Viaggiare nell’Europa Green: le città e il rispetto dell’ambiente

Viaggi verdi, ecoturismo, turismo sostenibile, vacanze ecologiche. Sono tutti aspetti di una rivoluzione in corso, che vede il rispetto dell’ambiente come argomento centrale anche quando ci si prepara a scegliere la meta delle vacanze. Una rivoluzione alla quale stanno prendendo parte, in maniera certamente difforme, anche le destinazioni di viaggio, che ridisegnano la propria offerta tenendo conto del cambiamento, e in qualche caso, come testimoniato dalle misurazioni del Green City Index (uno studio condotto dall’Economist Intelligence Unit in collaborazione con Siemens), si propongono come mete ideali per il turista che scelga il verde come suo colore preferito. Quali destinazioni europee preferire allora se ci si vuole immergere in questo cambiamento di stile di vita e apprezzare gli sforzi messi in campo per ridurre l’impatto sull’ambiente?

Rispetto dell'ambiente

LA SITUAZIONE IN EUROPA. Scegliere l’Europa “green” significa senza dubbio puntare dritti a nord, verso i Paesi nordici. Nella classifica delle città più propense al cambiamento il gradino più alto del podio spetta infatti a Copenaghen, davanti a Stoccolma e Oslo. La capitale danese, prima tra le grandi città, già dal 2009 si è impegnata per diventare territorio a emissioni zero entro il 2025, ma i suoi punti di forza non si fermano solo a questo. Si è dotata infatti di una rete pubblica dei trasporti molto efficiente, con i cittadini che mediamente vivono a non più di 350 metri da una fermata, ma è anche la città che più si è dedicata alla promozione dell’uso della bicicletta, tanto che praticamente un abitante su due si sposta sulle due ruote a pedali. I suoi edifici residenziali consumano il 40% in meno di energia rispetto alla media europea, e per rispettare il verde urbano e gli spazi circostanti, negli ultimi anni l’edilizia si è concentrata per l’80% delle sue nuove costruzioni sul recupero delle aree dismesse, senza intaccare il patrimonio green della città.

I NUMERI DELLE ALTRE CITTA’. Rimanendo agli esempi virtuosi, scopriamo che l’approvvigionamento energetico di Oslo si affida per il 65% alle energie rinnovabili, rispetto alla media europea che si attesta al 7%, e che a Stoccolma ben il 68% della popolazione raggiunge il posto di lavoro a piedi, o in bicicletta. Oslo si fregia anche del titolo di città con le emissioni pro capite più basse del mondo, con una media di 2,2 tonnellate contro le 5 della media europea. Il frutto di politiche e investimenti mirati, capaci di generare grandi differenze tra le città prese in considerazione dal rapporto. Differenze come quella relativa alle perdite dell’acquedotto cittadino: con Amsterdam che ha ridotto la percentuale al solo 4%. Se pensiamo che in Bulgaria, a Sofia, questa percentuale arriva oltre il 60%, le differenze saltano subito all’occhio. Così come si evidenzia bene la differenza di velocità all’interno dello scenario europeo. Solo due città dell’est europeo figurano infatti nei primi 15 posti della classifica, e se si eccettua il caso di Vilnius si scoprono ancora grandi contraddizioni nelle scelte delle città dell’Europa orientale.

Le città e il rispetto dell'ambiente

IL CASO DI VILNIUS. La capitale lituana è quella che si è meglio piazzata tra le città dell’est. Questo grazie soprattutto alla qualità dell’aria, che risulta pulita grazie a una serie di fattori: la dimensione non eccessiva della città, l’assenza di industria pesante e la contemporanea presenza di ampi tratti di foresta nelle immediate vicinanze. In più la città ha messo in atto una politica di riqualificazione delle abitazioni, offrendo agevolazioni per la conversione all’alta efficienza energetica. E dal 2006 è in funzione un impianto di produzione di energia da biocombustibili, che già nel 2009 provvedeva al riscaldamento del 10% del territorio cittadino.

Le città e il rispetto dell'ambiente

E IN ITALIA? Il rapporto prende in considerazione la sola città di Roma, e la colloca al centro della classifica (14° posto), a fare da trait d’union tra città dell’ovest e dell’est. Evidenti infatti sono i ritardi italiani in scelte politiche e investimenti. Riguardo alla capitale, basta pensare al trasporto pubblico inadeguato, alle infrastrutture obsolete e in attesa di riqualificazione, alle scelte che sembrano condannare invece che premiare quanti decidano di muoversi sulle due ruote della bicicletta piuttosto che incolonnarsi in automobile nel traffico urbano, per rendersi conto di quanta strada ci sia ancora da fare. Eppure qualcosa, soprattutto nei piccoli centri, inizia a muoversi anche da noi. Come per il caso dell’Elba, che per l’estate 2016 sta scegliendo bici e auto elettriche per gli spostamenti sull’isola. Si tratta ancora di piccoli e isolati passi, inevitabili però per evitare di rimanere così indietro da non essere più capaci di intercettare quella grossa fetta di turisti nazionali e internazionali che ha il rispetto dell’ambiente come priorità, oltre che come sana abitudine.

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