In vacanza nei paesi più felici del mondo

La scelta della destinazione delle proprie vacanze può essere influenzata da milioni di motivi: culturali, artistici, musicali, ambientali e chi più ne ha in mente più ne metta. Ma se qualcuno di voi avesse intenzione di prendere la felicità degli abitanti della nazione ospitante come parametro principale, verso dove dovrebbe puntare la prua della nave? Quali sono insomma i paesi più felici del mondo?

Prima di scorrere la classifica bisogna capire bene di cosa stiamo parlando. Solitamente dalle nostre parti è il PIL (Prodotto Interno Lordo) a stabilire il livello di benessere di uno stato. Ma non di solo benessere materiale, quantificabile in soldoni, vive l’uomo. Tanto che qualcuno ha pensato di affiancare a questo concetto quello della Felicità Interna Lorda. Pioniere in questo senso fu il Bhutan, che teorizzò già negli Anni 70 dello scorso secolo il concetto, e affiancò questa misurazione a quella economica già nel 2009. Oggi rimane, pur con tutte le contraddizioni del caso, al vertice della “happiness equality” (la distribuzione della felicità) a livello mondiale nelle misurazioni del Sustainable Development Solutions Network delle Nazioni Unite, anche se è superato nella classifica globale da altre nazioni, dato che nei parametri di valutazione si inseriscono voci come il reddito pro capite o l’aspettativa di vita, nei quali il Bhutan certamente zoppica.

Copenaghen, la capitale del paese più felice. Foto dell'utente Flickr 2benny (https://goo.gl/z21ksO)

Copenaghen, la capitale del paese più felice. Foto dell’utente Flickr 2benny (https://goo.gl/z21ksO)

Dall’ultimo rapporto delle Nazioni Unite emerge come la scelta migliore per ritrovarsi in un paese felice sia rappresentata dallo spingersi verso il Nord Europa. Nelle prime cinque posizioni della classifica, se escludiamo la Svizzera (al 2° posto) troviamo infatti Danimarca (1^), e poi nell’ordine Islanda, Norvegia e Finlandia. Quindi, per chiudere la classifica dei primi dieci, troviamo Canada, Olanda, Nuova Zelanda, Australia e Svezia, altro paese nordeuropeo. Per inciso, non si può non notare come il nostro paese non esca benissimo da queste misurazioni, e pur avendo un reddito pro capite molto più alto di altri paesi e una buona aspettativa di vita, l’Italia paga a caro prezzo parametri come la percezione della corruzione (chi l’avrebbe mai detto!) e la mancanza di libertà nelle scelte di vita, oltre a difettare per ciò che riguarda la generosità. Siamo infatti al 50° posto, a chiudere il primo terzo di una classifica che prende in considerazione 150 paesi. Per di più, con una tendenza chiaramente in negativo rispetto alle misurazioni precedenti.

Berna, la capitale svizzera. Foto dell'utente Flickr Xavier (https://goo.gl/T7AHZP)

Berna, la capitale svizzera. Foto dell’utente Flickr Xavier (https://goo.gl/T7AHZP)

Al contrario la Danimarca brilla in praticamente tutti i parametri presi in considerazione. Ha un’alta aspettativa di vita, il 17esimo reddito pro capite a livello mondiale, salute tutelata gratuitamente a livello pubblico, un welfare da fare invidia e, se tutto ciò non bastasse, è indicata anche a livello scientifico come un esempio di “felicità genetica”. Uno studio dell’Università di Warwick ha infatti trovato una correlazione tra patrimonio genetico e felicità, legato agli abbassamenti di livello della serotonina, tanto da arrivare ad affermare che: “Più si è lontani geneticamente dalla Danimarca più basso è il livello di soddisfazione di vita o il benessere soggettivo del paese. Più lontani si va dalla Danimarca più si è tristi”.

Reykjavik, la capitale islandese. Foto dell'utente Flickr Bryan Pocius (https://goo.gl/19oImt)

Reykjavik, la capitale islandese. Foto dell’utente Flickr Bryan Pocius (https://goo.gl/19oImt)

Felicità genetica o meno, limitarsi dunque alla misurazione del benessere di un paese solo dal punto di vista materiale, prendendo il reddito come unico faro, rischia di restituire una fotografia tutt’altro che fedele di quel luogo. E un bell’esempio di come non siano solo i soldi a fare la felicità viene dalle parole di John Helliwell, della University of British Columbia, che commentando i dati del rapporto delle Nazioni Unite ha fatto riferimento a quello che succede in Norvegia quando si tratta di ridipingere la casa: “E’ abbastanza comune – dice Helliwell – per le persone dipingere insieme le rispettive case, anche se tutti potrebbero permettersi di pagare un professionista per avere le loro case dipinte. Nella commercializzazione delle attività – quando cioè le persone sono più propense a comprare le cose che a fare per se stessi e per gli altri – si perde qualcosa lungo la strada”. Che si stesse riferendo al sorriso?

Se volete informazioni su dove alloggiare in ognuno dei paesi nominati nell’articolo non esitate a contattarci. Saremo felici di accompagnarvi in vacanza nei paesi più felici del mondo!

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