Un weekend nei borghi italiani

Cambiare prospettiva, rallentare, immergersi in realtà apparentemente rimaste sospese nel tempo, scoprire botteghe artigiane ormai introvabili nelle vie di qualsiasi città, assaporare piatti di quella cosiddetta “cucina povera” che tanto ha contribuito a consolidare la tradizione gastronomica del nostro territorio, fare una passeggiata romantica oppure semplicemente staccare un po’ la spina e lasciarsi cullare dal soffio del vento, ammirati da un suggestivo panorama collinare o da una veduta sul mare. Tutto questo – e molto di più in verità – lo si può trovare spendendo anche soltanto un weekend nei borghi italiani, vero e proprio patrimonio di una terra ricca di storia, piccoli forzieri capaci di custodire forme e abitudini ormai sorpassate.

Foto dell'utente Flickr nerovivo

Foto dell’utente Flickr nerovivo

Basta guardare fuori dal finestrino del treno mentre taglia la campagna, o dal vetro di un’automobile lungo l’autostrada, per rimanere ammirati di fronte alle tante piccole realtà arroccate sulle colline o adagiate a fondo valle, magari a pochi chilometri dalla città di partenza. E talvolta basta fare una sosta non prevista, lasciandosi trascinare dalla curiosità, per partire alla scoperta di luoghi che per cultura, arte e natura rappresentano un bene da custodire e valorizzare.

Lo ha capito anche chi muove i fili del turismo italiano, visto che in quello che è il Piano strategico per il turismo si sottolinea come una delle strategie da mettere in atto per aumentare le potenzialità del settore turistico del Bel Paese sia proprio quella di incentivare e promuovere quel turismo dei “luoghi minori”: borghi, aree rurali, piccoli centri. Un modo di fare vacanza che già registra numeri consistenti, ma che non può che fare ancora meglio se messo in condizione di potersi esprimere e di farsi conoscere per le sue potenzialità e peculiarità attraverso riqualificazione, valorizzazione e naturalmente digitalizzazione.

Foto dell'utente Flickr Matteo Petrachi

Foto dell’utente Flickr Matteo Petrachi

Come ricorda il presidente dell’Associazione I borghi più belli d’Italia – creata 15 anni fa per salvaguardare il patrimonio di cultura che esiste nel nostro Paese – riferendosi alle potenzialità del settore per i turisti italiani e non, lo sforzo è principalmente quello di “raccontare al mondo la bellezza italiana poco conosciuta e meno frequentata dai turisti proprio per cercare di sviluppare un turismo moderno di qualità, che possa incrementare il valore aggiunto di questo settore in Italia e soprattutto permettere a questi centri di continuare a vivere attraverso al valorizzazione delle loro bellezze”. Non possiamo certo dimenticarci di essere il Paese che ha il record di siti Unesco!

Noi di Personal Travels possiamo aiutarti a programmare al meglio il tuo weekend nei borghi italiani più belli, partendo dalle tue esigenze e selezionando per te le migliori attività da svolgere una volta nella zona. Qui sotto trovi una piccola selezione di schede di alcuni borghi caratteristici, nelle quali abbiamo evidenziato anche le strutture più vicine o migliori dove alloggiare. Come sempre, se hai bisogno di consulenza o di aiuto per una prenotazione non esitare a contattarci!

In visita al Museo Fallologico Islandese

Immagini di visitare l’Islanda e subito ti vengono in mente la suggestione dei colori e dei paesaggi, le splendide cascate, il calore termale e la bellezza sospesa del Blue Lagoon, la Laguna Blu che ogni anno attira tantissimi turisti. Eppure esiste un’attrazione, in particolare un museo, che nel 2009 aveva salutato l’arrivo di circa 11mila turisti, ed oggi ha praticamente triplicato quella cifra, con i suoi oltre 33mila visitatori, per una crescita solo nel 2015 pari al 35%. Parliamo dell’Icelandic Phallological Museum, il Museo Fallologico Islandese, un luogo unico al mondo che ha la particolarità di ospitare una collezione del tutto fuori del comune: quella di peni.

Museo Fallologico Islandese

Il Museo Fallologico Islandese contiene infatti una collezione di oltre duecento peni e parti di pene, appartenenti a pressoché tutti i mammiferi terrestri e marini presenti in Islanda, uomo compreso, con contributi anche di animali che non vivono sul suolo islandese. Nasce da un’idea di Sigurdur Hjartarson, che nell’ormai lontano 1974 si vide regalare un pene di toro, il primo elemento di una collezione che gradualmente ha finito per raccogliere un interessante campionario di più specie di mammiferi. Il museo aprì a Reykjavík nell’agosto del 1997, e da subito si è ricavato un posto d’onore sulle pagine dei giornali di tutto il mondo, viste la stranezza e l’unicità della sua proposta.

Sono soprattutto i turisti stranieri ad aver agevolato la crescita di popolarità del Museo Fallologico Islandese, tanto che ad oggi il 99% dei visitatori proviene da fuori dei confini islandesi, con asiatici, europei e statunitensi in cima alla classifica. Tutti in fila per curiosare tra peni di grandi e piccole dimensioni, da quello di 170 centimetri della balena blu – per circa 70 chilogrammi di peso – fino ai piccolissimi ossi penici di topo e criceto, che necessitano di una lente d’ingrandimento per essere ammirati, visti i pochi millimetri di lunghezza. Fate un tour virtuale cliccando sul video qui sotto.

Oltre alla collezione di peni, il museo ospita anche molti altri oggetti che rispettano la stessa tematica. Dai paralumi realizzati con scroto di toro alla scultura commemorativa della medaglia d’argento olimpica conquistata dalla squadra islandese di pallamano – una serie di peni in argento che si sospetta siano il calco di quelli degli elementi della vera squadra – tutto all’interno del museo ricorda al visitatore che, come sottolinea il “papà” dell’Icelandic Phallological Museum, “la Fallologia è una scienza antica che, fino ad anni recenti, ha ricevuto un’attenzione assai limitata in Islanda, se non come un campo di studi marginale di altre discipline accademiche, come la storia, l’arte, la psicologia, la letteratura e altri settori artistici come la musica e il balletto”.

Museo Fallologico Islandese

Se capitate dalle parti di Reykjavík non perdetevi quindi una visita in questo che è considerato come uno dei più strani musei del mondo intero, e chissà che combattuti tra l’approccio scientifico e quello ludico non vi capiti di sentirvi per un attimo come Marika, l’Anita Ekberg de “Il Conte Max” (il remake del 1991 di e con Christian De Sica), che collezionava meticolosamente i calchi dei genitali dei suoi amanti. Ad accogliervi al museo troverete Hjörtur Gísli Sigurðsson, il figlio del fondatore, uno dei pochi esseri umani al mondo a poter canticchiare con cognizione di causa quel verso del brano “John Holmes” di Elio e le Storie Tese che recita: “E insomma il pene mi dà il pane”…

Visitare Mantova, la Capitale italiana della Cultura 2016

9 mesi da vivere intensamente, tra storia, arte, cultura, musica, territorio, enogastronomia e nuove tecnologie. Questo ciò che attende la città di Mantova, gioiello rinascimentale insignito del titolo di Capitale italiana della Cultura 2016: circa un migliaio di eventi, in programma a partire dal prossimo 9 aprile, che attireranno l’attenzione di molti turisti italiani e internazionali, come già confermato dagli ottimi numeri registrati per l’anteprima delle vacanze pasquali.

LA CITTA’ TRA PASSATO E FUTURO. Patria di Virgilio, corte dei Gonzaga che attirò geni della pittura e dell’architettura – Leon Battista Alberti, Andrea Mantegna, Giulio Romano – della letteratura e della musica – Torquato Tasso e Claudio Monteverdi – insieme a Sabbioneta patrimonio mondiale dell’umanità per l’UNESCO: questa è la Mantova più conosciuta, che incanta e stupisce turisti da tutto il mondo. Ma Mantova occupa anche la quarta posizione nello Smart City Index 2016, classifica delle città italiane più tecnologiche realizzata da Ernst & Young, a conferma del fatto di essere un luogo dinamico, capace di coniugare la valorizzazione della storia con la capacità di guardare al turista del futuro, grazie alla sperimentazione di un’interazione inedita tra mondo fisico e mondo digitale. Mediante una applicazione, unita all’integrazione con il sito web dedicato a Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016 ed i suoi social network, si può vivere l’esperienza “phygital” (fisica e digitale) fruendo di informazioni contestuali referenziate nello spazio e nel tempo, nonché di itinerari personalizzati suggeriti dall’intelligenza artificiale tenendo conto della tipologia di utente quali, per esempio, famiglie con bambini, anziani o disabili.

Mantova capitale italiana cultura 2016

Mantova capitale italiana cultura 2016

GLI EVENTI DEL 2016. Il cuore pulsante sarà il centro storico, con i suoi palazzi, i suoi portici, le sue chiese e le sue piazze: un museo diffuso e interattivo in cui l’espressione artistica dialogherà con il patrimonio architettonico. Sei percorsi tematici permetteranno di scoprire il fascino di Mantova nelle diverse età: dalla Mantova del Settecento alla Mantova della creatività contemporanea, dalla Mantova ebraica alla Mantova antica di Virgilio, dalla Mantova del Risorgimento a quella del Rinascimento. Tutt’intorno eventi e appuntamenti da non perdere.

Si parte il 9 e il 10 aprile con la festa d’apertura e con musei, monumenti (tra cui Palazzo Te, Palazzo Ducale, San Sebastiano, Teresiana, Palazzo della Ragione, Torre dell’orologio, musei diocesano e dei vigli del fuoco) e alcuni dei principali cantieri (Palazzo del Podestà, torre dello Zuccaro e rocca di Sparafucile) che si aprono ai cittadini. Chiude Max Gazzé il 10 sera, con un concerto in Piazza delle Erbe.

Piazza Erbe - Foto Archivio Comune di Mantova

Piazza Erbe – Foto Archivio Comune di Mantova

ARTE. L’arte uscirà dai suoi luoghi tradizionali e si aprirà alla città, offrendosi come occasione di riqualificazione urbana. La prima produzione del Centro Internazionale di Arte e Cultura di Palazzo Te per Mantova Capitale sarà l’installazione che porta la firma di Stefano Arienti, “Quadri da un’esposizione”: omaggio alla pittura mantovana del Novecento, con oltre 200 opere di artisti locali finora conservate nei depositi del Museo Civico di Palazzo Te. E ancora, Palazzo Ducale proporrà una serie di mostre che spaziano dall’arte moderna a quella contemporanea, con un’attenzione particolare alla produzione locale. Tra quelle in programma: “Mantovarte – studi aperti” (aprile), che inaugurerà il nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea del Museo; “Sonia Costantini/Josef Schwaiger chromospazio”, con opere appositamente realizzate dai due artisti contemporanei (giugno) e un’esposizione dedicata ad Albrecht Dürer, “Incisioni e influssi”, che indagherà le reciproche influenze tra l’arte del Mantegna e quella dell’artista tedesco. Nella Casa del Mantegna in aprile sarà allestita una mostra sulla Grande Guerra, cui faranno seguito fino alla fine dell’anno numerose altre esposizioni di arte contemporanea.

Palazzo Te - Foto Archivio Comune Mantova

Palazzo Te – Foto Archivio Comune Mantova

MUSICA. Una star internazionale come Brian Eno si esibirà il prossimo 25 giugno a Palazzo Te e realizzerà una composizione musicale sollecitata dal fascino del palazzo stesso. Sempre a giugno si terrà la quarta edizione del Mantova Chamber Music Festival “Trame Sonore”, che inviterà il pubblico a scoprire capolavori della grande musica classica in location suggestive. Fra i concerti pop, annunciati Bregovic, Battiato, Jethro Tull, gli Stadio, Ezio Bosso. Un altro dei progetti portanti del 2016 sarà Mantovamusica, che fino a dicembre proporrà più di 45 concerti nei luoghi più belli della città, espressione di una rinnovata stagione creativa. Last but not least lo storico Mantova Jazz Festival nei mesi di ottobre, novembre e dicembre.

CULTURA. In programma Festivaletteratura, che celebrerà il suo ventennale organizzando, oltre al consueto appuntamento settembrino, una serie di incontri con autori italiani e stranieri, workshop, concerti e percorsi tematici durante tutto il 2016. E ancora, Segni d’infanzia e OLTRE, festival internazionale di arte e teatro dedicato ai più piccoli, con artisti da tutto il mondo, provenienti dal mondo musicale, letterario e cinematografico, e in maggio MantovArchitettura, tre settimane di incontri, seminari, mostre dedicate al mondo del progetto. Infine, Mantova Creativa, due giorni all’insegna dell’arte contemporanea e del design con installazioni di arte pubblica.

Foto Comune_Fotografi Compagnoni e Zapparoli

Foto Comune_Fotografi Compagnoni e Zapparoli

NATURA E ENOGASTRONOMIA. La rassegna “I Volti della natura in città” organizzata dal Parco del Mincio prevede 40 escursioni, dalla primavera all’autunno, per scoprire la forte simbiosi della città con l’acqua e la natura. E per ciò che riguarda l’enogastronomia, i prossimi 9 mesi saranno l’occasione adatta per verificare di persona la bontà della cucina mantovana, che affonda le sue radici nel passato, coniugando ad arte la povertà degli ingredienti con la ricchezza delle trovate e la varietà delle combinazioni.

Un consiglio, per il turista che volesse recarsi in città, è quello di valutare l’opportunità di acquistare la Mantova card, valida 72 ore (si acquista al prezzo di 20 Euro), la quale garantisce l’accesso a 15 musei di Mantova e Sabbioneta, l’utilizzo di bus e bici pubbliche e sconti in alcuni esercizi cittadini.

Se vuoi soggiornare più vicino possibile al centro di Mantova, clicca sul pulsante qui sotto per scoprire le migliori opportunità!

Benvenuti a Hay-on-Wye, il regno indipendente dei libri

Forse avrete sentito parlare dell’Hay Festival, ovvero quell’appuntamento letterario che “celebra la grande scrittura di poeti e scienziati, parolieri e comici, scrittori e ambientalisti, e il potere delle grandi idee capaci di trasformare il nostro modo di pensare”, per dirla con le parole degli organizzatori. Esiste dal lontano 1987, e si tiene in primavera nella cittadina gallese di Hay-on-Wye, conosciuta come il luogo dove le librerie spuntano come i funghi: sono ben 40 disseminate in un paesino di circa 1800 abitanti. Un bel numero, direte voi…

Hay Festival - Image Credit Finn Beales

Hay Festival – Image Credit Finn Beales

Ne esistono di tutti i tipi, da quelle dedicate a un argomento specifico, come ad esempio la libreria Murder and Mayhem, che tratta esclusivamente il genere horror, o The Poetry Bookshop, che ospita raccolte poetiche in tutte le lingue, ma le più caratteristiche ed ispiratrici sono denominate Honesty Bookshops, perché l’acquisto è subordinato all’onesta partecipazione del cliente di turno. I libri hanno tipicamente due fasce di prezzo “consigliate”: quelli con copertina morbida 0,50£, quelli con copertina dura 1,00£. Sta all’acquirente depositare le monete nel box, nessun commesso infatti è preposto a tenere d’occhio gli acquisti, che si compiono in queste scaffalature dove l’ordine è casuale e si può trovare di tutto.

Murder and Mayhem - foto dell'utente flickr nathan williams

Murder and Mayhem – foto dell’utente flickr nathan williams

Hay on Wye "Honesty Bookshop" - foto dell'utente flickr Zach Beauvais

Hay on Wye “Honesty Bookshop” – foto dell’utente flickr Zach Beauvais

Honesty Bookshop - foto dell'utente flickr Ismas

Honesty Bookshop – foto dell’utente flickr Ismas

Ma chi o cosa si nascondono dietro la storia delle librerie di Hay-on-Wye e di quello che all’apparenza sembra uno dei tanti primati da Guinness? Bisogna tornare indietro di parecchi anni, e raccontare la storia di Richard George William Pitt Booth e del suo sogno straordinario di reinventare l’economia rurale della sua comunità, per non dover seguire l’esempio dei tanti coetanei costretti a cercare fortuna lontano da casa. A cavallo degli Anni 70, Richard Booth riceve un’eredità e decide di aprire una libreria di seconda mano nella sua cittadina, presso una vecchia caserma dei pompieri. Sfruttando la crisi del settore in America, e grazie all’appoggio di alcuni concittadini che ne seguono le idee visionarie, mette su un traffico di container pieni zeppi di libri attraverso l’Oceano, tanto che Hay-on-Wye viene presto riconosciuta come “Town of Books”, la città dei libri.

Richard Booth - King of Hay

Richard Booth – King of Hay

Non contento, mister Booth nel 1977 (scegliendo ad arte la data del primo giorno di aprile) proclama Hay-on-Wye regno indipendente e si autonomina Re, “King of Hay”, scegliendo lo splendido nome di Richard Coeur des Livre. Una trovata che al di là dell’aspetto goliardico ha fatto sì che moltissimi media si interessassero alla cosa, tanto che la popolarità del luogo è via via cresciuta, e oggi esiste addirittura una International Organisation of Booktowns la quale annovera circa una trentina di luoghi nel mondo che hanno seguito l’esempio della cittadina gallese. E a Hay-on-Wye il turismo si è impennato, cosicché ogni anno oltre 500.000 persone passeggiano nelle sue stradine durante il periodo del festival del libro.

Free State of Hay Money

Free State of Hay Money

Certamente è un’idea interessante per una vacanza all’insegna della letteratura, ma potrebbe essere anche la vostra grande occasione per entrare a far parte della vera aristocrazia mondiale. Quel buontempone di Richard Booth mette infatti in vendita (e a prezzi abbordabili) i titoli nobiliari, per aspiranti Lord & Ladies. Come? Ecco!

Una notte (o più di una) al Pistoia Blues 2015

Tutto prese il via nell’ormai lontano 1980, nel bel mezzo di una fase in cui non era poi così facile per il pubblico italiano godersi i grandi nomi della scena musicale internazionale, a causa dei disordini successi negli anni precedenti. A Pistoia tentarono di invertire la rotta, organizzando una due giorni a cavallo della metà di luglio che raccolse sul palco della città toscana molte delle leggende del blues: da Fats Domino ad Alexis Korner, da Dizzy Gillespie alla Leggenda del Blues Muddy Waters, fino a quel grande di B.B. King, recentemente scomparso, che da lì in poi sarà sul palco al Pistoia Blues per ben dieci volte, fino all’ultima esibizione che risale al 13 luglio 2012, ultima sua apparizione in Italia.

Era così nato il Pistoia Blues Festival, la cui 36esima edizione andrà in scena dal primo giorno di luglio fino al 24, con un programma denso di appuntamenti da non perdere, a cominciare dall’evento di apertura, che vedrà salire sul palco di Piazza Duomo i Mumford & Sons, i quali hanno da poco dato alle stampe il terzo lavoro in studio, dal titolo “Wilder Mind”, a dirla tutta non troppo incensato dalla critica.

Mumford & Sons

Mumford & Sons

Dopo il 1 luglio, si replica il 3 con l’esibizione dei Counting Crows, che negli Anni 90 del secolo scorso avevano colpito tutti con la realizzazione del bellissimo “August and Everything After”, nel quale era presente il singolo “Mr. Jones”. Tutti quelli che hanno qualche annetto in più non potranno fare a meno di ricordarselo.

Scorrendo le altre date in programma, il 7 luglio appuntamento con Hozier, mentre il 15 sul palco troveremo Passenger, moniker del cantautore inglese Michael David Rosenberg. Per il 17 luglio prevista invece un’invasione tutta tricolore, con la Italian Blues Night, prima di una serie di concerti davvero da non perdere. Si parte il 18 luglio con Black Label Society e The Darkness, per poi proseguire con i Dream Theater domenica 19 luglio e con Santana il 21, con il suo Corazon Tour. Ultima delle date confermate fino ad oggi è quella del 24 luglio, con Sting sul palco di Piazza Duomo.

Santana

Santana

Per restare aggiornati sul programma della manifestazione, vi consigliamo di seguire QUESTO LINK oppure di tenere sott’occhio la pagina Facebook di Pistoia Blues. QUI le info relative ai biglietti.

Per quello che invece riguarda la sistemazione a Pistoia nelle date del festival, non esitate a chiedere a noi di Personal Travels.

Ferrara Sotto le Stelle 2015, i 30 anni di Psychocandy

Si è imposto negli anni come uno dei festival musicali estivi di riferimento per il panorama italiano, grazie a un’attenta selezione dei suoi ospiti e una tradizione di concerti di qualità che dura ormai dal lontano 1996, quando il maestro Bob Dylan si esibì sotto il cielo stellato di Ferrara. “Ferrara Sotto le Stelle” negli anni ha sempre confermato l’alto livello degli artisti in calendario, e per l’edizione di quest’anno ha in serbo più di una novità per quanti volessero programmare un weekend di musica nella città estense.

Si parte il prossimo 7 giugno, quando presso il Cortile del Castello Estense salirà sul palco Sun Kil Moon, con alla batteria Steve Shelley direttamente dai Sonic Youth e alla chitarra e voce Neil Halstead, ex Slowdive, per il primo dei concerti di “Ferrara Sotto le Stelle 2015”. Il gruppo è reduce dall’ottimo successo di “Benji” (2014), che è stato votato da Rumore come disco dell’anno.

A seguire, nel ricco programma dell’estate ferrarese, troviamo una serata speciale e a ingresso gratuito, dal titolo “Gimme Shelter!”, che propone sul palco tre realtà musicali lontane tra loro sia per anagrafe che per scelte stilistiche, capaci però di dare l’idea dello stato di salute del rock nostrano. Post CSI, (Angela Baraldi alla voce, Massimo Zamboni e Giorgio Canali alle chitarre, Francesco Magnelli alle tastiere e Gianni Maroccolo al basso), Bud Spencer Blues Explosion, (Adriano Viterbini alla chitarra e voce e Cesare Petulicchio alla batteria e voce), e Fast Animals & Slow Kids, (Aimone Romizi alla chitarra, voce, percussioni, Alessandro Guercini alla chitarra, Jacopo Gigliotti al basso e Alessio Mingoli alla batteria e voce), saranno i protagonisti di questa serata tutta italiana, sabato 20 giugno, dalle 20:30 all’1:30.

Quindi, martedì 30 giugno presso il Cortile del Castello Estense sarà la volta dell’unica data italiana per Andrew Bird, eclettico e produttivo polistrumentista che nel corso degli ultimi 20 anni si è imposto come protagonista della scena indipendente americana. Dopo di lui, tocca ai Verdena salire sul palco di Piazza Castello, mercoledì 15 luglio 2015, accompagnati in apertura da IOSONOUNCANE, che ha piazzato recentemente un disco di quelli da ricordare per il panorama nostrano. Venerdì 17 luglio tocca a Paolo Nutini intrattenere il pubblico di Piazza Castello, con i brani del suo “Caustic Love” pubblicato nel corso del 2014.

Ferrara Sotto le Stelle - foto dell'utente flickr Luca

Ferrara Sotto le Stelle – foto dell’utente flickr Luca

Il vero evento di questo “Ferrara Sotto le Stelle 2015” è però certamente il concerto del 19 luglio, quando a salire sul palco di Piazza Castello saranno i grandissimi The Jesus & Mary Chain, che si esibiranno, a distanza di 25 anni dal loro ultimo show nel nostro paese, per celebrare i 30 anni del loro acclamatissimo album d’esordio, “Psychocandy”. Riproporranno infatti l’intero album, pubblicato nel 1985 dalla Blanco y Negro.
A chiudere gli appuntamenti con il festival, George Ezra in concerto il 21 luglio, prima dei 2Cellos, in programma il 30 luglio, e dei Savages, in programma il 31 luglio.

Per quanti fossero interessati a partecipare al festival, QUI il sito internet e i contatti Facebook e Twitter dell’evento. Per le prevendite dei biglietti: QUI

Qualora voleste programmare un soggiorno a Ferrara nei giorni di “Ferrara Sotto le Stelle 2015”, compilate il form nella pagina per consultare e prenotare le strutture ricettive presenti in città e, per avere un’assistenza personalizzata, non esitate a contattare i nostri Assistenti di Viaggio, che sapranno indicarvi la migliore soluzione in base alle vostre esigenze.

Gli Shellac in Italia, il 24 Maggio allo Zoom Music Club in Calabria

Gli Shellac in Italia! Risaliranno la penisola da sud a nord, per cinque date che, annunciate già all’inizio di questo 2015, stanno facendo salire la temperatura dei fan, desiderosi di ascoltare dal vivo le tracce contenute nell’ultimo lavoro “Dude Incredible”, uscito sette anni dopo quel “Excellent Italian Greyhound” che già aveva confermato lo stato di salute del trio dell’Illinois, da oltre vent’anni punto di riferimento nella scena del rock alternativo. Ecco dunque i 5 appuntamenti di maggio 2015 con gli Shellac, la band capeggiata dal produttore/chitarrista/guru Steve Albini: 23/05 Catania (Afrobar), 24/05 Marcellinara (Zoom Music Club – organizzatori Officine Sonore), 25/05 Roma (Init), 26/05 Bologna (Locomotiv), 27/05 Torino (Cap10100).

Proprio la data calabrese, alla quale siamo legati in maniera particolare visto che lì vicino abbiamo la nostra sede, è stata l’ultima ad essere confermata, con grande gioia del territorio, che vedrà passare di lì un pezzo importante della storia del rock degli ultimi venti e più anni. Perché se non bastassero le progressioni e le geometrie della band di Chicago, è sufficiente dare uno sguardo all’attività di Albini nel mercato discografico, da lui sempre avversato come si fa con un buon nemico, per rendersi conto di quante produzioni abbiano beneficiato del gusto e delle capacità di mister Steve. Che mai si è fatto tirare per la giacchetta sopra il carrozzone, rimanendo sempre con i piedi piantati a terra e con un occhio ben critico nei confronti dei tanti nani e ballerine del panorama discografico mondiale.

Shellac - foto dell'utente flickr masao nakagami

Shellac – foto dell’utente flickr masao nakagami

Un esempio? Ecco qualche estratto della lettera che Albini mandò ai Nirvana prima di mettersi al lavoro su “In Utero”, che ha festeggiato i 20 anni dall’uscita nel 2013: “Ho lavorato a centinaia di dischi (alcuni fantastici, alcuni buoni, alcuni orribili, la maggior parte normali), e ho visto un collegamento diretto tra la loro qualità e l’umore della band durante le registrazioni. Se ci vuole tanto tempo per fare il disco, e tutti si alterano e si mettono a scrutinare ogni singolo passo, allora il risultato finale sarà lontano dall’effetto che una band ha dal vivo – e tutto tranne che lusinghiero. Fare dischi punk è certamente un campo in cui ‘lavorare’ di più non implica un miglior risultato finale”. E ancora: “Mi piace lasciare spazio agli incidenti e al caos. Fare un album impeccabile, in cui ogni nota e sillaba sono al posto giusto e ogni colpo di cassa è identico al precedente, non è un’impresa. Qualsiasi idiota con abbastanza pazienza e un budget che gli permetta di fare una tale idiozia può farcela. Io preferisco lavorare a dischi che aspirano a cose più grandi, come l’originalità, la personalità e l’entusiasmo”.

Shellac - foto dell'utente flickr Jason Persse

Shellac – foto dell’utente flickr Jason Persse

Un artigiano con le idee ben chiare, anche sul fronte dei suoi compensi: “Vorrei essere pagato come un idraulico. Faccio il mio lavoro, e vengo pagato per quello che vale”, scriveva sempre a Kurt Cobain e compagni.

Shellac - foto dell'utente flickr Vladimir

Shellac – foto dell’utente flickr Vladimir

Steve Albini e gli Shellac (ovvero Bob Weston al basso elettrico e Todd Trainer alla batteria) saranno dunque in Italia alla fine di maggio, con gli Uzeda, band italiana che condivide la stessa etichetta, la Touch&Go Records, ad aprire i loro concerti. Per tutte le informazioni sulla data calabrese vi rimandiamo a questa pagina Facebook mentre per avere ogni tipo di informazioni sul concerto i contatti di Officine Sonore sono:
mail infoshellac.offofficinesonore@gmail.com
telefono 348 4651835

Se dopo il concerto non avete voglia di guidare, vi consigliamo le strutture ricettive più vicine allo Zoom Music Club di Marcellinara. Clicca in base alla composizione del gruppo per soggiornare entro 5 km dal locale.

[booking lat=38.91506 lon=16.487029 radius=5 checkin=2015-05-24 checkout=2015-05-25 rooms=1 adult=1 child=0]1 Adulto[/booking] [booking lat=38.91506 lon=16.487029 radius=5 checkin=2015-05-24 checkout=2015-05-25 rooms=1 adult=2 child=0]2 Adulti[/booking]
[booking lat=38.91506 lon=16.487029 radius=5 checkin=2015-05-24 checkout=2015-05-25 rooms=2 adult=4 ]2 Coppie[/booking] [booking lat=38.91506 lon=16.487029 radius=5 checkin=2015-05-24 checkout=2015-05-25 rooms=1 adult=3 ]3 Adulti[/booking] [booking lat=38.91506 lon=16.487029 radius=5 checkin=2015-05-24 checkout=2015-05-25 rooms=1 adult=4 ]4 Adulti[/booking]
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Personal Travels: le schede evento e la nostra attività online

Come avranno di certo già notato quanti seguano l’attività di Personal Travels su Facebook, ci siamo appassionati ai festival musicali e artistici in giro per l’Europa e il mondo, così come alle manifestazioni sportive e ai grandi eventi culturali. Lo abbiamo fatto per fornire più strumenti possibili a quanti volessero programmare una vacanza in concomitanza con uno di questi eventi, riunendo in una sola scheda tutto quello che c’è da sapere: dalla sua location ai video di presentazione, dal programma delle varie serate alle attività (in collaborazione con GetYourGuide) e escursioni da non mancare una volta sul posto, senza naturalmente dimenticare la possibilità di prenotare, direttamente dalla pagina, la sistemazione più adatta alle proprie esigenze.

Ci siamo accorti, tastando il polso dei turisti che ci circondano, di come siano in aumento i viaggiatori che scelgono di abbinare, alla necessità di staccare dalla vita di tutti i i giorni, il desiderio di assistere ai tanti piccoli e grandi eventi che si tengono durante il periodo estivo, e non solo, aggiungendo alla visita turistica in senso stretto del luogo anche il piacere di poter partecipare alla manifestazione. E’ così che ci siamo attivati per condensare in una sola pagina web quante più informazioni possibili, per consentire al viaggiatore di consultare (e eventualmente prenotare con un semplice clic) le migliori offerte per il soggiorno vicino alla manifestazione, nonché per fornire spunti per una visita nei dintorni. Una pagina evento che è pensata per restare utile anche durante il soggiorno in loco, visto che all’interno sono presenti anche i numeri utili da chiamare in caso di necessità, una sezione meteo e una mappa dove sono segnati i luoghi da visitare e le nostre proposte per una cena o una passeggiata.

Tibidabo - foto dell'utente flickr Adriano Amalfi

Tibidabo – foto dell’utente flickr Adriano Amalfi

Abbiamo iniziato con una manifestazione che ci sta molto a cuore, visto che si svolge a due passi da casa nostra – ovvero i Campionati Mondiali di Kitesurf in programma a Gizzeria dall’8 al 19 luglio prossimi – e proseguito con eventi sia a carattere regionale/nazionale, come nel caso dello Yalla Shebab Film Festival o del FRAC, sia di respiro internazionale, come per il Primavera Sound di Barcellona. Abbiamo ovviamente intenzione di continuare, portandovi al Glastonbury Festival o allo Sziget, allo Yeah Festival come sull’isola di Træna, in Norvegia, dove dal 9 all’11 luglio si tiene un Festival dedicato alla musica norvegese e all’elettropop in generale. Ovviamente le schede evento potranno riferirsi anche a matrimoni, feste private o a qualsiasi tipo di manifestazione non pubblica, con la possibilità di agevolare il soggiorno vicino all’evento di amici e parenti grazie alla nostra assistenza personalizzata. Per ogni informazione: http://it.personal-travels.com/eventi/

Primavera Sound - foto di Eric Pamies

Primavera Sound – foto di Eric Pamies

Tutta questa attività legata agli eventi va naturalmente a collegarsi con quelle che sono le funzioni principali di Personal Travels: l’assistenza personale al viaggiatore e la consulenza strategica per le strutture ricettive. L’attività di Travel Planning consente a ogni cliente di ricevere un report personalizzato, realizzato su misura, per l’organizzazione di viaggi di piacere o di lavoro, in base alle richieste del singolo viaggiatore, mentre quella di Marketing Online per Hotel e B&B si concentra sulla presenza online delle strutture ricettive, delineandone gli eventuali errori e facendo tutto il possibile perché l’immagine in rete dell’albergo o del bed&breakfast risulti efficace e moderna. Perché si sa che una delle chiavi del successo di una struttura ricettiva risiede proprio nella capacità di comunicare adeguatamente i propri punti di forza. I nostri servizi, dall’ottimizzazione della pagina Booking fino ai report SEO, passando per l’assistenza diretta su blog aziendali e siti internet, si muovono appunto in questa direzione.

Campanello - foto dell'utente flickr Witt Istanbul Suites

Campanello – foto dell’utente flickr Witt Istanbul Suites

Chiaramente non abbiamo la presunzione di aver trovato la ricetta miracolosa buona per tutte le occasioni, ma siamo consapevoli di come anche nel settore turistico la personalizzazione dei servizi risponda alle nuove esigenze sia delle persone, sempre meno etichettabili e desiderose di esperienze uniche e indimenticabili, che delle strutture ricettive, per le quali un intervento mirato può rappresentare un cambio di passo importante nella presentazione della propria immagine su internet. Noi di Personal Travels siamo pronti, contattateci per farci conoscere le vostre esigenze!

In giro per Barcellona, tra arte e divertimento

Se esiste un posto che può definirsi dinamico, quello è la città di Barcellona. Qui, in ogni momento dell’anno, si trova sempre il modo di lasciarsi andare a festeggiamenti di ogni tipo, e non c’è un solo aspetto, dall’architettura al cibo, dalla musica alla moda, passando per l’ospitalità delle persone, per cui la città catalana non spicchi come meta turistica ideale.

Sagrada Familia - foto dell'utente flickr Chris Yunker

Sagrada Familia – foto dell’utente flickr Chris Yunker

Se avete qualche giorno da spendere a Barcellona, tenete presente che la città è altrettanto viva di giorno come di notte, e sarebbe impossibile elencare tutte le possibili attrazioni. E se per quel che riguarda la notte la città offre tutto e il suo contrario, tra bar dove andare in pellegrinaggio, ristoranti e discoteche, è d’obbligo, durante il giorno, partire in tour alla scoperta delle meraviglie architettoniche della città, per lasciarsi colpire dalle linee di quel modernismo catalano che vide proprio Antoni Gaudí tra i suoi elementi di spicco. Senza dimenticare che oltre alla Sagrada Familia, Casa Milà o Casa Batllò, tanto per citare alcune delle opere di Gaudì, Barcellona conserva la testimonianza dell’ingegno di altri noti architetti modernisti, tra i quali Josep Puig i Cadafalch – sua ad esempio l’antica Fàbrica Casaramona, oggi il centro culturale CaixaForum, ai piedi del Montjuïc – o come il rivale di Gaudì stesso, quel Lluís Domènech i Montaner che progettò il Palau de la Música Catalana.

Palau de la Música Catalana - foto dell'utente flickr MARIA ROSA FERRE

Palau de la Música Catalana – foto dell’utente flickr MARIA ROSA FERRE

Naturalmente un giro per Barcellona non può limitarsi solo alle sue architetture, per cui è d’obbligo un passaggio al Montserrat, per una visita alla Basilica Reale e per ammirare le opere di Picasso e Dalí, oppure una visita alla collina di Montjuïc, da dove si può godere di una vista unica sulla città. Vista che può essere goduta anche dalla ruota panoramica del Tibidabo, il luna park più antico di Spagna e secondo solo al Prater di Vienna in Europa. Ma il carattere della città si coglie anche visitando la Avinguda del Paral·lel, dove già cento anni fa si faceva la fila davanti ai tantissimi locali nati per impiegare il tempo libero, o un luogo storico come la Coctelería Boadas, nei pressi della Rambla, fondata nel 1933 e riconosciuta come la più antica della città.

Tibidabo - foto dell'utente flickr Adriano Amalfi

Tibidabo – foto dell’utente flickr Adriano Amalfi

E se avete voglia di rilassarvi un po’ sulla spiaggia, la Barceloneta è lì ad aspettarvi, così come, a 35 Km da Barcellona, si trova la città costiera di Sitges, una delle mete più apprezzate per quel che riguarda i viaggiatori gay, con un ricco calendario di eventi in programma.

Barceloneta - foto dell'utente flickr Ronny Siegel

Barceloneta – foto dell’utente flickr Ronny Siegel

Non c’è insomma che l’imbarazzo della scelta per partire alla scoperta della città catalana, che si opti per il trasporto pubblico, per il segway o per la bicicletta con tanto di tour alla ricerca delle migliori tapas, il risultato è comunque assicurato.