Italia Travel Awards: assegnati gli Oscar del settore

Sono stati subito ribattezzati gli “Oscar del Turismo”, a testimonianza del successo di questa prima edizione, tenutasi a Roma lo scorso 26 maggio. Stiamo parlando degli Italia Travel Awards, riconoscimenti dedicati all’industria del turismo internazionale e ai suoi principali attori, decretati da oltre 6.500 agenti di viaggio e viaggiatori, con votazioni raccolte da ottobre 2015 a marzo 2016. 43 premi, che vogliono essere sia una gratificazione per il lavoro svolto dagli addetti del settore turismo, sia uno sprone per alzare sempre più l’asticella della qualità, per fornire al viaggiatore servizi ogni volta migliori, oltre che un riconoscimento per alcuni dei luoghi più belli del mondo.

sunset

IL FUNZIONAMENTO. Il regolamento prevedeva due fasi: una prima, nella quale agenti di viaggio e viaggiatori potevano esprimere il proprio voto all’interno di ciascuna delle 15 categorie presenti, ed una seconda, nella quale le votazioni erano ristrette alle aziende e destinazioni (e non solo) che avevano ricevuto il maggior numero di voti. Il tutto considerato dal proprio punto di vista: espressione della competenza e del lavoro giornaliero dal lato degli agenti di viaggio, della passione e dell’esperienza diretta per ciò che riguarda i viaggiatori.

I PREMIATI. Andando a guardare la lista dei premiati, si scopre come più di una volta la visione di professionisti e viaggiatori non coincida perfettamente. La migliore destinazione in assoluto ne è un esempio lampante: se per gli agenti il voto va agli Stati Uniti, i viaggiatori decretano l’Oman come destinazione ideale, dimostrando la voglia di spingersi un po’ al di là delle traiettorie usuali. E se gli agenti assegnano ben tre premi a Costa Crociere, parlando di compagnie crocieristiche, i viaggiatori, interpellati su quale fosse la miglior compagnia, rispondono invece MSC Crociere. E anche per quello che riguarda le prenotazioni online – un settore che ci sta particolarmente a cuore – gli agenti di viaggio indicano come miglior OLTA Albatravel, mentre i viaggiatori puntano decisamente su Booking.com, che supera nelle preferenze Expedia e Venere.com.

Oman

Collimano invece le preferenze per quel che riguarda le compagnie aeree, con Emirates a fare la parte del leone. Compagnia preferita per quel che riguarda i viaggiatori, si aggiudica il titolo di miglior vettore anche per gli agenti, che potendo esprimere più preferenze indicano Alitalia come miglior vettore nazionale e Easyjet come miglior vettore low cost. Agenti e viaggiatori d’accordo anche per quel che riguarda gli spostamenti in treno, con Trenitalia ad aggiudicarsi le preferenze di entrambi, a scapito di Italo. Per ciò che concerne le compagnie di autonoleggio, le votazioni premiano il servizio di Hertz, che prevale su Avis e Europcar.

Tremiti Puglia

LE DESTINAZIONI. Abbiamo già sottolineato il dato inerente alle migliori destinazioni in assoluto, ma andiamo a scoprire quali altri luoghi si sono aggiudicati i riconoscimenti degli “Oscar del Turismo”. Per l’Italia, la miglior regione dove viaggiare è la Puglia, davanti a Sardegna e Sicilia, mentre le Maldive si aggiudicano il titolo di migliore destinazione mare, davanti a Polinesia e Seychelles. Gli USA primeggiano nel campo delle attrazioni turistiche, ma è l’Italia – e non poteva essere altrimenti, nonostante i tanti problemi legati agli investimenti sul nostro patrimonio artistico/culturale – il luogo eletto per quanti facciano del turismo culturale la loro prima ragione di viaggio. Disneyland Paris si conferma come il miglior parco a tema, anche se Gardaland si piazza sul podio, e per ciò che riguarda le destinazioni LGBT, è la bella Mykonos a regalare la più larga ampiezza di vedute e libertà. Se infine natura, avventura e sport sono le vostre parole d’ordine prima di mettervi in viaggio, allora l’Australia deve necessariamente essere la meta da raggiungere.

Mykonos

E per ciò che riguarda le tue preferenze da viaggiatore? Sei d’accordo con i premi assegnati o per la tua esperienza qualche nome è stato sopravvalutato o sottovalutato?

In vacanza con il cane: le soluzioni più eccentriche

L’esperienza della prima spiaggia per cani italiana è ormai giunta quasi al traguardo del ventennio di attività, e di cose in questi anni ne sono cambiate davvero tante. Quando l’A.S.D. Baubeach Village muoveva i primi passi, infatti, andare in vacanza con il cane rappresentava spesso un percorso a ostacoli, tanto che non pochi si adattavano a lasciare in “pensione” il proprio animale domestico, viste le difficoltà a cui si andava incontro nelle località di villeggiatura. Oggi, al contrario, la rete pullula di classifiche delle migliori spiagge per cani, in Italia e non, e siti come TripForDog non hanno molto da invidiare ai quasi omonimi servizi pensati per gli esseri umani in vacanza.

Cane in spiaggia

BAUBEACH, I PRIMI. Basta dare uno sguardo all’offerta della Baubeach di Maccarese, pioniera nel settore, per rendersi conto di quante possibilità si siano aperte per cani e padroni, sempre più inseparabili anche in vacanza. Le parole d’ordine della Baubeach sono biosostenibilità, biocompatibilità, pet food selezionato, attività immaginate e realizzate per cani e padroni insieme, e addirittura un punto di ristoro (stavolta riservato ai bipedi) tutto all’insegna dell’alimentazione vegana. Ma non pensiate di avere a che fare con un caso isolato, perché le “eccentricità” legate all’esperienza della vacanza con il cane sono oggi all’ordine del giorno, come dimostrano gli esempi che seguono.

PET SPA A RICCIONE. Aprirà infatti proprio domani, 27 maggio, la prima Pet Spa in spiaggia d’Italia (e d’Europa): un vero e proprio centro benessere dedicato agli amici a quattro zampe. Due vasche idromassaggio (a seconda della taglia del cane) – realizzate con forme ergonomiche, regolazione della temperatura dell’acqua, gancio di sicurezza per il collare e scarico anti-pelo – cromoterapia e specialità gastronomiche coccoleranno cani fortunati, che potranno rinfrescarsi e rigenerarsi insieme ai loro padroni. Appuntamento al bagno 135-136 (Marano beach), all’interno della manifestazione “Riccione Day”.

Pet Spa Riccione

ACQUAPARK CANINO A LA ROCA DEL VALLES (BARCELLONA). E lo sapevate che esiste un acquapark dedicato al divertimento di cani e padroni insieme? Il Resort Canino Can Janè dispone di un lago artificiale di 1.000 m2 di superficie, con una profondità che varia tra gli 0 ed i 60 cm, dove è ammesso l’ingresso dei migliori amici dell’uomo. Con un biglietto da 15 euro cani e padroni potranno passare la giornata insieme tra bagni e spruzzi, all’interno dei 5000 m2 di parco della struttura. Anche in Italia alcune strutture si sono dotate di piscine dove i cani possono rinfrescarsi, come nel caso di Dogland, un vero parco divertimenti a misura di cane.

Bagno per cani in aeroporto

BAGNO PER CANI IN AEROPORTO. Persino le strutture aeroportuali si stanno attrezzando per ridurre al massimo i disagi di quanti decidano di partire in vacanza con il cane. L’Aeroporto Internazionale John F. Kennedy di New York ha appena annunciato di voler installare delle toilette per cani all’interno dei terminal, così da evitare sgradevoli incidenti e/o fughe improvvise all’esterno dell’aeroporto per espletare i bisogni. Bagni equipaggiati con pavimento coperto di torba artificiale, non avranno naturalmente tazze e lavandini, ma saranno pensati su misura per i suoi futuri utenti. Un caso non isolato, visto che a Washington, Chicago, Denver, Detroit e Seattle sono già stati predisposti, come da esplicita richiesta del regolamento federale degli Stati Uniti.

Vacanza con il cane

UNA SPIAGGIA DOVE ADOTTARE IL CANE. Può capitare infine di partire in vacanza senza il cane, e di tornare in compagnia di un amico a quattro zampe. Nelle isole Turks e Caicos, ai Caraibi, l’associazione Potcake Place di Providenciales cerca di ridurre il numero di cuccioli trovatelli sull’isola portandoli sulla spiaggia e lasciando che siano i turisti a coccolarli un po’. Si sa che da cosa nasce cosa, e così qualcuno decide di tornare a casa insieme al suo nuovo amico, contribuendo ad abbassare il numero di randagi, che altrimenti sono costretti a vivere in condizioni tutt’altro che piacevoli. O destinati a fare una brutta fine. E ai volontari di questa associazione non può che andare tutto il nostro apprezzamento.

Servizi in hotel: i 5 che non avresti mai immaginato

Oggi più che mai l’esperienza di viaggio può essere personalizzata e tagliata su misura secondo le esigenze di ogni tipo di cliente. Dall’avventuriero più spartano fino all’amante del lusso più sfrenato, ogni viaggiatore può trovare la soddisfazione che cerca, e spendere i propri giorni di vacanza realizzando il sogno cullato durante un lungo anno di lavoro. Eppure si rimane ancora stupefatti nel frugare tra i vari servizi in hotel messi a disposizione della clientela, e oggi vogliamo farvene conoscere 5 tra i più incredibili, sospesi tra la realtà e l’immaginazione più sfrenata.

Six Senses Zighy Bay

Six Senses Zighy Bay

1) Arrivo in parapendio al Six Senses Zighy Bay, Dibba – Oman

Scordatevi servizi navetta o lussuose auto con tanto di autista, perché in questo resort si arriva direttamente in parapendio! Dalla vetta della Zighy Mountain, naturalmente (e fortunatamente) in compagnia di un professionista, ci si potrà lanciare col parapendio e raggiungere la struttura dopo aver ammirato le bellezze della baia, a circa 300 metri dal suolo. L’atterraggio avverrà direttamente sulla spiaggia finissima, dove un cameriere sarà pronto per offrire un cocktail di benvenuto, per un’esperienza che sarà davvero difficile da dimenticare.

Anantara Golden Triangle Elephant Camp & Resort

Anantara Golden Triangle Elephant Camp & Resort

2) Fare yoga su un elefante all’Anantara Golden Triangle Elephant Camp & Resort – Thailandia

No, non avete letto male. Tra i servizi di questa struttura, dove le proboscidi sono di casa e animano passeggiate e cene a lume di candela, c’è anche l’Elephant Yoga, una maniera decisamente unica di dedicarsi a questa pratica. Accoccolati sul collo del grande animale, sarete cullati dal suo gentile ondeggiare, traendo ispirazione dal suo ritmo lento. Sperando di non incontrare topolini impertinenti!

W MInneapolis

W MInneapolis

3) Qualsiasi cosa in qualsiasi momento al W Minneapolis

Il servizio si chiama Whatever/Whenever, e significa proprio quel che è scritto nel titolo qui sopra. I vostri desideri, anche i più strani (a patto che siano legali, come specificato nell’offerta dell’hotel), saranno soddisfatti nel più breve tempo possibile. Basterà spingere il bottone apposito sul telefono della stanza per esprimere il desiderio, e come si stesse strofinando la lampada ecco che ciò che avete desiderato si materializzerà davanti ai vostri occhi. Il costo del servizio varia naturalmente in base alla richiesta. “Stasera vorrei addormentarmi accarezzando una tigre”…

nhow Berlino

nhow Berlino

4) Avere a disposizione uno studio di registrazione al nhow – Berlino

Uno, anzi due studi professionali di registrazione nell’hotel. Questo è il servizio che offre la struttura berlinese, che farà sbavare molti degli amanti della musica e dei viaggi. Immaginate di tornare da un giro della città con un motivetto in testa e poterlo fissare avendo a disposizione un’attrezzatura professionale di primo livello. E se ancora non bastasse, l’hotel offre un servizio in camera speciale, che consiste nel poter ordinare direttamente una chitarra Gibson o una tastiera, o ancora un DJ system, per strimpellare qualcosa o per far finta di essere una rockstar.

The Drake Hotel

The Drake Hotel

5) Soddisfare “piaceri proibiti” al The Drake Hotel – Toronto

La cosa si fa decisamente piccante! In questo hotel esiste un menu particolare, da consultare insieme a quelli più tradizionali che fanno sì che in camera arrivino fiori, stuzzichini, ostriche o bottiglie di bollicine per festeggiare un evento. Si tratta del “Pleasure Menu”, e come potete vedere dall’immagine offre tutta una serie di oggetti particolari, dedicati a rendere più piacevole la permanenza nell’hotel. Quanti di voi sapevano esistesse un dildo d’oro a 24 carati?

Un bagno nelle acque cittadine d’Europa

Chi vive a Roma conosce bene quella sensazione di stupore mista a ribrezzo che si prova ogni primo giorno dell’anno, quando come da tradizione si ripete la scena del tuffo di Mister Ok nelle acque torbide e gelide del fiume Tevere. Un caso isolato quello del bagno nelle acque cittadine per quel che riguarda Roma, visti i livelli di inquinamento del fiume che attraversa la capitale, ma che invece, allargando lo sguardo alle altre città europee, si sta affermando come una tendenza, come appena confermato dalle ultime notizie provenienti dalla Francia.

Parigi, la Senna

Parigi, la Senna

IL BAGNO NELLA SENNA. Si perché è notizia degli ultimi giorni quella della decisione del sindaco di Parigi Anne Hidalgo di mantenere una promessa già fatta tempo fa da Jacques Chirac: rendere balneabile la Senna, e per di più farlo nel giro di un anno. Che nel 2017 si possa davvero pensare a farsi un tuffo dopo un’escursione turistica nella Ville Lumière? A quanto pare non sarà cosa impossibile, visto che la decisione di migliorare la qualità delle acque cittadine rientra in un piano di 43 punti presentato per rafforzare la candidatura della città ad ospitare le Olimpiadi del 2024. Un piano che per il prossimo anno si occuperà di rendere balneabili alcune zone del Canal Saint-Martin, dove potrebbero anche svolgersi alcune competizioni dell’Olimpiade, ma che già guarda avanti, oltre la data del 2024. Quando dovrebbero sorgere veri e propri stabilimenti permanenti lungo la Senna.

Tuffarsi a Copenaghen

Tuffarsi a Copenaghen

UN CASO ISOLATO? Forse non molti lo immaginano, ma quello del bagno nelle acque cittadine non è un pensiero partorito solo dalle autorità francesi, e non mancano gli esempi di altre città, che si sono date da fare per garantire alla comunità locale, e ai turisti in visita, la possibilità di fare un tuffo corroborante senza doversi recare nelle spiagge limitrofe. Come spesso accade, Copenaghen è la città da prendere in esempio, essendosi mossa prima di tutti e avendo un occhio particolare al miglioramento della qualità della vita dei cittadini (e turisti). Il centro ha infatti 4 aree balneabili, e la qualità delle acque è di altissimo livello. Un programma ultra-decennale ha infatti ripulito del tutto le acque del porto, che da zuppa maleodorante si sono trasformate in acque cristalline, costantemente monitorate per assicurare ai bagnanti tutta la sicurezza necessaria.

Vienna, l'Isola del Danubio

Vienna, l’Isola del Danubio

E se a Londra ci stanno facendo un pensierino (malgrado i livelli di inquinamento del Tamigi), e persino nella lontana New York c’è un certo fermento per il progetto Plus Pool sul fiume Hudson, non mancano in Europa le possibilità di fare un tuffo in città. Dall’Isola del Danubio a Vienna fino alle tante località svizzere dove è possibile fare un tuffo nel fiume o nel lago cittadino, è possibile godersi un angolo di spiaggia anche nelle grandi città. Persino a Berlino ci si può bagnare nella Sprea, per quanto l’esperienza non preveda davvero un tuffo nelle acque del fiume, quanto piuttosto nella Badeschiff, una piscina immersa nelle acque della Sprea. Una nuova interpretazione del concetto di qualità della vita, insieme alle possibilità offerte dalle nuove soluzioni tecnologiche, stanno dunque rimodellando la fisionomia delle città, aprendo scenari impensabili fino a solo qualche anno fa…

Viaggiare nell’Europa Green: le città e il rispetto dell’ambiente

Viaggi verdi, ecoturismo, turismo sostenibile, vacanze ecologiche. Sono tutti aspetti di una rivoluzione in corso, che vede il rispetto dell’ambiente come argomento centrale anche quando ci si prepara a scegliere la meta delle vacanze. Una rivoluzione alla quale stanno prendendo parte, in maniera certamente difforme, anche le destinazioni di viaggio, che ridisegnano la propria offerta tenendo conto del cambiamento, e in qualche caso, come testimoniato dalle misurazioni del Green City Index (uno studio condotto dall’Economist Intelligence Unit in collaborazione con Siemens), si propongono come mete ideali per il turista che scelga il verde come suo colore preferito. Quali destinazioni europee preferire allora se ci si vuole immergere in questo cambiamento di stile di vita e apprezzare gli sforzi messi in campo per ridurre l’impatto sull’ambiente?

Rispetto dell'ambiente

LA SITUAZIONE IN EUROPA. Scegliere l’Europa “green” significa senza dubbio puntare dritti a nord, verso i Paesi nordici. Nella classifica delle città più propense al cambiamento il gradino più alto del podio spetta infatti a Copenaghen, davanti a Stoccolma e Oslo. La capitale danese, prima tra le grandi città, già dal 2009 si è impegnata per diventare territorio a emissioni zero entro il 2025, ma i suoi punti di forza non si fermano solo a questo. Si è dotata infatti di una rete pubblica dei trasporti molto efficiente, con i cittadini che mediamente vivono a non più di 350 metri da una fermata, ma è anche la città che più si è dedicata alla promozione dell’uso della bicicletta, tanto che praticamente un abitante su due si sposta sulle due ruote a pedali. I suoi edifici residenziali consumano il 40% in meno di energia rispetto alla media europea, e per rispettare il verde urbano e gli spazi circostanti, negli ultimi anni l’edilizia si è concentrata per l’80% delle sue nuove costruzioni sul recupero delle aree dismesse, senza intaccare il patrimonio green della città.

I NUMERI DELLE ALTRE CITTA’. Rimanendo agli esempi virtuosi, scopriamo che l’approvvigionamento energetico di Oslo si affida per il 65% alle energie rinnovabili, rispetto alla media europea che si attesta al 7%, e che a Stoccolma ben il 68% della popolazione raggiunge il posto di lavoro a piedi, o in bicicletta. Oslo si fregia anche del titolo di città con le emissioni pro capite più basse del mondo, con una media di 2,2 tonnellate contro le 5 della media europea. Il frutto di politiche e investimenti mirati, capaci di generare grandi differenze tra le città prese in considerazione dal rapporto. Differenze come quella relativa alle perdite dell’acquedotto cittadino: con Amsterdam che ha ridotto la percentuale al solo 4%. Se pensiamo che in Bulgaria, a Sofia, questa percentuale arriva oltre il 60%, le differenze saltano subito all’occhio. Così come si evidenzia bene la differenza di velocità all’interno dello scenario europeo. Solo due città dell’est europeo figurano infatti nei primi 15 posti della classifica, e se si eccettua il caso di Vilnius si scoprono ancora grandi contraddizioni nelle scelte delle città dell’Europa orientale.

Le città e il rispetto dell'ambiente

IL CASO DI VILNIUS. La capitale lituana è quella che si è meglio piazzata tra le città dell’est. Questo grazie soprattutto alla qualità dell’aria, che risulta pulita grazie a una serie di fattori: la dimensione non eccessiva della città, l’assenza di industria pesante e la contemporanea presenza di ampi tratti di foresta nelle immediate vicinanze. In più la città ha messo in atto una politica di riqualificazione delle abitazioni, offrendo agevolazioni per la conversione all’alta efficienza energetica. E dal 2006 è in funzione un impianto di produzione di energia da biocombustibili, che già nel 2009 provvedeva al riscaldamento del 10% del territorio cittadino.

Le città e il rispetto dell'ambiente

E IN ITALIA? Il rapporto prende in considerazione la sola città di Roma, e la colloca al centro della classifica (14° posto), a fare da trait d’union tra città dell’ovest e dell’est. Evidenti infatti sono i ritardi italiani in scelte politiche e investimenti. Riguardo alla capitale, basta pensare al trasporto pubblico inadeguato, alle infrastrutture obsolete e in attesa di riqualificazione, alle scelte che sembrano condannare invece che premiare quanti decidano di muoversi sulle due ruote della bicicletta piuttosto che incolonnarsi in automobile nel traffico urbano, per rendersi conto di quanta strada ci sia ancora da fare. Eppure qualcosa, soprattutto nei piccoli centri, inizia a muoversi anche da noi. Come per il caso dell’Elba, che per l’estate 2016 sta scegliendo bici e auto elettriche per gli spostamenti sull’isola. Si tratta ancora di piccoli e isolati passi, inevitabili però per evitare di rimanere così indietro da non essere più capaci di intercettare quella grossa fetta di turisti nazionali e internazionali che ha il rispetto dell’ambiente come priorità, oltre che come sana abitudine.

La scienza conferma: la vista sul mare fa bene alla mente

La prenotazione dell’alloggio per le prossime vacanze? Ricordati di pretendere la vista sul mare, ne gioverà sicuramente il tuo benessere psicologico! Già, perché adesso anche la scienza ha confermato gli effetti benefici sui livelli di stress psicologico di una bella vista su uno spazio blu, che avrebbe la capacità di ridurre da un lato gli stimoli sensoriali, aumentando dall’altro il rilassamento della mente.

LA VISTA SUL MARE FA BENE ALLA MENTE. Sono questi i risultati di uno studio condotto dalla Michigan State University, che si è concentrata sugli abitanti della città di Wellington, in Nuova Zelanda, per comprendere se le persone che vivono in zone dove si possa vedere il blu del mare presentino davvero dei livelli di stress psicologico inferiori a quelli del resto della popolazione. Dopo un’attenta mappatura del territorio cittadino, lo studio ha abbinato i risultati ai dati del New Zealand Health Survey, che monitora la salute mentale a livello nazionale. E il confronto ha confermato un impatto significativo della vista sul mare sul benessere psicologico delle persone coinvolte, con i numeri che non variano anche considerando fattori come età, sesso o reddito.

Foto dell'utente flickr Robert Pittman

Foto dell’utente flickr Robert Pittman

QUANTO TEMPO CI VUOLE? Una degli autori dello studio, Amber Pearson, ammette la possibilità che tutto ciò possa accadere anche nel breve tempo che solitamente si dedica a una vacanza, per quanto la ricerca non abbia stabilito una correlazione tra tempo di esposizione al panorama in blu e effetti benefici sulla mente. Ecco le sue parole: “Nel nostro studio non abbiamo misurato quanto a lungo le persone abbiano vissuto nel loro quartiere e, quindi, la quantità di tempo di ‘esposizione’ allo spazio blu. Non sappiamo ancora quanto ci voglia per vedere gli effetti. In altre parole, non si può escludere la possibilità di ricevere immediatamente benefici per la salute mentale guardando gli spazi blu”. La dottoressa Pearson ha auspicato che altre ricerche siano condotte per comprendere se anche la vicinanza visiva con fiumi e laghi possa produrre gli stessi effetti benefici, e se il fenomeno si ripeta anche in altre zone del pianeta, oltre a quella presa in considerazione dallo studio.

BLU vs VERDE. Lo studio, infine, ha messo in correlazione gli effetti dell’esposizione al blu della vista mare con quelli relativi alle persone esposte al colore verde dei parchi, delle colline o dei campi da gioco cittadini, arrivando alla conclusione che i benefici riscontrati nella fetta di popolazione esposta al blu non si riscontrano in quella esposta agli spazi verdi. Aspettino però a cantare vittoria i sostenitori del Mare contro la Montagna, perché solo pochi giorni fa una ricerca condotta dall’Università di Harvard aveva messo in luce come le persone che vivono nel verde, o accanto a spazi verdi, possano risultare più longeve e avere una salute mentale migliore di quella di coloro che non ci vivono. Anche in campo scientifico, insomma, spesso se ne vedono di tutti i colori!

I numeri del turismo mondiale nel Rapporto del Touring Club

Fare il punto sul turismo nel mondo e in Italia, con una particolare attenzione a quelle che sono le tendenze, le performance e le opportunità del nostro paese, che rimane tra le destinazioni di viaggio più desiderate a livello internazionale. Questo l’obiettivo del Rapporto sul turismo 2016, redatto in collaborazione tra Touring Club Italiano e UniCredit, che non ha mancato di mettere in luce alcune “stranezze” legate al turismo sul territorio nazionale, in particolare per ciò che riguarda la differenza di velocità tra il Centro-Nord e il Sud Italia, con quest’ultimo penalizzato da numeri non in linea con le potenzialità turistico-culturali e le bellezze del territorio.

Rapporto sul turismo 2016

LA SITUAZIONE MONDIALE. Il 2015 è stato un anno positivo, nonostante la complessa situazione economica e geopolitica, con un saldo di segno più pari a 4,4 punti percentuali rispetto al 2014 per ciò che riguarda gli arrivi internazionali, stimati a quota 1,2 miliardi circa. Trend che viene confermato anche per il 2016, con previsione di un aumento pari al 4%. Con 609 milioni di arrivi internazionali l’Europa si conferma la destinazione turistica più visitata, con la Francia al primo posto della classifica relativa ai singoli Paesi, davanti agli USA e alla Spagna. L’Italia si conferma al quinto posto assoluto con 48,6 milioni di arrivi. Cina, USA e Germania sono invece in testa alla classifica dei Paesi generatori di spesa outgoing, con il nostro paese in ottava posizione con una spesa pari a 28,8 miliardi di dollari.

I TEMI-CHIAVE. Il rapporto evidenzia anche alcuni temi-chiave per il turismo in questo 2016, tra opportunità (perse o ancora da cogliere) e minacce. Se infatti da un lato si pensava che il Giubileo (GUARDA LA NOSTRA PROPOSTA) avrebbe fatto da acceleratore per l’economia turistica italiana, scopriamo come i numeri si stiano rivelando per ora ben più contenuti del previsto, mentre nel frattempo cresce l’aspettativa per i Giochi Olimpici che si terranno a Rio de Janeiro tra il 5 e il 21 agosto. Altro tema chiave è legato a Schengen e alla libertà di circolazione, con il settore viaggi preoccupato dai segnali di una possibile chiusura dovuti all’emergenza immigrazione e al rischio attentati terroristici. Altro tema-chiave è quello della crisi dei BRIC, con le economie emergenti che stanno vivendo una generale battuta d’arresto con conseguenze evidenti anche per il turismo, e quello dell’affermazione della sharing economy, che da Airbnb a Blablacar e Uber, solo per citarne alcuni, sta incidendo in maniera convincente su ricettività e trasporti.

Rapporto sul turismo 2016

L’ITALIA DEL TURISMO. Le stime 2015 del World Travel and Tourism Council dicono che la nostra industria turistica vale 67,2 miliardi di euro (il 4,2% del Pil) che diventano 165,4 miliardi di euro (il 10,2% del Pil), se si considera anche l’indotto. Due i segnali da tenere ben presenti: quello che riguarda il turismo domestico, in aumento del 2,5%, e quello relativo alla spesa degli stranieri, che registra un nuovo record arrivando a sfiorare i 36 miliardi di euro. Il settore viaggi e vacanze occupa oggi 2,6 milioni di persone, con 12mila tra agenzie di viaggio e tour operator sparsi lungo il territorio nazionale. Un territorio dove si contano 33mila hotel e 125mila strutture extra-alberghiere, per un totale di quasi 5 milioni di posti letto.

Rapporto sul turismo 2016

LE CRITICITA’ DEL BELPAESE. Le criticità emerse, per ciò che riguarda il turismo in Italia, sono intanto legate strettamente al tempo e allo spazio. Nel senso che la metà delle presenze turistiche intanto si concentra nel trimestre giugno-agosto, mesi nei quali il comparto si gioca ogni anno le sue sorti, e nello stesso tempo a parte l’arco alpino, le fasce costiere e le aree metropolitane centro-settentrionali, non emergono altri territori che abbiano sviluppato una vocazione turistica veramente rilevante. Insomma, da un lato si mette in luce la difficoltà nell’attirare turisti al di fuori del periodo estivo, dall’altro emerge come l’afflusso turistico premi principalmente i territori del Centro-Nord, lasciando le briciole al Sud, che nulla avrebbe in termini di clima, paesaggio, patrimonio storico, cibo e molto altro da invidiare alle regioni del Nord.

Tanto per fare un esempio: se prendiamo come riferimento il Veneto, scopriamo come a livello di presenze i suoi 62 milioni di turisti siano oltre il triplo di quelli della Campania (18 milioni) e il quadruplo della Sicilia (15 milioni), mentre a livello di spesa incoming i 4,8 miliardi di euro spesi in Veneto sono più dei 4,6 miliardi incassati da tutte le regioni meridionali messe insieme. Dati che si spiegano almeno in parte analizzando il mercato incoming, che mette in luce come si sia sviluppata in Italia una certa dipendenza dal turismo tedesco. A livello regionale, il primo mercato incoming è, infatti, proprio la Germania in 15 casi. Per gli altri, costituisce il secondo con la sola eccezione della Valle d’Aosta. Dipendiamo insomma dai turisti tedeschi, che da soli costituiscono il 28% del nostro mercato, che comunque è composto per oltre il 70% da turisti provenienti dai primi dieci paesi nella classifica, a testimonianza di come l’Italia debba fare di più, e soprattutto meglio, per attrarre turisti dal resto del mondo.

Rapporto sul turismo 2016

Abbiamo ancora dunque parecchi problemi, confermati dal Rapporto sul turismo 2016, sia per quello che riguarda la dipendenza del nostro mercato turistico dalla Germania e da pochi altri paesi, sia per quello che riguarda la dimensione del fenomeno, che vede premiate le località del Nord rispetto a quelle del Sud Italia, penalizzate da un ritardo che non è certo solo del settore turistico.

Viaggiatori da evitare: le persone più odiate in aeroporto

Le ricerche sui gusti del viaggiatore medio si sprecano. Sappiamo tutto a proposito della sua passione per il Wi-Fi in aeroporto, su quanto sia interessato a sconti e promozioni e su quanto si senta a suo agio se viziato e coccolato da un servizio clienti efficiente. Ma chi o cosa detesta il turista, questo non è sempre al centro del dibattito. A scandagliare il lato oscuro del viaggiatore ci ha pensato Just the Flight, che ha sottoposto un questionario a 5000 viaggiatori per scoprire quali siano le persone più odiate in aeroporto, ricavandone una classifica divertente da un lato, ma che potrebbe anche indurvi a riflettere sul fatto che all’ultimo imbarco vi siete attirati l’odio di colui che vi seguiva nella fila al check-in. La classifica individua 21 profili, noi vediamo quali sono i 10 viaggiatori da evitare a tutti i costi quando ci si sta per imbarcare alla volta della prossima vacanza.

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LE PERSONE PIÙ ODIATE IN AEROPORTO

1) IL RITARDATARIO. Più di un intervistato su due (il 53%) indica il ritardatario come il più odiato tra le persone più odiate in aeroporto. Sta perdendo il suo volo e adesso vuole saltare la fila degli altri comuni viaggiatori… ma non lo sapeva che come gli altri doveva presentarsi per tempo? Nessuna pietà!

2) QUELLO CHE NON TROVA IL PASSAPORTO. (48%) Si sa che in aeroporto è il documento più importante, perché quindi non tenerlo a portata di mano invece di perderselo sul fondo di una borsa e doverlo affannosamente cercare, facendo perdere tempo a tutta la fila?

3) QUELLO DIVERTENTE A TUTTI COSTI. (47%) No, non parliamo di colui che non può fare a meno di raccontare una storiella divertente mentre si fa la fila, anche se pure per questo tipo di viaggiatore si potrebbe trovare un posto nella classifica. Qui ci si riferisce al burlone che deve a tutti i costi far ridere con uno scherzetto legato al panico da attacchi terroristici. Che non si lamenti se poi vede partire il suo volo mentre è trattenuto negli uffici della sicurezza!

Fila in aeroporto

4) QUELLO CHE OCCUPA 6 SEDILI. (44%) Siete tutti pigiati in una sala d’aspetto e lui ha disposto una borsa per ogni sedia che gli sta intorno, mentre allunga i piedi su quella di fronte con le cuffiette nelle orecchie. Speriamo non ci siano oggetti troppo fragili nella borsa che state “dolcemente” spostando per sedervi…

5) QUELLO CHE BLOCCA IL METAL DETECTOR. (34%) La sicurezza in aeroporto prevede una serie di controlli, tra i quali il passaggio al metal detector, di cui ormai siamo tutti consapevoli. Al terzo passaggio, dopo aver estratto il portatile, aver finalmente tolto la cintura e svuotato la tasca dagli ultimi spiccioli rimasti, quel viaggiatore pensa che quelli dietro di lui siano ancora calmi? Si sta sbagliando…

6) QUELLO COL MEGAFONO. (26%) Le sue telefonate si sentono in tutto l’aeroporto, fin sulle piste di partenza. Il volume della sua voce mentre parla sfida quello degli altoparlanti che annunciano i voli. Ora sapete tutto di come sta la zia Clara, ma vorreste comunque saltare a piedi pari sul suo smartphone per ridurlo in briciole.

Liquidi aeroporto

7) QUELLO ANSIOSO AL NASTRO TRASPORTATORE. (25%) Tutti devono riprendere il loro bagaglio al nastro trasportatore, per cui perché accalcarsi con tutta la propria famiglia composta da moglie e dodici figli, occupando metà dello spazio e rendendo impossibile l’accesso agli altri viaggiatori?

8) QUELLO CHE TI TOSSISCE ADDOSSO. (25%) La sua tosse o il suo raffreddore l’hanno accompagnato fino in aeroporto, e adesso che è dietro di te nella fila non può fare a meno di scaricarti addosso i suoi batteri, senza curarsi troppo della mano davanti alla bocca, o al naso. Che fortuna eh?!?!

9) QUELLO CHE A TUTTI I COSTI VUOLE IMBARCARSI PER PRIMO. (24%) C’è quello che si intrufola in maniera fantozziana e ti sorpassa e quello che non può fare a meno di esibire una corsetta nel tunnel che porta all’aeromobile. Avranno in mente di occupare il posto perfetto? Oppure hanno paura che imbarchino solamente una percentuale di quanti sono insieme a loro?

Aeroplano

10) QUELLO CHE NON HA CONTROLLATO I LIQUIDI. (18%) Ormai lo sappiamo tutti che non si possono portare prodotti liquidi eccedenti una certa quantità, e sappiamo anche come devono essere impacchettati. Questo viaggiatore però si ostina a presentarsi con boccette, lattine o quant’altro sia proibito portare a bordo, prolungando all’infinito la discussione su quanto sia un peccato dover buttare tutto. E un turista su cinque, alle sue spalle, vede salire il suo livello di odio.

I benefici del viaggio: a svelarli uno studio di Momondo

I BENEFICI DEL VIAGGIO. Hai presente quel senso di benessere e equilibrio che si prova durante una vacanza in un paese straniero, capace di accompagnarti anche al ritorno a casa e persistere fino a quando la routine quotidiana e lo stress della vita di tutti i giorni non riprendono a martellare senza posa? Che viaggiare potesse rivelarsi un toccasana per il benessere personale non ci voleva certo la scienza a dirlo, bastava appostarsi in un qualsiasi terminal degli arrivi e misurare l’apertura dei sorrisi dei turisti, ma quelli di Momondo, convinti del fatto che viaggiare sia davvero in grado di cambiare in meglio il mondo, tra i benefici del viaggio sono andati a scandagliare alcuni aspetti più particolari, che vanno dall’apertura mentale della persona che viaggia fino alla sua fiducia nei confronti degli altri. Possibile che quelli che più viaggiano risultino anche più aperti e disponibili a credere negli altri?

THE VALUE OF TRAVELLING. Questo il nome della ricerca condotta da Momondo, che ha sottoposto le sue domande a 7.292 persone provenienti da 18 paesi del mondo, tra Nord e Sud America, Europa, Africa, Asia e Australia, per trovare una correlazione tra viaggio e fiducia, arrivando alla conclusione che proprio coloro che più viaggiano tendono ad avere un’apertura differente nei confronti dell’altro, dello straniero, delle sue abitudini e della sua religione.

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I NUMERI. Il 48% degli intervistati ammette in via preliminare un fatto che appare evidente ai più: oggi come oggi siamo circondati da un maggior numero di pregiudizi rispetto a cinque anni fa. Solo il 16%, al contrario, crede che la situazione sia all’opposto. Eppure, il 76% degli intervistati conferma come il viaggiare abbia avuto effetti positivi sul loro modo di guardare alle differenze e alle diversità, e la stessa percentuale ammette l’influenza positiva sulla valutazione delle altre culture. Il 75% ha rivisto i suoi pregiudizi sugli abitanti di un determinato luogo, dopo averlo visitato, e il 65% crede fermamente che ci sarebbero meno pregiudizi nel mondo se le persone viaggiassero di più. Anche l’intolleranza avrebbe un’incidenza minore se si viaggiasse di più, almeno per il 61% del campione. Infine, più di un intervistato su due (il 53%) si spinge a confermare come potrebbe esserci addirittura più pace nel mondo, se le persone viaggiassero di più.

Passando alla fiducia negli altri, voi vi fidate delle persone che incontrate in viaggio per la prima volta? Ebbene, lo studio rivela che coloro che hanno visitato dai 46 ai 50 paesi e che viaggiano più di otto volte all’anno risultano essere i più fiduciosi nei confronti delle persone appena incontrate. “I risultati dello studio indicano come il viaggio aumenti la fiducia nelle persone che si incontrano per la prima volta, in persone di altra religione o nazionalità, a prescindere dalle variazioni di genere, età, reddito, istruzione e urbanizzazione”, fanno sapere da Momondo.

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5 CONSIGLI PER APRIRE IL TUO MONDO AL VIAGGIO

Ecco 5 consigli per fare del prossimo viaggio un’esperienza all’insegna dell’apertura e della fiducia nell’altro.
1) ABBASSA LA GUARDIA! – Viaggiare è per sua natura esporsi a qualcosa di diverso. Apri la tua mente e metti il guinzaglio al tuo giudizio. Non sono le differenze che ci dividono. E’ l’incapacità di riconoscere, accettare e ottenere il meglio da queste differenze . E ricorda: sei diverso dagli altri come loro lo sono per te.
2) PARLA CON LA GENTE DEL POSTO! – Non solo con il personale dell’hotel. Uno sconosciuto è solo un amico che non hai ancora incontrato. Una domanda veloce potrebbe trasformarsi in una conversazione ricca di ispirazioni. In poco tempo, potresti aggiungere una persona appena conosciuta alla tua lista di amici.
3) DI’ DI SI! – Si è la parola magica per nuove esperienze. “Si, mi sono perso”. “Si, mi piacerebbe ballare”. “Si, c’è spazio a questo tavolo”. Vedrai quanto una piccola parola può fare la differenza.
4) SII CURIOSO – Abbi il coraggio di fare qualcosa per la prima volta. La curiosità è la bussola che porta ad una visione aperta del mondo. Sfida te stesso e combatti la voglia di fare affidamento sulla routine.
5) CONDIVIDI! – Sii di ispirazione. Lascia che gli amici e la famiglia vedano la bellezza e la cordialità del mondo attraverso i tuoi occhi. Gli atteggiamenti sono contagiosi.

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E se vuoi condividere con Momondo la tua maniera di interpretare questi 5 consigli durante i tuoi viaggi, puoi partecipare al concorso che mette in palio una Camera 360 gradi panoramica. Carica su Instagram una foto o un video che illustrino il tuo modo di vivere il viaggio, tagga @momondo e usa l’hashtag #LetsOpenOurWorld. E mi raccomando… ricordati sempre di continuare a viaggiare. Ti rende migliore!