Albergatore: una delle professioni più promettenti per il futuro

Caro albergatore, lo sapevi che la tua è una delle professioni più promettenti per quello che riguarda il prossimo futuro? A qualcuno, scottato dalla crisi economica e alla perenne ricerca di far quadrare i conti, potrà sembrare un’affermazione campata per aria, ma a sostenere la tesi ci pensa una ricerca del Canadian Scholarship Trust Plan, che inserisce l’Hotelier nella lista delle professioni su cui investire di qui ai prossimi 15 anni.

Questo non sta certo a significare che la strategia da applicare sia quella di mettersi seduti ad aspettare i risultati, piuttosto funge da stimolo per individuare quali aspetti possano rivelarsi davvero fondamentali per aggiornare la professione ai bisogni e ai desideri del cliente odierno, con uno slancio verso quello che metterà piede nella tua struttura, caro albergatore, negli anni che stanno per venire. Tracciamo allora un profilo di questo professionista proiettato al futuro, seguendo le indicazioni del rapporto canadese.

Campanello - foto dell'utente flickr Witt Istanbul Suites

Campanello – foto dell’utente flickr Witt Istanbul Suites

L’albergatore del prossimo futuro si prende cura del cliente personalizzando quanto più possibile i servizi, e tagliandoli sulla persona. Si focalizza sull’intera esperienza di viaggio dei suoi ospiti, senza limitarsi al solo soggiorno in hotel. Ciò significa che si partirà da ciò che è già di attualità, almeno per molti, come l’offerta di servizi che vanno dai trasporti ai consigli per il miglior shopping o per il ristorante, per arrivare a fornire servizi di accoglienza anche a quanti non metteranno nemmeno un piede nell’albergo. Suona strano? Ecco le parole del rapporto: “Gli alberghi andranno oltre il concetto di essere semplicemente posti per andare a dormire, e potranno anche fornire i propri servizi ad ospiti che non varcheranno la soglia dell’edificio. Questa è veramente una nuova frontiera”.

E come, ti chiederai, caro albergatore… Ecco ancora le parole del rapporto: “Il servizio 24 ore su 24 per l’intero soggiorno dell’ospite è ora possibile grazie alla tecnologia mobile e alla geolocalizzazione”. E la personalizzazione del servizio non può e non deve limitarsi al solo soggiorno in hotel, quanto prendere in considerazione l’arco temporale che va dalla discesa dall’aereo fino al check-in nel momento del ritorno a casa.

Hotel desk - foto dell'utente flickr Daniel Lobo

Hotel desk – foto dell’utente flickr Daniel Lobo

Ecco dunque che prendere in considerazione l’offerta di un’assistenza digitale, sotto forma di applicazioni mobili, può rivelarsi strategica e aumentare il successo della tua esperienza come albergatore. Opuscoli sul desk e suggerimenti a voce da parte del tuo pur espertissimo personale sono il passato, adesso si tratta di raggiungere la clientela sui suoi dispositivi mobili, dovunque si trovi in giro per la città.

Ed ora lasciamo entrare in scena la parte più avveniristica di tutto il discorso, che getta luce su quei fantomatici servizi ai “non-clienti” dell’albergo. Nel rapporto si ipotizza il caso di un albergatore che si doti di droni per recapitare alla clientela impegnata in un’escursione il pranzo cucinato nelle proprie cucine, oppure per far arrivare un vestito lasciato in albergo a un cliente business che lo abbia dimenticato prima di una riunione. Non ti solleticano forse le potenzialità di un servizio del genere, che è poi solo un esempio di come utilizzare in maniera creativa la tecnologia a disposizione?

Personalizzazione, uso della tecnologia mobile e attenzione alle nuove soluzioni quali ad esempio quelle che prevedono le consegne tramite droni sono alcune delle carte vincenti per l’albergatore del prossimo futuro. Sta a te, caro albergatore, non perdere il treno e aggiornare le tue competenze ai desideri del cliente odierno, e possibilmente futuro.

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