Svernare a Cipro

Il freddo in arrivo e le difficoltà legate alle tante notti passate alla bell’e meglio, unite alla brutta sorpresa della promessa non mantenuta di un alloggio sicuro dove svernare sulla costa turca, hanno convinto la carovana a pedali a salire su una nave in partenza per Cipro, dove il clima promette maggiore clemenza. All’approdo a Famagosta, infatti, lo scenario cambia completamente, e fa sì che tutti possano godersi finalmente un po’ di relax.

FAMAGOSTA – «A Cipro, un bellissimo clima ci ha fatto fermare increduli a Famagosta – prosegue il racconto di Piero – dove ci siamo potuti godere allenamenti in costume sulla spiaggia, nonché un’ottima accoglienza da parte del luogo, visto che avevamo iniziato a esibirci nei pub con una buonissima risposta del pubblico».

Cipro spiaggia

Allenamenti (e relax) in spiaggia a Famagosta

«L’unico rammarico era rappresentato dalla separazione con Scuccia, il nostro cane trovatello, che dopo la quarantena obbligatoria è rimasto con alcuni nostri amici di lì. Anche perché non sempre era capace di non diventare aggressivo durante gli spettacoli in strada, dove si metteva a proteggere il cappello che mettevamo in centro come fosse stato suo territorio. Vederlo legato durante gli spettacoli era una pena, perciò, anche se a malincuore, lo abbiamo affidato a persone che se ne potessero occupare. Intanto, il periodo a Famagosta scorreva liscio e senza problemi, spesso suonavamo nei locali, ci permettevano di far cappello e ci davano anche da mangiare».

Ritratto di Scuccia, il Cyclown Dog

«In quel momento il gruppo era composto da nove persone, che vado a presentarvi. C’erano Shanti, suonatore di clarinetto e giocoliere, da San Francisco; Channing, uno dei primi componenti dei Cyclown Circus, bravissimo col monociclo e la fisarmonica, un matto completo, dall’Oklahoma; Marylise, canadese del Quebec, un vero fenomeno col violino e molto brava a cantare; Simone, bravo in giocoleria e chitarra, da Roma; Johnny, da New Orleans, 42 anni all’epoca, forte al contrabbasso e dotato di grande spirito circense, arricchiva ogni numero con qualche trovata; Raphael, americano che viveva a New Orleans, violinista, chitarrista, suonava anche la tromba e il clarinetto, si è comprato un banjo in Cina e dopo poco lo suonava; Rocio, bravissima clown argentina che era già in viaggio da nove anni, andata via prima del crac argentino e non più tornata a casa; David, che si era unito a Istanbul, un tedesco serio e schivo che suonava la chitarra e basta, con poco spirito circense, tornato in Europa dopo Cipro. E naturalmente c’ero io».

Il gruppo di artisti in bicicletta

VERSO NICOSIA, la QUESTIONE di CIPRO – «Ci siamo mossi da Famagosta verso Nicosia. Abbiamo affrontato un viaggio molto bello, con belle strade e una temperatura non troppo fredda, autunnale direi. A un certo punto sulla strada vediamo un’enorme colata di cemento su un versante della montagna, con su raffigurata la bandiera turca cipriota. Era stata realizzata così grande per mostrarla ai greci che stanno dall’altra parte dell’isola. Era il nostro primo approccio con l’intricata Questione di Cipro».

La bandiera di cemento

«Basti pensare che persino l’acqua, con le sorgenti che sono nel versante greco ma non in quello turco, viene venduta come fosse carburante dalle pompe – come appunto nella foto che segue – per rendersi conto delle difficoltà di convivenza che vive a tutt’oggi il paese. “Su” in lingua cipriota significa appunto acqua».

Benzina? No, acqua!

Qui si conclude la prima parte della tappa cipriota di Piero e dei Cyclown Circus. Ma visto che lo Zio Bici ha presentato i suoi compagni di viaggio, è reperibile in rete un documentario sui Cyclown Circus, firmato da Dimitris Sfyris, che può mostrarvi anche alcune delle facce dei personaggi di cui stiamo raccontando le vicende. Enjoy!

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