L’identikit del turista del futuro

Saper intercettare le tendenze, nel mondo del turismo così come in ogni settore economico, consente una programmazione che può trasformarsi in un vantaggio concreto sulla concorrenza. Lo sanno bene quelli del colosso turistico Amadeus, che hanno commissionato alla Future Foundation Agency uno studio che si proietta avanti di 15 anni, al 2030 quindi, per interrogarsi sulla quantità e qualità dei flussi turistici, sui cambiamenti in atto e sulle tipologie di turista che andranno per la maggiore a quella data, considerando le esigenze, le evoluzioni tecnologiche e il contesto sociale. Uno studio che invita gli attori del mondo dei viaggi a personalizzare quanto più possibile le offerte ai clienti, sulla base della reale comprensione di ciò che spinge i loro comportamenti, considerando terminata l’esperienza del turismo di massa e in piena affermazione, invece, l’era del “Traveller Power”, del potere al viaggiatore.

Future Travel - foto dell'utente flickr Alan Levine

Future Travel – foto dell’utente flickr Alan Levine

SCENARI TURISTICI FUTURIBILI – Dal report “Future Traveller Tribes 2030” emerge come il numero di viaggiatori internazionali nel 2030 toccherà quota 1,8 miliardi, forte di un incremento annuo pari al 5%. Le percentuali di crescita maggiori si registreranno nei cosiddetti paesi emergenti, con aumenti considerevoli di turisti provenienti da America Latina, Africa, Cina e Sud-est asiatico. L’età media globale tenderà a salire fino ai 33,2 anni (ora è a quota 29,6), costringendo sicuramente a ripensare determinati servizi, mentre sul fronte tecnologico assisteremo all’affermazione del WiFi ubiquo e all’implementazione della rete 5G, con una percentuale dell’80/90% delle persone attive sui social network. E come vi avevamo anticipato in un nostro precedente articolo, non sarà difficile avere un’anteprima in realtà virtuale del luogo da visitare e dei servizi offerti dalla struttura ricettiva.

LEGGI: Dal “Fu turismo” al futuro del turismo

LE TIPOLOGIE DI VIAGGIATORI – Quello che però colpisce maggiormente l’attenzione, nel report della Future Foundation, è la suddivisione in 6 categorie di clienti dei viaggiatori del futuro, operata in base alle tendenze già visibili nel mercato attuale, che andranno a consolidarsi e strutturarsi nel corso dei prossimi 15 anni. Ecco dunque i 6 profili possibili del turista del futuro:

1) Simplicity Searchers, che apprezzano la facilità più di ogni altra cosa

Simplicity Searcher - foto dell'utente flickr Arol Viñolas

Simplicity Searcher – foto dell’utente flickr Arol Viñolas

Hanno poco tempo e desiderio di rilassarsi. Sono contenti se qualcun altro può occuparsi dei dettagli del viaggio. Si aspettano informazioni chiare ed esaustive, nonché la massima trasparenza nelle operazioni. Le classi medie dei mercati emergenti rientrano in questa categoria.

2) Cultural Purists, che usano il viaggio come occasione per immergersi in nuove culture

Cultural Purist - foto dell'utente flickr Arian Zwegers

Cultural Purist – foto dell’utente flickr Arian Zwegers

Non curano tanto l’aspetto del prezzo del viaggio, quanto quello dell’autenticità dell’esperienza. Attenti al passaparola e frequentatori di “nicchie social”, strizzano l’occhio alla sharing economy e scelgono facilmente di soggiornare insieme ai locali piuttosto che aderire a promozioni di viaggio, considerate come esperienze commerciali.

3) Social Capital Seekers, che scelgono il viaggio in base alla sua condivisibilità

Social Capital Seeker - foto dell'utente flickr mkhmarketing

Social Capital Seeker – foto dell’utente flickr mkhmarketing

Attenti alla condivisione sui social network delle proprie esperienze, strutturano il viaggio in modo da farne un’esperienza da raccontare con foto, commenti e cinguettii. Sanno tra l’altro monetizzare la loro presenza social, alleandosi in qualche maniera con i marchi del mondo del turismo mediante recensioni online o condivisioni.

4) Reward Hunters, che cercano un ritorno dai propri investimenti in viaggi

Reward Hunter - foto dell'utente flickr Mac Hotels

Reward Hunter – foto dell’utente flickr Mac Hotels

Sono quelli che vedono il viaggio come gratificazione all’interno di una vita professionalmente attiva e stressante. Vanno alla caccia del lusso e dell’unicità, e di esperienze che mettano il loro benessere al centro dell’attenzione. Sono disposti a condividere i propri dati personali per avere la proposta più adatta al loro modo di interpretare il viaggio, ma tendono a sentirsi a loro agio con un intervento “umano” più che con servizi automatizzati.

5) Obligation Meeters, che viaggiano per un obiettivo specifico

Obligation Meeter - foto dell'utente flickr Meet the media Guru

Obligation Meeter – foto dell’utente flickr Meet the media Guru

Rientrano in questa categoria quanti si muovano per conferenze, meeting e congressi; viaggiatori limitati nelle loro scelte dall’appuntamento specifico che hanno. Sono quelli che preferiscono meccanismi di prenotazione intuitivi e che prenotano i loro spostamenti con largo anticipo. Questi forzati del meeting apprezzano l’intrattenimento in aeroporto, anche perché sono costretti a spenderci parecchio tempo durante gli spostamenti.

6) Ethical Travellers, che includono la loro coscienza nell’organizzazione del viaggio

Ethical Traveller - foto dell'utente flickr shankar s.

Ethical Traveller – foto dell’utente flickr shankar s.

Sono quei viaggiatori che, ad esempio, scelgono la località di destinazione per accrescerne col turismo il benessere economico, al contempo servendosi di agenzie e tour operator che diano dimostrazione di essere etici e trasparenti. Sono felici di scegliere alternative di viaggio che riducano le emissioni nell’ambiente, anche se questo si traducesse in una parallela riduzione del livello di comfort.

Ecco dunque le 6 categorie di viaggiatori ipotizzate dal report di Amadeus, che descrivono realtà già ben percepibili, destinate ad affermarsi nel tempo. La sfida, per gli operatori del settore, è quella di non farsi trovare impreparati, e di personalizzare e caratterizzare le proprie offerte al fine di raggiungere questo o quel tipo di turista. E’ la strategia, bellezza…

E voi, Personal Travellers, a quale di queste categorie appartenete?

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