I 10 paesi più pacifici da visitare in vacanza

Inutile negarlo: mai come in questa fase storica abbiamo affiancato alle tradizionali ansie da partenza anche quella legata alla sicurezza. A conferma delle sensazioni personali, anche chi si occupa di misurare la “temperatura” da questo punto di vista del pianeta conferma come l’anno 2015 (e col 2016 stiamo andando ancora peggio, come confermano gli ultimi fatti di cronaca) abbia restituito la fotografia di un mondo meno sicuro, meno pacifico, con una distribuzione dei conflitti che fa sì che le nazioni pacifiche lo siano sempre più, mentre quelle con più problemi da questo punto di vista sprofondino ancor di più nell’insicurezza. Per stilare una classifica dei 10 paesi più pacifici da visitare in vacanza facciamo riferimento ai dati del Global Peace Index 2016, redatto dall’organizzazione indipendente Vision of Humanity.

Islanda

Islanda

1) ISLANDA – Per il sesto anno consecutivo l’Islanda è al top dei paesi più pacifici del mondo, grazie ai punteggi molto bassi per ciò che riguarda le voci omicidio, persone in carcere e attacchi terroristici. Il paese non ha nemmeno conflitti territoriali con altri stati, per cui può a buon diritto essere definito come il più tranquillo del mondo.

2) DANIMARCA – Paese che solitamente svetta in un numero inenarrabile di classifiche al primo posto, dalla qualità della vita, alla felicità, fino al fatto di essere bike-friendly, questa volta la Danimarca si accontenta del secondo posto in questa particolare classifica. Rimane comunque uno dei luoghi più tranquilli dove programmare una vacanza.

3) AUSTRIA – Sul podio finisce anche l’Austria, che deve il suo successo particolarmente alle importazioni di armi, molto contenute, e alla tranquillità della sua società, testimoniata anche dalla capacità di riuscire a svolgere elezioni pacifiche.

4) NUOVA ZELANDA – Si tratta certamente di una delle nazioni dove non mancano pericolo e avventura, ma state pur certi che avrete più possibilità di rimanere colpiti da un panorama mozzafiato piuttosto che da un conflitto interno o una violenza improvvisa.

5) PORTOGALLO – Grazie soprattutto alla poca circolazione di armi da fuoco e a un conflitto interno molto basso, il Portogallo si piazza in alto in classifica, e si conferma luogo da visitare per la sua sicurezza, oltre che per la sua bellezza.

Scorriamo la classifica un po’ più rapidamente, incontrando al 6° posto la Repubblica Ceca, quindi la Svizzera, forte della sua proverbiale neutralità, prima di imbatterci nel Canada, che a livello di sicurezza stacca i vicini Stati Uniti. Al nono posto si piazza il Giappone, che oltre che per la sua sicurezza spicca per la capacità di offrire grandi servizi ai turisti che decidessero di visitarlo, mentre a chiudere la classifica dei primi dieci ecco la Slovenia, che a fronte di un import di armi non del tutto rassicurante, brilla per un basso livello di crimini commessi.

A questo punto vi starete chiedendo in che posizione sia il nostro paese. Ebbene, l’Italia si pone al 39esimo posto della classifica, a causa di una forte percezione di criminalità, di parecchi crimini violenti e un accesso alle armi piuttosto facile. In Europa, che si conferma comunque il luogo del mondo più sicuro in generale da visitare, non siamo certamente ai vertici della classifica, e non tanto per il rischio terroristico (come ad esempio in Francia), quanto piuttosto per questioni che ben conosciamo, tutte interne e parte integrante della nostra società. Ma questa è un’altra storia…

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Le abitudini digitali delle persone in vacanza: staccare o no?

Chiamatela dipendenza dalla tecnologia, chiamatela FOMO (Fear Of Missing Out) – ovvero la paura di essere tagliati fuori dall’ultimo tweet, dall’ultima e più aggiornata notifica o informazione che scorre sul display dello smartphone – comunque la chiamiate prendete consapevolezza del fatto che il rapporto con gli strumenti tecnologici porta a vere e proprie distorsioni della personalità, che possono finire per incidere sulla capacità di godere a pieno di un periodo di vacanza. Che significa staccare dal lavoro, questo certamente, ma nello stesso tempo significa anche spegnere o alleggerire per un po’ tutte quelle connessioni che legano al mondo digitale? Una domanda attuale, alla quale ha tentato di fornire una risposta una ricerca condotta negli Stati Uniti da Intel Security, che proprio le abitudini digitali delle persone in vacanza ha messo sotto la lente di ingrandimento.

Ora, sicuramente penserete che siano i più giovani quelli meno propensi ad abbandonare gli amati prolungamenti digitali del loro corpo, e invece i dati emersi presentano qualche sorpresa. I cosiddetti “Millennials”, la generazione più avvezza a smartphone, tablet e social network, si sono rivelati i più propensi a staccare la spina e lasciare a casa i propri dispositivi al momento di andare in vacanza (ha risposto in questo modo quasi la metà del campione: il 49% degli intervistati), mentre sono soprattutto i 40-50enni ad aver difficoltà a non mettere in valigia la tanto amata tecnologia (solo il 37% ha dichiarato di potercela fare). Proprio coloro i quali amano condividere con i loro contatti ogni momento della vita (il 97% dei Millennials posta in diretta o comunque una volta al giorno sui social network i suoi aggiornamenti o le sue foto durante le vacanze) si rivelano dunque più maturi e distaccati nel rapporto con gli strumenti tecnologici….

abitudini digitali delle persone in vacanza

Altri numeri della ricerca di Intel Security aggiungono elementi interessanti, che possono aiutarci a rispondere alla domanda: “ma è meglio staccare la spina digitale in vacanza”? L’88% di quelli che hanno assaggiato vacanze unplugged hanno avvertito un miglioramento del loro livello di stress, con uno su due che ha confermato anche chiari miglioramenti nel rapporto con i partner di viaggio. Il 65% dello stesso campione dice di essersi goduto di più le vacanze e di aver avuto la possibilità di apprezzare quello che aveva intorno. L’altra faccia della medaglia ci dice invece che il 55% di quelli che avevano intenzione di liberarsi dai lacci tecnologici si è dovuto arrendere all’evidenza di non essere capace di farlo.

Forse è proprio vero che “in medio stat virtus”, e che un rapporto equilibrato con i nostri dispositivi deve essere l’obiettivo da raggiungere, in vacanza certamente ma perché no anche nella vita di tutti i giorni. E se separarsi del tutto può sembrare un salto nel buio, imparare a gestire la mania di controllare ogni 5 minuti le mail e quello che hanno postato i propri contatti può farvi scoprire qualcosa che altrimenti siete destinati a perdervi. La stessa etimologia della parola vacanza vi invita a “essere liberi e sgombri”, a voi la scelta sulla maniera migliore per raggiungere l’obiettivo!

Cenare in un ristorante sottomarino, indirizzi utili

Di stranezze è pieno il mondo. E cosa non si farebbe per attrarre turisti in cerca di esperienze uniche! Si va dagli scivoli posti ad altezza da brivido al nuoto con pesci esotici, passando per migliaia di altre proposte, più o meno bizzarre. Personalizzare un viaggio però a volte significa proprio offrire al cliente la possibilità di soddisfare un desiderio fuori dal comune, e oggi vogliamo rispondere a un’ipotetica domanda di uno dei nostri clienti, ovvero: “E se volessi cenare in un ristorante sottomarino, che consigli mi dareste”?

Premessa d’obbligo: un ristorante sottomarino non è un luogo dove accedere con pinne e maschera per mangiare attraverso il boccaglio, quanto piuttosto un luogo (non alla portata di tutte le tasche, diciamo…) costruito per consentire ai clienti di consumare un pranzo o una cena circondati dalla fauna marina, qualche metro sotto il livello del mare. Il primo in assoluto è stato l’Ithaa Undersea Restaurant, presso il Conrad Hotel Rangali Island alle Maldive. Il “madreperla” – questa la traduzione del nome – è un luogo da sogno che può ospitare 14 persone per volta, con un soffitto trasparente ad arco capace di offrire una vista panoramica a 180°. La cucina del ristorante è di tipo europeo, anche se non mancano influenze asiatiche, e il costo di una cena si aggira sui 250 euro (e che sarà mai!). Dovessimo dare un consiglio, questa sarebbe la prima scelta.

Ithaa Undersea Restaurant

Ithaa Undersea Restaurant

Altro indirizzo per rispondere alla domanda di cui sopra è quello del SEA Restaurant, presso l’Anantara Kihavah Villas, sempre alle Maldive. Il ristorante dispone di una scelta di vini che arriva praticamente a un secolo fa, ed è stato progettato per abbinare all’esperienza enologica una cucina gourmet. Si trova tre metri sotto la superficie, e anche qui le pareti di vetro consentono di godersi il massimo spettacolo. Un menù degustazione costerà circa 330 euro a persona, per una cena che ricorderete per più di un motivo.

SEA Restaurant

SEA Restaurant

Tutto troppo lussuoso? Sei un cliente amante delle immersioni subacquee ma all’aragosta preferisci la pizza? E che problema c’è! Ti consiglieremmo il Jules’ Undersea Lodge, a Key Largo, in Florida, l’unico hotel sottomarino. Qui potrai anche fare solo una visitina di tre ore, godendo del servizio di pizza delivery più assurdo che sia mai stato concepito da mente umana. Costo del giochino? Con 135 euro a persona ve la sarete cavata! Qualche problemino potrebbe sorgere in caso di reclamo, qualora i bordi della pizza fossero troppo bruciacchiati…

Jules' Undersea Lodge

Jules’ Undersea Lodge

L’ultimo consiglio è per un posto da sogno, che aprirà i battenti nel corso di questo 2016 ma sta facendo già sognare con le sue soluzioni incredibili. Presso l’Hurawalhi Island Resort, sempre alle Maldive, sorgerà infatti quello che sarà il più grande dei ristoranti sottomarini in tutto il mondo. Sarà un luogo comunque raccolto, con la possibilità di 16 posti a sedere, all’insegna della cucina creativa e sofisticata, in uno scenario davvero mozzafiato. Si chiamerà 5.8, e chissà che non diventi la nostra prima indicazione, una volta aperto.

Hurawalhi Island Resort 5.8

Hurawalhi Island Resort 5.8

Personal Travels è nata proprio per venire incontro alle esigenze personalizzate di ogni viaggiatore, quindi non esitare a creare un preventivo di viaggio gratuito per visitare il tuo prossimo punto di interesse! Anche il più bizzarro…

La classifica (semiseria) degli oggetti smarriti in viaggio

Una ricerca inglese ha stabilito che normalmente impegniamo circa dieci minuti del nostro tempo al giorno per cercare oggetti che abbiamo smarrito, e che in media arriviamo a perdere, temporaneamente o no, nove oggetti al giorno. Questo succede nella vita di tutti i giorni, ma quando siamo in partenza per un viaggio e siamo talmente concentrati sulla meta da perdere il contatto con la realtà, o ancora quando allentiamo la pressione e ci stiamo godendo le meritate ferie, quali sono le cose che si perdono più frequentemente? Ecco una classifica (semiseria) degli oggetti smarriti in viaggio.

1) LAPTOP – Al primo posto assoluto di questa classifica svetta il pc portatile, che come oggetto smarrito ha anche un non trascurabile valore, economico e non. Una ricerca del 2012 parlava di qualcosa come 12mila laptop smarriti ogni settimana negli aeroporti del mondo, un numero certamente considerevole, e basta scorrere i dati di alcuni singoli hub per comprendere come dimenticarsi il computer sia tutt’altro che un’esperienza riservata a pochi. Un consiglio? Attaccate con un po’ di nastro un biglietto da visita sul portatile, in caso di smarrimento sarà più facile che veniate contattati dall’operatore aeroportuale che lo avesse trovato.

2) CHIAVI – Una volta appoggiate da qualche parte vengono risucchiate in un buco nero che non ce le fa più trovare… Scherzi a parte, una ricerca del gruppo AccorHotels ha indicato proprio le chiavi come oggetto più smarrito in hotel da parte dei viaggiatori. Le mettiamo in un cassetto per non perderle, ed ecco che nel momento di lasciare la camera non pensiamo a quel gesto fatto qualche giorno prima. Niente di più facile. E stupido…

3) DOCUMENTI – Un altro classico da aeroporto. Svettano infatti nei Lost and Found di tutto il mondo come una delle voci più comunemente presenti fra gli oggetti smarriti. Sarà l’ansia di doverli tenere sempre a portata di mano, saranno tutte le altre ansie correlate alla partenza, ma il documento di identità finisce spesso per smarrirsi in qualche modo.

oggetti smarriti in viaggio

4) TELEFONO – Poteva non essere in classifica? Oggetto smarribile per eccellenza, il telefono è per dimensioni e numero di utilizzi un grande classico delle scene di panico, in aeroporto e non. Se ne perdono una quantità considerevole, sono l’oggetto più dimenticato secondo la catena Marriott a livello internazionale negli hotel del gruppo, e se la battono con i rispettivi caricabatteria, anch’essi spessissimo lasciati nel cassetto del comodino. Ma vogliamo mettere quanto meno doloroso possa essere?

5) MACCHINA FOTOGRAFICA – Sembra incredibile, eppure non sono pochi i viaggiatori che tornano da un viaggio senza la loro macchina fotografica. In questo caso alla smemoratezza di alcuni va aggiunto il fatto che il dato è gonfiato dal numero di macchine che prendono strade autonome a causa della destrezza di qualche ladruncolo. Una ricerca del 2013 indicava proprio loro come oggetto più smarrito in assoluto, oggi che molti fanno le foto con lo smartphone si perdono due oggetti al prezzo di uno!

6) ACCESSORI – In questa categoria rientrano oggetti che ognuno di voi avrà perso almeno una volta nella vita. Gli occhiali da sole (li perde un turista su 4 in media), l’anello tolto dal dito e dimenticato su un lavandino, l’orologio, simbolo principe di quella ossessione per il tempo che per prima ci si vuole lasciare alle spalle quando ci si vuole rilassare in vacanza. Forse non molti fra voi avranno perso dentiere, apparecchi acustici o giochi erotici, eppure sappiate che anche questi oggetti fanno parte della casistica, e vengono spesso dimenticati nelle camere d’albergo di tutto il mondo.

7) BAMBINI – Avevate letto semiseria vero? Eppure un 2% degli intervistati dalla radio CBS Y98 ha confessato all’emittente americana di aver smarrito proprio il loro bambino durante le vacanze. Fortunatamente tutto il campione ha poi dichiarato anche di aver ritrovato i pargoli, ma quante volte sarà anche a voi successo di aver avuto un attacco di panico in vacanza voltandovi senza trovare il vostro bimbo?

8) DIGNITA’ – La posizioniamo all’ultimo posto, ma stando a moltissime statistiche potrebbe tranquillamente rivaleggiare con ognuna delle voci precedenti. Tra incidenti in aeroporto o sugli aeromobili causati dai drink di troppo di qualche viaggiatore (erano 500 l’anno nel 2007, ben 8000 nel 2014, secondo il Guardian) e momenti imbarazzanti di vario genere durante la vacanza, dovuti anche qui a gomiti troppo alzati e al desiderio di mollare qualche freno inibitore, non si contano i casi in cui è proprio la dignità a smarrirsi in viaggio. E questo vale anche per te, che stai per infilare in valigia quella camicia hawaiana che non mettevi dal 1985!

In vacanza nei paesi più felici del mondo

La scelta della destinazione delle proprie vacanze può essere influenzata da milioni di motivi: culturali, artistici, musicali, ambientali e chi più ne ha in mente più ne metta. Ma se qualcuno di voi avesse intenzione di prendere la felicità degli abitanti della nazione ospitante come parametro principale, verso dove dovrebbe puntare la prua della nave? Quali sono insomma i paesi più felici del mondo?

Prima di scorrere la classifica bisogna capire bene di cosa stiamo parlando. Solitamente dalle nostre parti è il PIL (Prodotto Interno Lordo) a stabilire il livello di benessere di uno stato. Ma non di solo benessere materiale, quantificabile in soldoni, vive l’uomo. Tanto che qualcuno ha pensato di affiancare a questo concetto quello della Felicità Interna Lorda. Pioniere in questo senso fu il Bhutan, che teorizzò già negli Anni 70 dello scorso secolo il concetto, e affiancò questa misurazione a quella economica già nel 2009. Oggi rimane, pur con tutte le contraddizioni del caso, al vertice della “happiness equality” (la distribuzione della felicità) a livello mondiale nelle misurazioni del Sustainable Development Solutions Network delle Nazioni Unite, anche se è superato nella classifica globale da altre nazioni, dato che nei parametri di valutazione si inseriscono voci come il reddito pro capite o l’aspettativa di vita, nei quali il Bhutan certamente zoppica.

Copenaghen, la capitale del paese più felice. Foto dell'utente Flickr 2benny (https://goo.gl/z21ksO)

Copenaghen, la capitale del paese più felice. Foto dell’utente Flickr 2benny (https://goo.gl/z21ksO)

Dall’ultimo rapporto delle Nazioni Unite emerge come la scelta migliore per ritrovarsi in un paese felice sia rappresentata dallo spingersi verso il Nord Europa. Nelle prime cinque posizioni della classifica, se escludiamo la Svizzera (al 2° posto) troviamo infatti Danimarca (1^), e poi nell’ordine Islanda, Norvegia e Finlandia. Quindi, per chiudere la classifica dei primi dieci, troviamo Canada, Olanda, Nuova Zelanda, Australia e Svezia, altro paese nordeuropeo. Per inciso, non si può non notare come il nostro paese non esca benissimo da queste misurazioni, e pur avendo un reddito pro capite molto più alto di altri paesi e una buona aspettativa di vita, l’Italia paga a caro prezzo parametri come la percezione della corruzione (chi l’avrebbe mai detto!) e la mancanza di libertà nelle scelte di vita, oltre a difettare per ciò che riguarda la generosità. Siamo infatti al 50° posto, a chiudere il primo terzo di una classifica che prende in considerazione 150 paesi. Per di più, con una tendenza chiaramente in negativo rispetto alle misurazioni precedenti.

Berna, la capitale svizzera. Foto dell'utente Flickr Xavier (https://goo.gl/T7AHZP)

Berna, la capitale svizzera. Foto dell’utente Flickr Xavier (https://goo.gl/T7AHZP)

Al contrario la Danimarca brilla in praticamente tutti i parametri presi in considerazione. Ha un’alta aspettativa di vita, il 17esimo reddito pro capite a livello mondiale, salute tutelata gratuitamente a livello pubblico, un welfare da fare invidia e, se tutto ciò non bastasse, è indicata anche a livello scientifico come un esempio di “felicità genetica”. Uno studio dell’Università di Warwick ha infatti trovato una correlazione tra patrimonio genetico e felicità, legato agli abbassamenti di livello della serotonina, tanto da arrivare ad affermare che: “Più si è lontani geneticamente dalla Danimarca più basso è il livello di soddisfazione di vita o il benessere soggettivo del paese. Più lontani si va dalla Danimarca più si è tristi”.

Reykjavik, la capitale islandese. Foto dell'utente Flickr Bryan Pocius (https://goo.gl/19oImt)

Reykjavik, la capitale islandese. Foto dell’utente Flickr Bryan Pocius (https://goo.gl/19oImt)

Felicità genetica o meno, limitarsi dunque alla misurazione del benessere di un paese solo dal punto di vista materiale, prendendo il reddito come unico faro, rischia di restituire una fotografia tutt’altro che fedele di quel luogo. E un bell’esempio di come non siano solo i soldi a fare la felicità viene dalle parole di John Helliwell, della University of British Columbia, che commentando i dati del rapporto delle Nazioni Unite ha fatto riferimento a quello che succede in Norvegia quando si tratta di ridipingere la casa: “E’ abbastanza comune – dice Helliwell – per le persone dipingere insieme le rispettive case, anche se tutti potrebbero permettersi di pagare un professionista per avere le loro case dipinte. Nella commercializzazione delle attività – quando cioè le persone sono più propense a comprare le cose che a fare per se stessi e per gli altri – si perde qualcosa lungo la strada”. Che si stesse riferendo al sorriso?

Se volete informazioni su dove alloggiare in ognuno dei paesi nominati nell’articolo non esitate a contattarci. Saremo felici di accompagnarvi in vacanza nei paesi più felici del mondo!

La più strana coppia di viaggio mai sentita

Cos’è un viaggio? Quale spinta lo genera? Quanto può durare? Domande alle quali è difficile dare una risposta univoca. Per alcuni è una parentesi, qualche giorno o una settimana utili a ricaricare le batterie, staccando dalla vita di tutti i giorni, concedendosi magari qualche agio in più. Per altri, nella stessa unità di tempo, consiste nel ribaltare gli equilibri, facendo emergere lati della personalità che difficilmente si esprimono nel quotidiano. Per altri ancora il viaggio è la vita stessa, la tentazione irresistibile di esplorare e di conoscersi attraverso un’esperienza non delimitabile da una scadenza precisa, né da un itinerario previsto in precedenza. Istinto, curiosità e un pizzico (o una manciata bella corposa) di follia.

Chi ci conosce sa quanto siamo affascinati da quest’ultimo tipo di viaggiatori, come abbiamo confermato raccontandovi la storia di un viaggio fantastico compiuto a cavallo di una Tall Bike attraverso il mondo, dall’Italia all’Isola di Giava, in Indonesia, del quale QUI trovate tutte le tracce. Quel viaggio era affascinante anche per la capacità di condividerlo con un gruppo di altre persone, sempre in bilico tra esigenze personali e dinamiche di gruppo. Quello che vogliamo raccontarvi oggi è particolare e ci ha colpito perché presuppone una lunghissima solitudine, mesi interi a confrontarsi con sé stessi e la natura circostante, insieme a una corposa dose di atmosfere da favola. Perché l’unica compagnia del viaggio impossibile del 24enne francese Guirec Soudée è rappresentata da una gallina, che ormai da qualche anno lo sta accompagnando alla scoperta del mondo a bordo di una barca a vela.

Guirec e Monique

Guirec e Monique

Guirec e la sua compagna di viaggio Monique girano il mondo dal 2013 a bordo della Yvinec, e nel 2014 hanno appunto compiuto la traversata atlantica, fermandosi poi nella caraibica isola di Saint Barts per raccogliere le energie e le risorse necessarie ad affrontare una tappa durissima del viaggio: quella attraverso il Mar Glaciale Artico. Hanno raggiunto la Groenlandia nel mese di agosto 2015, e dopo aver visitato la costa occidentale di questo affascinante paese nell’arco dei tre mesi successivi, Guirec e Monique sono stati costretti a una lunga sosta forzata a causa del rigido inverno. Senza possibilità alcuna di comunicare con nessuno, armati di riso e granturco. E delle uova che la più bizzarra delle compagne di viaggio ha messo a disposizione del giovane esploratore Guirec.

Clicca sull’immagine qui sotto per aprire la galleria immagini di questo viaggio incredibile

Monique si è dimostrata una ottima compagna di viaggio: ha imparato a surfare insieme al suo amico Guirec, si è fatta portare in slitta e ha zampettato allegra sul ghiaccio, dimostrandosi abile anche nella caccia ai pesci volanti nel corso della traversata atlantica. Ora i due componenti di questa coppia da favola – ed è davvero il caso di dirlo, visto che le loro avventure sono parte di una collana di libri per bambini che sta vedendo la luce grazie alla forza del crowdfunding – partiranno alla volta del Passaggio a Nord Ovest, e in caso di successo saranno il più giovane capitano, e naturalmente la prima gallina skipper, a riuscire nell’impresa di attraversarlo.

Se volete continuare a seguire le vicende della più strana coppia di viaggio mai sentita, ecco tutti i loro riferimenti: Facebook, Instagram,YouTube e naturalmente il sito internet.

Estate 2016: gli italiani in vacanza

Ci siamo! Il momento di decidere dove spendere le vacanze estive è arrivato, insieme alle prime giornate di sole e alle prime scampagnate sulle spiagge dello Stivale. Ma quali sono i trend dell’estate 2016, e dove hanno intenzione di passare le ferie gli italiani in vacanza? Incrociamo un po’ di dati e vediamo di fare qualche pronostico.

Italiani in vacanza

QUANTI ITALIANI IN VACANZA? Stando ai dati del Barometro Vacanze Europ Assistance Ipsos, potrà permettersi una vacanza praticamente un italiano su due (il 52%), con un calo di otto punti percentuali rispetto allo scorso anno. Un dato che se accoppiato alla percentuale di quanti rinunceranno del tutto alle vacanze estive (ben il 35%), rende bene l’idea delle difficoltà economiche nelle quali versa il nostro Paese. La media europea dei “non vacanzieri” si attesta infatti al 18%, e se anche gli spagnoli non sembrano passarsela gran che bene (il 26% dichiara di non potersi permettere le vacanze) esistono paesi dove tale percentuale si avvicina fortemente allo zero (solo il 6% di tedeschi e austriaci, ad esempio, resterà davanti al condizionatore).

IL BUDGET. Sempre considerando i dati del sondaggio Ipsos, emerge come il budget destinato alle vacanze sia in crescita rispetto al 2015. Gli italiani in vacanza spenderanno poco più di 2.000 euro a testa, 337 euro in più rispetto allo scorso anno, con la media del budget europeo che si attesta su quota 2.247 euro. Numeri che, ad eccezione del caso austriaco – dove i turisti avranno a disposizione una media di 2.727 euro a testa – ci pongono in linea con gli altri paesi del Vecchio Continente.

San Vito Lo Capo

ITALIANI IN VACANZA, DOVE? Passando alle destinazioni prescelte, a quel che sembra gli italiani in vacanza sceglieranno praticamente in tre casi su quattro di raggiungere una destinazione del nostro stesso Paese. Il TripAdvisor Summer Vacation Value Report 2016, che svela la top 10 delle destinazioni estive per i viaggiatori italiani, vede ben sei destinazioni italiane nei primi dieci posti, con San Vito Lo Capo (nell’immagine qui sopra la spiaggia) al terzo posto assoluto dietro a Formentera e New York. Le altre località italiane in classifica sono Villasimius (4°), Roma (6°), Gallipoli (7°), San Teodoro (8°) e Porto Cesareo (10°). Stando invece al sondaggio Ipsos, il 74% degli italiani in vacanza (+12 punti rispetto al 2015) dichiara che trascorrerà le vacanze in Italia, che resta comunque la meta preferita anche dai turisti europei. Uno su quattro (il 24%) la promuove infatti come meta ieale per le sue vacanze.

MARE O MONTAGNA? Sembra non esserci partita. Vacanza per gli italiani fa sempre rima con sole e mare, tanto che secondo i dati diffusi da Ludovico Mannheiner, di Eumetra Monterosa, nella stagione estiva quella in alta quota è la vacanza ideale solo per il 15% dei casi analizzati, con il mare al 67% e le città all’11%. Stando ai numeri riportati da Ipsos la percentuale sale addirittura al 73%, mentre se si guarda al report di TripAdvisor si scopre come, a parte le grandi città come New York, Londra e Roma, tutte le altre destinazioni, Barcellona compresa, siano località marittime. Si tratta di un’occasione da cogliere per le località marittime del Sud Italia, il cui appeal è costantemente in crescita, grazie soprattutto alla bellezza degli scenari naturali. Eccettuate infatti alcune località della Toscana e della Liguria, praticamente tutte le migliori spiagge nelle varie classifiche si trovano al Sud o nelle isole. Purtroppo non sempre supportate da un’offerta turistica adeguata alla bellezza dei luoghi…

Cocktail sulla spiaggia

HOTEL O APPARTAMENTO? Il soggiorno in hotel rimane la scelta principale dei viaggiatori italiani (44%, dati Ispos), mentre solo un italiano su quattro dichiara di preferire l’affitto di un appartamento per trascorrere le vacanze estive. Un dato in linea con le tendenze europee, eccezion fatta per il caso francese, dove l’appartamento ha scalzato l’albergo dal primo posto nella classifica delle preferenze. Una differenza che probabilmente trova una spiegazione anche nelle motivazioni che spingono alla vacanza. Se per un italiano su due la cosa più importante è rilassarsi e stare tranquillo, per il 55% dei vacanzieri d’oltralpe la vacanza significa principalmente potersi godere il tempo con la famiglia e gli amici. Insomma, se da un lato ci si immagina il cocktail in spiaggia servito dal cameriere in livrea, dall’altra si alzano all’unisono bicchieri di pastis. Questione di punti di vista…

In vacanza con il cane: le soluzioni più eccentriche

L’esperienza della prima spiaggia per cani italiana è ormai giunta quasi al traguardo del ventennio di attività, e di cose in questi anni ne sono cambiate davvero tante. Quando l’A.S.D. Baubeach Village muoveva i primi passi, infatti, andare in vacanza con il cane rappresentava spesso un percorso a ostacoli, tanto che non pochi si adattavano a lasciare in “pensione” il proprio animale domestico, viste le difficoltà a cui si andava incontro nelle località di villeggiatura. Oggi, al contrario, la rete pullula di classifiche delle migliori spiagge per cani, in Italia e non, e siti come TripForDog non hanno molto da invidiare ai quasi omonimi servizi pensati per gli esseri umani in vacanza.

Cane in spiaggia

BAUBEACH, I PRIMI. Basta dare uno sguardo all’offerta della Baubeach di Maccarese, pioniera nel settore, per rendersi conto di quante possibilità si siano aperte per cani e padroni, sempre più inseparabili anche in vacanza. Le parole d’ordine della Baubeach sono biosostenibilità, biocompatibilità, pet food selezionato, attività immaginate e realizzate per cani e padroni insieme, e addirittura un punto di ristoro (stavolta riservato ai bipedi) tutto all’insegna dell’alimentazione vegana. Ma non pensiate di avere a che fare con un caso isolato, perché le “eccentricità” legate all’esperienza della vacanza con il cane sono oggi all’ordine del giorno, come dimostrano gli esempi che seguono.

PET SPA A RICCIONE. Aprirà infatti proprio domani, 27 maggio, la prima Pet Spa in spiaggia d’Italia (e d’Europa): un vero e proprio centro benessere dedicato agli amici a quattro zampe. Due vasche idromassaggio (a seconda della taglia del cane) – realizzate con forme ergonomiche, regolazione della temperatura dell’acqua, gancio di sicurezza per il collare e scarico anti-pelo – cromoterapia e specialità gastronomiche coccoleranno cani fortunati, che potranno rinfrescarsi e rigenerarsi insieme ai loro padroni. Appuntamento al bagno 135-136 (Marano beach), all’interno della manifestazione “Riccione Day”.

Pet Spa Riccione

ACQUAPARK CANINO A LA ROCA DEL VALLES (BARCELLONA). E lo sapevate che esiste un acquapark dedicato al divertimento di cani e padroni insieme? Il Resort Canino Can Janè dispone di un lago artificiale di 1.000 m2 di superficie, con una profondità che varia tra gli 0 ed i 60 cm, dove è ammesso l’ingresso dei migliori amici dell’uomo. Con un biglietto da 15 euro cani e padroni potranno passare la giornata insieme tra bagni e spruzzi, all’interno dei 5000 m2 di parco della struttura. Anche in Italia alcune strutture si sono dotate di piscine dove i cani possono rinfrescarsi, come nel caso di Dogland, un vero parco divertimenti a misura di cane.

Bagno per cani in aeroporto

BAGNO PER CANI IN AEROPORTO. Persino le strutture aeroportuali si stanno attrezzando per ridurre al massimo i disagi di quanti decidano di partire in vacanza con il cane. L’Aeroporto Internazionale John F. Kennedy di New York ha appena annunciato di voler installare delle toilette per cani all’interno dei terminal, così da evitare sgradevoli incidenti e/o fughe improvvise all’esterno dell’aeroporto per espletare i bisogni. Bagni equipaggiati con pavimento coperto di torba artificiale, non avranno naturalmente tazze e lavandini, ma saranno pensati su misura per i suoi futuri utenti. Un caso non isolato, visto che a Washington, Chicago, Denver, Detroit e Seattle sono già stati predisposti, come da esplicita richiesta del regolamento federale degli Stati Uniti.

Vacanza con il cane

UNA SPIAGGIA DOVE ADOTTARE IL CANE. Può capitare infine di partire in vacanza senza il cane, e di tornare in compagnia di un amico a quattro zampe. Nelle isole Turks e Caicos, ai Caraibi, l’associazione Potcake Place di Providenciales cerca di ridurre il numero di cuccioli trovatelli sull’isola portandoli sulla spiaggia e lasciando che siano i turisti a coccolarli un po’. Si sa che da cosa nasce cosa, e così qualcuno decide di tornare a casa insieme al suo nuovo amico, contribuendo ad abbassare il numero di randagi, che altrimenti sono costretti a vivere in condizioni tutt’altro che piacevoli. O destinati a fare una brutta fine. E ai volontari di questa associazione non può che andare tutto il nostro apprezzamento.

Servizi in hotel: i 5 che non avresti mai immaginato

Oggi più che mai l’esperienza di viaggio può essere personalizzata e tagliata su misura secondo le esigenze di ogni tipo di cliente. Dall’avventuriero più spartano fino all’amante del lusso più sfrenato, ogni viaggiatore può trovare la soddisfazione che cerca, e spendere i propri giorni di vacanza realizzando il sogno cullato durante un lungo anno di lavoro. Eppure si rimane ancora stupefatti nel frugare tra i vari servizi in hotel messi a disposizione della clientela, e oggi vogliamo farvene conoscere 5 tra i più incredibili, sospesi tra la realtà e l’immaginazione più sfrenata.

Six Senses Zighy Bay

Six Senses Zighy Bay

1) Arrivo in parapendio al Six Senses Zighy Bay, Dibba – Oman

Scordatevi servizi navetta o lussuose auto con tanto di autista, perché in questo resort si arriva direttamente in parapendio! Dalla vetta della Zighy Mountain, naturalmente (e fortunatamente) in compagnia di un professionista, ci si potrà lanciare col parapendio e raggiungere la struttura dopo aver ammirato le bellezze della baia, a circa 300 metri dal suolo. L’atterraggio avverrà direttamente sulla spiaggia finissima, dove un cameriere sarà pronto per offrire un cocktail di benvenuto, per un’esperienza che sarà davvero difficile da dimenticare.

Anantara Golden Triangle Elephant Camp & Resort

Anantara Golden Triangle Elephant Camp & Resort

2) Fare yoga su un elefante all’Anantara Golden Triangle Elephant Camp & Resort – Thailandia

No, non avete letto male. Tra i servizi di questa struttura, dove le proboscidi sono di casa e animano passeggiate e cene a lume di candela, c’è anche l’Elephant Yoga, una maniera decisamente unica di dedicarsi a questa pratica. Accoccolati sul collo del grande animale, sarete cullati dal suo gentile ondeggiare, traendo ispirazione dal suo ritmo lento. Sperando di non incontrare topolini impertinenti!

W MInneapolis

W MInneapolis

3) Qualsiasi cosa in qualsiasi momento al W Minneapolis

Il servizio si chiama Whatever/Whenever, e significa proprio quel che è scritto nel titolo qui sopra. I vostri desideri, anche i più strani (a patto che siano legali, come specificato nell’offerta dell’hotel), saranno soddisfatti nel più breve tempo possibile. Basterà spingere il bottone apposito sul telefono della stanza per esprimere il desiderio, e come si stesse strofinando la lampada ecco che ciò che avete desiderato si materializzerà davanti ai vostri occhi. Il costo del servizio varia naturalmente in base alla richiesta. “Stasera vorrei addormentarmi accarezzando una tigre”…

nhow Berlino

nhow Berlino

4) Avere a disposizione uno studio di registrazione al nhow – Berlino

Uno, anzi due studi professionali di registrazione nell’hotel. Questo è il servizio che offre la struttura berlinese, che farà sbavare molti degli amanti della musica e dei viaggi. Immaginate di tornare da un giro della città con un motivetto in testa e poterlo fissare avendo a disposizione un’attrezzatura professionale di primo livello. E se ancora non bastasse, l’hotel offre un servizio in camera speciale, che consiste nel poter ordinare direttamente una chitarra Gibson o una tastiera, o ancora un DJ system, per strimpellare qualcosa o per far finta di essere una rockstar.

The Drake Hotel

The Drake Hotel

5) Soddisfare “piaceri proibiti” al The Drake Hotel – Toronto

La cosa si fa decisamente piccante! In questo hotel esiste un menu particolare, da consultare insieme a quelli più tradizionali che fanno sì che in camera arrivino fiori, stuzzichini, ostriche o bottiglie di bollicine per festeggiare un evento. Si tratta del “Pleasure Menu”, e come potete vedere dall’immagine offre tutta una serie di oggetti particolari, dedicati a rendere più piacevole la permanenza nell’hotel. Quanti di voi sapevano esistesse un dildo d’oro a 24 carati?

Un bagno nelle acque cittadine d’Europa

Chi vive a Roma conosce bene quella sensazione di stupore mista a ribrezzo che si prova ogni primo giorno dell’anno, quando come da tradizione si ripete la scena del tuffo di Mister Ok nelle acque torbide e gelide del fiume Tevere. Un caso isolato quello del bagno nelle acque cittadine per quel che riguarda Roma, visti i livelli di inquinamento del fiume che attraversa la capitale, ma che invece, allargando lo sguardo alle altre città europee, si sta affermando come una tendenza, come appena confermato dalle ultime notizie provenienti dalla Francia.

Parigi, la Senna

Parigi, la Senna

IL BAGNO NELLA SENNA. Si perché è notizia degli ultimi giorni quella della decisione del sindaco di Parigi Anne Hidalgo di mantenere una promessa già fatta tempo fa da Jacques Chirac: rendere balneabile la Senna, e per di più farlo nel giro di un anno. Che nel 2017 si possa davvero pensare a farsi un tuffo dopo un’escursione turistica nella Ville Lumière? A quanto pare non sarà cosa impossibile, visto che la decisione di migliorare la qualità delle acque cittadine rientra in un piano di 43 punti presentato per rafforzare la candidatura della città ad ospitare le Olimpiadi del 2024. Un piano che per il prossimo anno si occuperà di rendere balneabili alcune zone del Canal Saint-Martin, dove potrebbero anche svolgersi alcune competizioni dell’Olimpiade, ma che già guarda avanti, oltre la data del 2024. Quando dovrebbero sorgere veri e propri stabilimenti permanenti lungo la Senna.

Tuffarsi a Copenaghen

Tuffarsi a Copenaghen

UN CASO ISOLATO? Forse non molti lo immaginano, ma quello del bagno nelle acque cittadine non è un pensiero partorito solo dalle autorità francesi, e non mancano gli esempi di altre città, che si sono date da fare per garantire alla comunità locale, e ai turisti in visita, la possibilità di fare un tuffo corroborante senza doversi recare nelle spiagge limitrofe. Come spesso accade, Copenaghen è la città da prendere in esempio, essendosi mossa prima di tutti e avendo un occhio particolare al miglioramento della qualità della vita dei cittadini (e turisti). Il centro ha infatti 4 aree balneabili, e la qualità delle acque è di altissimo livello. Un programma ultra-decennale ha infatti ripulito del tutto le acque del porto, che da zuppa maleodorante si sono trasformate in acque cristalline, costantemente monitorate per assicurare ai bagnanti tutta la sicurezza necessaria.

Vienna, l'Isola del Danubio

Vienna, l’Isola del Danubio

E se a Londra ci stanno facendo un pensierino (malgrado i livelli di inquinamento del Tamigi), e persino nella lontana New York c’è un certo fermento per il progetto Plus Pool sul fiume Hudson, non mancano in Europa le possibilità di fare un tuffo in città. Dall’Isola del Danubio a Vienna fino alle tante località svizzere dove è possibile fare un tuffo nel fiume o nel lago cittadino, è possibile godersi un angolo di spiaggia anche nelle grandi città. Persino a Berlino ci si può bagnare nella Sprea, per quanto l’esperienza non preveda davvero un tuffo nelle acque del fiume, quanto piuttosto nella Badeschiff, una piscina immersa nelle acque della Sprea. Una nuova interpretazione del concetto di qualità della vita, insieme alle possibilità offerte dalle nuove soluzioni tecnologiche, stanno dunque rimodellando la fisionomia delle città, aprendo scenari impensabili fino a solo qualche anno fa…