Viaggiare nell’Europa Green: le città e il rispetto dell’ambiente

Viaggi verdi, ecoturismo, turismo sostenibile, vacanze ecologiche. Sono tutti aspetti di una rivoluzione in corso, che vede il rispetto dell’ambiente come argomento centrale anche quando ci si prepara a scegliere la meta delle vacanze. Una rivoluzione alla quale stanno prendendo parte, in maniera certamente difforme, anche le destinazioni di viaggio, che ridisegnano la propria offerta tenendo conto del cambiamento, e in qualche caso, come testimoniato dalle misurazioni del Green City Index (uno studio condotto dall’Economist Intelligence Unit in collaborazione con Siemens), si propongono come mete ideali per il turista che scelga il verde come suo colore preferito. Quali destinazioni europee preferire allora se ci si vuole immergere in questo cambiamento di stile di vita e apprezzare gli sforzi messi in campo per ridurre l’impatto sull’ambiente?

Rispetto dell'ambiente

LA SITUAZIONE IN EUROPA. Scegliere l’Europa “green” significa senza dubbio puntare dritti a nord, verso i Paesi nordici. Nella classifica delle città più propense al cambiamento il gradino più alto del podio spetta infatti a Copenaghen, davanti a Stoccolma e Oslo. La capitale danese, prima tra le grandi città, già dal 2009 si è impegnata per diventare territorio a emissioni zero entro il 2025, ma i suoi punti di forza non si fermano solo a questo. Si è dotata infatti di una rete pubblica dei trasporti molto efficiente, con i cittadini che mediamente vivono a non più di 350 metri da una fermata, ma è anche la città che più si è dedicata alla promozione dell’uso della bicicletta, tanto che praticamente un abitante su due si sposta sulle due ruote a pedali. I suoi edifici residenziali consumano il 40% in meno di energia rispetto alla media europea, e per rispettare il verde urbano e gli spazi circostanti, negli ultimi anni l’edilizia si è concentrata per l’80% delle sue nuove costruzioni sul recupero delle aree dismesse, senza intaccare il patrimonio green della città.

I NUMERI DELLE ALTRE CITTA’. Rimanendo agli esempi virtuosi, scopriamo che l’approvvigionamento energetico di Oslo si affida per il 65% alle energie rinnovabili, rispetto alla media europea che si attesta al 7%, e che a Stoccolma ben il 68% della popolazione raggiunge il posto di lavoro a piedi, o in bicicletta. Oslo si fregia anche del titolo di città con le emissioni pro capite più basse del mondo, con una media di 2,2 tonnellate contro le 5 della media europea. Il frutto di politiche e investimenti mirati, capaci di generare grandi differenze tra le città prese in considerazione dal rapporto. Differenze come quella relativa alle perdite dell’acquedotto cittadino: con Amsterdam che ha ridotto la percentuale al solo 4%. Se pensiamo che in Bulgaria, a Sofia, questa percentuale arriva oltre il 60%, le differenze saltano subito all’occhio. Così come si evidenzia bene la differenza di velocità all’interno dello scenario europeo. Solo due città dell’est europeo figurano infatti nei primi 15 posti della classifica, e se si eccettua il caso di Vilnius si scoprono ancora grandi contraddizioni nelle scelte delle città dell’Europa orientale.

Le città e il rispetto dell'ambiente

IL CASO DI VILNIUS. La capitale lituana è quella che si è meglio piazzata tra le città dell’est. Questo grazie soprattutto alla qualità dell’aria, che risulta pulita grazie a una serie di fattori: la dimensione non eccessiva della città, l’assenza di industria pesante e la contemporanea presenza di ampi tratti di foresta nelle immediate vicinanze. In più la città ha messo in atto una politica di riqualificazione delle abitazioni, offrendo agevolazioni per la conversione all’alta efficienza energetica. E dal 2006 è in funzione un impianto di produzione di energia da biocombustibili, che già nel 2009 provvedeva al riscaldamento del 10% del territorio cittadino.

Le città e il rispetto dell'ambiente

E IN ITALIA? Il rapporto prende in considerazione la sola città di Roma, e la colloca al centro della classifica (14° posto), a fare da trait d’union tra città dell’ovest e dell’est. Evidenti infatti sono i ritardi italiani in scelte politiche e investimenti. Riguardo alla capitale, basta pensare al trasporto pubblico inadeguato, alle infrastrutture obsolete e in attesa di riqualificazione, alle scelte che sembrano condannare invece che premiare quanti decidano di muoversi sulle due ruote della bicicletta piuttosto che incolonnarsi in automobile nel traffico urbano, per rendersi conto di quanta strada ci sia ancora da fare. Eppure qualcosa, soprattutto nei piccoli centri, inizia a muoversi anche da noi. Come per il caso dell’Elba, che per l’estate 2016 sta scegliendo bici e auto elettriche per gli spostamenti sull’isola. Si tratta ancora di piccoli e isolati passi, inevitabili però per evitare di rimanere così indietro da non essere più capaci di intercettare quella grossa fetta di turisti nazionali e internazionali che ha il rispetto dell’ambiente come priorità, oltre che come sana abitudine.

Vacanze Glamping, quando il campeggio si fa di lusso

Coniugare l’esperienza della vita all’aria aperta, immersi nella natura e nel paesaggio circostante, senza dover necessariamente rinunciare a quelle comodità, e a quei piccoli o grandi lussi, che fanno sì che la vacanza risulti indimenticabile, e non si finisca con il raccontare al ritorno di un viaggio più vicino al corso di sopravvivenza che non all’agognato distacco dalla realtà quotidiana, in cerca di relax. Questo il motivo per cui a livello internazionale si sta affermando sempre più convinta la tendenza a scegliere la soluzione “Glamping”, ovvero una forma più leggera di campeggio, capace di unire in una sola esperienza il soggiorno in un quattro stelle e la vacanza in tenda a pochi passi dal mare.

COS’E’ IL GLAMPING. Il termine deriva dall’unione delle parole “glamour” e “camping”, e in sostanza descrive un tipo di esperienza che smussa tutti gli angoli più hard della vita in tenda – fatti di sacchi a pelo, fornelletti e materassini, bagni in comune, pioggia che si infila da tutte le parti e spazi circoscritti – sostituendoli con pavimenti e comodi letti, il bagno, un tetto che permetta anche di stare comodamente in piedi e tanti altri piccoli e grandi lussi (da selezionare a seconda della capacità del portafogli). Una maniera per approfittare dei vantaggi della posizione e della vita nella natura, tipici del camping, senza dover rinunciare al piacere di viversi tutto questo nella piena comodità. Il termine glam fa pensare che non sia una soluzione adatta a tutte le tasche, ma negli ultimi anni sono spuntate così tante soluzioni che ce n’è davvero per tutti i gusti. E se non tutti saranno in grado di godersi i glamping più esclusivi, dotati di SPA e piscine private, arredi di design e mille e più comfort, esistono comunque strutture sparse in Italia e nel mondo che offrono ospitalità nelle loro “tende”, a prezzi tutt’altro che astronomici.

LE SOLUZIONI. Basta un giro in rete per rendersi conto dell’ampiezza dell’offerta. Noi abbiamo scelto di mostrarvi alcune delle soluzioni più suggestive, per fornirvi uno spunto per le prossime vacanze.

Capalbio Village

CAMPEGGIO CAPALBIO. Si trova sul mare, vicino alla Riserva Naturale del Lago di Burano, in provincia di Grosseto. Immerso nella macchia mediterranea, offre pernottamenti in tende berbere di lusso di circa 40 mq, a pochi passi dal mare. In campeggio, col comfort da Hotel.

Glamping Canonici San Marco

GLAMPING CANONICI DI SAN MARCO. Tra campi di grano, frutteti e alberi secolari sorgono le tende di lusso eco-compatibili di questo glamping a 25 minuti da Venezia. Tra letti a baldacchino e arredamenti pregiati, si potrà godere di un’atmosfera a dir poco esclusiva.

Sandat Glamping Tents

SANDAT GLAMPING TENTS. Forse il più esclusivo del mondo? Qui sarete serviti e coccolati come mai vi è capitato prima, tra letti tondi a baldacchino e sfarzo ovunque.

Concludiamo con una carrellata di altre bellissime trovate, capaci di rendere indimenticabile anche una sola notte di vacanza. Per organizzarla, come sempre, non dovete fare altro che contattarci!

Conestoga Ranch

CONESTOGA RANCH. Dormire in una carrozza stile vecchio west, senza rinunciare al lusso

La casa dei nonni

LA CASA DEI NONNI. Una notte insolita sotto le stelle nelle Marche

airstream andalusia

GLAMPING AIRSTREAM ANDALUCIA. Dormire in un veicolo cult degli Anni ’30

Turismo wellness: il benessere al centro

Rappresenta il 14% della spesa globale nel mercato dell’ospitalità, vale da solo 494 miliardi di dollari e, stando alle stime previsionali, avrà un incremento medio annuo del 9,9% entro il 2017. Sono solo alcuni dei numeri relativi al turismo wellness, quello per intenderci all’insegna della salute e del benessere, tra terme, natura e sport, così come snocciolati in un recente studio di Vivilitalia. E già al primo sguardo confermano una tendenza già ben visibile: l’immersione nella natura e la possibilità di godere di paesaggi indimenticabili, il gusto dell’enogastronomia locale e il movimento e le terapie dolci atte a ristabilire l’equilibrio psico-fisico sono ormai dei veri e propri “must” per il turista moderno.

Turismo Wellness

Stando ai dati dell’Osservatorio Italiano del turismo del benessere, quasi un italiano su due (43%) indica la natura come il luogo fondamentale del benessere, mentre “rigenerarsi”, “tornare in forma”, “fare attività fisica” sono ormai espressioni legate al concetto di prendersi una vacanza. E allora perché non dare uno sguardo alle novità del settore, e insieme alle trovate più bizzarre in tema di vacanze wellness?

Sapevate ad esempio che in Italia esiste una Wellness Valley, nata per costituire il primo Distretto internazionale per competenze nel benessere e nella qualità della vita? Siamo in Romagna, terra dove appunto la buona qualità della vita è un elemento fondamentale, e qui si è consolidata una realtà fatta di oltre sessanta eccellenze, che ne fanno il più grande laboratorio vivente sui sani stili di vita. E al centro di tutto si collocano la persona e la sua salute, fisica e mentale.

WELLNESS VALLEY

Terraferma o in mezzo al mare, il risultato non sembra cambiare. Anche Msc ha presentato una nuova offerta dedicata allo stare in forma, pensata per il turismo wellness, che si articola in tecnologie all’avanguardia e attrezzature per il wellness di ultima generazione, una selezione di alimenti e bevande disponibili durante la giornata, attività esclusive da svolgere a terra e la presenza a bordo di Trainer formati e certificati dalla Technogym. L’offerta è articolata in un programma personalizzato, realizzato in base a un questionario compilato prima della partenza, in un’applicazione che include tutte le informazioni sui programmi di allenamento, monitorando i progressi giornalieri, in un’alimentazione sana e genuina e in attività a terra dedicate esclusivamente ai partecipanti della Wellness Experience. Le prenotazioni per questo tipo di esperienza sono già state aperte per le crociere che partono da aprile 2017.

MSC Technogym

Ma spesso sono le trovate più fuori del comune a destare la maggiore curiosità. Presso il Viceroy Riviera Maya, in Messico, avrete a disposizione addirittura un addetto al sapone, che vi aiuterà a scegliere la fragranza migliore tra quelle delle varie saponette artigianali a base di elementi naturali. Sempre in Messico, presso l’Esperanza Resort di Cabo San Lucas, al mattino si può scegliere di iniziare la giornata con un succo di clorofilla, prima di immergersi nelle mille declinazioni della parola benessere, che comprendono anche la scelta, da un menu dedicato, del cuscino preferito in base alla posizione in cui si dorme.

Insomma, tra docce arricchite con vitamina C per il benessere del corpo, lampade intelligenti che cambiano tonalità a seconda dei momenti del giorno e della notte, per intervenire sui livelli di melatonina e aiutare nella fase di addormentamento e risveglio, coccole, massaggi e cibo sempre freschissimo, non mancano le soluzioni per far sì che la parentesi dedicata al turismo wellness sia in grado di ricaricare al meglio le batterie. Sempre che non preferiate fare del movimento… In questo caso il consiglio è di puntare su strutture come l’Ink48 di New York, che provvede a fornire ai clienti amanti della corsa all’aria aperta un kit composto da cintura con bottiglia dell’acqua, lettore mp3 caricato con brani che viaggino ai giusti BPM, orologio e cartina, per non perdersi in giro. E per non dover rinunciare al piacere della spa, una volta tornati in albergo. Che benessere sia!

Le 5 capitali dell’Europa Green

In occasione della Giornata della Terra 2015, Personal Travels vi propone una lista delle città più green da visitare in Europa, quelle che insomma si stanno distinguendo per il loro impegno nella ricerca di soluzioni sostenibili ai problemi di tutti i giorni.

Lubiana - foto dell'utente flickr Gilad Rom

Lubiana – foto dell’utente flickr Gilad Rom

1. LUBIANA – Al primo posto troviamo Lubiana, nominata Capitale verde europea per l’anno 2016, principalmente per la significativa trasformazione della città in chiave sostenibile negli ultimi 10 – 15 anni. Questa trasformazione ha trovato la sua massima espressione in settori come il trasporto locale e la pedonalizzazione del centro della città, ma sono stati compiuti progressi anche nel preservare e proteggere le aree verdi che caratterizzano la città e nella rivitalizzazione e la trasformazione degli spazi industriali dismessi. Lubiana ha anche dimostrato ampi progressi in termini di trattamento delle acque reflue e dei rifiuti. Da non dimenticare infine come tre quarti dell’intero territorio dove sorge la città sia composto da aree verdi. Il colore più vivo a Lubiana.

Bristol - foto dell'utente flickr @sage_solar

Bristol – foto dell’utente flickr @sage_solar

2. BRISTOL – La città inglese ha impressionato negli ultimi tempi per la quantità di investimenti sostenuti sia per i trasporti che per ciò che riguarda l’energia. Le emissioni di carbonio in città si sono costantemente ridotte dal 2005 ad oggi, nonostante un’economia in crescita. Bristol ha l’ambizione di diventare un hub europeo per l’industria a basso impatto ambientale, con l’obiettivo di creare 17.000 nuovi posti di lavoro nel settore entro il 2030. La città di Banksy si conferma come la città più verde del Regno Unito, con una qualità dell’aria molto buona. Tra le altre cose ha raddoppiato il numero di ciclisti in questi ultimi anni, e si è impegnata a raddoppiare di nuovo questo numero entro il 2020. Ad oggi, intanto, un quinto degli abitanti va al lavoro a piedi.

Copenhagen - foto dell'utente flickr Pug Girl

Copenhagen – foto dell’utente flickr Pug Girl

3. COPENHAGEN – Se siete mai stati a Copenhagen, saprete che ha già piste ciclabili ovunque. In realtà, l’obiettivo ufficiale della città è di avere almeno il 50% delle persone che raggiungono il loro posto di lavoro in bicicletta entro la fine di quest’anno, come parte di un’iniziativa per diventare la prima capitale carbon neutral nel mondo entro il 2025. Il tutto è confermato anche dai recenti investimenti per la riqualificazione e rinnovamento dei dintorni del porto. Copenhagen ha messo in moto parecchi partenariati tra pubblico e privato nel suo approccio alla eco-innovazione e all’occupazione sostenibile. La città collabora con aziende, università e organizzazioni in forum dedicati per sviluppare e implementare la sua apparentemente inarrestabile crescita verde.

Nantes - foto dell'utente flickr Daniel Jolivet

Nantes – foto dell’utente flickr Daniel Jolivet

4. NANTES – Nel 2004 il Time Magazine l’aveva eletta città più vivibile al mondo, anche per aver messo in cantiere da tempo una politica dei trasporti sostenibile, con una particolare attenzione ai mezzi pubblici e alle biciclette. Tutto ciò nell’ottica di ridurre al minimo il trasporto auto e di favorire i pedoni con condizioni ottimali. Nantes è stata la prima città in Francia ad aver reintrodotto con successo i tram elettrici. Questo sforzo continuerà nei prossimi anni e non mancheranno gli investimenti in nuove linee tranviarie, in un servizio autobus di alta qualità e in infrastrutture per la circolazione in bicicletta.

Vitoria-Gasteiz - foto dell'utente flickr Juanedc

Vitoria-Gasteiz – foto dell’utente flickr Juanedc

5. VITORIA-GASTEIZ – La città basca è circondata da una sorta di cintura, la “Green Belt”, un’area verde semi-naturale parzialmente recuperata da aree degradate, che porta la natura fino in città. Le foreste e le montagne la circondano poi una seconda volta, all’esterno. Vitoria ha quindi un’alta percentuale di aree verdi pubbliche e numerose misure concrete sono in atto per aiutare e aumentare la biodiversità. Flora e fauna sono continuamente monitorati, e la frammentazione degli habitat si riduce ove possibile. Insieme sono state introdotte misure per ridurre l’inquinamento luminoso. Una città non troppo conosciuta dai turisti, che potranno apprezzarne gli sforzi in direzione green.

Hotel ecosostenibili, l’importanza della comunicazione

“Più di un italiano su 3 (34%) ha in programma di optare per scelte di viaggio eco-responsabili nei prossimi mesi. Un trend in crescita rispetto allo scorso anno, quando poco più 1 viaggiatore su 4 (26%) ha dichiarato di aver prestato attenzione all’ambiente durante i propri viaggi”. Stando alle parole di TripAdvisor, che ha appena pubblicato la sua classifica delle strutture eco-friendly italiane, non c’è alcun dubbio: ai turisti del nostro paese piace farlo responsabilmente, in maniera eco-sostenibile. Ma sarà vero, ci siamo intanto chiesti, e in che modo si potrà sfruttare al meglio questo trend?

HOTEL ECOSOSTENIBILI

Sbirciando in rete si scopre che l’ondata ecosostenibile è effettivamente un processo in atto nella dinamica delle scelte del turista, in tutto il mondo, ma che ancora non rappresenta un elemento dirimente. Come succede ad esempio se si prende il prezzo come parametro di riferimento. Un recente studio della Cornell University lo conferma: mentre più della metà del campione si orienta nella scelta dell’hotel tra prezzo e comodità della sistemazione, meno dell’1% dichiara (anche se nel periodo di tempo che va dal 2006 al 2011, c’è da sottolinearlo) di scegliere un albergo per le sue buone pratiche ecosostenibili.

Piantina in hotel - foto dell'utente flickr Walter Schärer

Piantina in hotel – foto dell’utente flickr Walter Schärer

Guardando però al coinvolgimento del turista nelle attività green proposte dall’hotel, il dato della stessa ricerca che vuole oltre il 70% degli intervistati coinvolti positivamente deve far pensare. Nessun problema per gli asciugamani da riutilizzare o per i dosatori per l’acqua che riducono i flussi di erogazione dei rubinetti, con gli utenti che esprimono il loro favore per esperimenti di questo tipo, portati avanti in nome del rispetto ambientale. Elementi dunque che aumentano la percezione positiva del turista rispetto al luogo, ma che non hanno ancora un impatto effettivo sul numero di prenotazioni nelle strutture ricettive, si potrebbe concludere.

Doccia eco-friendly - foto dell'utente flickr edkohler

Doccia eco-friendly – foto dell’utente flickr edkohler

A questo punto la questione si sposta interamente sulla capacità di comunicazione della struttura, che se vuole sfruttare a livello di immagine le sue pratiche virtuose, dovrà fare in modo di comunicarlo adeguatamente alla sua clientela reale e potenziale. Non per aspettarsi un ritorno economico diretto, che abbiamo visto essere ancora difficile, a meno di non intercettare una nicchia particolarmente sensibile all’argomento, quanto piuttosto per far sapere alla clientela quali e quanti sforzi si stiano facendo per ridurre i consumi e l’impatto conseguente sul territorio. Una questione che certamente interessa tutti, e coinvolge nello stesso tempo. Ecco che gli investimenti fatti in tema di sostenibilità ambientale avranno un ritorno che, per ora, non è direttamente economico, ma che può incidere, e bene, sulla reputazione dell’albergo. E se è vero che un’altissima percentuale di turisti prenota in rete dopo aver misurato la soddisfazione dei clienti che hanno già fatto la stessa esperienza, è un aspetto da non sottovalutare.

5 destinazioni top per la primavera 2015

Non sono in tanti a potersi permettere un viaggio in primavera, questo è vero, ma per quelli che hanno qualche giorno a disposizione ecco un po’ di idee sulle destinazioni top dove trascorrere le vacanze nel corso di questa primavera del 2015.

1) MILANO, Italia

Expo Milano - foto dell'utente flickr Matteo Mazziotti

Expo Milano – foto dell’utente flickr Matteo Mazziotti

Al primo posto c’è ovviamente la Milano dell’EXPO 2015. Dal primo giorno di maggio, fino alla fine di ottobre, in un’area espositiva di 1,1 milioni di metri quadri, con più di 140 Paesi e Organizzazioni internazionali coinvolte, saranno oltre 20 milioni i visitatori attesi. E se avete in programma un viaggio nel capoluogo lombardo, tenete presente la nostra guida cinematografica per un percorso alternativo alla scoperta della città e gli eventi culturali legati alla manifestazione che vi abbiamo segnalato sul Magazine.

2) PHUKET, Thailandia

Celebrazione del Songkran - foto dell'utente flickr John Shedrick

Celebrazione del Songkran – foto dell’utente flickr John Shedrick

In concomitanza con il Songkran, ovvero le celebrazioni del nuovo anno, potrebbe essere interessante, per quanti avessero qualche giorno in più da spendere, andarsi a godere il Festival dell’acqua, cioè quella particolare tradizione che impone di lavare gli oggetti e le persone con acqua per purificarli dalle cattive azioni dell’anno precedente, a Phuket, in Thailandia. Prima che la stagione delle piogge cambi gli equilibri, associare la partecipazione ai festeggiamenti con un po’ di relax in spiaggia può essere davvero un’ottima idea di vacanza.

3) VANCOUVER, Canada

Orca - foto dell'utente flickr Shawn McCready

Orca – foto dell’utente flickr Shawn McCready

Altra meta tutt’altro che dietro l’angolo, Vancouver può essere interessante da visitare proprio in questo periodo per il passaggio dei grandi animali marini verso l’Alaska. La stagione del whale watching ha preso il via il primo di aprile, ma fino a ottobre c’è tempo per assistere alla migrazione di orche e megattere verso le fredde acque dell’Alaska. In più, proprio a Vancouver si terrà la finale del FIFA Women’s World Cup, il Campionato mondiale di calcio femminile, che prenderà il via il 6 giugno prossimo.

4) SAPPORO, Giappone

Fioritura dei ciliegi - foto dell'utente flickr MIKI Yoshihito

Fioritura dei ciliegi – foto dell’utente flickr MIKI Yoshihito

Avete ormai perso la fioritura dei ciliegi di Kyoto e Tokio, ma siete ancora in tempo per festeggiarla nell’isola di Hokkaido. Sapporo può essere la meta ideale, perché qui le strade e i suoi splendidi parchi si coloreranno di rosa a partire dalla fine del mese di aprile, protraendo lo spettacolo per circa una settimana. E sempre in tema di parchi e di fiori, dal 20 al 31 maggio presso il parco Odori si tiene il Sapporo Lilac Festival, che festeggia l’arrivo della stagione calda con tutta una serie di eventi in programma.

5) BRISTOL, Inghilterra

Bristol. Ashton Court Park - foto dell'utente flickr Sam Saunders

Bristol. Ashton Court Park – foto dell’utente flickr Sam Saunders

Qui si entra in territorio “green”. Bristol è infatti stata nominata Capitale verde europea per il 2015, grazie al suo impegno e ai suoi investimenti nella gestione ottimale dell’energia e nel settore dei trasporti, nell’ottica della sostenibilità ambientale e dell’innovazione urbana in chiave tecnologica. Per i vegani da non perdere l’appuntamento con il VegFest, in programma il 23 e il 24 maggio, mente nel mese di giugno la città celebrerà i suoi risultati nella Big Green Week, dal 13 al 21. E se siete in zona, non mancate di fare una visita, sabato 30 e domenica 31 maggio, all’Asparafest, un festival dedicato al prezioso vegetale che si tiene nella non lontana cittadina di Bretforton.

Una visita al Parco Nazionale d’Abruzzo: la Camosciara e il lago di Barrea

Prima di andare avanti con la terza ed ultima parte della nostra mini-guida, ecco qui, per chi le avesse perse, i link alle prime due puntate. I PARTE e II PARTE. E poi via, si parte!

Con ancora impresse negli occhi le immagini incantevoli della Val Fondillo, riprendiamo la Statale 83 per qualche chilometro e affrontiamo una serie di curve seguendo il corso del fiume Sangro, immersi nei luoghi che fanno da scenario al libro “Il passaggio dell’orso” di Giuseppe Festa, ottimo esempio di come luoghi come questi, se vissuti con adeguata passione, possano arrivare a cambiare il corso della vita di quanti siano disposti a mettere in gioco le proprie certezze da comodi cittadini, e non solo.

In questo video potete seguire l’autore tra i luoghi e le persone protagoniste del libro:

Quindi arriviamo fino ai piedi di quello spettacolo della natura che è l’anfiteatro della Camosciara, luogo ben conosciuto a livello turistico e nello stesso tempo attrezzato per darsi in pasto anche al meno “selvaggio” dei visitatori. Qui infatti è possibile sedersi comodamente sul trenino che porta su fino ai piedi delle Cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle, poco lontane dal piazzale alla base dell’anfiteatro roccioso, oppure noleggiare una mountain bike, salire su un cavallo o godersi la bellezza di una camminata lungo la strada asfaltata che dal 1998 è stata assegnata al Comune di Civitella Alfedena e chiusa al traffico. Ben protette dalle zone di Riserva Integrale, qui sopravvivono molte delle specie tipiche del Parco Nazionale, dall’Orso Marsicano ai Camosci, fino ai tanti abitanti più piccoli e numerosi, dalle volpi, ai cinghiali, ai moscardini, che non sarà difficile incontrare, a patto di lasciare da parte i rumori molesti.

La Camosciara - Foto da justinebothwick.files.wordpress.com

La Camosciara – Foto da justinebothwick.files.wordpress.com

Ripresa l’automobile, ci dirigiamo verso Villetta Barrea e il lago, distanti pochi chilometri dal parcheggio della Camosciara. Prima però non si può non fare una tappa a Civitella Alfedena, svoltando a destra sulla Statale 83 all’ingresso di Villetta Barrea e salendo verso il piccolo comune arroccato intorno all’antica torre del ‘400. Qui, oltre a una camminata in salita per esplorarne i vicoli, è d’uopo una visita alle Aree faunistiche del Lupo Appenninico e della Lince, dove vivono alcuni esemplari delle due specie, e al Museo del Lupo Appenninico, il vero protagonista di questa zona. Fate un salto a La Betulla da Pietro per conoscere e assaggiare qualche bontà abruzzese, e per informarvi circa le escursioni in zona. E se avete la fortuna di trovarvi da queste parti durante le vacanze natalizie, non perdetevi l’annuale fiaccolata di fine anno, uno spettacolo che si ripete ormai da 25 anni e che riempie le montagne circostanti di puntini di luce e fuochi pirotecnici.

Lungo la strada che vi riporta giù verso Villetta Barrea, non sarà difficile incontrare qualche esemplare di cervo che scende a valle per abbeverarsi, così come spesso succede passeggiando lungo l’argine a Villetta, tanto che qualche tempo fa uno di questi esemplari è stato nominato mascotte del paese, per le sue ripetute visite e per la sua totale assuefazione alle persone.

Ecco appunto il cervo Oreste in un’intervista

La vita di Villetta Barrea scorre lungo la Statale 83, dove sono concentrate la gran parte delle attività commerciali e i servizi per i turisti, ma è solo salendo i ripidi scaloni di pietra verso la montagna che se ne possono apprezzare le bellezze più nascoste, dalle chiese alla torre trecentesca a pianta circolare. Tenete presente che saranno sicuramente i cervi a rubare l’attenzione, soprattutto se siete in viaggio con i vostri bambini. Sono loro a spadroneggiare dai prati ai giardini, fino ai vasi di fiori sui davanzali delle finestre più basse. Ormai in equilibrio con gli abitanti del luogo, si spingono a bere e mangiare fin dentro il paese, forti anche della grande abilità nello spiccare salti e superare recinzioni di ogni tipo.

Il lago di Barrea - Foto da www.parks.it

Il lago di Barrea – Foto da www.parks.it

A questo punto, anche proseguendo a piedi senza riprendere l’automobile, si possono raggiungere le rive del lago di Barrea, bacino artificiale ricavato a metà del Novecento dallo sbarramento del Sangro, e termine della nostra escursione a puntate in questa zona del Parco. Di fronte a voi avrete Barrea, adagiata su uno sperone di roccia, e potrete passeggiare, o fare un’escursione a cavallo o in bicicletta, lungo le rive del lago, dove d’estate e d’inverno non mancano gli animali che scendono per abbeverarsi.

Un esempio?

L’equilibrio tra turismo e natura è infatti il perno centrale attorno al quale ruotano, devono e dovrebbero ruotare le attività della zona, e tocca a tutti, anche e soprattutto a quanti si avventurino in questi luoghi dall’esterno, tenerlo costantemente a mente. E se non rimarrà impressa la vostra dichiarazione d’amore sul tronco di quell’albero incontrato lungo la camminata, tanto meglio!

Per programmare al meglio la vostra vacanza nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, non esitate a contattarci QUI

Una visita al Parco Nazionale d’Abruzzo: Opi e la Val Fondillo

Lasciandosi alle spalle Pescasseroli e riprendendo la Statale 83 Marsicana in direzione del Lago di Barrea, ci si trova subito circondati da una valle dove nei mesi più caldi pascolano un gran numero di animali, prima di raggiungere un bivio che a destra porta su verso il valico di Forca d’Acero, e a sinistra si inerpica in una serie di tornanti verso la piccola Opi. Da queste parti si respira un’aria un po’ più autentica, meno turistica rispetto a Pescasseroli, che rimanda il pensiero al tempo in cui le comunità locali erano dedite in maniera praticamente esclusiva alla cura del bestiame. Sia per ciò che riguarda la conformazione del territorio che per le tradizioni gastronomiche locali, più o meno tutte ispirate a quel tipo di cucina povera (e in certi casi poverissima) dei tempi della transumanza, i riferimenti al passato sono tutti ben leggibili. Da queste zone infatti partivano i lunghissimi viaggi per spostare lungo i tratturi i capi di bestiame verso sud, verso la Puglia, dove svernare nei mesi più freddi dell’anno.

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Camosci e veduta di Opi (foto da parcoabruzzo.it)

OPIOpi è un piccolissimo borgo, il cui centro storico pare aggrapparsi alla cima di un’altura, raggiungibile attraverso una serie di tornanti e di stradine intricatissime e strette, che Michele, un tempo guidatore di autobus della zona e oggi portiere di albergo a Pescasseroli, ci racconta come una specie di incubo giornaliero che ancora lo perseguita. Dall’alto si gode di una vista meravigliosa sulle montagne della zona, dal Monte Marsicano all’anfiteatro della Camosciara, e all’interno del paese è possibile visitare il Museo del Camoscio, uno dei tanti abitanti selvatici del Parco Nazionale d’Abruzzo. Da queste parti infatti, passeggiando lungo i sentieri che circondano il paese o andando su verso il valico di Forca d’Acero attraverso le grandi faggete o ancora verso la Val Fondillo e la Camosciara, non è difficile incontrare animali piccoli e grandi che popolano questa meravigliosa zona protetta.

PER I TURISTI – Per i turisti che si spingessero da queste parti, consigliamo di rivolgersi alle strutture della zona per farsi indicare sentieri e passeggiate (ricordatevi che alcune zone sono denominate “riserva integrale”, per cui non è possibile accedervi) o di farsi accompagnare da qualche guida locale alla scoperta di questi luoghi. In inverno, il Centro Fondo Macchiarvana è ben attrezzato per coniugare il piacere dello sci di fondo a quello dell’immersione in un territorio così suggestivo.

val fondillo e camosciara

La Val Fondillo e la Camosciara (foto da parcoabruzzo.it)

LA VAL FONDILLO – Riprendendo ancora la Statale 83 e dirigendosi verso il Lago di Barrea, dopo qualche curva fate attenzione al bivio sulla destra che porta al parcheggio della Val Fondillo, un altro dei luoghi da non mancare se siete in giro nella zona. Qui, nella piccola struttura posta all’ingresso della valle, troverete tutta la disponibilità e la competenza di Roberto e degli altri ragazzi della CoopSort, che vi guideranno alla scoperta di un territorio bellissimo e incontaminato, ricco di vegetazione e di fauna da salvaguardare. Non dimenticatevi mai, infatti, che i vostri comportamenti possono avere un impatto forte e talvolta devastante sull’equilibrio di questi posti, per cui se partite in escursione fate attenzione a non lasciare alcun rifiuto in giro, e non tentate di portare a casa il souvenir di una foto indimenticabile calpestando i diritti degli animali del Parco, che non devono ricevere il vostro cibo né essere avvicinati per il puro gusto di farlo. Se insomma avete la fortuna di un incontro con uno degli animali selvatici della zona, godetevelo in silenzio, come si fa con le cose preziose.

Chiedete pure tutte le informazioni di cui avete bisogno, partite con le guide alla scoperta degli itinerari della zona (ce ne sono per neofiti e per esperti camminatori, diurni o notturni), nei mesi caldi attrezzate la vostra grigliata di carne nel piazzale e salite su un cavallo per farvi un bel giro, ma fatelo consapevolmente, per far sì che tutto questo possa conservarsi, intanto, e proliferare, auspicabilmente. Perché una cosa da tenere a mente è che in questa parte d’Italia si fa turismo in una maniera diversa da quella – tanto per fare un esempio virtuoso ma lontano – che si fa in posti come il Trentino Alto Adige, dove le attrezzature dedicate ai turisti sono più mirate, tagliate a misura di bambino in molti casi e molto spesso esponenzialmente più ricche. Ma questo non significa che esista un solo modello per la valorizzazione del territorio. Qui, talvolta con sfoggio di “muscoli” e pazienza da parte dei giovani che stanno investendo la loro vita nel progetto, si realizza un modello altro, che richiede inevitabilmente anche la partecipazione attiva e il coinvolgimento del turista. E chissà che di tutto questo non possano beneficiarne davvero la flora e la fauna del territorio, i veri protagonisti di uno scenario fantastico.

val fondillo

La Val Fondillo (foto da giorgiodicesare.wordpress.com)

Per tutti i consigli su dove soggiornare in questa porzione del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, non esitate a contattare Personal Travels!

(QUI trovate la prima parte della guida. Presto online la terza e ultima parte di questa piccola guida, nella quale esploreremo la Camosciara, Civitella Alfedena e Villetta Barrea, giungendo sulle sponde del Lago di Barrea. Alla prossima!)

Una visita al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (parte 1)

Tra pochi anni festeggerà il centenario dalla sua istituzione, ed è il più antico d’Italia insieme a quello del Gran Paradiso. È il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, una vera perla del nostro territorio, anche se non sempre adeguatamente considerato né valorizzato per i tanti tesori che ancora oggi è capace di custodire: dalla fauna all’ambiente in generale, fino a quella cultura del territorio e delle tradizioni che ne fanno un luogo che trova il suo equilibrio tra passato e presente, con ottimistiche speranze per un futuro roseo. Perché se è vero che il turista moderno cerca sempre di più di affondare le sue mani nella storia e nelle tradizioni dei luoghi che visita – anche per supplire alla immancabile perdita delle sue – qui sia il territorio che le persone hanno conservato un saldo legame con il loro passato, e a saperla sfruttare per bene proprio questa potrebbe essere la carta vincente di questa zona d’Italia. Vogliamo perciò portarvi a fare un giro in una porzione del Parco per come noi l’abbiamo visitata e vissuta, sperando di fornirvi utili indicazioni in caso sceglieste di andarci, e ben sapendo di poter essere tutt’altro che esaustivi.

Pescasseroli

Una veduta di Pescasseroli e, sulla sinistra, del Monte delle Vitelle

VISITA AL PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, LAZIO e MOLISE – Partiamo da Pescasseroli, la porta del Parco per chi lo raggiunge dalla valle del Fucino sulla Statale 83 Marsicana. Proprio qui venne inaugurato il Parco nel 1922, ed è certamente il luogo più attrezzato a livello turistico, sia per chi è amante delle discipline sportive invernali sia per quanti preferiscano la montagna nei mesi più miti dell’anno. Le viuzze del suo piccolo centro storico conservano intatto il fascino di un tempo, con le caratteristiche decorazioni in pietra gentile, mentre tutt’intorno si sono sviluppate strutture ricettive di ogni tipo e livello, che si estendono su fino ai piedi degli impianti sciistici del Monte delle Vitelle. Qui nacque Benedetto Croce, il quale una volta tornato a casa dopo tanti anni pronunciò un toccante discorso che celebrava tutta la bellezza e modernità del suo paese natale, preconizzandogli un futuro radioso dal punto di vista turistico. In qualunque momento dell’anno decideste di andare a Pescasseroli, tenete in conto che non mancheranno le precipitazioni, piovose o nevose, per cui prendete le adeguate precauzioni. E anche le giornate e nottate tenderanno ad essere fresche d’estate e decisamente fredde d’inverno.

piazza di Pescasseroli

La piazza di Pescasseroli innevata (foto da scarponabile.blogspot.it)

DA SAPERE – Se capitate da queste parti in giugno godetevi la bellezza dell’infiorata, ma non perdetevi la possibilità di esplorare i sentieri di montagna che circondano il paese, magari andando a chiedere informazioni all’ufficio di Ecotur, giovani che con passione accompagnano i turisti alla scoperta delle meraviglie del Parco, dividendosi l’impegno con i ragazzi di Wildlife Adventures. Ma anche a livello gastronomico il paese si difende benissimo, e tra l’ottimo pane del Vecchio Forno, le manine d’oro del pasticciere Piero Testa, che con il fratello Tiziano fa della Delizia degli Elfi un luogo eletto per gli amanti dei dolci (e non solo… tenete d’occhio anche le iniziative culturali nel loro giardinetto interno), e le tante proposte dei ristoranti tipici, dall’elegante Plistia al caratteristico e accogliente Da Pitone, di sicuro avrete modo di viziarvi per bene. Se viaggiate con i bambini, fate un salto con il trenino alla Fattoria degli Animali e al Centro Visita di Pescasseroli, in particolare se per l’età dei bambini non potete permettervi grandi spostamenti o lunghe camminate per osservare gli animali nel loro ambiente naturale. Anche se per un incontro con qualche animale selvatico basterà davvero allontanarsi di poco dalle vie principali…

Lago di Barrea

Il lago di Barrea

Nella prossima puntata riprenderemo la Statale 83 Marsicana verso il lago di Barrea, nostro punto di arrivo, alla scoperta di Opi, della Val Fondillo e della Camosciara, di Villetta Barrea e Civitella Alfedena. Stay tuned!

Pedalare dal centro di Milano fino a Expo 2015

Una pista ciclabile per arrivare dal centro di Milano fino all’area di Expo 2015: è il progetto già avviato che permetterà di raggiungere pedalando l’esposizione internazionale. Una novità che permetterà di vivere la città e l’evento internazionale rispettando i principi di sostenibilità ambientale che proprio l’Expo cercherà di sviluppare.
La pista ciclabile fa parte di un progetto più ampio, Le Vie D’Acqua, che punta sul paesaggio e l’ambiente per valorizzare alcune zone caratteristiche di Milano, come i navigli, i canali e la Darsena, l’antico porto cittadino. Un percorso che partendo dal centro si snoderà fino alla zona dell’esposizione, il polo Rho-Pero, con l’innesto anche di opere artistiche. In totale il progetto prevede 20 chilometri di piste ciclabili: zone verdi, passerelle, ponti e attraversamenti rialzati condurranno i cicloturisti ai padiglioni, con la possibilità di proseguire verso i parchi a nord della città.
foto dell'utente flickr Ylber sotto licenza Creative Commons

foto dell’utente flickr Ylber sotto licenza Creative Commons

In sella si possono anche scoprire angoli nascosti e caratteristici di Milano, come ad esempio propone Bike & the City in un tour guidato all’interno della città. Per rilassarsi, con sella al seguito, sono invece diversi i locali “bike friendly”: si va dal Bianchi Cafè & Cycles, caffetteria della storica azienda di bici posizionata a due passi dal Duomo, passando per l’Upcycle, che oltre al ristoro del ciclista offre anche un servizio di ciclofficina, fino al Deus Cafè, che alla passione per le bici unisce quella per moto e surf.
Dopo aver letto i reportage di Zio Bici e con la mente allenata, iniziate a scaldare i polpacci in vista dell’Expo, in programma dal prossimo 1 maggio e fino al 31 ottobre: Milano è pronta ad accogliere anche le idee meno convenzionali di turismo, se sognate una vacanza sui pedali è il luoo e il momento giusto per provare.