Il Salento della Taranta

Che la musica fosse una terapia, in Salento lo sanno da tempo. E’ qui infatti, nel tacco dello Stivale, che si è sviluppato e consolidato il particolare fenomeno del tarantismo, ovvero di una reazione isterico-convulsiva dovuta al morso di un ragno, e se ne è trovata la cura in un rito terapeutico a base di ritmi ossessivi e danze sfrenate, in una sorta di esorcismo pagano. Il tarantato era infatti colui che aveva subito il morso della taranta, il ragno, e nella maggior parte dei casi si trattava di una giovane fanciulla. Attraverso il ritmo incalzante della musica, accompagnato dalla danza e dal canto, l’organismo era capace di allontanare i sintomi del morso, e trovare la via della guarigione.

Ballo pizzica - foto dell'utente flickr Caspar Diederik

Ballo pizzica – foto dell’utente flickr Caspar Diederik

Un fenomeno che non si presenta più sotto questa forma da molti anni, ma che viene rivissuto durante ogni stagione estiva da queste parti, anche grazie alla rivalutazione culturale e alla popolarità di questa danza, che è stata adattata ai tempi e oggi si appoggia anche a strumenti moderni, oltre ai tradizionali tamburelli e alle chitarre battenti. Se insomma avete in programma di visitare il Salento, e non solo nel mese di agosto, lasciatevi trascinare dai battiti della pizzica e partite alla scoperta di una tradizione ancora avvolta nel mistero del nostro sud Italia.

Pozzo di San Paolo a Galatina

Pozzo di San Paolo a Galatina

Fatelo partendo da Galatina, dove ogni anno il 29 di giugno nella chiesa di San Paolo si celebra una sorta di messa-esorcismo, in ricordo di quando le donne tarantate si recavano a bere l’acqua sacra del pozzo situato dietro la chiesa, per ottenere la grazia e essere liberate dalla maledizione. Un rito che riporta indietro a quando la chiesa cattolica aveva provato a cristianizzare il fenomeno. Oggi si assiste a una versione parecchio “turistica” dell’avvenimento, pur immersi negli stessi scenari di quando la comunità si riuniva per scacciare il male dai corpi che ne erano stati attaccati. D’obbligo fare anche un giro alla “Casa museo del tarantismo”, dove si possono vedere filmati inediti e consultare foto, documenti e pubblicazioni che provano a spiegare questo fenomeno.

La Notte della Taranta - foto dell'utente flickr Nicola Sapiens De Mitri

La Notte della Taranta – foto dell’utente flickr Nicola Sapiens De Mitri

Altro appuntamento da non mancare è quello con il Festival itinerante “La Notte della Taranta”, che in una sorta di viaggio attraverso i comuni della Grecia Salentina trasforma il mese di agosto salentino in una serie di concerti dei migliori gruppi della zona, e non, il cui culmine viene raggiunto a Melpignano, dove si tiene il concertone finale, festoso e partecipatissimo. Basta snocciolare i numeri dell’edizione 2014 per rendersene conto: oltre 320 mila presenze nelle piazze, 150 mila solo nel concertone finale di Melpignano, con 60 gruppi provenienti da tutto il mondo. Per l’edizione di quest’anno è stato chiamato a dirigere l’Orchestra Popolare una colonna del rock britannico: Phil Manzanera, storico chitarrista dei Roxy Music. Sarà lui a prendere il posto di Giovanni Sollima, protagonista delle ultime due edizioni del Festival. Sarà un’occasione per avvicinarsi a questa misteriosa tradizione e insieme per lasciarsi affascinare dalla bellezza dei comuni della Grecia Salentina, dove tra l’altro si parla il grecanico, una lingua derivante del greco arcaico. Il Salento è anche questo.

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