Una visita al Parco Nazionale d’Abruzzo: la Camosciara e il lago di Barrea

Prima di andare avanti con la terza ed ultima parte della nostra mini-guida, ecco qui, per chi le avesse perse, i link alle prime due puntate. I PARTE e II PARTE. E poi via, si parte!

Con ancora impresse negli occhi le immagini incantevoli della Val Fondillo, riprendiamo la Statale 83 per qualche chilometro e affrontiamo una serie di curve seguendo il corso del fiume Sangro, immersi nei luoghi che fanno da scenario al libro “Il passaggio dell’orso” di Giuseppe Festa, ottimo esempio di come luoghi come questi, se vissuti con adeguata passione, possano arrivare a cambiare il corso della vita di quanti siano disposti a mettere in gioco le proprie certezze da comodi cittadini, e non solo.

In questo video potete seguire l’autore tra i luoghi e le persone protagoniste del libro:

Quindi arriviamo fino ai piedi di quello spettacolo della natura che è l’anfiteatro della Camosciara, luogo ben conosciuto a livello turistico e nello stesso tempo attrezzato per darsi in pasto anche al meno “selvaggio” dei visitatori. Qui infatti è possibile sedersi comodamente sul trenino che porta su fino ai piedi delle Cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle, poco lontane dal piazzale alla base dell’anfiteatro roccioso, oppure noleggiare una mountain bike, salire su un cavallo o godersi la bellezza di una camminata lungo la strada asfaltata che dal 1998 è stata assegnata al Comune di Civitella Alfedena e chiusa al traffico. Ben protette dalle zone di Riserva Integrale, qui sopravvivono molte delle specie tipiche del Parco Nazionale, dall’Orso Marsicano ai Camosci, fino ai tanti abitanti più piccoli e numerosi, dalle volpi, ai cinghiali, ai moscardini, che non sarà difficile incontrare, a patto di lasciare da parte i rumori molesti.

La Camosciara - Foto da justinebothwick.files.wordpress.com

La Camosciara – Foto da justinebothwick.files.wordpress.com

Ripresa l’automobile, ci dirigiamo verso Villetta Barrea e il lago, distanti pochi chilometri dal parcheggio della Camosciara. Prima però non si può non fare una tappa a Civitella Alfedena, svoltando a destra sulla Statale 83 all’ingresso di Villetta Barrea e salendo verso il piccolo comune arroccato intorno all’antica torre del ‘400. Qui, oltre a una camminata in salita per esplorarne i vicoli, è d’uopo una visita alle Aree faunistiche del Lupo Appenninico e della Lince, dove vivono alcuni esemplari delle due specie, e al Museo del Lupo Appenninico, il vero protagonista di questa zona. Fate un salto a La Betulla da Pietro per conoscere e assaggiare qualche bontà abruzzese, e per informarvi circa le escursioni in zona. E se avete la fortuna di trovarvi da queste parti durante le vacanze natalizie, non perdetevi l’annuale fiaccolata di fine anno, uno spettacolo che si ripete ormai da 25 anni e che riempie le montagne circostanti di puntini di luce e fuochi pirotecnici.

Lungo la strada che vi riporta giù verso Villetta Barrea, non sarà difficile incontrare qualche esemplare di cervo che scende a valle per abbeverarsi, così come spesso succede passeggiando lungo l’argine a Villetta, tanto che qualche tempo fa uno di questi esemplari è stato nominato mascotte del paese, per le sue ripetute visite e per la sua totale assuefazione alle persone.

Ecco appunto il cervo Oreste in un’intervista

La vita di Villetta Barrea scorre lungo la Statale 83, dove sono concentrate la gran parte delle attività commerciali e i servizi per i turisti, ma è solo salendo i ripidi scaloni di pietra verso la montagna che se ne possono apprezzare le bellezze più nascoste, dalle chiese alla torre trecentesca a pianta circolare. Tenete presente che saranno sicuramente i cervi a rubare l’attenzione, soprattutto se siete in viaggio con i vostri bambini. Sono loro a spadroneggiare dai prati ai giardini, fino ai vasi di fiori sui davanzali delle finestre più basse. Ormai in equilibrio con gli abitanti del luogo, si spingono a bere e mangiare fin dentro il paese, forti anche della grande abilità nello spiccare salti e superare recinzioni di ogni tipo.

Il lago di Barrea - Foto da www.parks.it

Il lago di Barrea – Foto da www.parks.it

A questo punto, anche proseguendo a piedi senza riprendere l’automobile, si possono raggiungere le rive del lago di Barrea, bacino artificiale ricavato a metà del Novecento dallo sbarramento del Sangro, e termine della nostra escursione a puntate in questa zona del Parco. Di fronte a voi avrete Barrea, adagiata su uno sperone di roccia, e potrete passeggiare, o fare un’escursione a cavallo o in bicicletta, lungo le rive del lago, dove d’estate e d’inverno non mancano gli animali che scendono per abbeverarsi.

Un esempio?

L’equilibrio tra turismo e natura è infatti il perno centrale attorno al quale ruotano, devono e dovrebbero ruotare le attività della zona, e tocca a tutti, anche e soprattutto a quanti si avventurino in questi luoghi dall’esterno, tenerlo costantemente a mente. E se non rimarrà impressa la vostra dichiarazione d’amore sul tronco di quell’albero incontrato lungo la camminata, tanto meglio!

Per programmare al meglio la vostra vacanza nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, non esitate a contattarci QUI

0 replies

Leave a Reply

Want to join the discussion?
Feel free to contribute!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *