Cartoline ricordo da Cipro

Durante la sosta invernale a Cipro, il gruppo è riuscito a mettere da parte i soldi necessari a pagare i visti per entrare in Russia e ha preso la decisione di spingersi oltre, per raggiungere la Cina con la Transiberiana. Si tratta quindi di rimettersi in viaggio, non prima di aver raccontato ancora qualche aneddoto circa il soggiorno cipriota, indimenticabile sotto parecchi punti di vista.

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Un momento di spettacolo “indoor”. In primo piano Rocio, con la giacca a righe più indietro Piero

CARTOLINE RICORDO – «Un fatto curioso che mi viene in mente – racconta Piero – è quello legato alla costruzione di una Tall Bike su commissione, e a pagamento (due inediti), per mettere da parte i soldi per poter arrivare in Cina, che vuoi o non vuoi era ormai l’obiettivo da raggiungere. Me la chiese un simpatico gestore di un locale. Io la costruisco in occasione del suo compleanno e dopo circa una settimana la moglie si presenta da noi indispettita, perché il marito dopo qualche ora dalla consegna del mezzo era caduto e si era rotto il ginocchio. “Perché gliel’hai costruita”? – mi chiedeva. Nonostante tutto, il marito ci ha sponsorizzato la registrazione dell’album musicale che avevamo composto. Si intitola “Maria’s Breakdown” (2006) ed è stato registrato proprio a Cipro».

Qui sotto potete ascoltare la traccia numero 2 dell’album, dedicata al piccolo Scuccia, il cagnolino, poi lasciato a Cipro da amici, che aveva accompagnato i Cyclown Circus per un tratto del loro girovagare.

«Questo fatto della gamba rotta che ho raccontato – prosegue Piero – diventa ancora più curioso se si pensa che a un certo punto ci era anche sparita una bicicletta – anche perché noi non le legavamo praticamente mai – e il giorno dopo l’abbiamo ritrovata abbandonata davanti a un bar, con il ladro che si era anche lui rotto una gamba cadendo dalla bici che ci aveva preso».

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Scaricare gli attrezzi del mestiere dalla bicicletta

«Sempre parlando di Tall Bike, ci ha lasciato un bellissimo ricordo la storia di un paio di ragazzini, che ci avevano visto arrivare in carovana nottetempo nel loro villaggio, e che si sono cimentati anche loro in fretta e furia nella costruzione di una bici a due piani. Dopo un’intera notte di lavoro si sono presentati da noi con un mezzo assemblato in maniera tanto improponibile quanto fantastica. Qui sotto vedete il frutto del lavoro dei due ragazzini».

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La più rudimentale ed entusiasmante tra le Tall Bike

LASCIARE CIPRO, L’ULTIMA FESTA – «Arriva la primavera e lasciamo Cipro, dopo aver fatto una grossa festa cui hanno partecipato dai ragazzini ai militari che facevano la guardia, dai punk della città agli amici vari che ci eravamo fatti in quei mesi. Una bellissima festa, dopo la quale abbiamo chiesto a chi rimaneva di preservare quel piccolo centro sociale che avevamo creato lì a Nicosia. Abbiamo saputo che per qualche mese ci hanno abitato, ci hanno fatto una mostra e un concerto. Poi purtroppo abbiamo perso notizie».

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Festeggiamenti in strada prima di lasciare Malakasa

«Siamo partiti sotto il sole di mezzogiorno in direzione del confine con la Turchia e abbiamo ripreso lo stesso traghetto che avevamo preso all’andata. Si puntava verso Nord. Avevamo due o tre mesi dopo un appuntamento in Russia, a Mosca».

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On the road

VERSO LA GEORGIA – Questo l’itinerario del viaggio verso la Georgia: il gruppo sbarca a Mersin, poi punta verso Batman e prende un treno per Samsun, per poi pedalare a Nord sulle coste del Mar Nero in mezzo a un traffico abbastanza ricco di camion, per nulla agevole.

«A Trabzon ci siamo dovuti fermare perché la bici di Rocio aveva rotto il cerchio posteriore, e non è stata una cosa semplicissima trovare un altro cerchio da un ciclista della zona. Ci è voluto qualche giorno. A Trabzon finalmente ho comprato un sacco a pelo decente, e ne ho capito davvero l’importanza. Il riposo in viaggi come questo è infatti molto molto importante. Da lì il mio viaggio è cambiato, visto che non soffrivo più il freddo. Da Trabzon ci si muove verso il confine con la Georgia. Siamo passati nella bellissima zona del Chai, il loro tè, la loro bevanda nazionale. In quella parte di Turchia mi sono anche reso conto del loro difficile rapporto con la spazzatura, che veniva scaricata a camionate nel Mar Nero. Una scena terribile da vedere, che loro giustificavano con un altrettanto disarmante: “Lo facciamo noi come lo fanno gli altri oltre il confine. Che anzi fanno peggio”. Un grande classico insomma… Infine si entra in Georgia, questa volta senza incontrare troppe difficoltà».

La grande decisione: in viaggio verso Oriente

A Cipro, Zio Bici e il gruppo di ciclisti hanno finalmente trovato una situazione confortevole per passare i mesi invernali. Ma per rendere davvero questa esperienza di viaggio incredibile, c’è da prendere una decisione non facile, legata alla prossima destinazione da raggiungere. E intanto, i mesi passati a Cipro producono il coinvolgimento necessario a organizzare una prima Critical Mass sull’isola, dopo il buon successo del progetto di realizzazione di una ciclofficina popolare. Ma lasciamo che siano le parole di Piero a raccontare tutto quanto…

Spettacolo in strada

Lo scorcio di uno spettacolo in strada, con lo Zio Bici seduto sul cajon

«Le cose che sono successe a Cipro, con l’occupazione di Malakasa, hanno rappresentato una grande iniezione di fiducia, dopo le difficoltà della Turchia. Alcuni dei più bei ricordi di questo viaggio sono legati ai mesi di Cipro. Io ho aperto anche una ciclofficina, in uno spazio di un ragazzo vicino alla nostra occupazione, che era inutilizzato. Gli ho fatto vedere le foto di quello che costruivamo, e lui ci ha messo a disposizione lo spazio. Abbiamo procurato saldatrice e frullino, e siamo andati in giro a raccattare dai vari ciclisti quanto più materiale possibile, parlando loro di progetti come la Critical Mass. Abbiamo anche costruito alcune delle bici del viaggio in quella ciclofficina».

Ciclofficina

Lo spazio della ciclofficina

Lavori alla ciclofficina

Zio Bici al lavoro col frullino

«La ciclofficina ha avuto un grande successo, con le prime cento persone coinvolte a partecipare ad una Critical Mass. Tutti ormai venivano a trovarci, e durante le feste portavano quello che avanzava a casa e lo dividevamo. Noi il mercoledì e il sabato andavamo a suonare al mercato, e ci regalavano un sacco di cose da mangiare, che noi poi regalavamo a nostra volta a tutti quelli che volessero venirsele a prendere. Tutto, insomma, funzionava davvero a dovere».

Zio Bici felice

La felicità è un pezzo di ricambio rimediato tra i rifiuti

LA GRANDE DECISIONE – «Un ricordo particolare è quello legato alla decisione di verso dove partire. Intorno a un tavolo, forti dei soldi che avevamo guadagnato, valutavamo tutte le possibilità. Non volevamo tornare in Europa, Africa e Medio Oriente erano state già scartate in precedenza. Alla fine si alza una voce: “Andiamo a Pechino!”. E’ stato un momento molto forte. Quei soldi guadagnati per gli spettacoli natalizi ci avrebbero fatto molto comodo per pagare i visti, e poi la Transiberiana. E già iniziava una nuova avventura»…

Non resta che salutare per bene i tanti amici a Cipro, e rimettersi a pedalare verso Est, per andare a prendere quel treno che porterà il gruppo fino al confine Nord della Cina. La sosta cipriota è stata ricca di incontri e situazioni fortunate, ora è arrivato il momento di rimettersi in viaggio. Alla prossima!

Nicosia, l’occupazione di Malakasa

Siamo a Cipro, e il gruppo si sposta da Famagosta verso Nicosia, dove scopre qualche sostanziale differenza tra il versante turco e quello greco della città.

NICOSIA – «A Nicosia l’accoglienza da parte del pubblico è ancora buona, poi dopo uno spettacolo la polizia ci ferma e ci porta in questura. Ci trovavamo nella zona turca in quel momento. Ci dicono che non possiamo esibirci, e ci tengono un sacco di tempo lì, facendoci capire che diamo fastidio. Perché non andiamo nella zona greca, ci diciamo, vista l’accoglienza della polizia? E allora ce ne andiamo verso il passaggio tra la zona greca e la turca; c’è un unico checkpoint in tutta l’isola. Si passa in mezzo a uno scenario da film che conserva intatti i ricordi della guerra, si percorre circa un chilometro tra le macerie. Nicosia ha le classiche mura veneziane, e in mezzo la spaccatura tra territorio greco e turco. Dal lato greco si iniziava a respirare un’aria diversa, con i militari che alle tre di notte si sono messi a giocare con le nostre bici. Finalmente un posto dove potersi fermare in santa pace, abbiamo pensato».

Mura Veneziane

Spettacolo di fronte alle mura veneziane di Nicosia

MALAKASA – «Lì abbiamo trovato la casa nella quale siamo poi rimasti a passare l’inverno. Non ricordo se dalla prima sera stessa, ma subito abbiamo trovato il posto dove poi stabilirci. Si trattava di una porzione di palazzina occupata da un tipo, e noi abbiamo deciso di occupare la restante parte e di rimanere lì quell’inverno. Abbiamo sistemato lo stabile, consapevoli che avremmo vissuto lì da fine novembre fino alla primavera».

Lavori Malakasa

Al lavoro nella casa occupata che sarà chiamata “Malakasa”

«Il secondo giorno siamo andati al municipio, per spiegare chi eravamo e quali fossero le nostre intenzioni. Volevamo sapere se c’era bisogno di avere dei permessi o quant’altro. Parliamo con il vicesindaco, e noi siamo parecchio emozionati. Raccontiamo la nostra storia e lui mette su una faccia davvero sorpresa, prima di prendere la palla al balzo e raccontarci che per Natale avevano in programma di ospitare un gruppo di artisti di strada belgi, ma che la cosa era poi saltata all’ultimo momento. Ecco quindi che oltre all’ottima accoglienza arriva anche una scrittura! Ci dà appuntamento per due giorni dopo, e si parla di un contratto… Non ci credevamo…».

Cyclown Circus

I Cyclown Circus al lavoro con i loro strumenti

«Teniamo tutto segreto con gli altri ragazzi, per fare una grande sorpresa. Dopo due giorni l’incontro, e quando ci dice la cifra prevista barcolliamo: oltre 7.500 euro per uno spettacolo al giorno nel periodo natalizio! Gli abbiamo anche fatto le nostre richieste, dalla possibilità di fare cappello comunque, fino a quella di rimanere dove stavamo e utilizzare corrente elettrica e acqua. Loro hanno accettato tutto, e anzi si aspettavano che chiedessimo molto di più. Ci eravamo sistemati davvero alla grande!».

Malakasa

Il gruppo di artisti di strada nella casa occupata di Malakasa

«Era nata l’occupazione di “Malakasa”, così la chiamammo».

Simbolo Malakasa

Poteva non essere un ciclo il simbolo di Malakasa?

 

Svernare a Cipro

Il freddo in arrivo e le difficoltà legate alle tante notti passate alla bell’e meglio, unite alla brutta sorpresa della promessa non mantenuta di un alloggio sicuro dove svernare sulla costa turca, hanno convinto la carovana a pedali a salire su una nave in partenza per Cipro, dove il clima promette maggiore clemenza. All’approdo a Famagosta, infatti, lo scenario cambia completamente, e fa sì che tutti possano godersi finalmente un po’ di relax.

FAMAGOSTA – «A Cipro, un bellissimo clima ci ha fatto fermare increduli a Famagosta – prosegue il racconto di Piero – dove ci siamo potuti godere allenamenti in costume sulla spiaggia, nonché un’ottima accoglienza da parte del luogo, visto che avevamo iniziato a esibirci nei pub con una buonissima risposta del pubblico».

Cipro spiaggia

Allenamenti (e relax) in spiaggia a Famagosta

«L’unico rammarico era rappresentato dalla separazione con Scuccia, il nostro cane trovatello, che dopo la quarantena obbligatoria è rimasto con alcuni nostri amici di lì. Anche perché non sempre era capace di non diventare aggressivo durante gli spettacoli in strada, dove si metteva a proteggere il cappello che mettevamo in centro come fosse stato suo territorio. Vederlo legato durante gli spettacoli era una pena, perciò, anche se a malincuore, lo abbiamo affidato a persone che se ne potessero occupare. Intanto, il periodo a Famagosta scorreva liscio e senza problemi, spesso suonavamo nei locali, ci permettevano di far cappello e ci davano anche da mangiare».

Ritratto di Scuccia, il Cyclown Dog

«In quel momento il gruppo era composto da nove persone, che vado a presentarvi. C’erano Shanti, suonatore di clarinetto e giocoliere, da San Francisco; Channing, uno dei primi componenti dei Cyclown Circus, bravissimo col monociclo e la fisarmonica, un matto completo, dall’Oklahoma; Marylise, canadese del Quebec, un vero fenomeno col violino e molto brava a cantare; Simone, bravo in giocoleria e chitarra, da Roma; Johnny, da New Orleans, 42 anni all’epoca, forte al contrabbasso e dotato di grande spirito circense, arricchiva ogni numero con qualche trovata; Raphael, americano che viveva a New Orleans, violinista, chitarrista, suonava anche la tromba e il clarinetto, si è comprato un banjo in Cina e dopo poco lo suonava; Rocio, bravissima clown argentina che era già in viaggio da nove anni, andata via prima del crac argentino e non più tornata a casa; David, che si era unito a Istanbul, un tedesco serio e schivo che suonava la chitarra e basta, con poco spirito circense, tornato in Europa dopo Cipro. E naturalmente c’ero io».

Il gruppo di artisti in bicicletta

VERSO NICOSIA, la QUESTIONE di CIPRO – «Ci siamo mossi da Famagosta verso Nicosia. Abbiamo affrontato un viaggio molto bello, con belle strade e una temperatura non troppo fredda, autunnale direi. A un certo punto sulla strada vediamo un’enorme colata di cemento su un versante della montagna, con su raffigurata la bandiera turca cipriota. Era stata realizzata così grande per mostrarla ai greci che stanno dall’altra parte dell’isola. Era il nostro primo approccio con l’intricata Questione di Cipro».

La bandiera di cemento

«Basti pensare che persino l’acqua, con le sorgenti che sono nel versante greco ma non in quello turco, viene venduta come fosse carburante dalle pompe – come appunto nella foto che segue – per rendersi conto delle difficoltà di convivenza che vive a tutt’oggi il paese. “Su” in lingua cipriota significa appunto acqua».

Benzina? No, acqua!

Qui si conclude la prima parte della tappa cipriota di Piero e dei Cyclown Circus. Ma visto che lo Zio Bici ha presentato i suoi compagni di viaggio, è reperibile in rete un documentario sui Cyclown Circus, firmato da Dimitris Sfyris, che può mostrarvi anche alcune delle facce dei personaggi di cui stiamo raccontando le vicende. Enjoy!