Barcellona: spiagge, arte e gastronomia

foto da Flickr utente: angelocesare

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«La cosa più brutta per chi sia ricercato dalla polizia in una città come Barcellona è che tutte le botteghe restano chiuse fino a tardi». E’ quanto pensava George Orwell della città catalana: oggi – tralasciando il fatto che essere ricercati dalla polizia resta qualcosa da evitare – la situazione è totalmente ribaltata, tanto che chi ci abita ha il problema opposto di conciliare il sonno con la movida.

Ma non c’è solo il divertimento notturno: chi vuole visitare Barcellona può contare anche su spiagge, arte e gastronomia, un triangolo d’oro che parte da Barceloneta, passa per la Sagrada Familia, la cattedrale progettata da Gaudì, e può terminare in uno dei magnifici ristoranti in cui trovava rifugio Pepe Carvalho, il detective privato creato dallo scrittore Manuel Vazquez Montalban: le citazioni più frequenti sono per Casa Leopoldo, ma non mancano altri locali che stanno crescendo nel gradimento delle papille gustative dei turisti, come il Petit Pau Restaurant, o e che magari, come al Tablao Cordobes, offrono anche uno spettacolo di flamenco incluso nel prezzo.

Barcellona è meta turistica anche per gli appassionati di calcio: il Camp Nou è un tempio che accoglie ogni anno migliaia di pellegrini, non solo i tifosi del Barça e delle avversarie spagnole, ma anche dal resto d’Europa per le gare di Champions. Assistere a una gara con in campo Messi può essere un’esperienza unica, ma  il Camp Nou è aperto alle visite anche quando non è in programma nessuna gara.

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