Il cantastorie in bicicletta: l’itinerario

Da veri amanti di viaggi incredibili, in tutte le loro forme, noi di Personal Travels sappiamo bene riconoscere la differenza tra un normale turista, di quelli che per intendersi non si allontanano dai sentieri prestabiliti e girano armati della loro macchinina fotografica digitale, e un viaggiatore, ovvero colui che pianifica la sua partenza, sapendo quello che si sta lasciando alle spalle, senza l’assillo di un itinerario prestabilito e di tempi stringenti. Una scelta che non è adatta a tutti, ma che di sicuro è in grado di affascinare i più. E a proposito di viaggiatori e viaggi incredibili, noi siamo rimasti fulminati dal racconto del viaggio di Piero, meglio conosciuto come lo Zio Bici (www.ziobici.it): un tour su due ruote – quelle azionate dai pedali e non da un motore meccanico – che lo ha portato dall’Italia all’Indonesia, dall’Europa all’Asia, per una durata complessiva di circa 5 anni, dal 2005 al 2010, con una compagnia variabile di persone, accomunate dalla passione per le bici e il circo di strada, e lunghi momenti di viaggio in solitaria. Insieme a lui vogliamo provare a raccontare questa storia.

11.5

Piero aka Zio Bici

La preparazione

«La preparazione del viaggio è durata 6 mesi» – ci racconta – «Si trattava di lasciare tutto, partire senza sapere dove si andava e senza preoccuparsi del tempo. Lasciare Roma, la casa, un buon lavoro. Ho regalato alcune cose e messo da parte alcune altre cose che mi sembravano importanti. La mia vita si è chiusa in un paio di borse e sono partito». Facile immaginare le tante difficoltà da affrontare, da quelle logistiche a quelle più pratiche, dalla scelta del mezzo adatto a quella dei “bagagli” da portare, fino ai problemi legati alle differenti lingue e abitudini che si andavano a incontrare, o alla sicurezza in generale.

«Siamo partiti come un piccolo circo itinerante su Tall Bike (biciclette customizzate e sviluppate in altezza), con la mia bici costruita per l’occasione dopo un’esperienza precedente di tre mesi di viaggio, dove avevo preparato una bici a due piani in funzione dei bagagli da portare. Una variabile fondamentale è quella di sapere bene in che posti si sta andando, per scegliere al meglio il mezzo e non perdersi dietro a un’assistenza altrimenti impossibile».

la mia bici

La Tall Bike di Piero (con scimmietta curiosa)

L’itinerario 

«Ho cercato nel mio itinerario di seguire per quanto possibile il caldo» – continua – «Sono partito a giugno verso est, lasciato Istanbul che era ottobre. A dicembre ero a Cipro, perfetta in inverno. Finito l’inverno, a metà marzo siamo tornati verso su, passando poi in Russia e Mongolia in agosto, a Pechino a fine ottobre e poi verso il sud. In Laos. Scappavamo sempre dal freddo e dalla neve».

Questa la sequenza dei paesi attraversati durante il viaggio: Turchia, poi Cipro, ancora Turchia, poi Georgia, Russia e Mongolia. Quindi Cina, Laos, Thailandia, ancora su e giù tra Laos e Thailandia, e infine Malesia, Singapore e Indonesia. «Le uniche scadenze dei nostri spostamenti erano i visti», ci racconta sorridendo e facendoci capire come il tempo scorresse in maniera davvero differente durante questa esperienza.

Una tappa alla volta, settimana dopo settimana e paese dopo paese, ci faremo accompagnare dal racconto di Piero, per scoprire come sia stato possibile mettere in gioco tutte le proprie certezze da benestanti occidentali e ritrovarsi catapultati in realtà diversissime fra loro, dove quello che qui sembra essere di vitale importanza può diventare solo un vezzo o un piccolissimo dettaglio. Due ruote e la ferrea volontà di farle girare attraversando il mondo, gli attrezzi da giocoliere in una tasca della borsa, poco più di un centinaio di euro in tasca, giusto per far fronte ai primi bisogni, e la necessità e la voglia di condividere qualcosa con tutte (o quasi) le persone che si paleseranno sulla strada. Pochi ma importanti ingredienti per un viaggio indimenticabile.

Pronti a salire sulla canna virtuale della vostra bicicletta per pedalare con Piero a i Cyclown Circus?

0 replies

Leave a Reply

Want to join the discussion?
Feel free to contribute!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *