Le migliori app da viaggio per l’estate 2015

Esiste un’applicazione per ogni cosa. Spesso sentiamo o pronunciamo frasi del genere, senza effettivamente scostarsi troppo da quella che è diventata la nostra realtà. In modo particolare nel settore del travel, o più semplicemente dei viaggi per dirla “all’amatriciana”, oggi grazie a un dispositivo mobile diventa possibile delegare alcuni aspetti della pianificazione del viaggio o dell’organizzazione in generale alla memoria elettronica dello smartphone, a beneficio di quella personale.

E’ così che ad esempio un’applicazione si occupa di pensare a cosa mettere in valigia per la partenza delle vostre prossime vacanze. Si chiama PackPoint e focalizza la sua attenzione su ciò che è davvero necessario avere, in base alle indicazioni che fornirete sul viaggio da intraprendere. Sostituisce il classico fogliettino sul quale vi siete negli anni annotati le cose che poi puntualmente vi siete anche dimenticati di portarvi, eppure le valigie pesavano comunque 50 chilogrammi ognuna. Un piccolo aiuto tecnologico in questi casi non può che far piacere!

Foto dell'utente flickr Keith Williamson

Foto dell’utente flickr Keith Williamson

Sempre per aiutare nella fase organizzativa c’è da segnalare TripIt, un’app che, una volta inseriti i dati relativi al volo, all’hotel e quant’altro relativo alla vostra vacanza, si trasforma nel vostro trip planner e provvede, oltre che a tenere tutti i dati insieme per non perderli mai di vista, a segnalarvi gli appuntamenti in calendario e a condividere le informazioni con i vostri contatti, per tenerli aggiornati sui vostri spostamenti. Non sarà come avere a disposizione un assistente personale di viaggio come vi offriamo noi, ma fa la sua parte egregiamente.

Di applicazioni che si occupano di meteo è pieno ogni store, mentre possono rivelarsi intriganti applicazioni come Sunscreen, che tiene sotto controllo l’esposizione ai raggi ultravioletti quando siete in spiaggia e vi avverte quando è il caso di spalmare la crema solare di nuovo, o di smettere con la tintarella. Sempre in tema di spiaggia, sapevate che esiste un’app pensata per segnalarvi quale sia la toilette più vicina alla vostra posizione, spesso con tanto di recensione? Si chiama Toilet Finder e fa esattamente quello che dice il nome.

Foto dell'utente flickr Lyniel Sy

Foto dell’utente flickr Lyniel Sy

Quando si è in giro può essere utile anche sapere se ci sono hotspot Wi-Fi nelle vicinanze, per risparmiare un po’ della propria connessione dati. Wi-Fi Finder vi aiuta nella ricerca risparmiandovi la scenetta ridicola di andarsene in giro con lo smartphone in mano alla ricerca di un segnale. E scaricando le mappe in anticipo, è possibile consultare l’applicazione anche in modalità offline.

Per quanti si muovessero in aereo per un lungo viaggio, infine, il problema del jet lag può risultare fastidioso. Ma se c’è un’app per tutto vuoi che non ci sia anche per questo? E allora ve ne segnaliamo due, che finiscono in questa lista delle migliori app da viaggio dell’estate 2015: JetLag Genie e SkyZen, con quest’ultima sviluppata dalla International Air Transport Association (IATA). JetLag Genie si basa sull’assunto che sia utile modificare gradualmente le proprie abitudini di sonno prima di un viaggio. Si immettono le date del viaggio, la destinazione e le abitudini riguardo al dormire e l’app restituisce un calendario di sveglie personalizzate, con orari a scalare, per tentare di attutire il colpo.

Foto dell'utente flickr Luke Ma

Foto dell’utente flickr Luke Ma

Decisamente più all’avanguardia la seconda, che si fa forte della tecnologia da indossare per rendere un servizio più preciso e meticoloso. SkyZen infatti si accoppia (per ora) con il braccialetto Jawbone per poter tracciare l’attività onirica del soggetto durante il volo, mentre nello stesso tempo fornisce consigli utili per superare la difficoltà del jet lag. Forte sia delle rilevazioni che dei dati inseriti, anche in fase di prenotazione l’app sa consigliare il volo perfetto in base alle abitudini di sonno dell’utente, e sconsigliare quelli che invece risulterebbero troppo pesanti. Dicevamo “per ora”, parlando dello Jawbone, perché lo sviluppo naturale dell’app punta anche sulla diffusione dell’Apple Watch, il nuovo smartwatch della Mela, con il quale presto si interfaccerà. Aggiungendo nuove tecnologiche possibilità all’antico e immutabile piacere di mettersi in viaggio.

Benvenuti a Hay-on-Wye, il regno indipendente dei libri

Forse avrete sentito parlare dell’Hay Festival, ovvero quell’appuntamento letterario che “celebra la grande scrittura di poeti e scienziati, parolieri e comici, scrittori e ambientalisti, e il potere delle grandi idee capaci di trasformare il nostro modo di pensare”, per dirla con le parole degli organizzatori. Esiste dal lontano 1987, e si tiene in primavera nella cittadina gallese di Hay-on-Wye, conosciuta come il luogo dove le librerie spuntano come i funghi: sono ben 40 disseminate in un paesino di circa 1800 abitanti. Un bel numero, direte voi…

Hay Festival - Image Credit Finn Beales

Hay Festival – Image Credit Finn Beales

Ne esistono di tutti i tipi, da quelle dedicate a un argomento specifico, come ad esempio la libreria Murder and Mayhem, che tratta esclusivamente il genere horror, o The Poetry Bookshop, che ospita raccolte poetiche in tutte le lingue, ma le più caratteristiche ed ispiratrici sono denominate Honesty Bookshops, perché l’acquisto è subordinato all’onesta partecipazione del cliente di turno. I libri hanno tipicamente due fasce di prezzo “consigliate”: quelli con copertina morbida 0,50£, quelli con copertina dura 1,00£. Sta all’acquirente depositare le monete nel box, nessun commesso infatti è preposto a tenere d’occhio gli acquisti, che si compiono in queste scaffalature dove l’ordine è casuale e si può trovare di tutto.

Murder and Mayhem - foto dell'utente flickr nathan williams

Murder and Mayhem – foto dell’utente flickr nathan williams

Hay on Wye "Honesty Bookshop" - foto dell'utente flickr Zach Beauvais

Hay on Wye “Honesty Bookshop” – foto dell’utente flickr Zach Beauvais

Honesty Bookshop - foto dell'utente flickr Ismas

Honesty Bookshop – foto dell’utente flickr Ismas

Ma chi o cosa si nascondono dietro la storia delle librerie di Hay-on-Wye e di quello che all’apparenza sembra uno dei tanti primati da Guinness? Bisogna tornare indietro di parecchi anni, e raccontare la storia di Richard George William Pitt Booth e del suo sogno straordinario di reinventare l’economia rurale della sua comunità, per non dover seguire l’esempio dei tanti coetanei costretti a cercare fortuna lontano da casa. A cavallo degli Anni 70, Richard Booth riceve un’eredità e decide di aprire una libreria di seconda mano nella sua cittadina, presso una vecchia caserma dei pompieri. Sfruttando la crisi del settore in America, e grazie all’appoggio di alcuni concittadini che ne seguono le idee visionarie, mette su un traffico di container pieni zeppi di libri attraverso l’Oceano, tanto che Hay-on-Wye viene presto riconosciuta come “Town of Books”, la città dei libri.

Richard Booth - King of Hay

Richard Booth – King of Hay

Non contento, mister Booth nel 1977 (scegliendo ad arte la data del primo giorno di aprile) proclama Hay-on-Wye regno indipendente e si autonomina Re, “King of Hay”, scegliendo lo splendido nome di Richard Coeur des Livre. Una trovata che al di là dell’aspetto goliardico ha fatto sì che moltissimi media si interessassero alla cosa, tanto che la popolarità del luogo è via via cresciuta, e oggi esiste addirittura una International Organisation of Booktowns la quale annovera circa una trentina di luoghi nel mondo che hanno seguito l’esempio della cittadina gallese. E a Hay-on-Wye il turismo si è impennato, cosicché ogni anno oltre 500.000 persone passeggiano nelle sue stradine durante il periodo del festival del libro.

Free State of Hay Money

Free State of Hay Money

Certamente è un’idea interessante per una vacanza all’insegna della letteratura, ma potrebbe essere anche la vostra grande occasione per entrare a far parte della vera aristocrazia mondiale. Quel buontempone di Richard Booth mette infatti in vendita (e a prezzi abbordabili) i titoli nobiliari, per aspiranti Lord & Ladies. Come? Ecco!

Musica e viaggi, viaggiare in musica e musicare il viaggio

Musica e viaggi. Indissolubilmente legati, da qualunque prospettiva li si guardi: dalla colonna sonora di un’estate indimenticabile fino al viaggio ad occhi chiusi e a cavallo delle note che escono dagli altoparlanti della stanza. Quello che vogliamo fare oggi è partire a bordo di un treno di canzoni ispirate da luoghi che potrebbero essere mete reali delle vostre prossime vacanze, tra paradisi esotici e città protagoniste di alcuni indimenticabili successi.

Chi non ricorda il successo di Madonna del 1987 “La Isla Bonita”, singolo estratto da “True Blue”? Ebbene, l’isola protagonista è in realtà Ambergris Caye, la più grande del Belize, il cui centro abitato si chiama appunto San Pedro. L’isola è a pochi chilometri dalla Belize barrier reef, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO e seconda barriera corallina per dimensioni dopo la grande barriera corallina australiana. Ampie spiagge bianche e dune di sabbia, per una vacanza “da sogno”.

Un discorso a parte merita un’altra canzone rilasciata appena un anno dopo quella di Madonna. Parliamo di un brano della colonna sonora del (non proprio indimenticabile) film “Cocktail”, quel “Kokomo” dei The Beach Boys che ha più volte disorientato quanti tentassero di capirne l’ispirazione. Scartando le ipotesi fatte riguardo a riferimenti a città omonime dell’Indiana o dell’Arkansas, pare che i Beach Boys si ispirassero a un poolside bar del villaggio di Islamorada, nelle Florida Keys. Ad oggi, comunque, esiste davvero una Kokomo Island a Montego Bay, in Giamaica, un’isola privata ribattezzata così dalla Sandals Royal Caribbean dopo il grande successo del pezzo, contenuto nell’album “Still Cruisin’”.

Una menzione, in questo viaggio in musica, meritano quegli artisti che hanno legato a doppio filo la loro produzione a luoghi reali, incontri e viaggi. Gente come Sufjan Stevens, che dopo “Greetings from Michigan: The Great Lake State” ha pensato di pubblicare un album per ognuno dei 50 Stati che compongono gli Stati Uniti d’America. Seguirà l’ottimo “Come on Feel the Illinoise”, prima della confessione di aver sparato alto, e usato come espediente promozionale quello degli album legati agli stati americani.

Altro nome che viene in mente pensando al legame tra musica e luoghi è quello di Zach Condon, e del suo progetto “Beirut”. Il primo album nasce proprio da un viaggio in Europa che cambierà la vita e la prospettiva dell’artista, tanto che di lì in poi legherà sempre più spesso la sua ispirazione a luoghi, cultura e tradizioni dei paesi conosciuti. Un esempio?

Torniamo alle atmosfere estive con un classico Anni 80, girato a Ibiza nel conosciuto Pikes Hotel dove festeggiò anche Freddie Mercury un suo compleanno. Loro erano George Michael e Andrew Ridgeley, insieme erano gli Wham! e “Club Tropicana” fu un successone. Il video è ancora oggi indimenticabile.

Pensate di viaggiare nelle grandi città o nelle capitali d’Europa quest’estate? Ecco allora tre canzoni legate a città che potrebbero essere la vostra meta estiva, essendo tra le più visitate in assoluto. Partiamo con un pezzo divertente, che fa il verso al cambiamento di nome da Costantinopoli all’odierno Istanbul, avvenuto nel 1930. The Four Lads nel 1953 produssero “Istanbul (not Constantinople)”, che viene ripresa nel 1990 dai They Might Be Giants con la consueta verve.

Come non ricordare poi le atmosfere di Lisbon Story, di Wim Wenders? Se avete in programma un giro nella capitale del Portogallo, fatevi accompagnare dalla magnifica voce di Teresa Salgueiro e dall’incanto di “Ainda”, album del 1995 colonna sonora di quel magnifico film che nasceva come documentario.

Chiudiamo con Parigi, e con uno dei nostri gruppi preferiti. Alla prossima visita alla Torre Eiffel, sparatevi in cuffia questo tributo dei Pixies al genio di Alexandre Gustave Eiffel!

E… buon viaggio! (no, tranquilli… il video di Cremonini non ve lo posto…)

Una notte (o più di una) al Pistoia Blues 2015

Tutto prese il via nell’ormai lontano 1980, nel bel mezzo di una fase in cui non era poi così facile per il pubblico italiano godersi i grandi nomi della scena musicale internazionale, a causa dei disordini successi negli anni precedenti. A Pistoia tentarono di invertire la rotta, organizzando una due giorni a cavallo della metà di luglio che raccolse sul palco della città toscana molte delle leggende del blues: da Fats Domino ad Alexis Korner, da Dizzy Gillespie alla Leggenda del Blues Muddy Waters, fino a quel grande di B.B. King, recentemente scomparso, che da lì in poi sarà sul palco al Pistoia Blues per ben dieci volte, fino all’ultima esibizione che risale al 13 luglio 2012, ultima sua apparizione in Italia.

Era così nato il Pistoia Blues Festival, la cui 36esima edizione andrà in scena dal primo giorno di luglio fino al 24, con un programma denso di appuntamenti da non perdere, a cominciare dall’evento di apertura, che vedrà salire sul palco di Piazza Duomo i Mumford & Sons, i quali hanno da poco dato alle stampe il terzo lavoro in studio, dal titolo “Wilder Mind”, a dirla tutta non troppo incensato dalla critica.

Mumford & Sons

Mumford & Sons

Dopo il 1 luglio, si replica il 3 con l’esibizione dei Counting Crows, che negli Anni 90 del secolo scorso avevano colpito tutti con la realizzazione del bellissimo “August and Everything After”, nel quale era presente il singolo “Mr. Jones”. Tutti quelli che hanno qualche annetto in più non potranno fare a meno di ricordarselo.

Scorrendo le altre date in programma, il 7 luglio appuntamento con Hozier, mentre il 15 sul palco troveremo Passenger, moniker del cantautore inglese Michael David Rosenberg. Per il 17 luglio prevista invece un’invasione tutta tricolore, con la Italian Blues Night, prima di una serie di concerti davvero da non perdere. Si parte il 18 luglio con Black Label Society e The Darkness, per poi proseguire con i Dream Theater domenica 19 luglio e con Santana il 21, con il suo Corazon Tour. Ultima delle date confermate fino ad oggi è quella del 24 luglio, con Sting sul palco di Piazza Duomo.

Santana

Santana

Per restare aggiornati sul programma della manifestazione, vi consigliamo di seguire QUESTO LINK oppure di tenere sott’occhio la pagina Facebook di Pistoia Blues. QUI le info relative ai biglietti.

Per quello che invece riguarda la sistemazione a Pistoia nelle date del festival, non esitate a chiedere a noi di Personal Travels.