Yunnan story, una saldatura da incubo

Pechino, la meta del viaggio inizialmente indicata in quella sorta di mini-assemblea tenutasi a Cipro, è stata una continua altalena di alti e bassi, con i tanti problemi avuti con le autorità, da quelle ferroviarie a quelle di polizia vera e propria, e con le difficoltà legate alla lingua ad alzare un muro tra ciclisti e popolazione. Fortunatamente quella notte passata al parco ha permesso alla truppa di trovare i contatti utili per sistemarsi e fare spettacolo, ma come sempre i visti arrivano alla scadenza, ed è il momento di muoversi di nuovo. Raggiunta una meta se ne fa subito un’altra, si potrebbe dire, perciò ecco che la truppa decide di puntare verso sud, direzione sud est asiatico.

sud cina

Il gruppo pedala verso il sud della Cina

«Lasciamo Pechino, visto che stava arrivando il freddo – racconta Piero. Si decide di puntare verso sud, anche perché dovevamo presto lasciare la Cina per la scadenza del visto. In treno si va in Yunnan, verso il capoluogo Kunming. Zona rurale e molto povera lo Yunnan, ma meta anche di fricchettoni europei che hanno contribuito a creare situazioni molto simpatiche. Carichiamo le bici, finalmente in maniera abbastanza normale, sul vagone merci. Su questa tratta cinese ho finito di cucire quella borsa iniziata sulla Transiberiana, di cui avevo parlato».

agricoli in Yunnan

Campi agricoli in Yunnan

volti yunnan 1

I volti dello Yunnan (1)

i volti dello Yunnan (2)

i volti dello Yunnan (2)

YUNNAN STORY, la SALDATURA – «A Kunming avevamo l’indirizzo di un bar, dove speravamo di incontrare qualcuno che ci risolvesse i problemi logistici legati al dormire. Mentre arriviamo lì, faccio per scendere dalla bici a un semaforo rosso e la mia bicicletta procede dritta, senza che io possa farci nulla. Ho rischiato di cadere di brutto! Riesco a scendere e mi accorgo di come la bici fosse diventata ingovernabile. Si era dissaldata la forcella davanti, in un punto difficilmente riparabile. Raggiungo gli altri a piedi al locale, con loro che si erano accordati per uno spettacolo la sera. Facciamo lo spettacolo e quindi dormiamo nel locale. Il giorno dopo torno a guardare la bici e capisco l’entità del danno. Che era notevole. La città però contava qualcosa come 6 milioni di abitanti, per cui speravo di trovare presto un pezzo di ricambio. Giro nei negozi cercando la forcella, con il mio cinese imparato in fretta a Pechino. Ma in ogni negozio non capivano nulla di quello che dicevo. L’esperienza che mi sembrava abbordabile diventa un incubo. Nessuno sembrava volersi sforzare a capire».

riparare bicicletta

Intervento a cuore aperto sulla bici… un classico in viaggi come questo

«Il giorno dopo riprovo ad andare per negozi con una ragazza che viveva lì a Kunming, e nonostante lei parlasse molto bene il cinese non c’era verso di comprare, o anche solo ordinare, un pezzo apparentemente facile da reperire. Chiedo allora alla ragazza di accompagnarmi da un fabbro, che avevo visto vicino casa sua. Ma lei non poteva più seguirmi, e così mi ci incammino da solo. Dovevo assolutamente risolvere la situazione, ero molto determinato. Così entro nel suo locale, conscio delle difficoltà nel poter spiegare quello che avevo in mente, e praticamente mi metto con una mossa decisa a lavorare con i suoi attrezzi, cosa che all’inizio lascia il tipo molto perplesso. Poi si è reso conto che ero capace di muovermi bene tra i suoi attrezzi e mi ha lasciato lavorare. In poco più di un’ora e mezzo avevo risolto, saldando nuovi pezzi intorno alla forcella per rinforzarla. Certo, il risultato era quello di far pesare ancora di più la bicicletta, ma non avevo davvero scelta. Ho lasciato un’offerta al fabbro per avermi lasciato lavorare, e saldato anche la bici di Rocio, già che c’ero. Avevo brillantemente risolto questa faccenda della forcella».

0 replies

Leave a Reply

Want to join the discussion?
Feel free to contribute!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *