolare tradizione che impone di lavare gli oggetti e le persone con acqua per purificarli dalle cattive azioni dell’anno precedente, a Phuket, in Thailandia. Prima che la stagione delle piogge cambi gli equilibri, associare la partecipazione ai festeggiamenti con un po’ di relax in spiaggia può essere davvero un’ottima idea di vacanza.

3) VANCOUVER, Canada

Orca - foto dell'utente flickr Shawn McCready

Orca – foto dell’utente flickr Shawn McCready

Altra meta tutt’altro che dietro l’angolo, Vancouver può essere interessante da visitare proprio in questo periodo per il passaggio dei grandi animali marini verso l’Alaska. La stagione del whale watching ha preso il via il primo di aprile, ma fino a ottobre c’è tempo per assistere alla migrazione di orche e megattere verso le fredde acque dell’Alaska. In più, proprio a Vancouver si terrà la finale del FIFA Women’s World Cup, il Campionato mondiale di calcio femminile, che prenderà il via il 6 giugno prossimo.

4) SAPPORO, Giappone

Fioritura dei ciliegi - foto dell'utente flickr MIKI Yoshihito

Fioritura dei ciliegi – foto dell’utente flickr MIKI Yoshihito

Avete ormai perso la fioritura dei ciliegi di Kyoto e Tokio, ma siete ancora in tempo per festeggiarla nell’isola di Hokkaido. Sapporo può essere la meta ideale, perché qui le strade e i suoi splendidi parchi si coloreranno di rosa a partire dalla fine del mese di aprile, protraendo lo spettacolo per circa una settimana. E sempre in tema di parchi e di fiori, dal 20 al 31 maggio presso il parco Odori si tiene il Sapporo Lilac Festival, che festeggia l’arrivo della stagione calda con tutta una serie di eventi in programma.

5) BRISTOL, Inghilterra

Bristol. Ashton Court Park - foto dell'utente flickr Sam Saunders

Bristol. Ashton Court Park – foto dell’utente flickr Sam Saunders

Qui si entra in territorio “green”. Bristol è infatti stata nominata Capitale verde europea per il 2015, grazie al suo impegno e ai suoi investimenti nella gestione ottimale dell’energia e nel settore dei trasporti, nell’ottica della sostenibilità ambientale e dell’innovazione urbana in chiave tecnologica. Per i vegani da non perdere l’appuntamento con il VegFest, in programma il 23 e il 24 maggio, mente nel mese di giugno la città celebrerà i suoi risultati nella Big Green Week, dal 13 al 21. E se siete in zona, non mancate di fare una visita, sabato 30 e domenica 31 maggio, all’Asparafest, un festival dedicato al prezioso vegetale che si tiene nella non lontana cittadina di Bretforton.

Quando il parco giochi ha dell’incredibile

Sottoterra con divertimento. No, tranquilli, non stiamo portando all’eccesso il discorso legato al “turismo cimiteriale” di cui abbiamo parlato qualche tempo fa, ma solo illustrandovi un paio di soluzioni davvero fuori del comune per passare una giornata divertente, magari insieme ai propri figli, nel sottosuolo. Ma non solo per godere di una visita a luoghi già caratteristici di per sé (a chi non piace guardare nella pancia della Terra), quanto piuttosto per giocare, divertirsi o essere intrattenuti all’interno di una grotta sotterranea, o di una vecchia miniera. Quando, insomma, il parco giochi ha dell’incredibile…

BOUNCE BELOW – Ci troviamo nel Parco Nazionale di Snowdonia, presso la Llechwedd Slate Cavern, immersi in uno scenario che ancora riporta alla mente i viaggi dell’ardesia estratta dalle cave verso il porto di Porthmadog, da dove veniva imbarcata verso tutto il mondo. Testimonianza diretta di ciò, i treni storici e le tratte ancora funzionanti della Ferrovia di Ffestiniog, la più vecchia compagnia ferroviaria indipendente del mondo. Ma siamo qui per divertirci, non per scrivere una guida del luogo, direte voi (soprattutto i più piccoli). Proprio qui, in una caverna in disuso ormai da 176 anni, delle dimensioni doppie rispetto alla cattedrale di San Paolo di Londra, è stato installato un parco giochi sotterraneo, unico nel suo genere, che consiste in due grandi tappeti elastici appesi a due grandi camere (uno dei quali appeso a oltre 50 metri dal fondo della caverna) collegati tra loro da una serie di cunicoli, scivoli e passaggi, anch’essi realizzati in rete. E se ancora non vi bastasse, dei giochi di luce illuminano le pareti della caverna così da regalare un tocco ancora più particolare a questa di per sé già unica esperienza.

Bounce Below

Bounce Below

Per chi volesse avventurarsi nella caverna, c’è da tenere presente che la temperatura interna si aggira sugli 8 gradi, per cui l’abbigliamento dovrà essere consono. In più, visto che il limite massimo di peso consentito per persona è di 120 chilogrammi, se programmate la visita nella prossima estate e siete vicini a quel peso, mettete in preventivo qualche sessione di allenamento per buttare giù un po’ di pancia. Altrimenti vi toccherà il biglietto da visitatore, e molta meno adrenalina.

Bounce Below, paradiso per bambini

Bounce Below, paradiso per bambini

Per tutte le informazioni sul Bounce Below, cliccate QUI

SALINA TURDA – Ci spostiamo adesso in Romania, in quella Transilvania che evoca vampireschi ricordi, ma per motivi tutt’altro che spaventosi. Qui sorge quello che il Business Insider ha definito come “il più fico dei luoghi sotterranei del mondo”. Si tratta della ex miniera di sale di Salina Turda, chiusa dal 1932 e riaperta nel 1992 come luogo turistico, tanto che ad oggi è un vero e proprio museo naturale dell’estrazione del sale, mentre alcune zone venivano utilizzate anche per la stagionatura dei formaggi. Ma dove una volta regnavano il buio e il silenzio, oggi è tutto un fiorire di luci, artisticamente collocate, e schiamazzi di bambini che si divertono.

Il lago sotterraneo - foto dell'utente flickr Cristian Bortes

Il lago sotterraneo – foto dell’utente flickr Cristian Bortes

Si perché anche solo scorrendo la fredda lista delle attrazioni collocate nelle grandi camere sotterranee c’è da restare a bocca aperta: ruota panoramica, minigolf, bowling, noleggio barca sul lago sotterraneo a 112 metri di profondità, campo da calcetto e badminton, anfiteatro da 180 posti, biliardo e ping pong. Ah, dimenticavo! Oltre al parco giochi per i bambini naturalmente! Il tutto immersi in uno scenario che fa pensare più a un’astronave che non a un freddo luogo (a proposito, anche qui le temperature non superano mai i 10/12 gradi) dove si lavorava duro per estrarre il sale.

La ruota panoramica - foto dell'utente flickr someone10x

La ruota panoramica – foto dell’utente flickr someone10x

Si tratta di un ambiente del tutto particolare, dove il divertimento va a braccetto con l’esplorazione delle cinque camere e dei tunnel di collegamento della ex miniera, e dove le condizioni fanno sì che anche la salute ne tragga giovamento. In particolare per quanti accusino problemi respiratori.

Anche qui, per tutte le informazioni su Salina Turda vi rimandiamo a QUESTO indirizzo.

E se avete intenzione di passare le vostre vacanze nel nord del Galles, oppure di fare un tour in Transilvania, facendo felici anche i bambini con queste proposte del tutto particolari, non esitate a contattare noi di Personal Travels QUI. Saremo felici di pianificare insieme tutti i dettagli della vostra vacanza, sotterranea e non solo.

Una visita al Parco Nazionale d’Abruzzo: la Camosciara e il lago di Barrea

Prima di andare avanti con la terza ed ultima parte della nostra mini-guida, ecco qui, per chi le avesse perse, i link alle prime due puntate. I PARTE e II PARTE. E poi via, si parte!

Con ancora impresse negli occhi le immagini incantevoli della Val Fondillo, riprendiamo la Statale 83 per qualche chilometro e affrontiamo una serie di curve seguendo il corso del fiume Sangro, immersi nei luoghi che fanno da scenario al libro “Il passaggio dell’orso” di Giuseppe Festa, ottimo esempio di come luoghi come questi, se vissuti con adeguata passione, possano arrivare a cambiare il corso della vita di quanti siano disposti a mettere in gioco le proprie certezze da comodi cittadini, e non solo.

In questo video potete seguire l’autore tra i luoghi e le persone protagoniste del libro:

Quindi arriviamo fino ai piedi di quello spettacolo della natura che è l’anfiteatro della Camosciara, luogo ben conosciuto a livello turistico e nello stesso tempo attrezzato per darsi in pasto anche al meno “selvaggio” dei visitatori. Qui infatti è possibile sedersi comodamente sul trenino che porta su fino ai piedi delle Cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle, poco lontane dal piazzale alla base dell’anfiteatro roccioso, oppure noleggiare una mountain bike, salire su un cavallo o godersi la bellezza di una camminata lungo la strada asfaltata che dal 1998 è stata assegnata al Comune di Civitella Alfedena e chiusa al traffico. Ben protette dalle zone di Riserva Integrale, qui sopravvivono molte delle specie tipiche del Parco Nazionale, dall’Orso Marsicano ai Camosci, fino ai tanti abitanti più piccoli e numerosi, dalle volpi, ai cinghiali, ai moscardini, che non sarà difficile incontrare, a patto di lasciare da parte i rumori molesti.

La Camosciara - Foto da justinebothwick.files.wordpress.com

La Camosciara – Foto da justinebothwick.files.wordpress.com

Ripresa l’automobile, ci dirigiamo verso Villetta Barrea e il lago, distanti pochi chilometri dal parcheggio della Camosciara. Prima però non si può non fare una tappa a Civitella Alfedena, svoltando a destra sulla Statale 83 all’ingresso di Villetta Barrea e salendo verso il piccolo comune arroccato intorno all’antica torre del ‘400. Qui, oltre a una camminata in salita per esplorarne i vicoli, è d’uopo una visita alle Aree faunistiche del Lupo Appenninico e della Lince, dove vivono alcuni esemplari delle due specie, e al Museo del Lupo Appenninico, il vero protagonista di questa zona. Fate un salto a La Betulla da Pietro per conoscere e assaggiare qualche bontà abruzzese, e per informarvi circa le escursioni in zona. E se avete la fortuna di trovarvi da queste parti durante le vacanze natalizie, non perdetevi l’annuale fiaccolata di fine anno, uno spettacolo che si ripete ormai da 25 anni e che riempie le montagne circostanti di puntini di luce e fuochi pirotecnici.

Lungo la strada che vi riporta giù verso Villetta Barrea, non sarà difficile incontrare qualche esemplare di cervo che scende a valle per abbeverarsi, così come spesso succede passeggiando lungo l’argine a Villetta, tanto che qualche tempo fa uno di questi esemplari è stato nominato mascotte del paese, per le sue ripetute visite e per la sua totale assuefazione alle persone.

Ecco appunto il cervo Oreste in un’intervista

La vita di Villetta Barrea scorre lungo la Statale 83, dove sono concentrate la gran parte delle attività commerciali e i servizi per i turisti, ma è solo salendo i ripidi scaloni di pietra verso la montagna che se ne possono apprezzare le bellezze più nascoste, dalle chiese alla torre trecentesca a pianta circolare. Tenete presente che saranno sicuramente i cervi a rubare l’attenzione, soprattutto se siete in viaggio con i vostri bambini. Sono loro a spadroneggiare dai prati ai giardini, fino ai vasi di fiori sui davanzali delle finestre più basse. Ormai in equilibrio con gli abitanti del luogo, si spingono a bere e mangiare fin dentro il paese, forti anche della grande abilità nello spiccare salti e superare recinzioni di ogni tipo.

Il lago di Barrea - Foto da www.parks.it

Il lago di Barrea – Foto da www.parks.it

A questo punto, anche proseguendo a piedi senza riprendere l’automobile, si possono raggiungere le rive del lago di Barrea, bacino artificiale ricavato a metà del Novecento dallo sbarramento del Sangro, e termine della nostra escursione a puntate in questa zona del Parco. Di fronte a voi avrete Barrea, adagiata su uno sperone di roccia, e potrete passeggiare, o fare un’escursione a cavallo o in bicicletta, lungo le rive del lago, dove d’estate e d’inverno non mancano gli animali che scendono per abbeverarsi.

Un esempio?

L’equilibrio tra turismo e natura è infatti il perno centrale attorno al quale ruotano, devono e dovrebbero ruotare le attività della zona, e tocca a tutti, anche e soprattutto a quanti si avventurino in questi luoghi dall’esterno, tenerlo costantemente a mente. E se non rimarrà impressa la vostra dichiarazione d’amore sul tronco di quell’albero incontrato lungo la camminata, tanto meglio!

Per programmare al meglio la vostra vacanza nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, non esitate a contattarci QUI

Una visita al Parco Nazionale d’Abruzzo: Opi e la Val Fondillo

Lasciandosi alle spalle Pescasseroli e riprendendo la Statale 83 Marsicana in direzione del Lago di Barrea, ci si trova subito circondati da una valle dove nei mesi più caldi pascolano un gran numero di animali, prima di raggiungere un bivio che a destra porta su verso il valico di Forca d’Acero, e a sinistra si inerpica in una serie di tornanti verso la piccola Opi. Da queste parti si respira un’aria un po’ più autentica, meno turistica rispetto a Pescasseroli, che rimanda il pensiero al tempo in cui le comunità locali erano dedite in maniera praticamente esclusiva alla cura del bestiame. Sia per ciò che riguarda la conformazione del territorio che per le tradizioni gastronomiche locali, più o meno tutte ispirate a quel tipo di cucina povera (e in certi casi poverissima) dei tempi della transumanza, i riferimenti al passato sono tutti ben leggibili. Da queste zone infatti partivano i lunghissimi viaggi per spostare lungo i tratturi i capi di bestiame verso sud, verso la Puglia, dove svernare nei mesi più freddi dell’anno.

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Camosci e veduta di Opi (foto da parcoabruzzo.it)

OPIOpi è un piccolissimo borgo, il cui centro storico pare aggrapparsi alla cima di un’altura, raggiungibile attraverso una serie di tornanti e di stradine intricatissime e strette, che Michele, un tempo guidatore di autobus della zona e oggi portiere di albergo a Pescasseroli, ci racconta come una specie di incubo giornaliero che ancora lo perseguita. Dall’alto si gode di una vista meravigliosa sulle montagne della zona, dal Monte Marsicano all’anfiteatro della Camosciara, e all’interno del paese è possibile visitare il Museo del Camoscio, uno dei tanti abitanti selvatici del Parco Nazionale d’Abruzzo. Da queste parti infatti, passeggiando lungo i sentieri che circondano il paese o andando su verso il valico di Forca d’Acero attraverso le grandi faggete o ancora verso la Val Fondillo e la Camosciara, non è difficile incontrare animali piccoli e grandi che popolano questa meravigliosa zona protetta.

PER I TURISTI – Per i turisti che si spingessero da queste parti, consigliamo di rivolgersi alle strutture della zona per farsi indicare sentieri e passeggiate (ricordatevi che alcune zone sono denominate “riserva integrale”, per cui non è possibile accedervi) o di farsi accompagnare da qualche guida locale alla scoperta di questi luoghi. In inverno, il Centro Fondo Macchiarvana è ben attrezzato per coniugare il piacere dello sci di fondo a quello dell’immersione in un territorio così suggestivo.

val fondillo e camosciara

La Val Fondillo e la Camosciara (foto da parcoabruzzo.it)

LA VAL FONDILLO – Riprendendo ancora la Statale 83 e dirigendosi verso il Lago di Barrea, dopo qualche curva fate attenzione al bivio sulla destra che porta al parcheggio della Val Fondillo, un altro dei luoghi da non mancare se siete in giro nella zona. Qui, nella piccola struttura posta all’ingresso della valle, troverete tutta la disponibilità e la competenza di Roberto e degli altri ragazzi della CoopSort, che vi guideranno alla scoperta di un territorio bellissimo e incontaminato, ricco di vegetazione e di fauna da salvaguardare. Non dimenticatevi mai, infatti, che i vostri comportamenti possono avere un impatto forte e talvolta devastante sull’equilibrio di questi posti, per cui se partite in escursione fate attenzione a non lasciare alcun rifiuto in giro, e non tentate di portare a casa il souvenir di una foto indimenticabile calpestando i diritti degli animali del Parco, che non devono ricevere il vostro cibo né essere avvicinati per il puro gusto di farlo. Se insomma avete la fortuna di un incontro con uno degli animali selvatici della zona, godetevelo in silenzio, come si fa con le cose preziose.

Chiedete pure tutte le informazioni di cui avete bisogno, partite con le guide alla scoperta degli itinerari della zona (ce ne sono per neofiti e per esperti camminatori, diurni o notturni), nei mesi caldi attrezzate la vostra grigliata di carne nel piazzale e salite su un cavallo per farvi un bel giro, ma fatelo consapevolmente, per far sì che tutto questo possa conservarsi, intanto, e proliferare, auspicabilmente. Perché una cosa da tenere a mente è che in questa parte d’Italia si fa turismo in una maniera diversa da quella – tanto per fare un esempio virtuoso ma lontano – che si fa in posti come il Trentino Alto Adige, dove le attrezzature dedicate ai turisti sono più mirate, tagliate a misura di bambino in molti casi e molto spesso esponenzialmente più ricche. Ma questo non significa che esista un solo modello per la valorizzazione del territorio. Qui, talvolta con sfoggio di “muscoli” e pazienza da parte dei giovani che stanno investendo la loro vita nel progetto, si realizza un modello altro, che richiede inevitabilmente anche la partecipazione attiva e il coinvolgimento del turista. E chissà che di tutto questo non possano beneficiarne davvero la flora e la fauna del territorio, i veri protagonisti di uno scenario fantastico.

val fondillo

La Val Fondillo (foto da giorgiodicesare.wordpress.com)

Per tutti i consigli su dove soggiornare in questa porzione del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, non esitate a contattare Personal Travels!

(QUI trovate la prima parte della guida. Presto online la terza e ultima parte di questa piccola guida, nella quale esploreremo la Camosciara, Civitella Alfedena e Villetta Barrea, giungendo sulle sponde del Lago di Barrea. Alla prossima!)

Una visita al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (parte 1)

Tra pochi anni festeggerà il centenario dalla sua istituzione, ed è il più antico d’Italia insieme a quello del Gran Paradiso. È il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, una vera perla del nostro territorio, anche se non sempre adeguatamente considerato né valorizzato per i tanti tesori che ancora oggi è capace di custodire: dalla fauna all’ambiente in generale, fino a quella cultura del territorio e delle tradizioni che ne fanno un luogo che trova il suo equilibrio tra passato e presente, con ottimistiche speranze per un futuro roseo. Perché se è vero che il turista moderno cerca sempre di più di affondare le sue mani nella storia e nelle tradizioni dei luoghi che visita – anche per supplire alla immancabile perdita delle sue – qui sia il territorio che le persone hanno conservato un saldo legame con il loro passato, e a saperla sfruttare per bene proprio questa potrebbe essere la carta vincente di questa zona d’Italia. Vogliamo perciò portarvi a fare un giro in una porzione del Parco per come noi l’abbiamo visitata e vissuta, sperando di fornirvi utili indicazioni in caso sceglieste di andarci, e ben sapendo di poter essere tutt’altro che esaustivi.

Pescasseroli

Una veduta di Pescasseroli e, sulla sinistra, del Monte delle Vitelle

VISITA AL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, LAZIO e MOLISE – Partiamo da Pescasseroli, la porta del Parco per chi lo raggiunge dalla valle del Fucino sulla Statale 83 Marsicana. Proprio qui venne inaugurato il Parco nel 1922, ed è certamente il luogo più attrezzato a livello turistico, sia per chi è amante delle discipline sportive invernali sia per quanti preferiscano la montagna nei mesi più miti dell’anno. Le viuzze del suo piccolo centro storico conservano intatto il fascino di un tempo, con le caratteristiche decorazioni in pietra gentile, mentre tutt’intorno si sono sviluppate strutture ricettive di ogni tipo e livello, che si estendono su fino ai piedi degli impianti sciistici del Monte delle Vitelle. Qui nacque Benedetto Croce, il quale una volta tornato a casa dopo tanti anni pronunciò un toccante discorso che celebrava tutta la bellezza e modernità del suo paese natale, preconizzandogli un futuro radioso dal punto di vista turistico. In qualunque momento dell’anno decideste di andare a Pescasseroli, tenete in conto che non mancheranno le precipitazioni, piovose o nevose, per cui prendete le adeguate precauzioni. E anche le giornate e nottate tenderanno ad essere fresche d’estate e decisamente fredde d’inverno.

piazza di Pescasseroli

La piazza di Pescasseroli innevata (foto da scarponabile.blogspot.it)

DA SAPERE – Se capitate da queste parti in giugno godetevi la bellezza dell’infiorata, ma non perdetevi la possibilità di esplorare i sentieri di montagna che circondano il paese, magari andando a chiedere informazioni all’ufficio di Ecotur, giovani che con passione accompagnano i turisti alla scoperta delle meraviglie del Parco, dividendosi l’impegno con i ragazzi di Wildlife Adventures. Ma anche a livello gastronomico il paese si difende benissimo, e tra l’ottimo pane del Vecchio Forno, le manine d’oro del pasticciere Piero Testa, che con il fratello Tiziano fa della Delizia degli Elfi un luogo eletto per gli amanti dei dolci (e non solo… tenete d’occhio anche le iniziative culturali nel loro giardinetto interno), e le tante proposte dei ristoranti tipici, dall’elegante Plistia al caratteristico e accogliente Da Pitone, di sicuro avrete modo di viziarvi per bene. Se viaggiate con i bambini, fate un salto con il trenino alla Fattoria degli Animali e al Centro Visita di Pescasseroli, in particolare se per l’età dei bambini non potete permettervi grandi spostamenti o lunghe camminate per osservare gli animali nel loro ambiente naturale. Anche se per un incontro con qualche animale selvatico basterà davvero allontanarsi di poco dalle vie principali…

Lago di Barrea

Il lago di Barrea

Nella prossima puntata riprenderemo la Statale 83 Marsicana verso il lago di Barrea, nostro punto di arrivo, alla scoperta di Opi, della Val Fondillo e della Camosciara, di Villetta Barrea e Civitella Alfedena. Stay tuned!

Una vacanza in giallo: i 5 migliori viaggi dei Simpson

Avete presente i Simpson? Crediamo di si, a meno che negli ultimi decenni non siate vissuti in una grotta e l’unico vostro intrattenimento animato possa essere ricondotto ad ombre proiettate sulle pareti.

simpson

Homer e Marge Simpson

Nel corso degli anni i viaggi dei Simpson in giro per il mondo sono stati numerosi: il punto di partenza è sempre Springfield, negli Stati Uniti, da un punto imprecisato (visto che non è mai stato chiarito quale delle tante Springfield statunitensi sia quella ideata da Matt Groening). Di solito, però, la decisione finale della famiglia Simpson si concretizza in salotto, magari sul divano, come invece succede spesso anche nella vita reale.

Viaggi che hanno più il carattere dell’avventura, che della gita, dettati da circostanze e necessità contingenti, più che dalla voglia di turismo. Si sa quando si inizia, non si sa come e quando si tornerà a casa.

La lista che segue non ha la pretesa di essere una guida esaustiva (per quello c’è simpsons.wikia.com) ma comprende i 5 migliori episodi, limitando il campo alle prime 10 stagioni. Una lista stilata da Personal Travels, ma siamo pronti al confronto: se avete dubbi, perplessità o una vostra personale lista da consigliarci (anche relativamente alle stagioni successive alla decima) non fatevi infartare, scriveteci!

Rullo di tamburi per la “Simpsons Go To” Top 5

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Da Tokyo con orrore

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Da Tokyo con orrore

Finale della decima stagione: con la famiglia in vacanza a Tokyo, Homer non perde occasione di demolire tutto ciò che i giapponesi hanno di più sacro. Si scontra con un campione di Sumo, vince e quando l’imperatore si avvicina per complimentarsi lo scaraventa in un cesto di biancheria sporca scambiandolo per un altro avversario. La puntata non è mai stata trasmessa in Giappone, mentre questa scena è stata cancellata dal DVD della versione locale. Lo sgarbo imperiale costa a Homer la prigione, per liberarlo Marge impiega tutti i soldi rimasti e l’unico modo di tornare a casa è partecipare a un programma televisivo stile “Takeshi’s Castle” (per i più nostalgici si tratta dei giochi senza frontiere sadici raccontati in “Mai dire Banzai”)

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Viva Ned Flanders

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Viva Ned Flanders

Questa volta la vacanza non è di famiglia, ma coinvolge Homer e Ned Flanders: il vicino, nonostante l’aspetto (e il fisico scolpito che raramente mostra), compie 60 anni. Il suo segreto non è la palestra, ma la totale assenza di svaghi. Ned chiede allora a Homer di insegnargli come ci si diverte: una richiesta che porta i due a Las Vegas dove, completamente ubriachi, sposeranno due cameriere di un casinò. La lezione di Homer comprende anche il metodo per risolvere situazioni complicate come questa: scappare!

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Bart contro l’Australia

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Bart contro l’Australia

Vacanza “forzata” per i Simpson: Bart telefona in Australia per sapere in che direzione gira l’acqua degli scarichi. Ma la telefonata è a carico del destinatario: il Governo australiano convoca tutta la famiglia a Canberra per le scuse ufficiali e per dare un bel calcio nel fondoschiena al ragazzo. Una punizione che Bart sembra accettare, almeno fino all’ultimo secondo, quando la famiglia scappa dall’ambasciata Usa in una scena che ricorda l’assalto a Saigon.

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Crêpes alle crêpes, vino al vino

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Crêpes alle crêpes, vino al vino

Vacanza studio in Francia per Bart, nella prima stagione della serie, che vede il giallo con i capelli a spazzola finire tra le grinfie di due biechi sfruttatori di bimbi, a metà strada tra i cattivi di Dickens e quelli di “Mamma ho perso l’aereo”. Contemporaneamente arriva a casa Simpson uno studente albanese, che si rivelerà poi una spia inviata a carpire i segreti della centrale nucleare di Springfield. Bart imparerà la lezione e anche il francese: scopre che i due producono vino mischiandolo con antigelo, ma con la padronanza della nuova lingua li denuncerà alla polizia.

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La città di New York contro Homer

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La città di New York contro Homer

Dopo una serata da Boe, Homer lascia la macchina a Barney, designato come guidatore sobrio della serata: scompare per due mesi e quando torna non si sa che fine abbia fatto la macchina. Homer scopre che è rimasta parcheggiata in diveto di sosta al World Trade Center, accumulando qualche kilo di multe. La famiglia è eccitata all’idea di visitare la Grande Mela, Homer non proprio, visto che in passato ha avuto esperienze poco gratificanti. Esasperato dall’attesa, Homer decide di partire con una ganascia attaccata alla macchina. Nessuno mette Homer in un angolo!

Cartoline ricordo da Cipro

Durante la sosta invernale a Cipro, il gruppo è riuscito a mettere da parte i soldi necessari a pagare i visti per entrare in Russia e ha preso la decisione di spingersi oltre, per raggiungere la Cina con la Transiberiana. Si tratta quindi di rimettersi in viaggio, non prima di aver raccontato ancora qualche aneddoto circa il soggiorno cipriota, indimenticabile sotto parecchi punti di vista.

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Un momento di spettacolo “indoor”. In primo piano Rocio, con la giacca a righe più indietro Piero

CARTOLINE RICORDO – «Un fatto curioso che mi viene in mente – racconta Piero – è quello legato alla costruzione di una Tall Bike su commissione, e a pagamento (due inediti), per mettere da parte i soldi per poter arrivare in Cina, che vuoi o non vuoi era ormai l’obiettivo da raggiungere. Me la chiese un simpatico gestore di un locale. Io la costruisco in occasione del suo compleanno e dopo circa una settimana la moglie si presenta da noi indispettita, perché il marito dopo qualche ora dalla consegna del mezzo era caduto e si era rotto il ginocchio. “Perché gliel’hai costruita”? – mi chiedeva. Nonostante tutto, il marito ci ha sponsorizzato la registrazione dell’album musicale che avevamo composto. Si intitola “Maria’s Breakdown” (2006) ed è stato registrato proprio a Cipro».

Qui sotto potete ascoltare la traccia numero 2 dell’album, dedicata al piccolo Scuccia, il cagnolino, poi lasciato a Cipro da amici, che aveva accompagnato i Cyclown Circus per un tratto del loro girovagare.

«Questo fatto della gamba rotta che ho raccontato – prosegue Piero – diventa ancora più curioso se si pensa che a un certo punto ci era anche sparita una bicicletta – anche perché noi non le legavamo praticamente mai – e il giorno dopo l’abbiamo ritrovata abbandonata davanti a un bar, con il ladro che si era anche lui rotto una gamba cadendo dalla bici che ci aveva preso».

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Scaricare gli attrezzi del mestiere dalla bicicletta

«Sempre parlando di Tall Bike, ci ha lasciato un bellissimo ricordo la storia di un paio di ragazzini, che ci avevano visto arrivare in carovana nottetempo nel loro villaggio, e che si sono cimentati anche loro in fretta e furia nella costruzione di una bici a due piani. Dopo un’intera notte di lavoro si sono presentati da noi con un mezzo assemblato in maniera tanto improponibile quanto fantastica. Qui sotto vedete il frutto del lavoro dei due ragazzini».

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La più rudimentale ed entusiasmante tra le Tall Bike

LASCIARE CIPRO, L’ULTIMA FESTA – «Arriva la primavera e lasciamo Cipro, dopo aver fatto una grossa festa cui hanno partecipato dai ragazzini ai militari che facevano la guardia, dai punk della città agli amici vari che ci eravamo fatti in quei mesi. Una bellissima festa, dopo la quale abbiamo chiesto a chi rimaneva di preservare quel piccolo centro sociale che avevamo creato lì a Nicosia. Abbiamo saputo che per qualche mese ci hanno abitato, ci hanno fatto una mostra e un concerto. Poi purtroppo abbiamo perso notizie».

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Festeggiamenti in strada prima di lasciare Malakasa

«Siamo partiti sotto il sole di mezzogiorno in direzione del confine con la Turchia e abbiamo ripreso lo stesso traghetto che avevamo preso all’andata. Si puntava verso Nord. Avevamo due o tre mesi dopo un appuntamento in Russia, a Mosca».

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On the road

VERSO LA GEORGIA – Questo l’itinerario del viaggio verso la Georgia: il gruppo sbarca a Mersin, poi punta verso Batman e prende un treno per Samsun, per poi pedalare a Nord sulle coste del Mar Nero in mezzo a un traffico abbastanza ricco di camion, per nulla agevole.

«A Trabzon ci siamo dovuti fermare perché la bici di Rocio aveva rotto il cerchio posteriore, e non è stata una cosa semplicissima trovare un altro cerchio da un ciclista della zona. Ci è voluto qualche giorno. A Trabzon finalmente ho comprato un sacco a pelo decente, e ne ho capito davvero l’importanza. Il riposo in viaggi come questo è infatti molto molto importante. Da lì il mio viaggio è cambiato, visto che non soffrivo più il freddo. Da Trabzon ci si muove verso il confine con la Georgia. Siamo passati nella bellissima zona del Chai, il loro tè, la loro bevanda nazionale. In quella parte di Turchia mi sono anche reso conto del loro difficile rapporto con la spazzatura, che veniva scaricata a camionate nel Mar Nero. Una scena terribile da vedere, che loro giustificavano con un altrettanto disarmante: “Lo facciamo noi come lo fanno gli altri oltre il confine. Che anzi fanno peggio”. Un grande classico insomma… Infine si entra in Georgia, questa volta senza incontrare troppe difficoltà».

La grande decisione: in viaggio verso Oriente

A Cipro, Zio Bici e il gruppo di ciclisti hanno finalmente trovato una situazione confortevole per passare i mesi invernali. Ma per rendere davvero questa esperienza di viaggio incredibile, c’è da prendere una decisione non facile, legata alla prossima destinazione da raggiungere. E intanto, i mesi passati a Cipro producono il coinvolgimento necessario a organizzare una prima Critical Mass sull’isola, dopo il buon successo del progetto di realizzazione di una ciclofficina popolare. Ma lasciamo che siano le parole di Piero a raccontare tutto quanto…

Spettacolo in strada

Lo scorcio di uno spettacolo in strada, con lo Zio Bici seduto sul cajon

«Le cose che sono successe a Cipro, con l’occupazione di Malakasa, hanno rappresentato una grande iniezione di fiducia, dopo le difficoltà della Turchia. Alcuni dei più bei ricordi di questo viaggio sono legati ai mesi di Cipro. Io ho aperto anche una ciclofficina, in uno spazio di un ragazzo vicino alla nostra occupazione, che era inutilizzato. Gli ho fatto vedere le foto di quello che costruivamo, e lui ci ha messo a disposizione lo spazio. Abbiamo procurato saldatrice e frullino, e siamo andati in giro a raccattare dai vari ciclisti quanto più materiale possibile, parlando loro di progetti come la Critical Mass. Abbiamo anche costruito alcune delle bici del viaggio in quella ciclofficina».

Ciclofficina

Lo spazio della ciclofficina

Lavori alla ciclofficina

Zio Bici al lavoro col frullino

«La ciclofficina ha avuto un grande successo, con le prime cento persone coinvolte a partecipare ad una Critical Mass. Tutti ormai venivano a trovarci, e durante le feste portavano quello che avanzava a casa e lo dividevamo. Noi il mercoledì e il sabato andavamo a suonare al mercato, e ci regalavano un sacco di cose da mangiare, che noi poi regalavamo a nostra volta a tutti quelli che volessero venirsele a prendere. Tutto, insomma, funzionava davvero a dovere».

Zio Bici felice

La felicità è un pezzo di ricambio rimediato tra i rifiuti

LA GRANDE DECISIONE – «Un ricordo particolare è quello legato alla decisione di verso dove partire. Intorno a un tavolo, forti dei soldi che avevamo guadagnato, valutavamo tutte le possibilità. Non volevamo tornare in Europa, Africa e Medio Oriente erano state già scartate in precedenza. Alla fine si alza una voce: “Andiamo a Pechino!”. E’ stato un momento molto forte. Quei soldi guadagnati per gli spettacoli natalizi ci avrebbero fatto molto comodo per pagare i visti, e poi la Transiberiana. E già iniziava una nuova avventura»…

Non resta che salutare per bene i tanti amici a Cipro, e rimettersi a pedalare verso Est, per andare a prendere quel treno che porterà il gruppo fino al confine Nord della Cina. La sosta cipriota è stata ricca di incontri e situazioni fortunate, ora è arrivato il momento di rimettersi in viaggio. Alla prossima!