Cimiteri particolari: suggerimenti per i turisti più curiosi

Ci sono mille aggettivi che oggi accompagnano la parola turismo. Da sostenibile a responsabile, per parlare di aggettivi che aggiungono uno sforzo di virtù a quello di muoversi dalla sedia per esplorare il mondo, fino a sessuale o a voyeur, che entrambi, pur in maniera diversa, con la catastrofe si relazionano. L’aggettivo che vogliamo oggi accoppiare alla parola turismo è “cimiteriale”, ma non per fare dell’ironia o per mettere su un improvvisato ciuffo da emo e un atteggiamento decadente, quanto piuttosto per segnalare alcune località dove la morte si fa arte, si mescola in modo sapiente con la natura circostante, oppure resta a far parte della vita di chi morto non è. E allora partiamo alla scoperta di questi cimiteri particolari.

Chichicastenango - Foto dell'utente flickr David Dennis

Chichicastenango – Foto dell’utente flickr David Dennis

Se avete in programma un viaggio in Guatemala, tenete presente che oltre al mercato, Chichicastenango è nota per il suo cimitero colorato. Dimenticatevi quindi il nero lutto, perché qui la morte assume tutta una serie di sfumature, e se avete voglia di rinfrescarvi un attimo c’è addirittura un bar, all’ingresso della struttura, che si chiama “El último adios”, a testimonianza del buon rapporto della popolazione locale con le dipartite. A parte gli scherzi, qui è tradizione abbigliarsi con vestiti colorati e fare picnic vicino alle tombe, che prendono colorazioni diverse a seconda della persona lì seppellita.

Père-Lachaise - Foto dell'utente flickr emile lombard

Père-Lachaise – Foto dell’utente flickr emile lombard

E se molti lettori avranno fatto una tappa al famosissimo cimitero di Père-Lachaise per rendere omaggio, oltre che all’architettura del luogo, alle tombe dei tanti illustri personaggi lì sepolti, di sicuro non saranno in molti quanti abbiano visitato il Skogskyrkogården, ovvero il Cimitero del Bosco che sorge nella zona sud di Stoccolma. Iscritto dall’UNESCO fra i Patrimoni dell’umanità, questo luogo rappresenta un esempio di come integrare in maniera perfetta gli elementi architettonici con la natura circostante.

Skogskyrkogården - Foto dell'utente flickr Peter Lindberg

Skogskyrkogården – Foto dell’utente flickr Peter Lindberg

Skogskyrkogården - Foto dell'utente flickr Michael Caven

Skogskyrkogården – Foto dell’utente flickr Michael Caven

Per ritrovarvi immersi in una vero miscuglio di generi architettonici vi consigliamo una visita al Cimitero della Recoleta a Buenos Aires, le cui tombe monumentali mescolano con disinvoltura Art Déco, Art Nouveau, stile barocco e neo-gotico. E se è la calma assoluta quella che vi ispira, allora fate un salto al cimitero di Hallstatt, piccolo luogo incantevole affacciato sull’omonimo lago. Qui, date le circoscritte dimensioni del luogo, è nata la tradizione della “seconda sepoltura”, con le spoglie trasferite dal cimitero per fare posto alle nuove.

Hallstatt - Foto dell'utente flickr weisserstier

Hallstatt – Foto dell’utente flickr weisserstier

Da visitare anche l’ossario di San Michele, dove trovare le tracce della pratica di decorazione dei teschi, in voga nel corso di questo secondo saluto anche per catalogare le spoglie.

Hallstatt - Foto dell'utente flickr H.KoPP

Hallstatt – Foto dell’utente flickr H.KoPP

Chiudiamo il nostro tour con un cimitero che si trova in Romania, a Săpânța, e che già dal suo nome – Cimitirul Vesel, ovvero cimitero allegro – lascia intendere la sua particolarità. Qui le tombe sono dipinte, e non mancano, tra le scene che raffigurano la vita quotidiana dei dipartiti, episodi ironici e divertenti. Anche gli epitaffi non mancano d’ironia, e il tutto è stato reso possibile grazie all’artista Stan Ioan Pătraş, morto nel 1977 e naturalmente qui sepolto.

Cimitirul Vesel - Foto dell'utente flickr Remus Pereni

Cimitirul Vesel – Foto dell’utente flickr Remus Pereni

Perché chi l’ha detto che il ricordo dei defunti debba essere sempre circondato da un’aura di tristezza?

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