Singapore, il campeggio nel parco

SINGAPORE – «Entro a Singapore in treno, senza avere avuto problemi con il visto. Viaggiavo con un passaporto rosso (il rosso borgogna denota quelli europei), per cui mi avevano detto di stare tranquillo, che non avrei avuto problemi di alcun tipo. A Singapore ritrovo il circo, dopo qualche mese di separazione. Dal Belgio si era unito anche Botz, alto e biondo suonatore di trombone. Faceva un bellissimo numero clownesco, prendendo una persona dal pubblico. Gli metteva una giacca speciale al contrario, e lui infilava le mani nelle maniche, muovendo quindi le braccia del personaggio e facendo naturalmente cose buffe. Era molto divertente vedere questo spettacolino. E anche Christine, una delle “mamme” dei Cyclown Circus, si è unita al gruppo».

Prime pedalate a Singapore

Prime pedalate a Singapore

«Dico “mamma” riferendomi a Christine perché era stata una delle prime fondatrici di questo bizzarro gruppo di artisti. Il progetto dei Cyclown Circus nasce infatti in Arizona, con ragazzi che facevano arte di strada alla maniera americana, quindi più organizzata in eventi come rodei o quant’altro e meno da saltimbanco improvvisato all’angolo della strada, o al semaforo. Come invece è la nostra maniera, insomma. Loro all’inizio si muovevano con un bus munito di motore convertito a biodiesel, andando in giro per fast food a raccogliere olio esausto. Ma si sa che le distanze sono enormi in America, e quindi erano sempre costretti a spendere tanti soldi dietro alle riparazioni del camion, per cui a un certo punto si sono detti di partire per l’Europa, dove le città sono molto più vicine e non era difficile andare da un posto all’altro, anche a pedali. Tre o quattro di loro si sono diretti a Christiania, dove hanno costruito le prime Tall Bike, che hanno una storia circa ventennale in America ma che esistono da tantissimo tempo. Quando c’erano i lampioni a olio nelle grandi città esisteva un tandem Tall Bike con quello più in alto che accendeva i lampioni lungo la strada, tanto per dirne una».

Una Tall Bike in una vecchia immagine

Una Tall Bike in una vecchia immagine

Seguendo QUESTO LINK si possono vedere alcune Tall Bike davvero antiche e conoscerne la storia, per chi ne volesse sapere di più.

«Tornando al viaggio, Christine era capace di dare tantissimo colore al gruppo. Faceva tutto quello che faceva, dal cucinare al mettere a posto, con lo stile circense, che era davvero il suo miglior vestito. E’ stata molto utile per superare la stanchezza del fare da tre anni spettacoli sempre di un certo tipo. Con la sua fantasia tutto acquistava uno stile diverso, che ci faceva sentire meno la fatica. Lei era forte, aveva viaggiato per tre anni con un carrello dietro la bici, dove portava il suo cane da circa 30 chili. E anche lui era uno degli artisti del circo, veniva abbigliato e partecipava, a modo suo, agli spettacoli. Con Christine ci eravamo conosciuti a Roma, quando loro erano passati dall’Italia, ed era bello rivederla e passare del tempo con lei».

E ora chi rimette tutto sulla bici?

E ora chi rimette tutto sulla bici?

«A Singapore ci servivano soprattutto soldi, come accadeva in tutte le grandi città dove ci fermassimo. A Kuala Lumpur avevamo infatti collaborato con un gruppo di artisti, il collettivo Taring Padi, che era di base a Yogyakarta e con i quali avevamo un grande feeling. Volevamo andarli a trovare, come loro ci avevano chiesto. Poi Yogyakarta era descritta come città delle bici, dell’arte, dell’auto-organizzazione. Dovevamo andarci! E sapevamo per certo che il passaggio in Indonesia sarebbe stato povero dal punto di vista dei soldi».

Taring Padi - Foto dell'utente flickr Karen Eliot

Un esempio del lavoro dei Taring Padi – Foto dell’utente flickr Karen Eliot

Particolare di un lavoro dei Taring Padi - Foto dell'utente flickr Karen Eliot

Particolare di un lavoro dei Taring Padi – Foto dell’utente flickr Karen Eliot

Per chi volesse approfondire le tecniche dei Taring Padi, seguendo QUESTO LINK si può effettuare una visita virtuale al loro laboratorio. (In alcune foto, tra l’altro, non sarà difficile riconoscere il nostro Zio Bici)

«A Singapore siamo stati un mese e mezzo, con qualche difficoltà all’inizio. Avevamo problemi con l’ospitalità, visto che le case sono spesso piccolissime. Gli amici avevano zero possibilità di ospitarci. Gli spettacoli erano proficui, c’era un’isola pedonale lunga e larga dove fare spettacolo. Alla fine abbiamo campeggiato al parco per quasi un mese e mezzo. Un parco bellissimo, di fronte al mare, che invece era sporchissimo. C’è un porto immenso a Singapore. Al parco c’erano le docce, che venivano pulite due volte al giorno, per quelli che andavano a fare sport, e i barbecue, con noi che ne avevamo praticamente occupato uno».

Nella prossima puntata racconteremo di un bizzarro incontro avvenuto in questo accampamento al parco, prima di ripartire alla volta dell’Indonesia…

0 replies

Leave a Reply

Want to join the discussion?
Feel free to contribute!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *