Cenare in un ristorante sottomarino, indirizzi utili

Di stranezze è pieno il mondo. E cosa non si farebbe per attrarre turisti in cerca di esperienze uniche! Si va dagli scivoli posti ad altezza da brivido al nuoto con pesci esotici, passando per migliaia di altre proposte, più o meno bizzarre. Personalizzare un viaggio però a volte significa proprio offrire al cliente la possibilità di soddisfare un desiderio fuori dal comune, e oggi vogliamo rispondere a un’ipotetica domanda di uno dei nostri clienti, ovvero: “E se volessi cenare in un ristorante sottomarino, che consigli mi dareste”?

Premessa d’obbligo: un ristorante sottomarino non è un luogo dove accedere con pinne e maschera per mangiare attraverso il boccaglio, quanto piuttosto un luogo (non alla portata di tutte le tasche, diciamo…) costruito per consentire ai clienti di consumare un pranzo o una cena circondati dalla fauna marina, qualche metro sotto il livello del mare. Il primo in assoluto è stato l’Ithaa Undersea Restaurant, presso il Conrad Hotel Rangali Island alle Maldive. Il “madreperla” – questa la traduzione del nome – è un luogo da sogno che può ospitare 14 persone per volta, con un soffitto trasparente ad arco capace di offrire una vista panoramica a 180°. La cucina del ristorante è di tipo europeo, anche se non mancano influenze asiatiche, e il costo di una cena si aggira sui 250 euro (e che sarà mai!). Dovessimo dare un consiglio, questa sarebbe la prima scelta.

Ithaa Undersea Restaurant

Ithaa Undersea Restaurant

Altro indirizzo per rispondere alla domanda di cui sopra è quello del SEA Restaurant, presso l’Anantara Kihavah Villas, sempre alle Maldive. Il ristorante dispone di una scelta di vini che arriva praticamente a un secolo fa, ed è stato progettato per abbinare all’esperienza enologica una cucina gourmet. Si trova tre metri sotto la superficie, e anche qui le pareti di vetro consentono di godersi il massimo spettacolo. Un menù degustazione costerà circa 330 euro a persona, per una cena che ricorderete per più di un motivo.

SEA Restaurant

SEA Restaurant

Tutto troppo lussuoso? Sei un cliente amante delle immersioni subacquee ma all’aragosta preferisci la pizza? E che problema c’è! Ti consiglieremmo il Jules’ Undersea Lodge, a Key Largo, in Florida, l’unico hotel sottomarino. Qui potrai anche fare solo una visitina di tre ore, godendo del servizio di pizza delivery più assurdo che sia mai stato concepito da mente umana. Costo del giochino? Con 135 euro a persona ve la sarete cavata! Qualche problemino potrebbe sorgere in caso di reclamo, qualora i bordi della pizza fossero troppo bruciacchiati…

Jules' Undersea Lodge

Jules’ Undersea Lodge

L’ultimo consiglio è per un posto da sogno, che aprirà i battenti nel corso di questo 2016 ma sta facendo già sognare con le sue soluzioni incredibili. Presso l’Hurawalhi Island Resort, sempre alle Maldive, sorgerà infatti quello che sarà il più grande dei ristoranti sottomarini in tutto il mondo. Sarà un luogo comunque raccolto, con la possibilità di 16 posti a sedere, all’insegna della cucina creativa e sofisticata, in uno scenario davvero mozzafiato. Si chiamerà 5.8, e chissà che non diventi la nostra prima indicazione, una volta aperto.

Hurawalhi Island Resort 5.8

Hurawalhi Island Resort 5.8

Personal Travels è nata proprio per venire incontro alle esigenze personalizzate di ogni viaggiatore, quindi non esitare a creare un preventivo di viaggio gratuito per visitare il tuo prossimo punto di interesse! Anche il più bizzarro…

La classifica (semiseria) degli oggetti smarriti in viaggio

Una ricerca inglese ha stabilito che normalmente impegniamo circa dieci minuti del nostro tempo al giorno per cercare oggetti che abbiamo smarrito, e che in media arriviamo a perdere, temporaneamente o no, nove oggetti al giorno. Questo succede nella vita di tutti i giorni, ma quando siamo in partenza per un viaggio e siamo talmente concentrati sulla meta da perdere il contatto con la realtà, o ancora quando allentiamo la pressione e ci stiamo godendo le meritate ferie, quali sono le cose che si perdono più frequentemente? Ecco una classifica (semiseria) degli oggetti smarriti in viaggio.

1) LAPTOP – Al primo posto assoluto di questa classifica svetta il pc portatile, che come oggetto smarrito ha anche un non trascurabile valore, economico e non. Una ricerca del 2012 parlava di qualcosa come 12mila laptop smarriti ogni settimana negli aeroporti del mondo, un numero certamente considerevole, e basta scorrere i dati di alcuni singoli hub per comprendere come dimenticarsi il computer sia tutt’altro che un’esperienza riservata a pochi. Un consiglio? Attaccate con un po’ di nastro un biglietto da visita sul portatile, in caso di smarrimento sarà più facile che veniate contattati dall’operatore aeroportuale che lo avesse trovato.

2) CHIAVI – Una volta appoggiate da qualche parte vengono risucchiate in un buco nero che non ce le fa più trovare… Scherzi a parte, una ricerca del gruppo AccorHotels ha indicato proprio le chiavi come oggetto più smarrito in hotel da parte dei viaggiatori. Le mettiamo in un cassetto per non perderle, ed ecco che nel momento di lasciare la camera non pensiamo a quel gesto fatto qualche giorno prima. Niente di più facile. E stupido…

3) DOCUMENTI – Un altro classico da aeroporto. Svettano infatti nei Lost and Found di tutto il mondo come una delle voci più comunemente presenti fra gli oggetti smarriti. Sarà l’ansia di doverli tenere sempre a portata di mano, saranno tutte le altre ansie correlate alla partenza, ma il documento di identità finisce spesso per smarrirsi in qualche modo.

oggetti smarriti in viaggio

4) TELEFONO – Poteva non essere in classifica? Oggetto smarribile per eccellenza, il telefono è per dimensioni e numero di utilizzi un grande classico delle scene di panico, in aeroporto e non. Se ne perdono una quantità considerevole, sono l’oggetto più dimenticato secondo la catena Marriott a livello internazionale negli hotel del gruppo, e se la battono con i rispettivi caricabatteria, anch’essi spessissimo lasciati nel cassetto del comodino. Ma vogliamo mettere quanto meno doloroso possa essere?

5) MACCHINA FOTOGRAFICA – Sembra incredibile, eppure non sono pochi i viaggiatori che tornano da un viaggio senza la loro macchina fotografica. In questo caso alla smemoratezza di alcuni va aggiunto il fatto che il dato è gonfiato dal numero di macchine che prendono strade autonome a causa della destrezza di qualche ladruncolo. Una ricerca del 2013 indicava proprio loro come oggetto più smarrito in assoluto, oggi che molti fanno le foto con lo smartphone si perdono due oggetti al prezzo di uno!

6) ACCESSORI – In questa categoria rientrano oggetti che ognuno di voi avrà perso almeno una volta nella vita. Gli occhiali da sole (li perde un turista su 4 in media), l’anello tolto dal dito e dimenticato su un lavandino, l’orologio, simbolo principe di quella ossessione per il tempo che per prima ci si vuole lasciare alle spalle quando ci si vuole rilassare in vacanza. Forse non molti fra voi avranno perso dentiere, apparecchi acustici o giochi erotici, eppure sappiate che anche questi oggetti fanno parte della casistica, e vengono spesso dimenticati nelle camere d’albergo di tutto il mondo.

7) BAMBINI – Avevate letto semiseria vero? Eppure un 2% degli intervistati dalla radio CBS Y98 ha confessato all’emittente americana di aver smarrito proprio il loro bambino durante le vacanze. Fortunatamente tutto il campione ha poi dichiarato anche di aver ritrovato i pargoli, ma quante volte sarà anche a voi successo di aver avuto un attacco di panico in vacanza voltandovi senza trovare il vostro bimbo?

8) DIGNITA’ – La posizioniamo all’ultimo posto, ma stando a moltissime statistiche potrebbe tranquillamente rivaleggiare con ognuna delle voci precedenti. Tra incidenti in aeroporto o sugli aeromobili causati dai drink di troppo di qualche viaggiatore (erano 500 l’anno nel 2007, ben 8000 nel 2014, secondo il Guardian) e momenti imbarazzanti di vario genere durante la vacanza, dovuti anche qui a gomiti troppo alzati e al desiderio di mollare qualche freno inibitore, non si contano i casi in cui è proprio la dignità a smarrirsi in viaggio. E questo vale anche per te, che stai per infilare in valigia quella camicia hawaiana che non mettevi dal 1985!

In vacanza nei paesi più felici del mondo

La scelta della destinazione delle proprie vacanze può essere influenzata da milioni di motivi: culturali, artistici, musicali, ambientali e chi più ne ha in mente più ne metta. Ma se qualcuno di voi avesse intenzione di prendere la felicità degli abitanti della nazione ospitante come parametro principale, verso dove dovrebbe puntare la prua della nave? Quali sono insomma i paesi più felici del mondo?

Prima di scorrere la classifica bisogna capire bene di cosa stiamo parlando. Solitamente dalle nostre parti è il PIL (Prodotto Interno Lordo) a stabilire il livello di benessere di uno stato. Ma non di solo benessere materiale, quantificabile in soldoni, vive l’uomo. Tanto che qualcuno ha pensato di affiancare a questo concetto quello della Felicità Interna Lorda. Pioniere in questo senso fu il Bhutan, che teorizzò già negli Anni 70 dello scorso secolo il concetto, e affiancò questa misurazione a quella economica già nel 2009. Oggi rimane, pur con tutte le contraddizioni del caso, al vertice della “happiness equality” (la distribuzione della felicità) a livello mondiale nelle misurazioni del Sustainable Development Solutions Network delle Nazioni Unite, anche se è superato nella classifica globale da altre nazioni, dato che nei parametri di valutazione si inseriscono voci come il reddito pro capite o l’aspettativa di vita, nei quali il Bhutan certamente zoppica.

Copenaghen, la capitale del paese più felice. Foto dell'utente Flickr 2benny (https://goo.gl/z21ksO)

Copenaghen, la capitale del paese più felice. Foto dell’utente Flickr 2benny (https://goo.gl/z21ksO)

Dall’ultimo rapporto delle Nazioni Unite emerge come la scelta migliore per ritrovarsi in un paese felice sia rappresentata dallo spingersi verso il Nord Europa. Nelle prime cinque posizioni della classifica, se escludiamo la Svizzera (al 2° posto) troviamo infatti Danimarca (1^), e poi nell’ordine Islanda, Norvegia e Finlandia. Quindi, per chiudere la classifica dei primi dieci, troviamo Canada, Olanda, Nuova Zelanda, Australia e Svezia, altro paese nordeuropeo. Per inciso, non si può non notare come il nostro paese non esca benissimo da queste misurazioni, e pur avendo un reddito pro capite molto più alto di altri paesi e una buona aspettativa di vita, l’Italia paga a caro prezzo parametri come la percezione della corruzione (chi l’avrebbe mai detto!) e la mancanza di libertà nelle scelte di vita, oltre a difettare per ciò che riguarda la generosità. Siamo infatti al 50° posto, a chiudere il primo terzo di una classifica che prende in considerazione 150 paesi. Per di più, con una tendenza chiaramente in negativo rispetto alle misurazioni precedenti.

Berna, la capitale svizzera. Foto dell'utente Flickr Xavier (https://goo.gl/T7AHZP)

Berna, la capitale svizzera. Foto dell’utente Flickr Xavier (https://goo.gl/T7AHZP)

Al contrario la Danimarca brilla in praticamente tutti i parametri presi in considerazione. Ha un’alta aspettativa di vita, il 17esimo reddito pro capite a livello mondiale, salute tutelata gratuitamente a livello pubblico, un welfare da fare invidia e, se tutto ciò non bastasse, è indicata anche a livello scientifico come un esempio di “felicità genetica”. Uno studio dell’Università di Warwick ha infatti trovato una correlazione tra patrimonio genetico e felicità, legato agli abbassamenti di livello della serotonina, tanto da arrivare ad affermare che: “Più si è lontani geneticamente dalla Danimarca più basso è il livello di soddisfazione di vita o il benessere soggettivo del paese. Più lontani si va dalla Danimarca più si è tristi”.

Reykjavik, la capitale islandese. Foto dell'utente Flickr Bryan Pocius (https://goo.gl/19oImt)

Reykjavik, la capitale islandese. Foto dell’utente Flickr Bryan Pocius (https://goo.gl/19oImt)

Felicità genetica o meno, limitarsi dunque alla misurazione del benessere di un paese solo dal punto di vista materiale, prendendo il reddito come unico faro, rischia di restituire una fotografia tutt’altro che fedele di quel luogo. E un bell’esempio di come non siano solo i soldi a fare la felicità viene dalle parole di John Helliwell, della University of British Columbia, che commentando i dati del rapporto delle Nazioni Unite ha fatto riferimento a quello che succede in Norvegia quando si tratta di ridipingere la casa: “E’ abbastanza comune – dice Helliwell – per le persone dipingere insieme le rispettive case, anche se tutti potrebbero permettersi di pagare un professionista per avere le loro case dipinte. Nella commercializzazione delle attività – quando cioè le persone sono più propense a comprare le cose che a fare per se stessi e per gli altri – si perde qualcosa lungo la strada”. Che si stesse riferendo al sorriso?

Se volete informazioni su dove alloggiare in ognuno dei paesi nominati nell’articolo non esitate a contattarci. Saremo felici di accompagnarvi in vacanza nei paesi più felici del mondo!

5 consigli utili per la scelta dell’albergo ideale

C’era una volta, e c’è ancora per una percentuale molto ridotta di viaggiatori, l’abitudine di considerare il criterio delle stelle assegnate alle strutture ricettive per avere l’indicazione utile a orientare la scelta dell’albergo ideale dove trascorrere le proprie vacanze. Nell’era dell’internet 2.0 questa tendenza è ormai entrata in crisi, soppiantata dai siti internet, dalle applicazioni varie e soprattutto dalla possibilità di farsi un’idea abbastanza realistica del luogo che ci attende attraverso le recensioni, le foto e i commenti degli ospiti precedenti. Se quindi non volete correre il rischio di prenotare in un 5 stelle, ritrovandovi poi in una stanza medio/piccola di una struttura che fa del centro congressi il suo punto di forza principale (mentre voi avete al collo l’attrezzatura da spiaggia), tenete presenti questi semplici consigli.

scelta dell'albergo ideale

1) CONSIDERATE LA POSIZIONE DELL’ALBERGO
Ogni viaggiatore ha le sue esigenze “personali” – come sappiamo bene noi di Personal Travels – che spaziano dalla vicinanza al centro cittadino alla vista sul mare. Tenete presente la posizione sulla mappa nella scelta dell’albergo ideale, così da avvicinarvi al meglio anche alla vostra idea di vacanza. Se per esempio volete esplorare a piedi o in bicicletta una città, considerate l’idea di prenotare nelle vicinanze del centro cittadino, mentre se avete un’auto e siete in vena di gironzolare nei dintorni, scegliete una struttura un po’ fuori dal traffico e magari con annessa possibilità di parcheggio.

Il consiglio di Personal Travels: possiamo trovare per te le migliori strutture vicine a qualsiasi punto di interesse in giro per il mondo, secondo le tue esigenze personali. Contattaci se vuoi saperne di più!

2) SCEGLIETE CON CURA LA STANZA
Prima di procedere alla prenotazione, chiaritevi bene l’uso che vorrete o dovrete fare della stanza. Se viaggiate con la famiglia, magari con bambini piccoli, e sapete in anticipo che passerete una parte della giornata in stanza, tra pappe, docce e riposini, scegliete con cura una sistemazione che abbia un adeguato spazio comune, così da evitare di trovarsi troppo a stretto contatto, aumentando il rischio di nervosismo. Al contrario, se viaggiate in gruppo, cercate di risparmiare qualcosa scegliendo stanze a più letti, tanto passerete la gran parte del tempo a fare baldoria in giro.

scelta dell'albergo ideale

3) LA DIMENSIONE DELL’ALBERGO E’ IMPORTANTE
Se volete “assaggiare” al meglio la dimensione di un luogo e le sue particolarità, piccoli alberghi, B&B e agriturismi vi daranno maggiore soddisfazione delle grandi catene alberghiere. Se al contrario volete godere al massimo di servizi e strutture aperte molte ore al giorno, dell’animazione per i più piccoli e di spazi comuni dove rilassarsi e godersi la vacanza al mare o in montagna, allora puntate su un albergo più grande, e probabilmente riuscirete a soddisfare le esigenze di ognuno.

4) CONTROLLATE I SERVIZI AGGIUNTIVI
Guardate bene cosa viene offerto gratuitamente dall’albergo e quali servizi sono invece a pagamento. Questo consiglio è utile per evitare di vedersi costretti a pagare degli extra per godere di servizi ai quali non potete o volete rinunciare. La prima colazione è gratuita? C’è la connessione? Posso utilizzare la piscina insieme ai bambini? In stanza ho il frigo e il microonde? Queste e altre domande saranno utili a dissipare dubbi che potrebbero incidere poi sul costo finale della vacanza. Non dimenticate di farvele!

scelta dell'albergo ideale

5) VERIFICATE LA POLITICA DI CANCELLAZIONE
C’è il rischio che il vostro viaggio sia da annullare o che la destinazione cambi all’improvviso? Non dimenticatevi di controllare bene quanti giorni o ore prima dell’arrivo sia permesso annullare la prenotazione effettuata senza dover pagare alcuna penale. Il panorama qui è molto vario, e si spazia da cancellazioni gratuite “easy” anche nello stesso giorno di arrivo, fino a posizioni molto più rigide, che in caso di cancellazione finiranno per incidere come un’uscita in più dal portafoglio delle vacanze.

Noi di Personal Travels siamo allenati a fare questo (e molto altro) ogni giorno per tutti i nostri clienti, quindi se hai paura di perderti o di sbagliare una prenotazione online, non esitare a richiederci un Travel Tip.

La più strana coppia di viaggio mai sentita

Cos’è un viaggio? Quale spinta lo genera? Quanto può durare? Domande alle quali è difficile dare una risposta univoca. Per alcuni è una parentesi, qualche giorno o una settimana utili a ricaricare le batterie, staccando dalla vita di tutti i giorni, concedendosi magari qualche agio in più. Per altri, nella stessa unità di tempo, consiste nel ribaltare gli equilibri, facendo emergere lati della personalità che difficilmente si esprimono nel quotidiano. Per altri ancora il viaggio è la vita stessa, la tentazione irresistibile di esplorare e di conoscersi attraverso un’esperienza non delimitabile da una scadenza precisa, né da un itinerario previsto in precedenza. Istinto, curiosità e un pizzico (o una manciata bella corposa) di follia.

Chi ci conosce sa quanto siamo affascinati da quest’ultimo tipo di viaggiatori, come abbiamo confermato raccontandovi la storia di un viaggio fantastico compiuto a cavallo di una Tall Bike attraverso il mondo, dall’Italia all’Isola di Giava, in Indonesia, del quale QUI trovate tutte le tracce. Quel viaggio era affascinante anche per la capacità di condividerlo con un gruppo di altre persone, sempre in bilico tra esigenze personali e dinamiche di gruppo. Quello che vogliamo raccontarvi oggi è particolare e ci ha colpito perché presuppone una lunghissima solitudine, mesi interi a confrontarsi con sé stessi e la natura circostante, insieme a una corposa dose di atmosfere da favola. Perché l’unica compagnia del viaggio impossibile del 24enne francese Guirec Soudée è rappresentata da una gallina, che ormai da qualche anno lo sta accompagnando alla scoperta del mondo a bordo di una barca a vela.

Guirec e Monique

Guirec e Monique

Guirec e la sua compagna di viaggio Monique girano il mondo dal 2013 a bordo della Yvinec, e nel 2014 hanno appunto compiuto la traversata atlantica, fermandosi poi nella caraibica isola di Saint Barts per raccogliere le energie e le risorse necessarie ad affrontare una tappa durissima del viaggio: quella attraverso il Mar Glaciale Artico. Hanno raggiunto la Groenlandia nel mese di agosto 2015, e dopo aver visitato la costa occidentale di questo affascinante paese nell’arco dei tre mesi successivi, Guirec e Monique sono stati costretti a una lunga sosta forzata a causa del rigido inverno. Senza possibilità alcuna di comunicare con nessuno, armati di riso e granturco. E delle uova che la più bizzarra delle compagne di viaggio ha messo a disposizione del giovane esploratore Guirec.

Clicca sull’immagine qui sotto per aprire la galleria immagini di questo viaggio incredibile

Monique si è dimostrata una ottima compagna di viaggio: ha imparato a surfare insieme al suo amico Guirec, si è fatta portare in slitta e ha zampettato allegra sul ghiaccio, dimostrandosi abile anche nella caccia ai pesci volanti nel corso della traversata atlantica. Ora i due componenti di questa coppia da favola – ed è davvero il caso di dirlo, visto che le loro avventure sono parte di una collana di libri per bambini che sta vedendo la luce grazie alla forza del crowdfunding – partiranno alla volta del Passaggio a Nord Ovest, e in caso di successo saranno il più giovane capitano, e naturalmente la prima gallina skipper, a riuscire nell’impresa di attraversarlo.

Se volete continuare a seguire le vicende della più strana coppia di viaggio mai sentita, ecco tutti i loro riferimenti: Facebook, Instagram,YouTube e naturalmente il sito internet.

Consigli utili per la scelta del posto migliore in aereo

Chi viaggia in low cost sa bene di cosa stiamo parlando. La scena è fantozziana, fatta di sguardi truci e gomiti alti. Manca solo il cacciavite per rigare le valigie altrui, ma per il resto l’esempio rende bene l’idea. Si perché la scelta del posto migliore in aereo passa (almeno per alcuni) anche per quella corsa che molti fanno nel tunnel che porta all’aeromobile, con sorpassi a destra, sberleffi e ringhi più o meno sommessi, come se il fatto di affacciarsi per primi in cabina fosse l’unica cosa che conta. Ma è davvero così? E quali possono essere i consigli utili per rendere la scelta meno dolorosa possibile? Consapevoli dell’impossibilità di coprire tutto il ventaglio della possibile casistica, ecco qualche indicazione che potrebbe rivelarsi utile.

CHI PRIMO ARRIVA MEGLIO ALLOGGIA? Non sempre è così. Se è vero infatti che avere la scelta più ampia consente di mettere a tacere le piccole o grandi paranoie da viaggiatore, imbarcarsi per ultimi può dare vantaggi apparentemente sottovalutati dai più. A parte nei casi in cui il volo sia stipato come la borsa termica di una famiglia del sud che va in spiaggia il 15 di agosto, gli ultimi a imbarcarsi avranno maggiori possibilità di trovare un posto con un sedile libero di fianco, da utilizzare per rendere un po’ più comoda la permanenza sull’aereo. Perché non dimentichiamoci che la gran parte dei viaggi in aereo si passa seduti in poltrona, a strettissimo contatto con il passeggero di fianco, con il suo gomito e tutto quello che vi viene in mente pensando alle più brutte esperienze capitatevi finora. A meno che dunque non siate trascinati dal flusso della paranoia, fate un tentativo e chissà che il vostro prossimo viaggio non sia un pochino più rilassante.

Scelta del posto migliore in aereo

SI PUO’ EVITARE IL BAMBINO CHE PIANGE PER TUTTO IL VIAGGIO? Questo consiglio non vale naturalmente per la mamma o il papà del suddetto. Ma per te che ami i bambini ma potendo scegliere non ti faresti sei ore di fianco a uno di loro in preda a pianti ininterrotti, c’è una via di salvezza? Forse una c’è: evita di sederti di fianco alle paratie dell’aereo. Queste zone, che pure hanno il vantaggio di consentire qualche centimetro in più per gli spostamenti delle gambe o per non vedersi reclinare il sedile direttamente in grembo dalla fila anteriore, sono anche quelle deputate a ospitare le cullette dei bimbi sotto l’anno di età, proprio in virtù del maggiore spazio. Quindi gambe un po’ più strette o orecchie a pezzi? A voi la scelta!

MEGLIO SEDERSI AVANTI O DIETRO? Qui lo scenario si fa più soggettivo, vista la moltiplicata quantità di variabili. Se avete paura del volo sapete che nella parte anteriore dell’aeromobile si tendono ad avvertire un po’ meno gli effetti di decollo e atterraggio, e delle turbolenze in genere. E che si scende prima degli altri. Ma quello che forse non molti sanno è che sedere nella parte posteriore dell’aereo presenta un paio di vantaggi: uno molto pratico, l’altro che farà felici scaramantici cronici e amanti delle statistiche. Nel primo caso, le hostess confermano che il servizio è sempre migliore nella parte posteriore dell’aereo. Questo perché il servizio richiesto dalle file anteriori, dal cuscino al drink fino agli auricolari per la musica, viene spesso imitato da altri passeggeri lungo la fila, costringendo le stesse a ripercorrere più volte il percorso. Stando nei sedili posteriori avrete certamente un’attenzione maggiore e più delicata, senza doversi ricordare lo sguardo scocciato dell’assistente di volo. Poi, e qui veniamo alla statistica nuda e cruda e incrociamo le dita nel dirvelo: i passeggeri seduti in coda all’aereo hanno più probabilità di sopravvivere in caso di incidenti. Ecco, l’abbiamo detto!

Scelta del posto migliore in aereo

E’ UTILE ARRIVARE PREPARATI? In questo caso la risposta è si. Per tutti. Prima di arrivare al gate avete infiniti modi per sapere che cosa vi aspetta, e spesso è utile per non dover improvvisare tutto all’ultimo momento, col rischio di non vedere soddisfatte le vostre aspettative. Fate una lista delle vostre priorità, dalla vicinanza con la presa elettrica fino al piacere di stare o meno vicino al finestrino, e vedrete che avendo tutto sott’occhio, come al supermercato, non correrete il rischio di scegliere il posto sbagliato. Scegliete con cura la compagnia aerea, controllando i servizi che offre, e se volete sapere tutto a proposito dell’aeromobile che vi ospiterà e della disposizione dei posti usate applicazioni come SeatGuru, sorta di radiografie dei voli di linea. Prenotate il posto per sentirvi più tranquilli, e non dimenticate di arrivare in aeroporto con un sufficiente anticipo, per evitare che poi quel posto sia assegnato ad altro passeggero. E valutate nel caso di iscrivervi a qualche programma di fidelizzazione delle varie compagnie, specie se volate più volte con una stessa compagnia, così da poter essere “coccolati” un pizzico in più.

Scelta del posto migliore in aereo

GALLINA VECCHIA FA BUON BRODO? Chiudiamo con un consiglio vecchio, ma che potrebbe tornare utile a quanti di voi viaggiassero in coppia. All’atto della prenotazione, per tentare di riservarvi un viaggio un po’ più intimo, senza un terzo che potrebbe rivelarsi incomodo, bloccate un posto al finestrino e uno di fianco al corridoio, lasciando libero il posto centrale. Questa tecnica potrebbe rivelarsi vincente, soprattutto qualora il volo non fosse eccessivamente stipato. Potete provare a usare la tecnica anche in caso di volo low cost senza prenotazione dei posti, a patto di avere la prontezza di mettervi bene d’accordo per il cambio di posto con l’eventuale passeggero solitario che avesse comunque deciso di sedersi tra di voi. Pena il dover passare tutto il viaggio separati, e lì addio intimità!

Piccola guida per sopravvivere al ritardo in aeroporto

Sappiamo tutti quanto possa essere difficile, e chi viaggia insieme ai bambini avrà almeno una volta provato lo sconforto nel dover impegnare una o più ore chiusi in un terminal aeroportuale, assillati dalle continue domande e lamentazioni varie dei pargoli spazientiti. Ma sopravvivere al ritardo in aeroporto è possibile, a patto che siate dotati di un po’ di fantasia e che non vi lasciate scoraggiare, e in qualche caso può essere anche un’occasione per tirarne fuori un’esperienza diversa dal solito. Perché stravaccarsi su una scomoda poltrona e attendere il proprio volo come un “condannato” non è certo la soluzione più redditizia. Vediamo allora come comportarsi in base all’entità del ritardo.

ritardo in aeroporto

RITARDO di 2 o 3 ORE: COCCOLATEVI! Quando si tratta di impegnare un paio d’ore, difficile pensare di potersi allontanare troppo dal gate aeroportuale. Sarà il caso quindi di trovare qualche attività per tenersi impegnati all’interno del terminal. Il cibo è sempre consolatorio, anche se notoriamente un po’ costoso negli aeroporti. Oggi più che mai l’offerta spazia dal panino al ristorante stellato, per cui basterà armarsi di un po’ di buona volontà e fare una veloce ricerca per soddisfare la gola nella maniera che vi sembrerà più consona. Circa un anno fa TripAdvisor ha lanciato le pagine dedicate agli aeroporti, dove trovare consigli e recensioni utili, e se siete viaggiatori internazionali potete dare uno sguardo agli archivi di Eater, aggiornati in particolare sulle novità a stelle e strisce (ma non solo). A parte il cibo, alcuni servizi aeroportuali sono gratuiti e possono aiutarvi ad ammazzare il tempo, ma il consiglio di non dimenticarsi di avere sulla pennetta USB un paio di film da guardarsi (ricordate di mettere in borsa gli auricolari) è sempre valido. Se avete bimbi sarà naturalmente un cartone animato!

RITARDO di 3 o 4 ORE: CONSIDERATE LE LOUNGE. Le lounge aeroportuali offrono ai viaggiatori tutta una serie di comfort e servizi, che vanno dall’accesso a internet via Wi-Fi fino alla ristorazione a buffet, oltre a mettere a disposizione poltrone ben più comode delle sedie nelle sale di attesa. Consultate quindi i servizi offerti dai singoli aeroporti, e considerate che a volte investire 30 o 40 euro (questa è più o meno la media della spesa nelle lounge private o pubbliche dell’aeroporto) può rivelarsi un ottimo modo per superare un’attesa che altrimenti potrebbe rivelarsi snervante. Per una ricerca (o una prenotazione online) nel settore lounge vi consigliamo siti come Lounge Pass oppure Priority Pass.

ritardo in aeroporto

RITARDO dalle 4 alle 8 ORE: RIPOSATEVI! Quando il ritardo si fa duro, i duri decidono di riposare! Se davvero avete così tanto tempo da passare in aeroporto, sarà forse il caso di mettere in preventivo una bella sosta in una mini-lounge privata dove schiacciare un pisolino o semplicemente isolarsi un po’ dalla confusione circostante. Anche con tariffe orarie. Ne avevamo già parlato nella nostra guida per Dormire in aeroporto alla quale vi rimandiamo. Un consiglio in più rispetto a quanto già detto: per consultare anche da mobile servizi e alberghi aeroportuali date uno sguardo a FLIO.

ritardo in aeroporto

ATTESA SUPERIORE alle 8 ORE: FATEVI UN GIRO! Se avete un bel po’ più di tempo da uccidere, come nel caso di alcune coincidenze che costringono a una lunga attesa, forse vale la pena di lasciare l’aeroporto e andare a esplorare la città che vi circonda. A patto naturalmente di tenere sott’occhio le informazioni di viaggio, in caso di eventuali cambiamenti dell’ultimo minuto. Scegliere un attività tramite GetYourGuide ad esempio può farvi passare qualche ora piacevole e farvi vedere qualcosa della città di transito che vi ospita, aggiungendo praticamente una tappa al vostro viaggio. Magari usate il deposito bagagli per liberarvi del peso in eccesso, e lasciatevi portare alla scoperta di un posto nuovo! Sarà certamente meglio che rassegnarvi a una lunga attesa, che finirà per diventare uno dei ricordi (non di quelli troppo belli) della vostra vacanza.

Estate 2016: gli italiani in vacanza

Ci siamo! Il momento di decidere dove spendere le vacanze estive è arrivato, insieme alle prime giornate di sole e alle prime scampagnate sulle spiagge dello Stivale. Ma quali sono i trend dell’estate 2016, e dove hanno intenzione di passare le ferie gli italiani in vacanza? Incrociamo un po’ di dati e vediamo di fare qualche pronostico.

Italiani in vacanza

QUANTI ITALIANI IN VACANZA? Stando ai dati del Barometro Vacanze Europ Assistance Ipsos, potrà permettersi una vacanza praticamente un italiano su due (il 52%), con un calo di otto punti percentuali rispetto allo scorso anno. Un dato che se accoppiato alla percentuale di quanti rinunceranno del tutto alle vacanze estive (ben il 35%), rende bene l’idea delle difficoltà economiche nelle quali versa il nostro Paese. La media europea dei “non vacanzieri” si attesta infatti al 18%, e se anche gli spagnoli non sembrano passarsela gran che bene (il 26% dichiara di non potersi permettere le vacanze) esistono paesi dove tale percentuale si avvicina fortemente allo zero (solo il 6% di tedeschi e austriaci, ad esempio, resterà davanti al condizionatore).

IL BUDGET. Sempre considerando i dati del sondaggio Ipsos, emerge come il budget destinato alle vacanze sia in crescita rispetto al 2015. Gli italiani in vacanza spenderanno poco più di 2.000 euro a testa, 337 euro in più rispetto allo scorso anno, con la media del budget europeo che si attesta su quota 2.247 euro. Numeri che, ad eccezione del caso austriaco – dove i turisti avranno a disposizione una media di 2.727 euro a testa – ci pongono in linea con gli altri paesi del Vecchio Continente.

San Vito Lo Capo

ITALIANI IN VACANZA, DOVE? Passando alle destinazioni prescelte, a quel che sembra gli italiani in vacanza sceglieranno praticamente in tre casi su quattro di raggiungere una destinazione del nostro stesso Paese. Il TripAdvisor Summer Vacation Value Report 2016, che svela la top 10 delle destinazioni estive per i viaggiatori italiani, vede ben sei destinazioni italiane nei primi dieci posti, con San Vito Lo Capo (nell’immagine qui sopra la spiaggia) al terzo posto assoluto dietro a Formentera e New York. Le altre località italiane in classifica sono Villasimius (4°), Roma (6°), Gallipoli (7°), San Teodoro (8°) e Porto Cesareo (10°). Stando invece al sondaggio Ipsos, il 74% degli italiani in vacanza (+12 punti rispetto al 2015) dichiara che trascorrerà le vacanze in Italia, che resta comunque la meta preferita anche dai turisti europei. Uno su quattro (il 24%) la promuove infatti come meta ieale per le sue vacanze.

MARE O MONTAGNA? Sembra non esserci partita. Vacanza per gli italiani fa sempre rima con sole e mare, tanto che secondo i dati diffusi da Ludovico Mannheiner, di Eumetra Monterosa, nella stagione estiva quella in alta quota è la vacanza ideale solo per il 15% dei casi analizzati, con il mare al 67% e le città all’11%. Stando ai numeri riportati da Ipsos la percentuale sale addirittura al 73%, mentre se si guarda al report di TripAdvisor si scopre come, a parte le grandi città come New York, Londra e Roma, tutte le altre destinazioni, Barcellona compresa, siano località marittime. Si tratta di un’occasione da cogliere per le località marittime del Sud Italia, il cui appeal è costantemente in crescita, grazie soprattutto alla bellezza degli scenari naturali. Eccettuate infatti alcune località della Toscana e della Liguria, praticamente tutte le migliori spiagge nelle varie classifiche si trovano al Sud o nelle isole. Purtroppo non sempre supportate da un’offerta turistica adeguata alla bellezza dei luoghi…

Cocktail sulla spiaggia

HOTEL O APPARTAMENTO? Il soggiorno in hotel rimane la scelta principale dei viaggiatori italiani (44%, dati Ispos), mentre solo un italiano su quattro dichiara di preferire l’affitto di un appartamento per trascorrere le vacanze estive. Un dato in linea con le tendenze europee, eccezion fatta per il caso francese, dove l’appartamento ha scalzato l’albergo dal primo posto nella classifica delle preferenze. Una differenza che probabilmente trova una spiegazione anche nelle motivazioni che spingono alla vacanza. Se per un italiano su due la cosa più importante è rilassarsi e stare tranquillo, per il 55% dei vacanzieri d’oltralpe la vacanza significa principalmente potersi godere il tempo con la famiglia e gli amici. Insomma, se da un lato ci si immagina il cocktail in spiaggia servito dal cameriere in livrea, dall’altra si alzano all’unisono bicchieri di pastis. Questione di punti di vista…