I numeri del turismo mondiale nel Rapporto del Touring Club

Fare il punto sul turismo nel mondo e in Italia, con una particolare attenzione a quelle che sono le tendenze, le performance e le opportunità del nostro paese, che rimane tra le destinazioni di viaggio più desiderate a livello internazionale. Questo l’obiettivo del Rapporto sul turismo 2016, redatto in collaborazione tra Touring Club Italiano e UniCredit, che non ha mancato di mettere in luce alcune “stranezze” legate al turismo sul territorio nazionale, in particolare per ciò che riguarda la differenza di velocità tra il Centro-Nord e il Sud Italia, con quest’ultimo penalizzato da numeri non in linea con le potenzialità turistico-culturali e le bellezze del territorio.

Rapporto sul turismo 2016

LA SITUAZIONE MONDIALE. Il 2015 è stato un anno positivo, nonostante la complessa situazione economica e geopolitica, con un saldo di segno più pari a 4,4 punti percentuali rispetto al 2014 per ciò che riguarda gli arrivi internazionali, stimati a quota 1,2 miliardi circa. Trend che viene confermato anche per il 2016, con previsione di un aumento pari al 4%. Con 609 milioni di arrivi internazionali l’Europa si conferma la destinazione turistica più visitata, con la Francia al primo posto della classifica relativa ai singoli Paesi, davanti agli USA e alla Spagna. L’Italia si conferma al quinto posto assoluto con 48,6 milioni di arrivi. Cina, USA e Germania sono invece in testa alla classifica dei Paesi generatori di spesa outgoing, con il nostro paese in ottava posizione con una spesa pari a 28,8 miliardi di dollari.

I TEMI-CHIAVE. Il rapporto evidenzia anche alcuni temi-chiave per il turismo in questo 2016, tra opportunità (perse o ancora da cogliere) e minacce. Se infatti da un lato si pensava che il Giubileo (GUARDA LA NOSTRA PROPOSTA) avrebbe fatto da acceleratore per l’economia turistica italiana, scopriamo come i numeri si stiano rivelando per ora ben più contenuti del previsto, mentre nel frattempo cresce l’aspettativa per i Giochi Olimpici che si terranno a Rio de Janeiro tra il 5 e il 21 agosto. Altro tema chiave è legato a Schengen e alla libertà di circolazione, con il settore viaggi preoccupato dai segnali di una possibile chiusura dovuti all’emergenza immigrazione e al rischio attentati terroristici. Altro tema-chiave è quello della crisi dei BRIC, con le economie emergenti che stanno vivendo una generale battuta d’arresto con conseguenze evidenti anche per il turismo, e quello dell’affermazione della sharing economy, che da Airbnb a Blablacar e Uber, solo per citarne alcuni, sta incidendo in maniera convincente su ricettività e trasporti.

Rapporto sul turismo 2016

L’ITALIA DEL TURISMO. Le stime 2015 del World Travel and Tourism Council dicono che la nostra industria turistica vale 67,2 miliardi di euro (il 4,2% del Pil) che diventano 165,4 miliardi di euro (il 10,2% del Pil), se si considera anche l’indotto. Due i segnali da tenere ben presenti: quello che riguarda il turismo domestico, in aumento del 2,5%, e quello relativo alla spesa degli stranieri, che registra un nuovo record arrivando a sfiorare i 36 miliardi di euro. Il settore viaggi e vacanze occupa oggi 2,6 milioni di persone, con 12mila tra agenzie di viaggio e tour operator sparsi lungo il territorio nazionale. Un territorio dove si contano 33mila hotel e 125mila strutture extra-alberghiere, per un totale di quasi 5 milioni di posti letto.

Rapporto sul turismo 2016

LE CRITICITA’ DEL BELPAESE. Le criticità emerse, per ciò che riguarda il turismo in Italia, sono intanto legate strettamente al tempo e allo spazio. Nel senso che la metà delle presenze turistiche intanto si concentra nel trimestre giugno-agosto, mesi nei quali il comparto si gioca ogni anno le sue sorti, e nello stesso tempo a parte l’arco alpino, le fasce costiere e le aree metropolitane centro-settentrionali, non emergono altri territori che abbiano sviluppato una vocazione turistica veramente rilevante. Insomma, da un lato si mette in luce la difficoltà nell’attirare turisti al di fuori del periodo estivo, dall’altro emerge come l’afflusso turistico premi principalmente i territori del Centro-Nord, lasciando le briciole al Sud, che nulla avrebbe in termini di clima, paesaggio, patrimonio storico, cibo e molto altro da invidiare alle regioni del Nord.

Tanto per fare un esempio: se prendiamo come riferimento il Veneto, scopriamo come a livello di presenze i suoi 62 milioni di turisti siano oltre il triplo di quelli della Campania (18 milioni) e il quadruplo della Sicilia (15 milioni), mentre a livello di spesa incoming i 4,8 miliardi di euro spesi in Veneto sono più dei 4,6 miliardi incassati da tutte le regioni meridionali messe insieme. Dati che si spiegano almeno in parte analizzando il mercato incoming, che mette in luce come si sia sviluppata in Italia una certa dipendenza dal turismo tedesco. A livello regionale, il primo mercato incoming è, infatti, proprio la Germania in 15 casi. Per gli altri, costituisce il secondo con la sola eccezione della Valle d’Aosta. Dipendiamo insomma dai turisti tedeschi, che da soli costituiscono il 28% del nostro mercato, che comunque è composto per oltre il 70% da turisti provenienti dai primi dieci paesi nella classifica, a testimonianza di come l’Italia debba fare di più, e soprattutto meglio, per attrarre turisti dal resto del mondo.

Rapporto sul turismo 2016

Abbiamo ancora dunque parecchi problemi, confermati dal Rapporto sul turismo 2016, sia per quello che riguarda la dipendenza del nostro mercato turistico dalla Germania e da pochi altri paesi, sia per quello che riguarda la dimensione del fenomeno, che vede premiate le località del Nord rispetto a quelle del Sud Italia, penalizzate da un ritardo che non è certo solo del settore turistico.

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