L’irresistibile tentazione del ricordino

Photo by Oswaldo Rubio

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Chiamatela irresistibile tentazione a portare con sé un souvenir, oppure date la colpa a improvvisi e incontrollabili attacchi di cleptomania, fatto sta che la percentuale di quanti hanno l’abitudine di portare via dalla propria camera d’albergo un qualche ricordino è tutt’altro che da sottovalutare, e venti italiani su cento che viaggiano ammettono di essere caduti almeno una volta in questi comportamenti.

Con una particolare predilezione per biancheria, accappatoi e asciugamani vari, nel nostro caso. Ma si sa che il mondo è bello perché è vario, per cui non mancano popolazioni attratte da riviste e libri, come gli inglesi, i tedeschi o i francesi, ma anche, ed è il caso dei cinesi, dall’arredamento della camera. Un turista cinese su tre ammette infatti di aver messo le mani su lampade, orologi o opere d’arte presenti nella camera d’albergo, stando ai dati di una ricerca condotta da Hotels.com, che assegna la palma del turista più rispettoso e onesto al viaggiatore danese, con solo il 12% dei turisti che ammette di essere caduto almeno una volta nella trappola.

E se indagare sui perché di questa vera e propria mania mondiale è tutt’altro che semplice, può essere divertente approfondire le preferenze di quel 35% di viaggiatori, a livello globale, che ammette di non poter resistere al fascino di mettere nella valigia qualcosa di proibito, in qualche caso arrivando a commettere veri e propri furti con destrezza. Come nel caso del viaggiatore insaziabile che presso l’albergo Parkroyal di Kuala Lumpur ha pensato bene, invece di scolarsi le bottigliette del frigo-bar – magari riempiendole di acqua o tè per far sì che nessuno se ne accorgesse – di far sparire direttamente tutto il frigo, per la sorpresa generale degli inservienti dell’albergo.

O come quei tre clienti di uno Starwood Hotel americano che hanno snobbato le confezioni di mini-sapone della loro stanza per dedicarsi invece alla rimozione del pianoforte della hall dell’albergo. Altri oggetti davvero insoliti che risultano tra quelli rubati alle catene internazionali sono, oltre alla lunga lista di bollitori, asciugacapelli e stoviglie varie, un albero di Natale e il modellino di un Concorde. Per non parlare del tipo che dalla sua camera di albergo ha portato via il condizionatore, smontandolo direttamente dalla parete.

 

Photo by flickr user Tristan Schmurr

Photo by flickr user Tristan Schmurr

Ma guardando il fenomeno dal punto di vista dell’albergatore, quali possono essere le contromisure? Se da un lato la gran parte dei direttori è propensa a chiudere un occhio davanti al piccolo furto consumato per portare via un ricordo del soggiorno, magari griffato, dall’altro qualcuno ha già pensato di correre ai ripari, utilizzando la tecnologia oppure mettendo in un listino i pezzi potenzialmente più appetibili. Nelle camere della fantasiosa catena australiana QT, infatti, campeggia un menu dal titolo molto esplicativo: “Desire” – ovvero desiderio – dove sono elencati gli oggetti più ambiti, e il loro relativo prezzo. I 14 articoli nella lista aggiungono più di 500 dollari al conto della suite, per cui è necessario pensarci bene prima di farli sparire.

Ancora più aggressivi i tre alberghi di New York, Miami e Honolulu che si sono affidati alla tecnologia per combattere il fenomeno. Un’azienda di Miami, la Linen Technology Tracking, ha infatti messo a punto un’etichetta RFID, il cui chip è resistente a ben 300 lavaggi, che promette di tenere traccia di tutti gli spostamenti della biancheria dell’albergo. Anche perché, come conferma William Serbin, vice presidente esecutivo della Linen Technology Tracking, “questi furti possono far mancare, ogni mese, dal 5 al 20% del totale della biancheria dell’albergo”.

Anche chi scrive deve ammettere di essere caduto in tentazione una volta, durante un soggiorno in Alto Adige. Nella valigia ha fatto ritorno con me un divertente libro di un illustratore austriaco, che mi aveva tenuto compagnia in qualcuna delle serate di riposo, dopo le passeggiate diurne. E voi, siete pronti a confessare le vostre peggiori malefatte? Raccontatecele nei commenti…

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