Si parte! Dall’Italia alla Turchia per raggiungere i Cyclown Circus

Dopo aver raccontato in via generale l’itinerario del viaggio e iniziato a rivivere lo spirito che lo ha animato, è il caso di riavvolgere il nastro e tornare indietro sui nostri passi, pedalando al contrario fino al momento della decisione di intraprendere un percorso così ricco di punti interrogativi, per scorrerne i momenti più e meno belli, che guardati insieme danno l’idea di un’esperienza in grado davvero di cambiare una vita intera e la percezione di quello che si ha intorno, una volta rimesso piede nella terra d’origine.

Piero raggi bici

Piero tra raggi e ingranaggi della bici

PREPARAZIONE del VIAGGIO e PARTENZA – La data fissata per la partenza è quella di un giorno di giugno del 2005.

«Ci sono voluti qualcosa come sei mesi di preparazione – racconta Piero – per riuscire a pensare a quello che mi sarebbe servito e interrompere tutto quello che stavo facendo. Sei mesi per lasciare alle spalle nove anni di Roma. Mi sono costruito una bici (come dicevamo una Tall Bike) su misura per le mie esigenze, facendone una per me, una per Rocio e una per Simone, i due ragazzi con cui sono partito dall’Italia. Partenza in direzione sud sud/est, si punta inizialmente verso Brindisi. L’idea è quella di raggiungere il Salento, per incontrare qualche amico e fare lì qualche spettacolo». Per fare un po’ di riscaldamento in vista di quella che sarebbe stata, nei mesi e negli anni a seguire, una specie di abitudine quotidiana.

«I primi 30/40 chilometri ce li facciamo in treno, per uscire dalla grande città, poi via sull’Appia verso Napoli. Da Napoli si va a Salerno, poi si scavalca l’Appennino, che è stato duro, e si punta a Bari. I primi tre mesi passano facendo spettacoli in Salento, e in giro a trovare amici. Facevamo giocoleria e spettacoli vari, e ci accampavamo in spazi lontani, all’aperto in mezzo agli uliveti, senza avere particolari problemi». Quindi ci si muove verso Brindisi, dove avremmo incontrato Simone. A settembre si parte per la Turchia, destinazione Izmir, ovvero Smirne.

VERSO ISTANBUL – «Sapevamo che alcuni amici erano già in Turchia, e ci aspettavano a Istanbul». Loro erano i Cyclown Circus, un gruppo itinerante di artisti circensi a due ruote provenienti da ogni parte del mondo, che andavano a Istanbul venendo dalla Bulgaria, in quel momento. «Abbiamo fatto percorsi sia in treno che in bici, da Smirne fino a Istanbul, senza incontrare particolari difficoltà neanche nel caricare le bici sui treni. Sono stati 4 o 5 giorni di viaggio in tutto. Si dormiva in campagna e l’obiettivo era quello di raggiungere il gruppo al più presto. Era fine settembre quando ci siamo incontrati, dormivamo ospiti in una casa piccolissima, in 14 persone».

turchia 12.5

Il gruppo di artisti con i suoi ospiti turchi

«Abbiamo passato tanti giorni a fare spettacolo a Istanbul, con i Cyclown Circus che erano in particolare musicisti, per cui il mix tra la nostra arte (la giocoleria) e la loro all’inizio non è stato facile. Io tra l’altro parlavo un pessimo inglese, e anche questo rappresentava un po’ un problema. Il furto di cui avevamo già parlato a proposito della sicurezza di un viaggio come questo è avvenuto nella casa dove stavamo in 14 persone. Alcune persone sono entrate nella notte, e grazie agli spray che addormentano hanno rubato le cose che loro ritenevano di valore. Via i borselli, con dentro i documenti, qualche cellulare (noi “italiani” non ne possedevamo) e stop. Ci è toccato quindi rifare i documenti, in qualche maniera si ripartiva davvero da zero. Sotto sotto mi intrigava anche questa cosa. Purtroppo oggi l’ho perso quel passaporto».

ANKARA e la CAPPADOCIA – Terminata la parentesi di Istanbul il gruppo si muove verso Ankara, dove – come sottolinea Piero – «è iniziato il viaggio vero e proprio». La formula del cantastorie che si ferma e fa spettacolo, chiedendo a sua volta ospitalità e cibo, prende così forma.

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