Ferdinand Cheval e il suo Palais Ideal

C’era una volta un uomo, che non era un principe né un aristocratico, come succede in quelle favole lì, ma era stato un apprendista fornaio, prima, e un postino, poi. Quest’uomo aveva sognato di costruire un “Palazzo Ideale”, ma non lo aveva detto troppo in giro, per non farsi ridere dietro, e qualche anno dopo, di quel sogno si era egli stesso dimenticato. Un bel giorno, facendo la solita strada per consegnare la posta, inciampò in una pietra, le cui forme lo colpirono in maniera particolare. Tutto tornò alla mente. Quella sarebbe inequivocabilmente stata la prima pietra del suo palazzo, e nel corso dei 33 anni successivi, dal 1879 al 1912, tantissime altre l’avrebbero seguita, in una continua attività di ricerca da parte dell’uomo, per edificare il “Palais Idéal du facteur Cheval”, ovvero il “Palazzo Ideale del postino Cheval”, oggi un monumento visitabile – e molto visitato – nel paese di Hauterives.

Palais Ideal - la facciata sud

Palais Ideal – la facciata sud

LA COSTRUZIONE DEL PALAIS IDEAL – Così il postino Ferdinand Cheval scriveva a André Lacroix in una lettera, per raccontare la sua attività: “Ho cominciato scavando una piscina, in cui ho iniziato a scolpire diverse specie di animali con il cemento. Poi ho costruito una cascata con le mie pietre. Mi ci sono voluti due anni. Una volta finito, sono rimasto io stesso stupito del mio lavoro. Criticato dalla gente del posto, ma incoraggiato da visitatori stranieri, non mi sono perso d’animo”. Ed è stato così che, ambiente dopo ambiente, il palazzo Cheval iniziò a prendere forma. “Potrei farmi una tomba egizia il cui stile sarebbe unico al mondo – continuava a raccontare nella lettera – ed essere sepolto nella roccia, proprio come i faraoni”.

Palais Ideal - la facciata est

Palais Ideal – la facciata est

Ecco, questo non è stato poi reso possibile dal sistema legislativo, che lo proibiva, ma quel sogno di eterno riposo ha fatto sì che Cheval costruisse uno degli edifici più strani e visionari, e non solo per quell’epoca, vero esempio di architettura naïf. Per farlo, continuò ogni giorno a cercare e raccogliere le pietre giuste da assemblare, caricandole nel suo zaino e trasportandole anche per una decina di chilometri sulle spalle. Da André Breton a Pablo Picasso, non sono mancati i nomi illustri che sono stati ispirati dalla creazione del postino Cheval. Che ha frullato e inserito nella struttura tutta una serie di riferimenti, da quelli biblici a quelli indù, fino alla rappresentazione di elementi naturali come animali o vegetazione, in particolare nella zona chiamata “Tempio della Natura”. Con un risultato che lascia a bocca aperta il turista che oggi si avvicini a questo luogo, dal 1969 dichiarato monumento storico.

Qui un bel video vi offre un giro virtuale nella struttura:

Ma se avete intenzione di fare un salto a Hauterives per vedere di persona il risultato del tenace lavoro di monsieur Cheval, dovete seguire la storia fino alla fine. Dicevamo infatti che le leggi dell’epoca non consentivano di essere sepolti dentro il proprio palazzo. Perciò il postino Cheval si mise all’opera una seconda volta, investendo otto degli ultimi nove anni di vita nella costruzione della “Tomba del silenzio e del riposo senza fine” (Tombeau du silence et du repos sans fin), nel cimitero cittadino, dove riposa dal 1924. “Molti visitatori potranno anche visitare la tomba, dopo aver visto il mio Palazzo Ideale – scriveva Cheval nel 1911 – e tornare al loro paese carichi di stupore, raccontando ai loro amici che questa non è una favola, ma la vera realtà”. La favola, e la realtà insieme, della tenacia di un uomo non colto e non ricco, che ha speso più di quarant’anni della sua vita a raccogliere i piccoli pezzi di un sogno fatto da giovane, per assemblarli nel modo più assurdo e pazzesco, come solo i sogni sanno suggerire. Creando un’opera meravigliosa. Anzi due.

La Tomba del silenzio e del riposo senza fine

La Tomba del silenzio e del riposo senza fine

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