Una visita al Parco Nazionale d’Abruzzo: Opi e la Val Fondillo

Lasciandosi alle spalle Pescasseroli e riprendendo la Statale 83 Marsicana in direzione del Lago di Barrea, ci si trova subito circondati da una valle dove nei mesi più caldi pascolano un gran numero di animali, prima di raggiungere un bivio che a destra porta su verso il valico di Forca d’Acero, e a sinistra si inerpica in una serie di tornanti verso la piccola Opi. Da queste parti si respira un’aria un po’ più autentica, meno turistica rispetto a Pescasseroli, che rimanda il pensiero al tempo in cui le comunità locali erano dedite in maniera praticamente esclusiva alla cura del bestiame. Sia per ciò che riguarda la conformazione del territorio che per le tradizioni gastronomiche locali, più o meno tutte ispirate a quel tipo di cucina povera (e in certi casi poverissima) dei tempi della transumanza, i riferimenti al passato sono tutti ben leggibili. Da queste zone infatti partivano i lunghissimi viaggi per spostare lungo i tratturi i capi di bestiame verso sud, verso la Puglia, dove svernare nei mesi più freddi dell’anno.

opi camosci

Camosci e veduta di Opi (foto da parcoabruzzo.it)

OPIOpi è un piccolissimo borgo, il cui centro storico pare aggrapparsi alla cima di un’altura, raggiungibile attraverso una serie di tornanti e di stradine intricatissime e strette, che Michele, un tempo guidatore di autobus della zona e oggi portiere di albergo a Pescasseroli, ci racconta come una specie di incubo giornaliero che ancora lo perseguita. Dall’alto si gode di una vista meravigliosa sulle montagne della zona, dal Monte Marsicano all’anfiteatro della Camosciara, e all’interno del paese è possibile visitare il Museo del Camoscio, uno dei tanti abitanti selvatici del Parco Nazionale d’Abruzzo. Da queste parti infatti, passeggiando lungo i sentieri che circondano il paese o andando su verso il valico di Forca d’Acero attraverso le grandi faggete o ancora verso la Val Fondillo e la Camosciara, non è difficile incontrare animali piccoli e grandi che popolano questa meravigliosa zona protetta.

PER I TURISTI – Per i turisti che si spingessero da queste parti, consigliamo di rivolgersi alle strutture della zona per farsi indicare sentieri e passeggiate (ricordatevi che alcune zone sono denominate “riserva integrale”, per cui non è possibile accedervi) o di farsi accompagnare da qualche guida locale alla scoperta di questi luoghi. In inverno, il Centro Fondo Macchiarvana è ben attrezzato per coniugare il piacere dello sci di fondo a quello dell’immersione in un territorio così suggestivo.

val fondillo e camosciara

La Val Fondillo e la Camosciara (foto da parcoabruzzo.it)

LA VAL FONDILLO – Riprendendo ancora la Statale 83 e dirigendosi verso il Lago di Barrea, dopo qualche curva fate attenzione al bivio sulla destra che porta al parcheggio della Val Fondillo, un altro dei luoghi da non mancare se siete in giro nella zona. Qui, nella piccola struttura posta all’ingresso della valle, troverete tutta la disponibilità e la competenza di Roberto e degli altri ragazzi della CoopSort, che vi guideranno alla scoperta di un territorio bellissimo e incontaminato, ricco di vegetazione e di fauna da salvaguardare. Non dimenticatevi mai, infatti, che i vostri comportamenti possono avere un impatto forte e talvolta devastante sull’equilibrio di questi posti, per cui se partite in escursione fate attenzione a non lasciare alcun rifiuto in giro, e non tentate di portare a casa il souvenir di una foto indimenticabile calpestando i diritti degli animali del Parco, che non devono ricevere il vostro cibo né essere avvicinati per il puro gusto di farlo. Se insomma avete la fortuna di un incontro con uno degli animali selvatici della zona, godetevelo in silenzio, come si fa con le cose preziose.

Chiedete pure tutte le informazioni di cui avete bisogno, partite con le guide alla scoperta degli itinerari della zona (ce ne sono per neofiti e per esperti camminatori, diurni o notturni), nei mesi caldi attrezzate la vostra grigliata di carne nel piazzale e salite su un cavallo per farvi un bel giro, ma fatelo consapevolmente, per far sì che tutto questo possa conservarsi, intanto, e proliferare, auspicabilmente. Perché una cosa da tenere a mente è che in questa parte d’Italia si fa turismo in una maniera diversa da quella – tanto per fare un esempio virtuoso ma lontano – che si fa in posti come il Trentino Alto Adige, dove le attrezzature dedicate ai turisti sono più mirate, tagliate a misura di bambino in molti casi e molto spesso esponenzialmente più ricche. Ma questo non significa che esista un solo modello per la valorizzazione del territorio. Qui, talvolta con sfoggio di “muscoli” e pazienza da parte dei giovani che stanno investendo la loro vita nel progetto, si realizza un modello altro, che richiede inevitabilmente anche la partecipazione attiva e il coinvolgimento del turista. E chissà che di tutto questo non possano beneficiarne davvero la flora e la fauna del territorio, i veri protagonisti di uno scenario fantastico.

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La Val Fondillo (foto da giorgiodicesare.wordpress.com)

Per tutti i consigli su dove soggiornare in questa porzione del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, non esitate a contattare Personal Travels!

(QUI trovate la prima parte della guida. Presto online la terza e ultima parte di questa piccola guida, nella quale esploreremo la Camosciara, Civitella Alfedena e Villetta Barrea, giungendo sulle sponde del Lago di Barrea. Alla prossima!)

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