Prima di Personal Travels

E ‘stato un uomo coraggioso a mangiare la prima ostrica” – Jonathan Swift

gullivers39travels4340

Lasciare un lavoro a tempo pieno a Booking-punto-com per avviare un progetto tutto mio, mi ha fatto sentire un po’ come essere la prima persona a provare le ostriche. Ancora non so se è proprio il mio cibo ideale, ma non dimenticherò mai quel sapore.

La mia idea è quella di rendere il mondo dei viaggi più semplice e scorrevole, più democratico anche, mettendo sulla stessa barca coloro che viaggiano e coloro che fanno dell’accoglienza ai viaggiatori il mestiere di una vita. Su questo blog si discuterà di viaggi sotto diverse prospettive e punti di vista, per cercare di definire pratiche condivise e consigli utili per godere al meglio di uno dei grandi doni dell’umanità.

Prima di introdurre ulteriormente le caratteristiche del blog, lasciate che vi dica di più su me stesso e di come ho definito il mio modo di viaggiare. Essendo nato in Italia nel 1976, sono abbastanza vecchio da ricordare com’era quando le famiglie non avevano alcuna forma di personal computer. Ma grazie a mio padre la prima macchina del genere a entrare in casa nostra è stata un Sinclair ZX Spectrum, più o meno agli inizi del 1983.

Circa 10 anni più tardi è arrivato il momento per il primo, ingombrante cellulare di papà. In quegli stessi anni ero già diventando un frequent flier, principalmente d’estate per visitare la famiglia di mia madre nella verde Irlanda. All’epoca il segnale di divieto di fumo si spegneva in volo e ci si poteva tranquillamente accendere una sigaretta sui voli di linea Aer Lingus o Alitalia.

Naturalmente il viaggio è sempre la stessa esperienza, la magia che espande la vita di milioni di persone oggi come allora. Solo che all’epoca bisognava ricorrere a modi completamente diversi di organizzare, godere, e ricordare i nostri viaggi. Vorrei solo fare un accenno a quello che intendo per differenze cruciali ricordando alcuni aspetti del viaggio che ha in seguito definito per sempre il mio modo di viaggiare: il viaggio InterRail dell’estate 1998 con la ragazza che sarebbe diventata la mia compagna di vita.

Foto

All’epoca non era comune per un dispositivo portatile avere un obiettivo digitale da 12 megapixel incorporato. Non esisteva quasi la macchina fotografica digitale, almeno non a livello di prodottodi consumo. Si usavano fotocamere compatte che richiedevano un rullino di pellicola su cui si impressionavano le foto, come la piccola Pentax di Serena che abbiamo portato con noi.

granada clothes

Ricordi di viaggi giovanili: negozi di souvenir a Granada vendono pellicola Kodak

Si portavano tonnellate di pellicola da casa, acquistata in negozi di fiducia, dove si sperava che non ti avrebbero dato roba scaduta. Quando finivi i rullini, bisognava girare per negozi di souvenir come questo a Granada, dove si potevano comprare rullini Kodak Gold e pagarli come se fossero appunto fatti del metallo prezioso. Durante il viaggio, si scattava alla cieca ai soggetti, sperando di aver premuto il tasto al momento giusto. La scarica di adrenalina quando tornavi a casa e mandavi il rullino a sviluppare sperando di avere almeno un paio di buone foto nel mucchio è qualcosa di ancora insuperato. Così come lo è la delusione di scoprire che si era completamente bruciato il film esponendolo accidentalmente alla luce, e che avresti dovuto per sempre fare a meno di ricordi visivi per quella particolare vacanza.

Chiamare casa

Come dicevo, i telefoni cellulari non erano esattamente portatili allora, né erano molto convenienti. Inutile dire che non ne avevamo uno con noi durante il viaggio attraverso l’Italia, la Francia, la Spagna e il Portogallo. Quando c’era la possibilità si chiamavano i vecchi da una cabina telefonica pubblica, per rassicurarli che tutto andava bene, come stavo facendo da questa cabina nella famosa Barceloneta di Barcellona.

phone box in barceloneta

ciao mamma!

Un’altra opzione era quella di informare i parenti del numero di telefono del luogo ove si soggiornava, ma questo significava che tua suocera avrebbe dovuto trovare il modo di superare le barriere linguistiche del caso e far sì che l’impiegato di una polverosa vecchia posada facesse venire sua figlia al telefono al più presto. Non proprio una cosa alla portata di tutti.

Sistemazione

Prenotare un soggiorno da qualche parte prima di arrivare fisicamente sul posto non era quasi possibile nei viaggi di gioventù. I viaggiatori d’affari e di piacere riuscivano a chiamare con giorni di anticipo, e magari a fornire un numero di carta di credito o di un versamento in banca a titolo di garanzia. Ma in generale la regola era: raggiungere una destinazione, trovare un posto dove stare. Una scia di giovani al seguito di un albergatore per raggiungere un’alternativa nelle vicinanze era uno spettacolo tipico in molte città europee. A volte poi il compito non riscuoteva successo. Poteva capitare di trascorrere la maggior parte del giorno vagando da un posto ad un altro sulla lista, solo per trovarli tutti al completo o non disponibili. A questo punto ci si accontentava letteralmente di qualsiasi cosa, come la notte che abbiamo trascorso sul pavimento di pietra dura fuori da una stazione ferroviaria dimenticata da Dio in Portogallo, con un gruppo di giovani tedeschi, documentata qui sotto.

faro train station

Amici senza social media

Quei ragazzi erano il più divertente gruppo di appassionati di krauti che abbia mai incontrato, e insieme abbiamo trascorso un paio di giorni fantastici. I miei ricordi del tempo trascorso con loro sono una barzelletta di cattivo gusto su Lady D, e uno strano viaggio in treno. Tra le fermate dovevo estrarre le spine di cactus succosi dalle mani inesperte di coloro che ovviamente non avevano mai visto quello che gli italiani chiamano fico d’India.

Inutile dire che non avevamo i social media all’epoca. Se si voleva restare in contatto ci si doveva impegnare a diventare amici di penna. A condizione di non perdere gli indirizzi scarabocchiati su fogli di carta sfusi o sul retro della vostra rubrica telefonica.

Che buona la pizza in Portogallo!

Che buona la pizza in Portogallo!

Io li ho sempre persi. Ecco perché nessuna di queste belle persone è oggi tra i miei amici di Facebook. Vorrei che si potessero riconoscere in foto per contattarmi, e condividere più ricordi di quella fantastica estate in giro per l’Europa.

0 replies

Leave a Reply

Want to join the discussion?
Feel free to contribute!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *