L’ingresso in Thailandia e il ritorno alla “civiltà”

INGRESSO IN THAILANDIA – «Una volta lasciato a malincuore il gruppo laotiano, arriviamo a Vientiane, spendendoci un paio di giorni per riordinare le idee e inviare qualche mail. Quindi entriamo in Thailandia passando il Mekong, come detto in precedenza, diretti verso Chiang Mai. Tra Laos e Thailandia c’è un’enorme differenza economica, con la seconda molto più ricca e turistica. Il passaggio del fiume, che segna il confine, ti fa vedere chiaramente la differenza tra i due luoghi. Baracche da una parte e palazzi dall’altra… Abbiamo caricato le bici su una specie di canoa, che fa da spola tra le due sponde».

Abbandonata la “via selvaggia” che era stata una costante durante tutto il soggiorno laotiano, il gruppo si ritrova immerso in una realtà meno estrema, dove le cose ricominciano a scorrere con il ritmo di una volta: fare spettacolo e trovare una sistemazione per potersi fermare.

scimmia

Benvenuti in Thailandia, strani ciclisti! …dice la scimmietta

«La vita del circo era cambiata parecchio – ci racconta Piero. Era più facile trovare persone che parlassero inglese, in generale gli abitanti del luogo erano più ricchi e tutto sembrava più semplice. Sulla strada per Chiang Mai, ad esempio, ci siamo fermati a fare spettacolo in una scuola. L’approccio era completamente diverso, c’era molta più abitudine ai bianchi. La reazione di pubblico, insegnanti e bambini era molto più aperta rispetto alla Cina e al Laos. Ci sentivamo rincuorati e insieme stupiti».

LA GUEST HOUSE a CHIANG MAI – «Quindi si arriva a Chiang Mai, dove ci siamo fermati una settimana. Avevamo bisogno di conforto e di riposo. Sapevamo di trovare posti dove potevamo fare spettacoli, fare cappello. E così poi è stato. Il primo giorno abbiamo trovato un posto, una guest house, che in cambio dello spettacolo ci dava ospitalità. Dopo il periodo laotiano ci siamo ritrovati in una situazione del tutto differente, molto più occidentale. La guest house aveva una bella terrazza dove facevamo gli spettacoli. Tra l’altro questa cosa degli spettacoli in terrazzo è poi tornata quando eravamo a Bangkok, dove era piuttosto usuale, se non si faceva cappello in strada, fare spettacolo sulle terrazze».

guest house a Chiang Mai

La guest house a Chiang Mai

CIBO – «A Chiang Mai ho mangiato le cavallette fritte, buonissime! Le vendono su carretti pieni di lucine, tu scegli il tuo cartoccio di insetti fritti e poi loro ci spruzzano sopra acqua e salsa di soia. Sono buonissime, in particolare accompagnate con la birra, che finalmente ritrovavamo dopo il Laos».

LO YOGA – «Proprio a Chiang Mai ho preso coscienza del mio corpo. Il posto è molto famoso per i massaggi tailandesi, con tanti occidentali che vanno lì a studiarne le tecniche. Nella guest house passavano molti bianchi, e quando stavamo lì una ragazza americana stava studiando già da un mese e più i massaggi, e aveva bisogno di “cavie”. Io mi facevo spesso massaggiare, e così anche altri del gruppo. Con lei ho parlato parecchio anche di yoga, con lei esterrefatta alla notizia che noi pedalavamo senza fare mai stretching prima o dopo le nostre tappe, senza fare alcun tipo di preparazione o ginnastica. Ci ha detto che bisognava sciogliere i muscoli, e mi ha mostrato tutta una serie di esercizi. Io già da un po’ ero attratto da stretching e yoga, ma continuavo a rimandare perché non avevo trovato nessuno che mi desse qualche dritta. Ho iniziato a praticare lo yoga, e da lì è stato un crescendo continuo di presa di coscienza del mio corpo».

VIAGGIARE IN THAILANDIA – «La mia bici a quell’epoca aveva ancora la forcella saldata alla bell’e meglio. Da Chiang Mai a Bangkok abbiamo pedalato tutto il tempo, per qualcosa come 600 Km. Abbiamo fatto spettacoli dappertutto. Una cosa che abbiamo notato era la differenza tra le grandi città e i piccoli centri che abbiamo incontrato. I locali, nelle grandi città ci trattavano come turisti bianchi qualsiasi, mentre uscendo dalle grandi città le persone apparivano molto più cordiali e reali. Spesso ci siamo fermati e abbiamo dormito nei templi buddisti, dove c’è una stanza degli ospiti in cui potersi fermare. Qualche volta abbiamo dormito sotto le pensiline degli autobus, che erano delle specie di palafitte. Parcheggiavamo le bici in basso e ci mettevamo a dormire sopra. Viaggiare in bici in Thailandia è stato bello, anche se il numero delle macchine in giro era corposo. Lì ho pedalato spesso da solo, pedalando per lunghi tratti e spesso anche velocemente».

elefante

Incontri lungo la strada per Bangkok

Si puntava verso Bangkok, dove la sorte ha preparato un’altra sorpresa per il gruppo di artisti in bici. Una sorpresa, che come spesso è accaduto, darà anche modo a Zio Bici di fermarsi a riflettere…

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