Dal “Fu turismo” al futuro del turismo

Fino a qualche tempo fa era comune, ad ogni appuntamento con ferie e vacanze, leggere qua e là le varie disavventure di quanti, convinti di essersi riservati la migliore delle soluzioni possibili, si ritrovavano in realtà da incubo, o addirittura in strutture fatiscenti o completamente diverse da come erano state loro prospettate.

Photo by flickr user Kevin Dooley

Photo by flickr user Kevin Dooley

Oggi che questo segmento è gestito principalmente in autonomia tramite navigazione in rete sulle pagine delle varie strutture (secondo i dati diffusi nell’ultimo appuntamento con BTO – Buy Tourism Online – il 35% del mercato turistico mondiale è generato online), rimangono comunque parecchi punti e lati oscuri che costringono a tenere le dita incrociate.

Ma si sa che la tecnologia può rappresentare un valido elemento di aiuto, e mai come in questo campo si può affermare che il futuro si stia avvicinando a grandi passi alla realtà di tutti i giorni. C’è insomma un’idea di turismo che sta diventando sempre più antiquata, se non addirittura controproducente. E qualora non aveste dimestichezza con termini come tecnologia da indossare, realtà aumentata e tour virtuali, allora sarebbe il caso di mettersi comodi e di fare un po’ di attenzione a quello che stiamo dicendo, in particolare se siete operatori del settore e non avete un buon rapporto con ciò che riguarda la rete e le sue opportunità. Anche perché non stiamo parlando del 3015, ma di un futuro talmente prossimo che basta una sola mano per tenere il conto degli anni che ci separano dal momento in cui tutto ciò rappresenterà la normalità.

Partiamo dal video qui sopra per avere una prima idea. State sfogliando una rivista di viaggi con indosso un paio di Google Glass, gli occhiali supertecnologici dotati di realtà aumentata, ed ecco che grazie a un’applicazione, e con un semplice comando vocale (ispirami!), le tariffe più vantaggiose per raggiungere la destinazione voluta appariranno direttamente sullo schermo, o nella vostra casella di posta elettronica. E se foste a corto di idee, le destinazioni sulla rivista ispireranno nuove ricerche al dispositivo, che riconoscerà per voi i luoghi e vi proporrà soluzioni di viaggio su misura. Bello no?

Oppure, e proprio al BTO a dicembre 2014 questa novità è stata presentata in anteprima per l’Italia dalla società leader nel settore Amadeus, pensate di trovarvi in un’agenzia di viaggi e calarvi sul viso uno schermo a realtà aumentata Oculus Rift e venire proiettati nella vostra prossima camera d’albergo, visitandola in tutte le sue tre dimensioni, con la possibilità di fare lo stesso per il posto sull’aereo, oppure per i dintorni della sistemazione che state decidendo di prenotare. Non si sentirà (almeno per adesso) il profumo del mare, ma davvero poco ci manca…

Oculus Rift e la tecnologia Immersive Shopping di Amadeus

Oculus Rift e la tecnologia Immersive Shopping di Amadeus

Probabilmente alcuni operatori del settore penseranno che tutto ciò sarà riservato solamente a una piccola percentuale di viaggiatori, ma basta rendersi conto di come siano cambiate velocemente negli ultimi anni le abitudini della clientela – che oggi si informa sulle strutture mediando tra la loro presenza in rete e i commenti e le recensioni degli altri utenti che l’hanno visitata (sempre al BTO 2014 la ricerca “Travel Young Travel Different” segnala come ben il 92% dei giovani non effettui una prenotazione senza aver letto le recensioni degli altri viaggiatori, in barba alle tante polemiche sulla loro veridicità o meno) – per capire come tutto questo si stia avvicinando a passo molto sostenuto. Siamo certi che la tecnologia da indossare rappresenterà una realtà ben più tangibile nei prossimi anni, rispetto alla nicchia di questo momento, e il suo impatto sul mondo del turismo non potrà che spingere ancora più in un angolo quanti non si siano resi conto del fatto che, come sempre accade, le cose si evolvono e si modificano. Se potessimo interpellare Marshall McLuhan direbbe di certo che è il mezzo a fare il messaggio.

Coinvolgimento ed emozioni del potenziale cliente rappresentano ad oggi carte troppo importanti per essere sottovalutate, e la direzione intrapresa da queste sperimentazioni tecnologiche non fa che confermare tutto ciò. Non considerare la portata del cambiamento può essere davvero un errore imperdonabile. Affidarsi a un esperto del settore e procedere a piccoli passi verso un aggiornamento delle proprie competenze e della propria offerta, può invece rappresentare la carta vincente. E date il benvenuto al futuro del turismo!

(Per correttezza segnaliamo che il gioco di parole del titolo è farina del sacco di Marco Brambilla e Nicola Bonora, autori di un illuminante e divertente talk al BTO 2014 sul rapporto tra sviluppo della tecnologia e mondo del turismo)

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