Matera 2019: la grande sfida di essere Capitale europea della cultura

La prima fu Atene, nell’ormai lontano 1985, quando ancora si chiamavano Città europee della cultura. Oggi il loro nome è cambiato in Capitali europee della cultura, la loro assegnazione segue un ordine prestabilito per dar modo a ogni paese dell’UE di esprimere le proprie candidate, ma non si è modificata la mission del progetto: dare visibilità alla vita e allo sviluppo culturale di un territorio, avvicinandolo al resto dell’Europa. Proprio come succederà a Matera, città designata Capitale europea della cultura per il 2019.

Matera - foto di Salvatore Laurenzana

Matera – foto di Salvatore Laurenzana

La notizia è giunta lo scorso 17 ottobre, con la città della Basilicata che ha avuto la meglio su un gruppo di candidate che comprendeva Lecce, Perugia, Ravenna, Siena e Cagliari. Matera dunque, dopo Firenze, Bologna e Genova, sarà la prima città del sud a mostrare le sue capacità di produzione culturale. Un’occasione unica per la città, così come per il sud tutto, come più volte è stato sottolineato e come hanno tenuto a precisare anche i promotori dell’iniziativa, che mettono in luce come Matera abbia “condiviso lo stesso destino di area di consumo di prodotti provenienti dai grandi centri di produzione culturale. Negli ultimi anni, però, il quadro sta cambiando. Si fa strada un movimento che rimuove sistematicamente le barriere di accesso alla cultura: usa nuove tecnologie, adotta licenze aperte per rendere culturalmente ed economicamente sostenibile un modello in cui la produzione culturale è diffusa, orizzontale, partecipata”. Ed è proprio questo il trend che si vuole seguire.

Perché se è vero che soltanto qualche decennio fa Matera era conosciuta come una “vergogna nazionale”, a causa dello stato in cui versavano gli abitanti dei suoi famosi Sassi, ad oggi la situazione è del tutto diversa. Un esempio può essere quello degli Open Data, sul cui tema Matera è avanti rispetto a tutto il Mezzogiorno italiano, ma anche sotto altri aspetti la città sa distinguersi: è una delle città più sicure d’Italia, tra quelle con la maggior penetrazione di tecnologie digitali private e con il maggior aumento di imprese culturali giovanili. Consapevoli di come la cultura rappresenti la vera opportunità per disegnare un modello sostenibile di sviluppo socio-economico, i promotori, forti della grande partecipazione attiva della cittadinanza al progetto, lanciano una sfida che insieme coinvolge il territorio, il sud Italia in generale e l’Europa tutta.

Matera - Foto di Sergio Laterza

Matera – Foto di Sergio Laterza

Tra gli obiettivi della città per Matera 2019 c’è sicuramente quello di fermare la fuga dei giovani, che ancora oggi lasciano il sud per cercare fortuna altrove. Cultura, conoscenza e innovazione dovranno essere il propellente in grado di invertire questo flusso, ed insieme contribuire a rafforzare la visibilità e il posizionamento turistico internazionale di Matera. Ad oggi infatti il turismo straniero nella città si attesta su un 30% di presenze, e l’obiettivo dichiarato per l’anno 2019 è di portare questa percentuale al 50%, a fronte di una mole di circa 600mila turisti attesi ogni anno. Importante sarà anche aumentare i tempi di permanenza in città, così come intervenire sulla mobilità per garantire accesso e spostamenti facilitati in un territorio non facile. Una terra che per quasi cento anni è stata la più povera e la meno alfabetizzata del continente si prepara quindi alla grande sfida, pronta a scrollarsi di dosso ogni senso di inferiorità.

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