La grande sorpresa: il ritorno in Italia

LA SORPRESA – «Siamo ripartiti tutti quanti verso la Malesia poco dopo la sosta sfortunata a Phuket, separandoci pochi chilometri prima del confine, anche se non ricordo bene per quale motivo in particolare. Il mio gruppo ha passato il confine dopo due/tre giorni, e abbiamo mandato una mail all’altro gruppo e alle nostre famiglie. Quando apro la mia casella di posta trovo una mail di Giordano, un compagno della Snia col quale ho passato tanti anni fianco a fianco, praticamente crescendo con lui sotto molti punti di vista. Con lui ci scrivevamo spesso all’inizio del viaggio, poi piano piano la frequenza era calata. Apro la mail ed era piena di parole durissime. Diceva che mi stavo limitando a raccontare solamente l’itinerario che stavamo percorrendo, e che non traspariva più nulla dalle mie mail. Terminava dicendo che potevo anche non mandarne più di mail così. Davvero non sapevo che cosa rispondere, ero abbastanza scioccato. Quella sera facciamo lo spettacolo e poi dormiamo poco fuori città. La mattina dopo trovo nella casella della posta un’altra mail di Giordano. La apro un po’ intimorito e dentro ci trovo scritto che quello del giorno prima era solo uno scherzo, per dire che mancavo tanto a tutti quanti, che la Ciemmona era in preparazione e senza di me non sarebbe stata la stessa cosa».

«“Abbiamo deciso di comprare un biglietto per te, per poter tornare per la Ciemmona e passare un po’ di tempo insieme” – le ultime parole che sono riuscito a leggere. Ci ero rimasto di sasso. Era già da qualche mese che facevo fatica in questo viaggio, come avevo già raccontato. Mi mancavano un po’ gli amici… Il biglietto era Bangkok-Roma e ritorno, con partenza dopo otto giorni da quel momento. Ero a mille e rotti chilometri da Bangkok… Scrivo di getto una mail ai ragazzi del circo, dicendo loro che tornavo per tre mesi in Italia e saluto Simone e gli altri. Prendo la bici e ricomincio a pedalare come un dannato verso Bangkok. Volavo!».

In solitaria con la Tall Bike

In solitaria con la Tall Bike

«Macinavo chilometri! Su un grande ponte sopra la ferrovia vedo un deposito di camion e ne punto uno, col rimorchio. Da lontano vedo che il cassone era vuoto. Mi fermo di fianco all’autista e gli chiedo dove va. Lui dice: “Bangkok”. Io gli chiedo un passaggio. Lui risponde: “non c’è problema!”. Sorrido… Dopo sole quattro ore avevo trovato un passaggio per velocizzare il viaggio. Il camion andava lentissimo, ma nonostante questo sarei arrivato in anticipo a destinazione e non avevo intenzione di aspettare a Bangkok la partenza del mio aereo per qualche giorno. Così mi metto a studiare un po’ la cartina e cerco i posti più belli dove eravamo passati in precedenza e che non avevo approfondito. C’era una spiaggia dove ero passato con Simone, dove mi sarei voluto fermare. Alle due di notte chiedo al camionista di lasciarmi lungo la strada. Pochi chilometri prima di Surat Thani, mi metto a dormire in una stazione di servizio. Il giorno dopo, calcolati i tempi per fare i chilometri che mi mancavano, mi sono rimesso a pedalare, fermandomi nei posti più belli che avevo intravisto all’andata».

Relax on the beach

Relax on the beach

«E’ stato bellissimo. Una settimana davvero ispiratrice, anche se ho pedalato forte. Pedalavo felice, cantando a squarciagola, sotto il sole. Bevevo tanto buon caffè tailandese. Avevo scoperto anche il Kratom, che è una pianta stimolante di cui loro masticano le foglie. Si mettono la foglia in bocca come la coca, e lo usano per lavorare nei campi sotto al sole. Ti fa perdere l’appetito, il sonno e ti mette una grandissima allegria».

E se voleste approfondire la conoscenza del Kratom, sappiate che esiste anche un’associazione, la Kratom Association, che si occupa della tutela della Mitragyna Speciosa, la pianta chiamata Kratom appunto. Ma continuiamo il viaggio verso l’Italia insieme a Zio Bici.

IL RITORNO IN ITALIA – «Arrivo a Bangkok con solo un giorno di anticipo, vado dal tipo della ciclofficina e gli dico che lascerò lì tutto per tre mesi. Torno in Italia con sulle spalle uno zainetto e un sorriso a 60 denti. In aereo mi sentivo una sorta di turista di non so dove che tornava in Italia. Erano passati due anni, più o meno. I tre mesi in Italia sono stati bellissimi, sapevo di tornare in Thailandia ed ero felicissimo di ritrovare tutti i miei amici e la “mia” ciclofficina. Nello stesso tempo ero felice che tutto proseguisse bene a casa».

«Passati quei tre mesi, sono tornato lì, e non è stato facile ricominciare il viaggio da solo. Mi ero fatto tante domande durante la sosta italiana, anche pensando a cosa fare una volta tornato davvero nel mio paese. E’ stato duro rimettersi in viaggio, anche dal punto di vista fisico. Chi se lo ricordava che era così pesante pedalare così tanto tutti i giorni? Ma poi è stato bello risentire le emozioni del viaggio. Ho fatto una sosta a Phuket, dove c’era Simone che si era fermato, e aveva smesso definitivamente di viaggiare col circo. Aveva delle belle amicizie lì, e ormai aveva difficoltà col circo. Simone mi aveva scritto che insegnava in una scuola di inglese, e lo sono andato a trovare. Stava bene, era molto nostalgico ma stava bene. Si faceva tante domande sulla continuazione del viaggio. Stava con altre persone che lavoravano lì, e insieme ci siamo fatti un sacco di pianti abbracciati. Il nostro animo era davvero scosso».

In treno per raggiungere i Cyclown Circus

In treno per raggiungere i Cyclown Circus

«Alla fine saluto Simone e mi muovo verso la Malesia, salendo anche su qualche treno per abbreviare i tempi. I Cyclown erano a Kuala Lumpur, ma quando sono arrivato lì erano ormai già partiti. Mi sono fermato in una comune di artisti fuori città, come loro mi avevano consigliato. Ci sono stato un paio di settimane alla fine. E’ stato un ottimo passaggio tra il ritorno dall’Italia e l’incontro con il circo di nuovo. Una parentesi che mi serviva per ripartire».

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