Visitare la Costiera Amalfitana, da Capo d’Orso a Atrani

Cliccate QUI per leggere la prima parte della nostra mini-guida per visitare la Costiera Amalfitana.

Ci lasciamo alle spalle Capo d’Orso e le sue spiaggette tutt’intorno per rituffarci tra le curve, prima di giungere alla lunga spiaggia di Maiori, la più grande di tutto questo tratto di Costiera Amalfitana. Ad oggi la città si presenta molto ben attrezzata per la ricezione turistica, cosa che ne ha naturalmente un po’ snaturato l’originale bellezza, ma non mancano le possibilità di fare un salto indietro nel tempo, a quando, con la nascita della Repubblica Amalfitana, la città era sede di numerosi arsenali e dell’ammiragliato, nonché della Dogana e del Fondaco del sale.

Maiori, la spiaggia - foto dell'utente flickr Adrian Scottow

Maiori, la spiaggia – foto dell’utente flickr Adrian Scottow

Pare tra l’altro che proprio negli arsenali fosse nato il nome di Tramontana, per indicare il vento proveniente dal nord, prendendo il nome da quello del vicino comune di Tramonti, da cui appunto il vento proveniva incanalandosi nella valle. E se volete approfondire la visita, ecco una proposta tra le tante di un itinerario studiato per andare alla scoperta di castelli e fortificazioni di Maiori: QUI. Un’altra curiosità a proposito di Maiori è legata al film “Paisà” di Roberto Rossellini, che principalmente qui è stato girato, a dispetto del fatto di essere un film che ripercorre l’avanzata degli alleati dalla Sicilia verso il nord. Nella Torre Normanna è stato girato ad esempio l’episodio siciliano, e lo scugnizzo dell’episodio napoletano è proprio un ragazzino di Maiori che si aggirava intorno al set in quei giorni. A sceglierlo fu tale Federico Fellini, allora aiuto regista.

Maiori, Torre Normanna - foto dell'utente flickr pululante

Maiori, Torre Normanna – foto dell’utente flickr pululante

Ma è già tempo di ripartire, e poche curve più avanti, procedendo in direzione di Amalfi, ecco apparire Minori, che in un tempo lontano era solo un piccolo borgo di pescatori.

Minori, la spiaggetta - foto dell'utente flickr Uljana Egli

Minori, la spiaggetta – foto dell’utente flickr Uljana Egli

Qui dove in passato era attivo un centro di produzione della pasta fatta a mano, prima che tutto venisse trasferito a Gragnano, restano ancora vivi i ricordi legati alle bontà del territorio. Dai famosi limoni che crescono sulle terrazze strappate dalla tenacia dei contadini della zona alla montagna, fino alle prelibatezze dolciarie della zona, capeggiate da quell’arcinoto pasticciere che risponde al nome di Sal De Riso (assaggiate le melanzane con la cioccolata almeno una volta prima di morire!), fino ai tipici ndunderi, una sorta di giganteschi gnocchi con la ricotta nell’impasto che ancora oggi sono una delle specialità di Minori, non riesce difficile capire come mai la città si fregi del nome di Città del gusto. Da non perdere una passeggiata all’interno dei caratteristici vicoli, una visita alla Basilica di Santa Trofimena e una alla splendida villa romana risalente al I° secolo d.C., una conferma di come i ricchi romani sapessero apprezzare la bellezza di questi luoghi già un paio di millenni or sono.

Minori by night - foto dell'utente flickr Eugene Regis

Minori by night – foto dell’utente flickr Eugene Regis

Ma è proseguendo qualche chilometro ancora, e svoltando a destra arrampicandosi sulla montagna, che si possono apprezzare alcuni chiari esempi dello sfarzo di questi luoghi nel corso della storia. Basta fare un giro per Ravello per respirarne la storia e la cultura, e insieme godere dei panorami e dell’architettura delle sue splendide ville.

Giardini di Villa Rufolo, Ravello - foto dell'utente flickr Greg Willis

Giardini di Villa Rufolo, Ravello – foto dell’utente flickr Greg Willis

Passando dal Duomo dell’XI secolo alla visita di palazzi da sogno, come villa Rufolo o villa Cimbrone, si potrà respirare quell’aria che ha affascinato e ispirato artisti di ogni tempo, e che ancora oggi fa di Ravello un luogo capace di attrarre personalità di ogni tipo, oltre che stuoli di futuri mariti e mogli che la eleggono come “splendida cornice” dove coronare il loro sogno d’amore.

Villa Cimbrone, Ravello - foto dell'utente flickr Ronnie Macdonald

Villa Cimbrone, Ravello – foto dell’utente flickr Ronnie Macdonald

E se non avrete la fortuna di cenare in uno dei due ristoranti stellati Michelin ospitati a Ravello – il Rossellinis e Il Flauto di Pan, che insieme ad altri quattro stellati della zona fanno di questi 40 chilometri di Costiera una vera e propria oasi del gusto – potrete consolarvi con le mille altre proposte che questo luogo è capace di offrire. Qui la fanno da padroni le meraviglie della natura e delle architetture ed opere artistiche, per cui non dovete fare altro che sapervi abbandonare ad esse.

Torniamo indietro sulla costa, e ci dirigiamo verso Amalfi, da cui ripartiremo per la terza ed ultima parte della nostra guida. Ci fermiamo poco prima, ad Atrani, dove si trova la casa della famiglia materna di Masaniello, e una grotta, che pare sia stata utilizzata dall’eroe della rivolta napoletana del 1647 per nascondersi dai soldati del viceré di Napoli. Qui, in quello che è il più piccolo comune dell’Italia Meridionale per estensione territoriale, si trovano ben tangibili ancora i segnali del borgo di pescatori che fu nel passato, con la piazzetta che ha ancora il suo accesso diretto alla spiaggia, ben protetto dalle mareggiate, che serviva a mettere in salvo le barche dei pescatori. Il paese, un piccolo gioiello, si inerpica lungo la collina, ed è un vero piacere passeggiare nei suoi vicoli, tra le case appoggiate una sull’altra.

Atrani vista dal mare - foto dell'utente flickr Uljana Egli

Atrani vista dal mare – foto dell’utente flickr Uljana Egli

Prima di tuffarsi nelle iper-turistiche Amalfi e Positano, è il luogo ideale per una sosta che riporterà la mente indietro a quando gli abitanti di questi luoghi si sostentavano principalmente con la pesca e le attività artigianali. In particolare Atrani era conosciuta per i suoi tessuti preziosi. Oggi è lei stessa un borgo prezioso da preservare.

0 replies

Leave a Reply

Want to join the discussion?
Feel free to contribute!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *