Bagagli smarriti in aeroporto, come comportarsi?

LA TAGLIOLA DEI BAGAGLI SMARRITI IN AEROPORTO. Che siate tra coloro che si fanno avvolgere da uno spesso strato di ansia, o tra quelli che pensano positivo in qualunque condizione, di sicuro al momento di consegnare il bagaglio da imbarcare in aereo non potete fare a meno di incrociare per un attimo le dita. Si perché, come sottolineato anche da un recente studio della SITA, ogni 1000 bagagli imbarcati sono in media circa 3 quelli che finiscono per prendere una direzione differente da quella del proprietario. Che fare allora per prendere tutte le precauzioni necessarie a evitare questo genere di fastidio? Informarsi sulle possibilità di ottenere un rimborso è certamente utile, ma ci sono strategie che si possono mettere in atto per ridurre al minimo il rischio.

I NUMERI e LE CAUSE. Se facciamo un salto indietro di una decina d’anni, scopriamo come il fenomeno abbia un’incidenza minore rispetto al passato. Nel 2007, infatti, le principali compagnie mondiali smarrivano una media di 7 bagagli ogni migliaio di passeggeri, con il 5% di essi destinati a non essere mai più ritrovati. Investimenti e innovazioni nel settore hanno fatto sì che questi numeri si dimezzassero nei dieci anni successivi, ma ancora per migliaia di passeggeri ogni anno la scocciatura si ripete. Le cause? Secondo gli studi intrapresi dalla SITA, nel 50% dei casi l’errore è da imputare ai tempi ridotti nel processo di trasferimento dei bagagli all’aeromobile. In questi casi, di solito, le compagnie sono solite imbarcare i bagagli in un volo successivo, minimizzando così i fastidi per il passeggero. C’è poi un 20% di casi che sono imputabili all’errore umano, alla distrazione o alla dimenticanza di qualche impiegato, e in questo caso ci sono alcuni consigli che possono essere utili a farvi giungere a destinazione insieme al vostro bagaglio. Vediamo quali sono.

Foto dell'utente Flickr Hernán Piñera

Foto dell’utente Flickr Hernán Piñera

5 CONSIGLI UTILI PRIMA DI IMBARCARE IL BAGAGLIO

1) Scattate una foto al bagaglio. Potrete così descrivere al meglio la vostra valigia, senza dover intaccare troppo la vostra pazienza nel ricordarvi e comunicare all’Ufficio Oggetti Smarriti dimensioni, forma e colore del bagaglio.

2) Mettete una targhetta col vostro nome anche dentro il bagaglio. Può essere utile scrivere le proprie informazioni di contatto, oltre che sulla targhetta esterna che potrebbe staccarsi in qualsiasi momento, anche su un talloncino da infilare nella valigia, così da poter essere più facilmente rintracciati.

3) Rimuovete i segni dei viaggi precedenti. E’ sempre bello vedere un bagaglio ricco di segni delle vacanze passate, ma non dimenticatevi che questo può confondere un impiegato non troppo attento, o interferire con uno scanner. Attaccate in una bacheca le vecchie targhette e sarete più sicuri di arrivare insieme al vostro bagaglio.

4) Non imbarcate oggetti che potrebbero essere utili appena arrivati. Potrebbe sembrare ovvio, ma ricordarsi di mettere nel bagaglio a mano e non nella valigia da imbarcare il laptop, le medicine, le chiavi di casa o i gioielli e gli oggetti di valore, può far sì che il fastidio di vedere smarrita la valigia risulti contenuto e non vi faccia mettere a piangere davanti all’impiegato di turno.

5) Non volete sorprese? Considerate la tecnologia. Esistono attualmente in commercio diavolerie come il Trackdot, un localizzatore che consente di rintracciare un bagaglio smarrito nel corso di un viaggio grazie alla tecnologia UMTS. L’apparecchio elettronico si infila nella valigia prima della partenza, si collega al telefono mobile e tramite l’invio di SMS e email comunica la posizione del bagaglio al proprietario. Che quindi saprà sempre dove si trova la sua valigia, anche dall’altro capo del mondo.

Foto dell'utente Flickr frankieleon

Foto dell’utente Flickr frankieleon

In un settore in continua evoluzione come quello dei viaggi, la tecnologia sta assumendo una sempre crescente importanza, tanto che anche per ciò che riguarda i bagagli smarriti in aeroporto le compagnie si stanno organizzando per minimizzare al massimo gli inconvenienti. La SITA ad esempio ha messo a punto il sistema BagJourney, che permette anch’esso di tracciare gli spostamenti delle valigie disperse, comunicando in tempo reale con lo smartphone del viaggiatore, il quale può seguire tutto il processo di ricerca. Ma non mancano anche progetti più avveniristici, come quelli relativi alle valigie intelligenti, non ancora progettate per tornare a casa da sole ma già pensate per muoversi su ruote, per tenere sotto controllo il peso, ricaricare le batterie dei dispositivi portatili e che sono dotate ovviamente dotate di un rilevatore GPS. Guardate qui!

E SE IL BAGAGLIO E’ STATO DAVVERO SMARRITO? In questo caso, essere informati è importante e può limitare al massimo il fastidio. Intanto, tenete presente che di solito l’80% dei bagagli smarriti viene ritrovato entro 24 ore, il restante 20% entro 3 giorni. Come ricordano da Federconsumatori, in caso di smarrimento, prima di uscire dall’aeroporto dovete recarvi all’Ufficio Oggetti Smarriti e compilare un modulo con descrizione della valigia. Trascorse le prime 24 ore, se il bagaglio smarrito non è stato ancora rintracciato e voi non siete residenti in quel luogo, alcune compagnie vi daranno subito una certa cifra per le piccole spese urgenti. Per il bagaglio definitivamente smarrito, danneggiato, o consegnato in ritardo, infine, si ha diritto a un risarcimento massimo di 1.167 euro circa per voli assicurati da compagnie UE in tutto il mondo.

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Gatti, cani, gufi, volpi e serpenti: la moda degli Animal Café

COSA SONO? Una tendenza che si è affermata negli ultimi anni, sorretta da un lato dalla certezza – supportata anche da alcuni studi scientifici – che il contatto con gli animali rappresenti una sorta di terapia, capace di avere un’influenza positiva sull’organismo, e dall’altro lato da quell’inevitabile bisogno tutto imprenditoriale di spingersi sempre un po’ più in là, per impressionare e ritagliarsi uno spazio fuori dal coro della normalità. E’ così che nel mondo si sono diffusi bar e locali dedicati agli amanti degli animali, gli Animal Café, dove sorseggiare un caffè o mangiare qualcosa in compagnia dei propri animali preferiti. Ma se pensate che la cosa sia limitata a adorabili cagnolini e gattini siete completamente fuori strada, perché basta dare uno sguardo in rete per rendersi conto di quanto questa moda abbia preso piede, tanto da aver salutato le aperture più bizzarre: dal locale dove sedersi di fianco e accarezzare morbide pecorelle fino a quello dove si è circondati da ogni tipo di uccelli, gufi compresi.

neko café

IN PRINCIPIO FURONO I GATTI. Raccontare la storia di questo tipo di locali vuol dire tornare indietro alla fine degli Anni ’90, quando a Taiwan aprì i battenti il primo locale dove era possibile interagire con una quarantina di gatti, coccolarli e tenerli in braccio mentre si prendeva un tè. Era l’alba dei Neko Café, con neko che in lingua giapponese significa appunto “gatto”. Negli anni seguenti molti hanno capito che il connubio poteva essere vincente, ed ecco che via via hanno aperto in tutto il mondo molti luoghi dove poter interagire con ogni tipo di animale domestico. E non…

IN ITALIA. Negli ultimi 4/5 anni anche l’Europa ha visto diffondersi la moda degli Animal Café, con il Cafe Neko di Vienna a far da pioniere nel 2012. Per l’Italia, il primo in assoluto è stato il Miagola Caffè, aperto nel marzo del 2014, anche se resta ancora aperta la disputa con un altro locale, aperto sempre a Torino, il Neko Café, il quale rivendica anch’esso il primato nel Belpaese. Altri esempi di locali del genere in Italia sono il Crazy Cat Café, per quel che riguarda Milano, e il Romeow Cat Bistrot, raffinato bistrot della capitale.

Romeow Cat Bistrot

Romeow Cat Bistrot

NEL MONDO. E’ sicuramente dando uno sguardo alle proposte in giro per il mondo che si scoprono le mille variazioni sul tema “gatti”. Partiamo?

Bunny Café

Bunny Café

In Giappone si stanno diffondendo a vista d’occhio! Sono i Bunny Café, locali dedicati all’interazione con adorabili conigli

Owl Café

Owl Café

Sono in Giappone, naturalmente, ma uno si trova anche a Londra, l’Annie the Owl. I protagonisti? I volatili, con i gufi in modo particolare

Thanks Nature Cafe

Thanks Nature Cafe

Vi avevamo già detto del caffè dove si possono accarezzare le pecore? Ecco il Thanks Nature Cafe

Harry Tokyo

Harry Tokyo

Una moda che sta prendendo piede ultimamente: tenere in braccio e accarezzare i ricci. Da Harry a Tokyo bisogna mettersi in fila per potersi “aggiudicare” una di queste adorabili creature

Tokyo Snake Center

Tokyo Snake Center

Amate i rettili e i serpenti in particolare? Allora sempre a Tokyo l’indirizzo giusto è quello del Tokyo Snake Center

Yokohama Subtropical Teahouse Reptile Cafe

Yokohama Subtropical Teahouse Reptile Cafe

Oppure perché non fare un salto al Yokohama Subtropical Teahouse Reptile Cafe?

Little Zoo Cafe

Little Zoo Cafe

Chiudiamo con il più controverso dei locali nel mondo, che ospita volpi, suricati e procioni. Siamo a Bangkok, al Little Zoo Cafe, forse l’unico posto al mondo dove si può battere il cinque con una volpe. Ma non saremo andati troppo in là?

Salute, umore e relazioni: ecco i benefici del viaggio!

I BENEFICI DEL VIAGGIO. Rilassati, ringiovaniti, riposati, divertiti… sono questi i tratti tipici dei volti di quanti ritornino da una vacanza o un viaggio, riscontrabili da chiunque al primo sguardo. Ma adesso anche gli studi scientifici arrivano a confermare i benefici del viaggio sull’organismo, sia per ciò che riguarda la mente sia per il corpo. Ecco i risultati di una ricerca che ha preso in considerazione un campione di 31 milioni di inglesi, i quali avessero viaggiato negli ultimi 12 mesi.

Famiglia in viaggio

VIAGGIARE FA BENE A… La ricerca è stata condotta per conto di Expedia, e se da un lato ha confermato come circa la metà degli intervistati si sentissero ovviamente più rilassati (il 46%), più felici (il 42%) o meno stressati (il 35%), dall’altro ha messo in luce alcuni aspetti benefici meno conosciuti collegati all’esperienza di viaggio. Gli intervistati hanno infatti confermato come i benefici del viaggio si estendano alle relazioni – con il 21% che torna sentendosi più vicino agli affetti e alla famiglia – all’approccio alla vita quotidiana e alla creatività. Infine, un buon 10% ha riconosciuto al ritorno dal viaggio un miglioramento delle condizioni della pelle, mentre il 6% riscontra addirittura un miglioramento della propria vita sessuale. A livello della durata degli effetti di questo momento magico, il campione intervistato individua un arco temporale che va dalle tre settimane, per quelli che si fanno riassorbire dallo stress quotidiano in fretta, fino ai tre mesi.

Tramonto spiaggia

E LA SCIENZA CHE DICE? La psicologa Linda Papadopoulos, che ha partecipato alla ricerca, ha commentato così i risultati dello studio: “Una delle cose migliori delle vacanze è che uscendo dalla routine non ci si debba preoccupare dei ‘devo fare’, e che si possa essere liberi di fare tanto o poco, a seconda dei propri desideri. Ciò consente di ridurre i livelli di cortisolo, associato allo stress, che può essere il responsabile di un effetto negativo su organi come la pelle. Al diminuire di stress e ansia, ecco migliorare l’umore, con benefici positivi nella percezione di se stessi, nella motivazione e nella produttività, nonché nella nostra visione generale della vita”. E in più aggiunge: “L’esposizione a una buona quantità di sole è anche messa in correlazione all’aumento di rilascio da parte del cervello di serotonina, che è associata con il miglioramento dell’umore e che aiuta a mantenere calma e concentrazione”. Si tratta quindi di un mix tra benefici direttamente riconducibili all’esperienza vissuta e derivanti dalla modifica dei livelli di cortisolo e serotonina nell’organismo, un cocktail capace di dare una sferzata di energia e di ringiovanire il viaggiatore.

Coppia in spiaggia

LA SFERA SESSUALE. Più di un milione di intervistati ha fatto notare un miglioramento della vita sessuale in concomitanza delle vacanze. Ciò è probabilmente dovuto ad un aumento della fiducia nel proprio corpo e al miglioramento dell’umore, cose che rendono più predisposti alla vicinanza con altre persone. Se infatti prendiamo in considerazione i dati di un precedente studio europeo, si scopre come secondo il 73% degli italiani, e il 74% dei francesi, durante un viaggio è più facile trovare l’amore. Ben il 35,6% degli italiani ha avuto una storia d’amore in vacanza, mentre il 16% ha conosciuto qualcuno con cui ha avuto poi una relazione a lungo termine. E se infine si prende in considerazione l’innegabile fascino del viaggiatore, ecco che circa il 53% degli italiani sceglie proprio i viaggi come oggetto di conversazione durante un primo appuntamento.

Insomma, la prossima volta che vi sentite depressi, ansiosi, magari in leggero sovrappeso e non siete per nulla soddisfatti della vostra vita sessuale e della lucentezza della vostra pelle, mettete in preventivo una vacanza, un viaggio alla scoperta del mondo (ma mi raccomando, fatelo con Personal Travels!). Scoprirete di sicuro qualcosa di nuovo su voi stessi, e chissà che la magia non possa durare anche più dei tre mesi di cui si parlava sopra…

Dormire in aeroporto: piccola guida per avventurieri e non

DORMIRE IN AEROPORTO. Una coincidenza, una partenza “intelligente” e low cost alle prime luci dell’alba, uno sciopero, un ritardo… sono tanti i piccoli e grandi contrattempi che possono costringere a passare una notte, o parte di essa, vicino alle piste di decollo e atterraggio. Quali consigli è possibile dare a quanti si trovassero costretti a dormire in aeroporto, siano essi turisti avventurosi e pronti a tutto oppure desiderosi di un po’ di comfort anche in una situazione del genere?

ALL’AVVENTURA IN AEROPORTO. Se fate parte del gruppo che non si scoraggia e si adatta a qualsiasi posizione, dal pavimento alla poltrona di turno, ecco qualche suggerimento per arrivare preparati all’appuntamento con la notte in aeroporto.

Dormire in aeroporto

1) PENSATECI PER TEMPO. In particolare se già sapete di dover passare parecchio tempo in aeroporto, pensate a portare qualcosa che renda più confortevole il riposo durante l’attesa. Un materassino gonfiabile, una mascherina per gli occhi, un piccolo cuscino o uno zaino che ne possa fare le veci, delle salviettine umidificate e magari anche un lettore mp3 per ingannare il tempo sono il minimo indispensabile da avere con sé. Meglio se a tutto questo si aggiungono i tappi per le orecchie, visto l’inevitabile rumore di fondo.

2) ANDATE SUL SICURO. Mentre dormite qualcuno potrebbe approfittare per dare un’occhiata ai vostri bagagli. Se non li avete depositati in un luogo sicuro, considerate la migliore opzione per tenere al sicuro le vostre cose. C’è chi assicura con una catenella il bagaglio al proprio corpo, ma anche senza arrivare a questi eccessi avere cura di proteggere le proprie cose più possibile vi eviterà una brutta sorpresa al risveglio. Anche posizionarsi vicino a un ufficio di sicurezza o sotto una delle telecamere di sorveglianza scoraggerà eventuali tentativi di furto.

3) ARRIVI MEGLIO DELLE PARTENZE. Per quanto l’accoglienza delle famiglie verso i loro familiari possa essere rumorosa, meglio in molti aeroporti cercare un luogo per schiacciare un pisolino nella zona degli arrivi, piuttosto che in quella delle partenze. C’è da scommettere che ci vorrà meno tempo per ricavarsi il proprio piccolo angolo, evitando la calca che spesso si forma nelle aree vicino agli imbarchi. Consiglio da non sottovalutare: le temperature possono cogliervi impreparati, perciò meglio vestirsi a strati e toglierne qualcuno se facesse caldo, piuttosto che passare una notte a battere i denti!

4) CONSIDERATE LE LOUNGE. Anche se non siete viaggiatori V.I.P. molti aeroporti hanno lounge dove è possibile accedere con biglietti economy, magari pagando un piccolo extra. Così facendo vi assicurerete una comoda poltrona, qualcosa da mangiare e da bere e in molti casi anche una doccia, per salire sull’aereo freschi come se si fosse passata la notte in hotel. O più o meno…

Valido per gli avventurieri così come per i viaggiatori più comodi, il sito internet Sleepinginairports rappresenta una piccola bibbia sull’argomento. Qui troverete consigli e informazioni utili, insieme alla classifica degli aeroporti più comodi, e meno comodi, dove passare la notte. Il meno comodo? Se nei vostri piani c’è l’Islanda, ricordate che l’aeroporto di Reykjavik è considerato il peggiore da questo punto di vista.

DORMIRE COMODI IN AEROPORTO, SI PUO’! Ok, siete tra quelli che non riescono a rinunciare alla comodità e dovete passate la notte in aeroporto. Che fare? Fortunatamente molte aziende si stanno preoccupando del benessere di turisti come voi, impiantando all’interno degli aeroporti dei box, vere e proprie mini-lounge private, che possono essere affittate a ore e garantiscono qualche ora di riposo protetto dall’insonorizzazione, l’accesso al Wi-Fi e in qualche caso la possibilità di farsi una doccia prima di salire a bordo.

ZZZleepandGo

ZZZleepandGo

ANCHE IN ITALIA. Il primo aeroporto italiano a dotarsi di una soluzione di questo tipo è quello di Orio al Serio, tra quelli considerati più scomodi nella classifica di Sleepinginairports. Qui i moduli ZZZleepandGo  sono completamente insonorizzati, e presentano all’interno un letto anatomico, connessione Wi-Fi senza limiti, prese USB e corrente a 220V, più il deposito bagagli e una scrivania per potersi mettere a lavorare. Esaurito il tempo, all’entrata di ogni nuovo ospite avviene la sostituzione automatica delle lenzuola e la purificazione dell’aria all’interno del modulo. Le cabine costano 8 euro l’ora, ma è possibile avere uno sconto prenotando online sul sito. Vediamo come funziona il servizio.

TUTTE LE SOLUZIONI NEL MONDO. Simile alla precedente la soluzione degli aeroporti di Berlino e Monaco, dove potrete incontrare le Napcabs. A questo indirizzo tutte le informazioni per ciò che riguarda location e costo dei moduli Napcabs.

Napcabs

Napcabs

SAMS Snooze at My Space: Aeroporto di Delhi – Indira Gandhi International Airport. Moduli con TV a schermo piatto, prese di ricarica, Wi-Fi e letti confortevoli per rilassarsi, lavorare o dormire. Si parte da $12 l’ora (o $22 per due persone).

SAMS Snooze at My Space

SAMS Snooze at My Space

SnoozeCube: Dubai International Airport – Ognuna di queste camere insonorizzate ha un letto matrimoniale, TV touch screen a schermo piatto e connessione internet wireless ad alta velocità. I prezzi partono da $21 l’ora.

SnoozeCube

SnoozeCube

Snooze KL: Kuala Lumpur International Airport – Letto a castello, Wi-Fi, sveglia, tappi e area deposito, queste camere sono in grado di ospitare fino a 2 adulti e 1 bambino in uno spazio di 3 x 1,5 m.

Snooze KL

Snooze KL

SleepPod: Aeroporto di Hanoi – È possibile affittare i moduli per qualsiasi quantità di tempo che intercorre tra un’ora e 24 ore. I bambini sotto i 6 anni soggiornano gratis.

SleepPod

SleepPod

YOTEL – Presente negli Aeroporti Londinesi di Gatwick e Heathrow e nell’aeroporto Schiphol di Amsterdam, annunciato per luglio 2016 anche a Parigi Charles de Gaulle. Yotel è una catena di hotel nota per le sue piccole camere, elegantemente progettate e con la possibilità di usufruire anche di un bagno privato. In questo caso anche i prezzi somigliano a quelli di un hotel tradizionale, ma i comfort vi faranno dimenticare di essere in un aeroporto.

GoSleep: Aeroporti di Abu Dhabi, Dubai, Helsinki, Tallinn, Amsterdam, Tokyo Haneda e presto anche Belo Horizonte. Queste, per favore, non chiamatele solo poltrone!

GoSleep

GoSleep

In vacanza con le allergie, come comportarsi?

IN VACANZA CON LE ALLERGIE. Molti di voi lo sapranno bene, in particolare in quest’inizio di primavera ricco di fioriture. Con le allergie non si scherza, e anche nel momento in cui si prenoti una vacanza è bene tenere in considerazione le esigenze del soggetto allergico, per evitare di vedersi rovinare tutta la tranquillità del soggiorno.

In vacanza con le allergie

I dati lo confermano: in tutti i paesi industrializzati i soggetti allergici sono in aumento, sia per quel che riguarda le allergopatie respiratorie che per ciò che concerne quelle alimentari, settore nel quale vanno considerate anche le esigenze speciali degli intolleranti. Praticamente una persona ogni dieci, nel nostro paese, ha a che fare quotidianamente con allergeni, riniti, reazioni cutanee, asma e quant’altro. Come comportarsi quindi prima di mettersi in viaggio? C’è qualcosa, oltre a operare con buonsenso, che è possibile fare per prendersi correttamente cura del soggetto allergico?

I CONSIGLI DI FEDERASMA E ALLERGIE ONLUS. Alcuni buoni consigli derivano da Federasma e Allergie onlus, che stila una lista di accorgimenti da prendere partendo dalle allergie alimentari. In questo caso, ricordano, “in qualunque posto si vada per mangiare, è bene sempre chiedere informazioni sugli allergeni alimentari, sugli ingredienti e sulle eventuali contaminazioni tra gli alimenti”, compreso ogni pasto o snack consumato a bordo di un aereo. “Meglio ancora se si ha con sé un certificato medico (in italiano e in inglese) che certifica le nostre allergie”, sottolinea la dottoressa Francesca Puggioni, per poter superare anche eventuali difficoltà di comprensione della lingua. Un consiglio valido per tutti, sottolineano ancora da Federasma e Allergie onlus, è anche quello di avere sempre con sé il farmaco di emergenza salvavita o il kit di adrenalina auto iniettabile.

I Love Pollen

Per ciò che concerne le allergopatie respiratorie, si parte dal controllo del calendario delle fioriture per i pollini per arrivare fino a prestare la massima attenzione all’ambiente in cui andrà a riposare. Anche qui un consiglio valido per tutti i casi: “Se il controllo allergologico o pneumologico risale a molti mesi prima o se dall’ultimo controllo sono comparsi sintomi nuovi, è meglio effettuare una visita di rivalutazione per fare il punto della situazione e ricevere i giusti consigli personalizzati”.

HOTEL ALLERGY FREE. Messa così sembra di doversi preparare a una sorta di corsa a ostacoli, col rischio di inciampare ad ogni passo, ma qualcuno ha già pensato a come fornire un servizio alberghiero capace di includere anche i soggetti allergici. Si tratta degli alberghi che aderiscono al progetto europeo Allergy Free Hotels, ovvero luoghi dove si adottano tutti gli accorgimenti necessari per ridurre al minimo la presenza di ospiti indesiderati quali: pollini, muffe, funghi e gli ormai famosi acari della polvere. Dai sistemi di pulizia fino alla biancheria da letto, tutto è pensato in funzione della riduzione del rischio per i soggetti allergici.

Allergy Free Hotels

I dati di uno studio condotto dal Cornell University Survey Research Institute confermano come questa soluzione risponda a un’esigenza reale dei viaggiatori: l’83% dei viaggiatori sceglierebbe infatti una camera Allergy friendly avendone l’opzione, pur dovendo sborsare qualcosa in più rispetto a un hotel tradizionale. Anche in Italia qualche struttura si sta attrezzando per l’accoglienza di questi soggetti particolarmente sensibili, e a Milano dall’inizio di aprile l’Hotel Milano Scala ha predisposto un intero piano di camere realizzato secondo il protocollo Allergy Free, con l’obiettivo di “offrire una migliore qualità del sonno eliminando i disagi dovuti alle allergie e offrendo un soggiorno più consono ai Clienti Sensibili e ai loro accompagnatori”.

Il buonsenso certamente, ma soprattutto la personalizzazione del servizio in base alle esigenze dei singoli viaggiatori (un argomento che sta particolarmente a cuore a noi di Personal Travels) possono essere le armi per godersi in pieno una vacanza in compagnia di soggetti dalle esigenze particolari. In ogni caso, se siete allergici e vi stanno proponendo una bella gita negli Stati Uniti, tenetevi lontani da Jackson, Mississippi, appena “premiata” come Spring Allergy Capital del 2016.

Alla scoperta dei 10 borghi più ricercati in Italia

I 10 borghi più ricercati in Italia. La regina dell’estate 2016 è Otranto, con i suoi colori, i suoi vicoletti e la meraviglia del centro storico, seguita dalla laziale Sperlonga e dalla siciliana Cefalù. A dirlo, la classifica dei borghi più ricercati dagli utenti nazionali nell’ultimo anno stilata dall’Osservatorio Trivago. Prendiamo spunto, e vi proponiamo una galleria immagini delle prime dieci località in classifica. Cliccate sulle singole immagini per scoprire e prenotare gli alloggi più vicini al centro cittadino, tra vicoli, case addossate una all’altra, scorci, campanili e paesaggi suggestivi.

La classifica completa:

1) Otranto
2) Sperlonga
3) Cefalù
4) Castellabate
5) Lerici
6) Argentario
7) Vietri sul Mare
8) Vipiteno
9) Norcia
10) Laigueglia

Risparmiare sulla prenotazione dell’hotel: il tempo è denaro!

Il momento migliore per prenotare un viaggio negli Stati Uniti? Se si vuole risparmiare sulla prenotazione dell’hotel, allora meglio darsi da fare un paio di mesi prima della partenza. E se vogliamo viaggiare in Europa? In questo caso, meglio prenotare dai tre ai cinque mesi prima della partenza per ottenere un risparmio consistente, pari a qualcosa più del 20% nei periodi “caldi” dell’estate. A dirlo, il report di TripAdvisor intitolato “Best Time to Book”, che sulla base dei dati raccolti dalla sua piattaforma ha stilato una sorta di vademecum per il turista che volesse scoprire il momento migliore per effettuare la prenotazione di un albergo.

Il report ha preso in considerazione prenotazioni e ricerche sugli hotel di nove regioni del pianeta, focalizzando poi l’attenzione su 25 città, per poter fornire qualche indicazione utile sul miglior momento per effettuare la prenotazione nell’alta stagione estiva. Ecco quali sono i risultati.

9 REGIONI A CONFRONTO.

Stati Uniti – I prezzi degli hotel mantengono una certa stabilità lungo tutto il corso dell’anno. Si ottiene un risparmio di circa il 7% prenotando con 2 mesi di anticipo.
Europa – Il miglior momento per prenotare in Europa è dai 3 ai 5 mesi prima della partenza. La percentuale qui è più consistente, pari a circa il 23% sul totale.
Asia – Anche qui prenotando con 3 mesi di anticipo si può risparmiare fino a circa il 23%. Interessante il dato relativo all’ultimo mese prima della partenza, con prezzi in salita vertiginosa fino alle ultime due settimane, quando invece si abbassano decisamente.
Caraibi – In questo caso risparmio contenuto anche con un discreto anticipo. Prenotando 4 mesi prima della partenza si risparmia circa il 7%.
Centro America – Prezzi stabili in questa regione, per una situazione simile alla precedente. 3 mesi di anticipo garantiranno un risparmio del 7% circa sul totale.
America del Sud – Qui si può arrivare a risparmiare il 20% sulla prenotazione dandosi da fare 4 mesi prima della data di partenza. Un 2/4% in più di risparmio si ottiene prenotando molto sotto data, ma in questo caso entra in gioco un certo fattore di rischio. Per turisti temerari.
Medio Oriente – 4 mesi di anticipo significano un consistente risparmio, pari a circa il 24%. Anche in questo caso i prezzi degli hotel si impennano subito dopo, per poi abbassarsi di nuovo un paio di settimane prima della data di partenza.
Africa – Meglio darsi da fare per tempo. Con 5 mesi di anticipo si arriva a risparmiare il 21%.
Sud Pacifico – Stesso discorso fatto per l’Africa. 5 mesi di anticipo significano circa il 19% in meno per ogni notte in hotel.

Aeroplano volo notte

IL MIGLIOR MOMENTO PER PRENOTARE NELLE CITTA’ DEL MONDO.

Ecco la tabella relativa al miglior momento per prenotare un albergo città per città. Guardate se c’è la località delle vostre vacanze, e scoprite se siete ancora in tempo per risparmiare qualcosina. In qualche caso la percentuale è davvero interessante…

Bangkok – entro i 3 mesi per risparmiare il 16%
Barcellona – 2-7 mesi prima per risparmiare il 27%
Beijing (Pechino) – 2-6 mesi prima per risparmiare il 16%
Berlino – 2-5 mesi prima per risparmiare il 33%
Buenos Aires – 1-4 mesi prima per risparmiare il 19%
Cancun – 2-4 mesi prima per risparmiare il 16%
Cape Town – entro i 3 mesi per risparmiare il 13%
Dubai – entro i 2 mesi per risparmiare il 40%
Dublino – 2-5 mesi prima per risparmiare il 14%
Hanoi – entro i 3 mesi per risparmiare il 16%
Istanbul – entro i 5 mesi per risparmiare il 29%
Giacarta – entro i 3 mesi per risparmiare il 39%
Londra – 3-5 mesi prima per risparmiare il 18%
Marrakech – entro i 4 mesi per risparmiare il 28%
Mosca – 4-7 mesi prima per risparmiare il 55%
Mumbai – entro i 3 mesi per risparmiare il 17%
New York – 2-4 mesi prima per risparmiare il 25%
Orlando – 1-4 mesi prima per risparmiare il 10%
Parigi – entro i 4 mesi per risparmiare il 32%
Praga – 2-5 mesi prima per risparmiare il 33%
Rio – 3-5 mesi prima per risparmiare l’11%
Roma – 3-5 mesi prima per risparmiare il 32%
Singapore – da 2 settimane a 5 mesi per risparmiare il 26%
Sydney – entro i 5 mesi per risparmiare il 34%
Tokyo – 2-5 mesi prima per risparmiare il 31%

In visita al Museo Fallologico Islandese

Immagini di visitare l’Islanda e subito ti vengono in mente la suggestione dei colori e dei paesaggi, le splendide cascate, il calore termale e la bellezza sospesa del Blue Lagoon, la Laguna Blu che ogni anno attira tantissimi turisti. Eppure esiste un’attrazione, in particolare un museo, che nel 2009 aveva salutato l’arrivo di circa 11mila turisti, ed oggi ha praticamente triplicato quella cifra, con i suoi oltre 33mila visitatori, per una crescita solo nel 2015 pari al 35%. Parliamo dell’Icelandic Phallological Museum, il Museo Fallologico Islandese, un luogo unico al mondo che ha la particolarità di ospitare una collezione del tutto fuori del comune: quella di peni.

Museo Fallologico Islandese

Il Museo Fallologico Islandese contiene infatti una collezione di oltre duecento peni e parti di pene, appartenenti a pressoché tutti i mammiferi terrestri e marini presenti in Islanda, uomo compreso, con contributi anche di animali che non vivono sul suolo islandese. Nasce da un’idea di Sigurdur Hjartarson, che nell’ormai lontano 1974 si vide regalare un pene di toro, il primo elemento di una collezione che gradualmente ha finito per raccogliere un interessante campionario di più specie di mammiferi. Il museo aprì a Reykjavík nell’agosto del 1997, e da subito si è ricavato un posto d’onore sulle pagine dei giornali di tutto il mondo, viste la stranezza e l’unicità della sua proposta.

Sono soprattutto i turisti stranieri ad aver agevolato la crescita di popolarità del Museo Fallologico Islandese, tanto che ad oggi il 99% dei visitatori proviene da fuori dei confini islandesi, con asiatici, europei e statunitensi in cima alla classifica. Tutti in fila per curiosare tra peni di grandi e piccole dimensioni, da quello di 170 centimetri della balena blu – per circa 70 chilogrammi di peso – fino ai piccolissimi ossi penici di topo e criceto, che necessitano di una lente d’ingrandimento per essere ammirati, visti i pochi millimetri di lunghezza. Fate un tour virtuale cliccando sul video qui sotto.

Oltre alla collezione di peni, il museo ospita anche molti altri oggetti che rispettano la stessa tematica. Dai paralumi realizzati con scroto di toro alla scultura commemorativa della medaglia d’argento olimpica conquistata dalla squadra islandese di pallamano – una serie di peni in argento che si sospetta siano il calco di quelli degli elementi della vera squadra – tutto all’interno del museo ricorda al visitatore che, come sottolinea il “papà” dell’Icelandic Phallological Museum, “la Fallologia è una scienza antica che, fino ad anni recenti, ha ricevuto un’attenzione assai limitata in Islanda, se non come un campo di studi marginale di altre discipline accademiche, come la storia, l’arte, la psicologia, la letteratura e altri settori artistici come la musica e il balletto”.

Museo Fallologico Islandese

Se capitate dalle parti di Reykjavík non perdetevi quindi una visita in questo che è considerato come uno dei più strani musei del mondo intero, e chissà che combattuti tra l’approccio scientifico e quello ludico non vi capiti di sentirvi per un attimo come Marika, l’Anita Ekberg de “Il Conte Max” (il remake del 1991 di e con Christian De Sica), che collezionava meticolosamente i calchi dei genitali dei suoi amanti. Ad accogliervi al museo troverete Hjörtur Gísli Sigurðsson, il figlio del fondatore, uno dei pochi esseri umani al mondo a poter canticchiare con cognizione di causa quel verso del brano “John Holmes” di Elio e le Storie Tese che recita: “E insomma il pene mi dà il pane”…