L’arrivo alla piazza Rossa, prima di attraversare la Russia

La Georgia è stata una continua altalena di sensazioni positive e negative, con la bellezza dei paesaggi a fare da contraltare all’estrema povertà e a una realtà dove da una certa ora della sera, complice l’alcol, diventa difficile muoversi senza mettere in conto qualche episodio spiacevole. Ora siamo all’arrivo in Russia, con l’obiettivo di raggiungere Mosca e salire infine sulla Transiberiana, per poter visitare la Mongolia prima della Cina.

Rocio al confine in Abcasia, in posa con il fucile

APPRODO in RUSSIA – «Arriviamo al porto di Sochi» – ci racconta Piero. «Ci troviamo in territorio turistico, un posto ideale dove fare spettacoli. Ma avevamo perso già alcuni giorni di visto, per cui puntiamo direttamente verso Mosca, prendendo un treno. Avevamo lì degli amici, come per esempio Janine (conosciuta a Cipro), per la quale ho poi costruito una bici. Volevamo fare un po’ di soldi per permetterci di visitare la Mongolia, mentre i soldi messi da parte a Cipro sapevamo sarebbero serviti per raggiungere la Cina. Si va a Mosca in treno, in totale una giornata di viaggio».

Russia 1

Mosca, la piazza Rossa

MOSCA, DIECI GIORNI INCREDIBILI – «Era insolito viaggiare così velocemente per noi, ma il visto ci costringeva a fare le cose più rapidamente di quanto avremmo voluto. A Mosca è stato stupendo, abbiamo trovato un’accoglienza come pochi posti al mondo, con la maggior parte delle persone davvero ospitali e simpatiche. Il nostro amico che ci aveva fatto la lettera di invito ci ha ospitato a casa sua. Non ricordo il suo nome, ma ahimé le facce restano e spesso i nomi scappano… Era una piccola casa post-comunista in un palazzone qualunque, uno scatolone nelle vicinanze della fermata della metro Sportivnaya. Lì ci si spostava anche in metro, si facevano spettacoli senza problemi con la polizia, e con una bellissima reazione del pubblico. Avevamo addirittura degli spettacoli fissi, e la gente aveva preso l’abitudine di vederci a vedere. Ne facevamo circa uno ogni ora, per cui se qualcuno passava e vedeva che avevamo iniziato, si presentava un’ora dopo per non perdersi l’intero spettacolo. Abbiamo suonato in locali veri, con strumentazione vera. Mi ricordo che in strada c’erano parecchi artisti, e andavano molto i giochi col fuoco, cosa che a noi e al nostro gruppo non è mai piaciuta».

Prove e allenamenti prima dello spettacolo

Bisogna insomma fare tutto molto velocemente: procurarsi quanti più soldi possibile prima di cambiare completamente scenario, e salire su un treno che nel giro di una settimana porterà il gruppo fino al lago Bajkal, da dove si proseguirà verso la Mongolia e la Cina, poi. Ma prima, ci sarà tutto il tempo per rendersi conto di che cosa significhi davvero la parola “steppa” e per toccare con mano quanto possa essere bassa la temperatura dell’acqua del lago Bajkal… Alla prossima!

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