In Costiera Amalfitana, da Amalfi a Positano

Siamo arrivati al terzo e ultimo appuntamento con la nostra mini-guida alla Costiera Amalfitana. Oggi si va da Amalfi a Positano, dove termina il nostro itinerario. Se volete leggere le prime due puntate, ecco i link: TAPPA 1 e TAPPA 2. E ora si parte!

Duomo di Amalfi - foto dell'utente flickr Andy Andrew Fogg
Duomo di Amalfi – foto dell’utente flickr Andy Andrew Fogg

Giunti ad Amalfi, se si è in macchina si può approfittare del parcheggio sotterraneo scavato nella roccia che si incontra appena prima di entrare nel paese. Il tutto a meno che non si sia scelto di muoversi con i mezzi pubblici della SITA, che vanno su e giù per le curve della Costiera Amalfitana. Se non siete passati da queste parti negli ultimi vent’anni troverete di sicuro molte sorprese, visto che la città negli ultimi tempi ha visto crescere la sua capacità di attrazione turistica, affiancando una serie di servizi alla sorprendente bellezza del luogo. D’obbligo la salita della scalinata del Duomo e la visita al Chiostro del Paradiso, insieme a una passeggiata lungo i vicoli della città, dove oggi sorgono tutta una serie di botteghe dove trovare souvenir tipici del luogo, dai manufatti alle prelibatezze della zona. Ma può essere interessante anche una visita al Museo della Carta, testimonianza di un’attività molto antica tipica della zona, così come un giro all’Antico Arsenale, oggi dimora del Museo della Bussola e del Ducato Marinaro, utile per quanti volessero saperne di più sulla storia dell’Antica Repubblica Marinara di Amalfi.

Grotta dello Smeraldo - foto dell'utente flickr GothEric
Grotta dello Smeraldo – foto dell’utente flickr GothEric

Da non perdere, una volta giunti fin qui, una capatina alla Grotta dello Smeraldo, nel comune di Conca dei Marini. Qui, una volta saliti su una delle imbarcazioni a remi, potrete godervi un paesaggio sotterraneo indimenticabile, condito dal valore aggiunto della naturale simpatia dei barcaioli che vi accompagneranno. E non dimenticatevi che, qualora le soluzioni sulla costa fossero troppo costose per i vostri portafogli, non mancano possibilità di assaggiare porzioni della vera Costiera Amalfitana e delle persone che qui combattono e lavorano strappando la terra alla montagna, fermandosi a soggiornare nelle tante strutture nate sulla strada che sale verso Agerola. Agriturismi e B&B, spesso a conduzione familiare, che forniscono uno spaccato molto meno tirato a lucido e necessariamente più autentico della realtà di questi luoghi. Oggi apparentemente molto ricchi grazie all’afflusso turistico, ma fatti anche e soprattutto del duro lavoro su e giù per le terrazze di eroici agricoltori, a coltivare limoni e quant’altro in condizioni spesso estreme.

Fiordo di Furore - foto dell'utente flickr donchili
Fiordo di Furore – foto dell’utente flickr donchili

Parlando delle spiagge della zona, recentemente Skyscanner ha stilato una classifica delle 10 spiagge più belle d’Italia, e al terzo posto di questa classifica figura la spiaggia della Gavitella a Praiano. Proseguendo verso Positano, quindi, fate intanto in modo di fermarvi ad ammirare la bellezza del piccolo borgo all’interno del Fiordo di Furore, scendendo la lunga scalinata dal ponte sospeso alto 30 metri. Qui il lavoro incessante del torrente Schiato che scende dalla montagna ha creato uno scenario unico, tanto caro a Roberto Rossellini e Anna Magnani, dei quali è vivo il ricordo nel piccolo borghetto aggrappato alle rocce. E una volta tornati su, recatevi pochi chilometri più avanti a fare un tuffo nell’acqua turchese della Gavitella. Qui, con gli occhi che già vedono Positano, si può godere di qualcosa di prezioso rispetto a tante altre spiagge incastonate nella Costiera: la possibilità di non finire all’ombra molto presto, vista la particolare esposizione di questa spiaggia.

Positano - foto dell'utente flickr Pug Girl
Positano – foto dell’utente flickr Pug Girl

Una volta asciutti, si riparte per Positano, dove termina la nostra mini-guida. Già entrando dall’alto nel paese si ha la sensazione di trovarsi all’interno di un salotto, con la natura e le costruzioni che scendono giù fino al mare integrati fra loro e perfettamente curati. Lasciata l’automobile, o scesi dal pullman, non resterà che abbandonarsi nei vicoli per ritrovarsi in breve tempo con i piedi nella sabbia, dopo essere passati attraverso ogni tipo di proposta: da quelle gastronomiche ai tipici sandali, fino alle “pezze” di Positano, vestiti così chiamati perché una volta venivano ricavati da pezzi di stoffa colorata e tessuta dalle sarte positanesi.

Spiaggia di Positano - foto dell'utente flickr Benson Kua
Spiaggia di Positano – foto dell’utente flickr Benson Kua

Giunti infine al margine della spiaggia, non mancheranno le proposte per sedersi a un tavolo e sorseggiare un caffè, o una bibita, guardando verso il mare. Dove una volta, accanto ai tanti turisti che affollano sempre questa spiaggia, ci si imbatteva nell’immancabile gruppo di ragazzini che passava la mattina facendo confusione e tirando i sassi in giro. Puntualmente i ragazzini venivano ripresi dal bagnino di turno, di solito non troppo giovane e parecchio sovrappeso. Ecco, questo non è difficile che riusciate a vederlo ancora, nonostante tutt’intorno si sia sviluppata la logica del “salotto buono” e molti turisti e turiste usino i vicoli di Positano come si usa una passerella durante una sfilata di moda. E’ l’inossidabile potere dello scugnizzo, qualcosa che, come già fatto con tutti i paesi della Costiera Amalfitana, dovrebbe godere della protezione dell’UNESCO.

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