Robot in hotel, il futuro è adesso

Proiettatevi nel futuro… Siete a bordo di un taxi che si guida da solo, senza un conducente in carne e ossa al volante, per recarvi nell’hotel che avete prenotato. Lì vi aspetta un robot addetto alla reception, con le sembianze di un piccolo tirannosauro, pronto a sbrigare la burocrazia e a consegnarvi le chiavi della vostra stanza, dove sarete accompagnati da un robot che si occupa di portare le valigie. Ecco, ora tornate nel presente, per accorgervi che tutto questo è reale. I robot stanno infatti già oggi entrando a far parte della vita di tutti i giorni in molte strutture, suscitando, oltre alla naturale curiosità, tutta una serie di questioni legate all’opportunità e alle possibili complicazioni di una scelta tanto epocale.

Connie Hilton McLean

ROBOT IN HOTEL. C’è Mario, robot impiegato presso il Marriott di Ghent, in Belgio, che accelera le operazioni di check in e check out, oltre a occuparsi delle chiavi e salutare i clienti in 19 lingue. In più, sta imparando a leggere il giornale, per intrattenerli. C’è ChihiraKanae, umanoide dai tratti gentili prodotto dalla Toshiba e recentemente presentato all’ITB di Berlino, che si esprime correttamente in più lingue e può interagire con le domande dei clienti, forte del suo aspetto e delle sue espressioni che ricalcano quelle umane. C’è Connie, piccolo robot concierge sviluppato da IBM, che fornisce ai clienti dell’hotel Hilton McLean, in Virginia, tutte le indicazioni di cui hanno bisogno per spendere al meglio il loro tempo durante il soggiorno. Ma c’è anche chi ha portato tutto questo all’eccesso, affidando un intero hotel alla cura dei robot, senza che il cliente abbia alcuna interazione con esseri umani.

ChihiraKanae

UN HOTEL GESTITO DAI ROBOT. Siamo in Giappone, presso l’Henn-na Hotel di Nagasaki, dove ogni operazione è gestita senza l’intervento umano. Una volta entrati, un tirannosauro robot si occupa delle operazioni di check in e della comunicazione del numero della stanza. Le chiavi sono sostituite da un sistema di riconoscimento facciale, mentre le valigie vengono caricate e portate in camera da un facchino robot, che intrattiene il cliente con un video mentre lo accompagna lungo i corridoi. Giunto il momento del check out, si torna dal tirannosauro per tutte le operazioni del caso. Fantastico no? Oppure angosciante?

Tirannosauro Henn Na Hotel

LA CLIENTELA E’ PRONTA? Apparentemente verrebbe da rispondere di si. Secondo i dati di una ricerca condotta da Travelzoo in 4 continenti, praticamente due turisti su tre si sentirebbero a proprio agio nell’interazione con i robot durante la loro esperienza di viaggio, convinti che un tocco in più di intelligenza artificiale possa migliorare la vacanza. Tra l’altro, quattro intervistati su cinque sono convinti del fatto che entro il 2020 la robotica avrà un peso certamente più imponente nella vita di tutti i giorni. Ma questo non significa certo che non ci siano aspetti da valutare con maggiore attenzione, in questo processo di cambiamento ormai in atto.

henn na robot bagaglio

COSA NON PUO’ FARE UN ROBOT. Lo stesso presidente europeo di Travelzoo Richard Singer, nel presentare i dati della ricerca, ha sottolineato come si dovrà trovare “il giusto equilibrio”. Tutto bene infatti quando si tratta di fornire informazioni in 20 lingue diverse o gestire il bancone di un bar, ma come potranno le macchine sostituire il valore dell’interazione con un essere umano? L’automazione può infatti riguardare moltissimi settori, ma potrà sostituire il valore aggiunto rappresentato dalla cura e dall’umanità dei comportamenti del personale in carne e ossa dell’hotel? Ecco ad esempio le parole di Roger Langhout, General Manager dell’hotel belga dove è impiegato il robot Mario: “Ci piacciono l’innovazione e la tecnologia, ma siamo ben consapevoli che non potranno mai sostituire l’interazione umana. Un robot può essere programmato solo fino a un certo livello”.

Mario Marriott Ghent

Ben venga quindi questa ondata tecnologica in albergo, per aumentare ancora di più i servizi da fornire alla clientela. Che sarà sempre più informata e aggiornata sul luogo che visita e sulle attrazioni più interessanti nella zona, e insieme godrà del privilegio di avere intorno instancabili addetti alla soddisfazione dei desideri. Ma per quel qualcosa in più, capace di personalizzare un’esperienza e fare dell’interazione e della creatività delle armi imprescindibili, rimane sempre la necessità di avere di fronte gli occhi di un essere umano. Almeno per adesso…

Volete fare un giro nell’hotel più robotizzato del mondo? Eccovi serviti!

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